17
nov 2019
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EPISODI SI’, EPISODI NO

Son sincera (come sempre d’altra parte, a costo di prendermi una carrettata di parole!): durante la partita di Salò ho avuto la netta sensazione che il Padova stesse subendo decisioni arbitrali tra il “fuori luogo” e il “clamoroso”. La rete di Andelkovic, annullata per fuorigioco, mi è sembrata regolare, ho nutrito più di qualche dubbio sulla regolarità del gol di Caracciolo (gol che invece è stato convalidato e ha di fatto deciso la partita), il rosso diretto a Gabionetta mi è sembrato eccessivo, non parliamo della cacciata anzitempo negli spogliatoi di Ronaldo nel finale per doppio giallo.

A mente fredda però, e soprattutto rivedendo gli episodi negli highlights, mi rimane il dubbio che non sia valido il sigillo di Caracciolo (dubbio difficilmente fugabile visto che esiste un’unica inquadratura dell’azione da centrocampo che non può chiarire fino in fondo se nel momento in cui Scarsella gli ha passato la palla in effetti lo ha pescato oltre la linea dei difensori) e continua a sembrarmi affrettatissima la seconda ammonizione che ha portato all’allontanamento del capitano ormai allo scadere del match. Per il resto posso solo dire che gli episodi hanno fortemente condizionato l’andamento della gara del Padova che è stato punito sempre nel momento in cui stava facendo di tutto per provare a raddrizzare la partita e stava perfino quasi riuscendo a buttare la palla oltre la linea bianca della porta.

Ma aggiungo che condivido ancora una volta l’atteggiamento di Sullo che, a fine gara, degli episodi non ha proprio voluto parlare perché “è da perdenti attaccarsi agli alibi”. Giusto. Sono stati tanti, troppi, i bocconi amari che la squadra ha dovuto ingoiare stasera ed è verissimo che non si meritava di perdere. Ma attaccarsi all’arbitro rischia di essere una scorciatoia che non fa analizzare con lucidità il momento comunque un po’ “no” della squadra. Meglio ricompattarsi e pensare alla prossima (in cui ahinoi mancheranno sia Ronaldo che Gabionetta, ovvero i due con i piedi più buoni) che piangersi addosso per le decisioni del direttore di gara o per la sfortuna di un palo che non è diventato gol.

La situazione non è assolutamente tragica, il Padova è comunque in alto, nella parte nobile della classifica, ma è un attimo pensare di essere stati solo sfortunati e continuare a cadere. Meglio capire dove si sta sbagliando e dove non si sta dando abbastanza e intervenire. Per tornare lassù. Senza se e senza ma.

10
nov 2019
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IL BRUSCO RITORNO ALLA REALTA’

Dalle emozioni fortissime del derby vinto a Vicenza con impegno e sacrificio al brusco risveglio di oggi, giornata che ha riservato al Padova la terza sconfitta in campionato per mano del Sudtirol all’Euganeo, il passo è stato troppo breve.

Il Padova non è più primo in classifica: la vetta riconquistata con la maiuscola prestazione del “Menti” è ora tornata nelle mani dei vicentini vittoriosi per 3-0 a Trieste. Il Sudtirol inoltre, espugnando l’Euganeo, ha agganciato proprio il Padova al secondo posto, accorciando ancor di più la graduatoria nella sua parte alta. Eppure non sono queste le brutte notizie di serata. La classifica si dovrà guardare a maggio, adesso non conta nulla.

Sono altri gli aspetti che devono essere sottolineati per cercare di porre rimedio a quel che in questo momento non sta andando per il giusto verso. Mi limito a due osservazioni (che potrebbero però essere di più):

1) quando non c’è Ronaldo (oggi squalificato) il Padova non ha un’alternativa di gioco e fa terribilmente fatica a rendersi pericoloso negli ultimi sedici metri. Avendo in rosa altri giocatori con caratteristiche diverse ma con altrettanta qualità (su tutti Gabionetta che può fare il trequartista e finalmente è tornato a disposizione), occorre urgentemente trovare altre ispirazioni per la manovra d’attacco. Anche sulle fasce peraltro, dopo un inizio di campionato travolgente soprattutto a sinistra dalla parte di Baraye, si osserva un momento chiamiamolo così di “stanca” con la difficoltà a creare la superiorità numerica e conseguentemente a far arrivare in mezzo all’area cross decenti.

