01
mar 2010
AUTORE Mario Zwirner
CATEGORIA

Senza categoria

COMMENTI 26 Commenti
VISUALIZZAZIONI

672

LO SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI, E IL NOSTRO

 

Alla vigilia dello sciopero degli immigrati, Gilberto Oneto scriveva domenica su Il Giornale che il loro vero sciopero sarebbe “lasciare l’Italia”. Intendeva che solo così, solo se tornassero tutti nei luoghi di provenienza , potremmo verificare davvero quanto contano e quanto pesano oggi nel nostro Paese. Dal momento che le cifre – numero dei regolari e degli irregolari, incidenza sul Pil, adesione stessa allo sciopero – sono cifre del tutto aleatorie.

Provocazione tanto interessante, quanto irrealistico è attendersi una verifica concreta attraverso il rimpatrio di massa. Nemmeno lo xenofobo più scatenato può oggi illudersi di rimandarli tutti a casa loro (sarebbe già tanto riuscire a controllare il numero di nuovi ingressi e non venir semplicemente sommersi da ondate successive…). Ma anche solo pensare a come sarebbe un’Italia senza immigrati, può essere utile a capire quanto la presenza di questi “schiavi moderni” ci abbia corrotto. Corrotto – ovviamente – per colpa nostra, non certo per colpa loro; che di colpe gli immigrati magari ne hanno, ma di tutt’altro genere.

Cominciamo con le badanti, questa presenza così diffusa specie nel ricco Nordest. Immaginiamo che scompaiano domani, cosa succederebbe: ci mettiamo a costruire case di riposo a raffica, finanziate da nuove tasse rette comprese? Ci prendiamo i nostri anziani in casa rinunciando ad andare anche in vacanza per accudirli? Gettiamo la maschera e li lasciamo morire soli e abbandonati (come di fatto già avviene molto spesso)? Di certo il ricorso capillare alle badanti non ci ha aiutato a sviluppare adeguate politiche per l’assistenza alla terza età, e meno che mai a ridimensionare il nostro egoismo a beneficio dei vecchi non più autosufficienti. (E quando, tra poco, lo saremo noi?…)

Passiamo poi ai lavori che “gli italiani si rifiutano di fare”. Che si rifiutino non c’è dubbio, che altrimenti non si spiega come mai interi comparti – dell’agricoltura, della produzione, dei servizi – siano monopolio dei lavoratori stranieri. Non c’è dubbio anche che il rifiuto nasca da retribuzioni inadeguate e orari di lavoro che solo gli stranieri sono costretti ad accettare. Ma qui entrano in ballo le scelte di datori di lavoro che puntano a restare sul mercato non con l’innovazione ma con il contenimento dei costi. Questo alla fine produce un sistema economico arretrato, che non è certo imputabile agli immigrati; ma che resta una realtà, una scelta sciagurata che imprenditori imprevidenti operano grazie alla presenza massiccia degli “schiavi moderni” sul nostro mercato del lavoro. Una scelta che è l’esatto contrario di quella fatta negli anni del boom economico, quando investimenti e stipendi aumentavano di pari passo.

Facciamo un esempio concreto, partendo da quanto successo a Padova con delle donne africane impiegate a separare a mano i rifiuti d’estate dentro un capannone torrido, ad una paga regolare (per le cooperative) di tre euro circa l’ora. Immaginiamo che non ci siano più loro: o troviamo una tecnologia che li separi meccanicamente; o li gettiamo tal quali nell’inceneritore, senza sottilizzare troppo sulla qualità dei fumi; oppure paghiamo venti euro l’ora chi è disposto a fare a mano un lavoro tanto infame (e magari cominciamo anche a domandarci se c’è più bisogno di docenti universitari con tre studenti a corso o di operai che separino i rifiuti…).

Invece, finché abbiamo a disposizione le novelle schiave africane, né cerchiamo alternative né ci poniamo domande.

Concludo ripetendo che nessuna colpa va fatta a questi disperati che, comprensibilmente, cercano qui una vita migliore. Nemmeno la colpa di arrivare in massa e da clandestini, dal momento che noi dovremmo saper affrontare questa emergenza e non ne siamo capaci. Ma che non vengano a decantarci le magnifiche sorti e progressive della società multietnica, né a spiegarci che gli immigrati “sono una ricchezza”: per colpa nostra, con la loro presenza, siamo diventati più poveri e più gretti.

Oggi, lunedì, hanno scioperato gli immigrati. Il nostro “sciopero” è cominciato col loro arrivo.




 

672 VISUALIZZAZIONI

26 risposte a “LO SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI, E IL NOSTRO”

Invia commento
  1. Roberto scrive:

    per Mauro
    Sarà come dice lei, forse solo a Bologna, ma per me contano i dati veri, o le testimonianze dirette di tante persone, non i casi sporadici.
    Per quanto mi riguarda, durante la primavera e l’estate 2009 ho girato decine di aziende agricole per la raccolta degli ortaggi e della frutta in provincia di Verona e non ce ne è stata una che non mi abbia detto che non aveva bisogno di ulteriore manodopera perché avevano già preso rumeni a lavorare .
    Ho presentato domanda di lavoro alle 4 cooperative di servizi vari e facchinaggio più grandi di Verona e per cinque sei mesi non sono ancora stato contattato (perché ovviamente sono già sature di stranieri).
    E poi , lei non è ancora convinto che adesso ci siano, in un paese di 60 milioni di abitanti, almeno "qualche milione" di disoccupati , e che costoro , dopo mesi di disoccupazione non stiano cercando lavoro ?

  2. Malmusson scrive:

    Naturalmente questo è il suo pensiero. Ma si sbaglia sig,Swirner. Io che ne ho avuto l’occasione non me la sono fatta sfuggire, e le dico la verità; SONO RINATO!!

  3. gatòn scrive:

    Vedo che ti sono piaciute le mie elaborazioni al tuo nick.
    Vieni a cena con noi domani sera ?
    Non si parla di politica, ma di Hellas.

  4. Mario Zwirner scrive:

    Simone ho un’idea diversa dell’età, che forse è una pia illusione: ma ritengo che si diventa vecchi solo quando si smette di lavorare. Considero quelli andati in pensione a quarant’anni più vecchi (e più sfortunati) di me.

  5. Evor scrive:

    la maschera di Zwirner è caduta di schianto lasciandone vedere il vero volto, un bel ciarlatano da fiera

    pensi solo una cosa, esimio Zwirner, che si riempie la bocca di America e Inghilterra. Fosse successo in America, ci sarebbe stato uno Zwirner che parla di vittorie a tavolino ?

    Io mi auguro e spero che anche Polverini e Formigoni siano ammessi. Non è questo il punto. E’ il dare la colpa agli altri, sempre agli altri, in modo violento, arrogante, aprioristico che fa schifo.

  6. poareto scrive:

    A parte che la C.I.G. è pagata dagli stessi lavoratori con le tasse prelevate alla fonte, e non con quelle dei commmercianti,artigiani,imprenditori,e professionisti, chen facciamo dopo? Tutti i licenziati li mandiamo a mangiare a casa tua?

  7. Silvestro scrive:

    Mauro, si potrebbe eliminare la CIG. Con questa semplice iniziativa si risparmiano un sacco di soldi; secondo i sani principi liberal si crea una vera competizione nel mercato dei disoccupati; si valorizzano anche i lavori che oggi nessuno vuole fare.

  8. Mauro scrive:

    x Roberto
    Piano con i "milioni di italiani che si adatterebbero".
    A parole sono in tanti a voler fare qualsiasi lavoro, nei fatti non è esattamente così, nemmeno in questo periodo di forte crisi. Conosco alcune piccole imprese artigiane (qui a Bologna) che fanno restauri edili e a fronte di annunci economici alla ricerca di muratori, si sono presentati solo rumeni e albanesi.
    Un amico che ha una ditta di montaggi industriali (lavoro abbastanza pesante, al freddo in inverno e al caldo in estate) si è sentito rispondere diverse volte da italiani, che piuttosto di prendere 1200 Euro per fare quel lavoro, preferiscono stare in CIG e prenderne 800 rimanendo al caldo a fare niente.
    Che fra gli effetti dell’immigrazione di massa ci sia anche la perdita di voglia di lavorare e comunque di fare sforzi, mi pare sia un dato di fatto.
    Vero che le basse retribuzioni non sono un incentivo ma queste sono tali proprio perché continui a “drogare” il mercato immettendo manovalanza disposta a fare tutto a costi bassi.
    Senza di questa, mica sparirebbe l’esigenza di avere muratori, stradini, lattonieri, lava-spugo, imprese di pulizia, ecc. ecc
    Senza il flusso di immigrati, vedrai come verrebbero valorizzate di più queste attività!

  9. simone scrive:

    esimio Zwirner,
    lei dice – come sempre . cose di buon senso e condivisibili dai più, accompagnate da altre sparate messe lì tanto per fare odiens, come direbbero gli anglofoni.
    Qualcosa però, mi permetta di suggerilre, le è sfuggito: lei vecchio LO E’ GIA’!

  10. Subk scrive:

    mille blog sulla legalita’, sul paese privo di regole…e poi appena fa comodo diventiamo subito flessibili zwirner??

    e allora se un immigrante presenta tardi domanda si permesso di soggiorno chiudiamo pure un occhio.