2) è da qualche partita che il Padova nel primo tempo assume un atteggiamento un po’ troppo attendista. Poi nella ripresa dà di più. Oggi in particolare visto che ad inizio secondo tempo il Sudtirol ha segnato subito e i biancoscudati hanno reagito allo svantaggio. C’è quindi anche, almeno in parte, un problema di atteggiamento. Il Padova deve capire fino in fondo che ha ragione il suo allenatore quando dice che o si dà il 110 per cento ogni volta o il rischio di patire sconfitte è dietro l’angolo. Non basta il 99 davvero, il 110 serve. Sempre. Comunque. In ogni sfida che questo campionato mette di fronte.

Si tratta di fronti sui quali il Padova, che, va detto, finora ha sempre lavorato al massimo e quindi va solo applaudito per questo, deve avere d’ora in avanti un’attenzione particolare. Sono i dettagli che fanno la differenza in ogni campo. Più che mai nell’equilibratissimo girone B di serie C.

03
nov 2019
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UN’EMOZIONE INDESCRIVIBILE

Non ho parole. Me le ha tolte tutte il gol di Soleri grazie al quale il Padova si è imposto al “Menti” riprendendosi meritatamente la vetta della classifica.

Che sogno vincere il derby dei derby. Che meraviglia vincerlo vedendo 11 (più quelli entrati dalla panchina) leoni in campo. Che bello esultare con l’entusiasmo di un bambino.

Credo che dal punto di vista della qualità umana e caratteriale di questa squadra nessuno più debba avere dubbi. Questi son ragazzi che lavorano seriamente. Che lavorano duro. Che quando vogliono vincere vincono perché sarebbero disposti a buttare giù a testate qualunque ostacolo si ponga loro davanti pur di riuscirci.

Poi per carità anche il Vicenza è squadra forte. Anche altre realtà del girone B di serie C lo sono. Ma penso veramente che sotto il profilo della voglia di dare il 100 per cento questi ragazzi non siano secondi a nessuno.

Non si è fatto ancora niente, lo so. Ma oggi è stato posato un mattone importante per la costruzione della nostra nuova casa. Abbiamo scritto una pagina di storia a dir poco commovente. Ora non resta che arrivare a scrivere l’ultima pagina del libro di questo campionato come è nei desideri di questa immensa piazza. Come? Lavorando sodo, proprio come si è fatto fino ad oggi.

Avanti Scudati!

27
ott 2019
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UN PARI PREZIOSO

Si era messa maluccio a Piacenza. I padroni di casa non solo si erano portati in vantaggio con Imperiale ma avevano sfiorato il raddoppio con Della Latta (san Minelli anche stavolta ha fatto il miracolo). C’è di più: sull’1-0 il Padova ha pure sbagliato un rigore che io, onestamente, avrei fatto tirare proprio a Santini, visto che mercoledì contro la Samb aveva ritrovato il gol su azione disputando un’ottima parte finale di gara.

Sì, siamo d’accordo che i biancoscudati nemmeno stasera hanno disputato la loro miglior partita. Che diversi giocatori, che fino a qualche settimana fa, estraevano dal cilindro sempre l’idea giusta al momento giusto, sono in una fase di grande appannamento. Ma proprio per questo il pari di Piacenza vale doppio. Vale come una vittoria al novantesimo, in questo momento storico del campionato. Non era facile rialzare la testa dopo aver rischiato di subire il 2-0 e dopo aver sbagliato un calcio di rigore. E invece questa squadra ce l’ha fatta, dimostrando ancora una volta che, almeno dal punto di vista dell’impegno e dell’abnegazione, in campo viene lasciato sempre tutto (e sono felice che proprio Santini abbia procurato, con uno scatto felino, la punizione da cui è scaturito il pari di Pesenti).

Certo ci son tante cose da rivedere e sistemare, ma il mister per primo già lo sa e farà quel che deve fare. A cominciare dal derby di Vicenza di domenica prossima. In assoluto la sfida che i tifosi aspettano più di ogni altra.

 

24
ott 2019
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LA PARTITA PIU’ DIFFICILE

Dopo due sconfitte di fila. Dopo sette vittorie e un pareggio. La sfida di stasera contro la Sambenedettese è stata mentalmente per il Padova la più difficile. E’ stata per 80 minuti una guerra di nervi, una gara diretta innanzitutto a non prenderle, tentando di approfittare dell’episodio giusto per sbloccarla.

E’ stata la partita più difficile per i giocatori in campo ma anche per l’allenatore in panchina che ha dimostrato ancora una volta la propria competenza, un discreto coraggio nel cambiare all’inizio, il giusto tempismo nell’effettuare le sostituzioni a gara in corso.

Bravi Ronaldo e Santini a farsi trovare pronti e a rimpinguare il proprio bottino di gol e di autostima. Bravi anche Germano e Soleri. E’ proprio vero che in panchina abbiamo un tesoro di valore inestimabile. E in campo ci può andare ogni volta l’undici migliore. Non è proprio male come certezza… Ah, a proposito, a tutti quelli che chiedevano in questi giorni di prendere in considerazione l’ipotesi di richiamare Bisoli (lui perché è già sotto contratto!) in un tempo non troppo lontano, ricordo che il Padova è ancora primo in classifica.

Sotto col Piacenza. E poi col Vicenza. Altre due giornate che sapranno dare indicazioni preziose sul cammino biancoscudato.

20
ott 2019
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MEGLIO RIGIOCARE SUBITO

Il turno infrasettimanale contro la Sambenedettese è la miglior prospettiva che potesse capitare al Padova in questo momento, dopo le prime due sconfitte (consecutive) in campionato. Non dover attendere 7 giorni prima di rimettersi in discussione, non dover vivere un’intera settimana di lavoro prima di dover riannodare i fili con le prime 8 giornate credo sarà un toccasana per i biancoscudati.

Ci sarà la possibilità, viste le tante partite ravvicinate, di vedere all’opera qualche protagonista diverso dal solito. Ci sarà soprattutto modo di scendere in campo con la rabbia per il brutto stop di Trieste ancora “fresca” nel cuore, nella testa e nelle gambe. Indipendentemente da chi siano gli undici che Sullo deciderà di mandare in campo al fischio d’inizio.

Mi fermo qui. Anche perché oggi in trasmissione abbiamo ricevuto messaggi del tipo: “Richiamate Bisoli che già è sotto contratto…”, “Cacciate Sullo senza aspettare altre sconfitte” e io onestamente, visto che faccio tanta ma tanta fatica ad abituarmi a questo umore altalenante di una parte della tifoseria biancoscudata, non voglio nemmeno sfiorare col pensiero l’idea che siamo in crisi e che non potrà andare meglio di così. A questi signori mi limito a dire che siamo ancora primi in classifica…

13
ott 2019
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POLVERI UN PO’ BAGNATE, NIENTE DRAMMI

“Mica pensavate che le avremmo vinte tutte vero?”. Parto dal pensiero espresso sui social da un tifoso storico per alleggerire la pesantezza di questo primo stop stagionale del Padova. Vincerle tutte in effetti è impossibile, da un’avversaria si doveva pur cominciare ed è toccato al Ravenna trasformarsi nell’incubo della serata.

In effetti quando ho visto che Ronaldo non era il solito Ronaldo e non ne metteva una di buona in mezzo, che Fazzi crossava costantemente dalla trequarti invece che tentare di affondare, che Baraye superava anche l’uomo ma poi non aveva il tempo giusto nello scegliere se tirare o mettere in mezzo mi è venuto il dubbio che potesse non essere la giornata giusta per l’ottava vittoria in campionato.

Detto questo, avere un po’ le polveri bagnate ci può stare, specialmente contro un avversario che ha giocato tutto il primo tempo e gran parte del secondo con l’unico obiettivo di disturbare il gioco del Padova andando a neutralizzare i giocatori biancoscudati con più qualità.

L’analisi della sconfitta verrà fatta a freddo ma di sicuro non sarà di quelle impietose in grado di distruggere quel bel germoglio nato fino a questo momento (tanto per usare una metafora adoperata da Sullo stesso). Sotto con la Triestina: quale miglior partita per rialzare la testa subito?