  11. Evor scrive:

    rispedisco al mittente il riferimento a massimo moratti

    sono arrivati in ritardo per beghe interne, hanno fatto una figura di merda e adesso strillano con i polli
    quello che davvero mi fa specie e qulli che si allineano come lei

  12. Silvestro scrive:

    Zwirner, ma se la squadra di calcio si iscrive al torneo a termini scaduti oppure presenta giocatori che non sono tesserati, che fa, pretende di giocare lo stesso perché è una grande squadra e non può privare i suoi tifosi di un favoloso spettacolo?
    Oppure modificare il regolamento con valore retroattivo.

  13. Mauro scrive:

    Mario, condivido totalmente quanto hai scritto nell tuo articolo!
    Visto che tiri fuori il calcio (argomento di cui non mi interesso molto e considero come una grande finzione) parlando di Moratti, ti faccio presente che non è che Moratti si accontentava di vincere a tavolino, ci sono state sentenze che hanno detto che qualcuno sul campo barava. Poi uno può pensare e dire che sono sentenze sbagliate, ma sono altri discorsi.

  14. Mario Zwirner scrive:

    Evor, nella sostanza, lei mi ricorda Massimo Moratti che gli scudetti si accontenta di vincerli a tavolino. Io sto (in questo caso) sto con Di Pietro: cioè penso che bisogna vincerli sul campo.

  15. panterarosa scrive:

    Non sono io che devo fare i nomi. Meno male invece che la G.di F. ogni tanto qualcuno lo becca! Peccato che questo succeda solo quando qualcuno ci rimette le penne sul posto di lavoro. Ma poi arriva il condono berlusca-bossi e tutti questi "signori imprenditori" ( sopratutto agricoli ed edili ) tornano a prendere gli stranieri in nero proprio come hanno sempre fatto.

  16. Mario Zwirner scrive:

    Sarei curioso di sentire qualche altro parere nel merito. E’ vero o no che da quando ci sono gli immigrati – ripeto: per colpa nostra, non per colpa loro – siamo diventati più poveri e più egoisti?

  17. Evor scrive:

    4 IN CONDOTTA ALLA DESTRA, ALTRO che COLPA DEL ’68
    ========================================================

    ricordate il topic sul figlio di Droghba ? Zwirner confrontava la civiltà degli inglesi di accettazione delle regole con il disordine italiano, figlio, a dire di Zwirner, del ’68

    Lo spettacolo indegno di Berlusconi, La Russa, Cicchitto ci dice quanto fosse demenziale e superficiale quel post.

    Berlusconi, La Russa, Cicchitto si stanno comportando come quegli studenti che prendono un bel 4 e si mettono a dire che è colpa del professore che "ce l’ha con loro".

    Zwirner, farà anche lei come quei genitori che spalleggiano i figli con il 4 ?

  18. nicola scrive:

    Panterarosa fa i nomi e i cognomi di questi "leghisti" che pagano tre euro l’ora. Se no vuol dire che sei un ballista.

  19. panterarosa scrive:

    Caro Roberto queste cose le sappiamo già! Perchè invece non vai a raccontarle al Vaticano o nelle parrocchie dove si predica l’accoglienza nel nome di Dio? O magari a quegli "imprenditori" leghisti che prendono, (non assumono) extracomunitari e clandestini per tre euro l’ora? E manco pagano le tasse!!

  20. Roberto scrive:

    Un po’ di amor proprio e della propria patria.
    Sono sconcertato e nauseato da questa strenua difesa "dell’ingresso " degli stranieri a prescindere
    dal NUMERO delle persone che potrebbero essere accolte, senza tener conto che siamo in 60 milioni in un paese con una delle densità più alte del mondo e con milioni di DISOCCUPATI.
    Un conto sarebbe stato accogliere qualche migliaio di immigrati in tutta Italia all’anno , un altro conto 6 , 7 , 8 milioni,chi lo sa , in pochi anni nel nostro già sovraffollato paese.
    Ma allora quale sarebbe il numero giusto di persone ulteriori da accogliere ? 10 milioni, 20 o forse più ? Sono disposti, questi accaniti difensori dell’ingresso degli stranieri, a rinunciare al loro tenore attuale di vita per accoglierli tutti ? a lavarsi 1 volta alla settimana perché l’acqua possa bastare a tutti ? ad accendere gli elettrodomestici 1 volta al mese, per esempio ? a vivere in un paese sovraffollato senza spazio e caotico, trafficato ? ( lo è già ora ), a dare il lavoro dei loro figli agli stranieri ? E pensate che i figli degli immigrati che adesso sono nelle nostre scuole svolgeranno i lavori dei loro genitori ?