06
ott 2019
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FORZA, DETERMINAZIONE, PAZIENZA

Ogni domenica è buona per il Padova per mostrare un lato della sua straordinaria personalità. In queste prime 8 giornate di campionato la squadra di Sullo è stata capace di sfoderare forza, determinazione, voglia di vincere, attitudine alla sofferenza, volontà di arrivare all’ultimo secondo della gara senza mollare di un centimetro la presa. Oggi contro l’Arzignano ha aggiunto un’altra dote ancora: battendolo così come l’ha battuto, ha dimostrato di saper portare pazienza. Di saper aspettare il momento giusto contro un avversario tosto e ben messo in campo. Portando a casa il settimo successo in campionato. Ogni vittoria ha il suo sapore. Quella di oggi, oltre a regalarci una squadra “paziente”, ha arricchito la statistica dei marcatori stagionali arrivati, con Kresic e Buglio, a quota 11. Il Biancoscudo ha vinto sette partite mandando in gol ben 11 persone diverse (6 entrate a partita in corso). Un dato che la dice lunga sulla partecipazione corale di questi ragazzi alla manovra ma, allargando il concetto, anche al progetto totale della società. La dice lunga sulla bravura dell’allenatore che sa farsi ascoltare da tutti e coinvolge tutti.La dice lunga sulla voglia che hanno tutti di essere protagonisti anche attaccando al mosaico solo un piccolo ma significativo pezzo.

E per favore basta con questa storia che stiamo affrontando le più scarse. Non è vero. La classifica non sempre rispecchia pedissequamente i valori dei club che la compongono e l’Arzignano ne è la dimostrazione. Luogo comune per luogo comune, a chi dice che finora abbiamo avuto un cammino facile, rispondo quindi dicendo che i campionati li vincono le squadre che prendono pochi gol e che riescono a vincere proprio le sfide che sulla carta sembrano più semplici. Sette vittorie in otto partite e solo 3 gol finiti alle spalle di Minelli. Direi che ci siamo. Per ora, sia chiaro. Il cammino è lungo, ma evitiamo di rovinarci questa felicità con pensieri che in questo momento hanno poco senso…

29
set 2019
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CHE CARATTERE!

Padova solido. Padova vincente. Padova che si aggiudica sei partite su sette mandando in gol non solo gli attaccanti. Padova che quindi in allenamento sta provando soluzioni tattiche che coinvolgono tutti (finora si sono sbizzarriti, oltre alle punte, esterni e centrocampisti, ma prossimamente son sicura che vedremo, ad esempio, anche qualche gol di un difensore di testa su punizione o calcio d’angolo, mi pare a occhio e croce che sia una delle poche situazioni rimaste che ancora non abbiamo sfruttato). Padova primo. Tifosi biancoscudati di nuovo felicissimi. Anche di continuare a organizzare trasferte e di girare per l’Italia finalmente orgogliosi della propria squadra del cuore!

La vittoria di oggi però consegna ai posteri anche un lato caratteriale importante, che finora si era già visto ma non nella sua grande imponenza. Il gol nel finale poteva scalfire alcune certezze, poteva trasformarsi in un piccolo boomerang. Questa squadra ha invece dimostrato che, se vuole vincere, non c’è errore piccolo o grande che tenga. Si torna a centrocampo, si appoggia il pallone e si riparte con lo sguardo dritto e la grinta di sempre. Un carattere del genere farà la differenza anche quando i campi si faranno più pesanti, le battaglie più ardue, le partite ancora più decisive.

La sensazione del tifoso, con questa squadra, con questi ragazzi, con questo allenatore, è quella di essere davvero in una botte di ferro.

26
set 2019
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ALTRA SINFONIA IMPORTANTE

Siamo solo alla sesta giornata di andata. Ma vedere il Padova primo, con cinque vittorie portate a casa in modo convincente, sta ricolmando di gioia un po’ alla volta il cuore dei tifosi che fino a pochi mesi fa era delusissimo.

Di strada ne manca ancora tanta, ma aver mietuto anche la vittima Cesena, una delle squadre più belle e propositive affrontate fino a questo momento, fa capire che il Padova ha tutta l’intenzione di recitare un ruolo da protagonista fino alla fine.

Il cambio di alcune pedine dell’undici titolare non ha minimamente spostato o fatto saltare gli equilibri. Anzi. Dentro Santini, segna Santini. Dentro Soleri, segna Soleri. E’ mancato il gol di Bunino, ma l’occasionissima gli è capitata a fine primo tempo ed è questo l’importante. L’importante è che siamo in presenta finalmente di un gruppo vero e non solo “sulla carta”.

Non deve proprio essere facile per l’allenatore Sullo fare la formazione la domenica. E d’altra parte quando hai 27 giocatori che ti mettono in difficoltà facendoti capire che sono disposti a mettere in campo esattamente quello che tu chiedi…