  21. Roberto scrive:

    Non è più vero neanche che gli Italiani non si adattano a certi lavori.
    Quando non c’é nessuna altra possibilità, e per diversi anni si è senza crediti, ci si comincia ad adattare.Io stesso , mi sono adattato a fare lavori molto duri ( e anche in nero e anche faticando a trovali, a Verona ! nella mia città !)
    Adesso ci sono milioni di Italiani che si adatterebbero. Ma, come il sottoscritto, si trovano davanti una marea di stranieri ( che sono integrati e infatti lavorano mentre noi siamo a casa ! )
    Io ritengo che oggi, nel nostro paese, non basta più nemmeno il sapersi adattare proprio perché siamo in troppi. E le ditte hanno bisogno di sempre meno personale (altro piccolo particolare ) .

  22. Roberto scrive:

    ma riteniamo davvero che andare dove si voglia, in qualsiasi paese ci venga in mente, sia un diritto nostro ?
    Circa una decina di anni fa ho cercato di ottenere una green card per lavorare negli USA, ma dopo diversi anni di tentativi ho desistito dallo sperare di poter ottenerla . Mica mi è passato per la mente di dire che gli americani erano razzisti . Anzi mi sono detto : gli USA sono vivibili perché c’è spazio, relativamente poca gente e speriamo che non facciano la fine di diventare un paese sovraffollato come l’Italia. Questo ho pensato, non ho avuto la pretesa di andarci anche senza la possibilità di essere ospitato !

  23. Roberto scrive:

    Poveri stranieri maltrattati e sfruttati ( si sente dire da tanti )
    Oggi, direttore Zwirner, non vorrei essere stato frainteso durante il mio intervento a Rosso e Nero. Il senso dell’intervento che ho fatto era di sottolineare, di far notare, che molti stranieri, per darla a bere che contano per il nostro paese si vantano di dire che loro sono venuti a fare lavori più "umili".
    Ho caricato camion di mobili insieme a molti stranieri in questi anni . E c’é un piccolo particolare che sfugge alla gente. Quando questi stranieri sono venuti in Italia, quello che a noi sembrava (ed è per il nostro contesto ) uno stipendio da fame, corrispondeva a circa 10 volte quello che loro guadagnavano nei loro paesi. Il che consentiva loro ,con il denaro "messo da parte", di tornare nei loro rispettivi paesi e comprarsi, dopo POCHI ANNI , una casa .
    Anche noi partiremmo a razzo se ci dicessero di andare in un altro paese a guadagnare 10 volte tanto e ci adatteremmo anche noi a qualche mansione più umile, e non penso che ci lamenteremmo.
    Per noi qui gli stipendi sono da fame , non per gli stranieri !
    Adesso ammetto che le cose stanno cambiando velocemente ma bisogna ricordare che quando è arrivata nel nostro paese metà Romania ( e non solo ), le cose stavano così.

  24. dubbioso scrive:

    Certo che se tutti gli emigranti (del mondo)tornassero al loro paese, sai che sconvolgimento generale ci sarebbe almeno tra la vecchia Europa e le Americhe. A memoria, l’unico che ha, in quattro e quattrotto, rimandato a casa gli "inopportuni ospiti" mi pare sia stato Gheddafi.Altra levatura, altra tempra … o no?

  25. Silvestro scrive:

    Tra meno di un mese voteremo per il governo del Veneto dei prossimi cinque anni, e c’è quindi bisogno di chiarezza nei progetti e negli obiettivi.
    Sento continuamente parlare del veneto come prima regione che applicherà il federalismo, ma nessuno ci spiega ancora in concreto in cosa consiste.

    Federalismo vuol dire innanzitutto sussidiarietà. Sappiamo che nel veneto ci sono province molto più ricche di altre che quindi necessitano di tutela e di supporto; ci sono costi da individuare e finanziare. La stesso cosa si può dire della sanità, la voce più importante del bilancio. La persistente differenza nelle prestazioni e nei tempi di attesa tra una USL e l’altra, stridono fortemente con l’ostentata eccellenza di Sandri. Anche in questo caso sarebbe bene avere chiaro quali sono le iniziative per ridurre queste differenze spesso significative. C’è poi il turismo, l’agricoltura, le infrastrutture etc. Poiché non si può fare tutto sarebbe inoltre necessario stabilire delle priorità, distinguendo tra i progetti irrinunciabili e quelli dilazionabili.

    Si tratta di andare nel concreto, oltre gli slogan perché non parliamo di volontariato, che si fa quando si vuole come si vuole e con chi si vuole, ma di leggi regionali che poi saranno applicate anche contro la volontà dei territori o delle categorie sociali che in qualche misura ne risulteranno penalizzate.

    Altre reti televisive minori cercano di chiarire questi aspetti incontrando i candidati governatori uno per volta con domande ficcanti e poco compiacenti.
    Ma Telenuovo, la rete regionale più importante, continuerà invece a titillarci con lo sciopero degli immigrati ed il voto degli italiani all’estero?

  26. nicola scrive:

    hanno "scioperato" ma nessuno se ne è accorto

Lascia un Commento