20
giu 2017
AUTORE Mario Zwirner
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CENTRI COMMERCIALI DEL PASSATO

Non c’è candidato sindaco che non abbia detto: basta centri commerciali! Dobbiamo tutelare i negozi tradizionali nelle città, i negozi di prossimità nei quartieri! Intendevano anzitutto dire: debbo garantirmi i voti dei tanti negozianti, l’appoggio delle associazioni di categoria del commercio…
E poi basta con queste sciagurate aperture domenicali! La stessa regione Veneto è impegnata a limitarle ad un massimo di venti festività l’anno.
Peccato che poi dal mondo reale (non da quello dei desideri) sia arrivata la notizia: Amazon ha comperato Whole Foods Market, la più grande catena di supermercati bio al mondo. Amazon sbanca nel settore alimentare e fa le consegne a domicilio, 24 ore al giorno e tutti i giorni dell’anno. Sempre più in ogni paese, Italia compresa.
A domicilio non solo prodotti alimentari ma scarpe, cosmetici, libri, divani, giocattoli etc. etc. Che faranno i sindaci? Proibiranno le consegne a domicilio? (che gli anziani nemmeno devono fare lo sforzo di raggiungere i negozi di prossimità…) Le consentiranno solo nei giorni feriali?
Amazon in Gran Bretagna ha già sperimentato le prime consegne fatte con i droni.
Come ha scritto Mattia Feltri su La Stampa: “Negli Stati Uniti dopo i piccoli negozi cominciano a chiudere i centri commerciali”. Lo stesso accadrà negli anni anche da noi. Piaccia o no. E’ il progresso. E non lo fermano di certo i sindaci.
Un tempo Berta filava. Poi sono arrivati i telai meccanici e le tante Berte hanno smesso di filare. Magari qualcuna ha saputo diventare una stilista. Così i negozi tradizionali non li salvano di sicuro i sindaci. Può farlo solo il singolo negoziante capace di innovare sul fronte dell’alta, dell’altissima qualità – sia nell’alimentare che nell’abbigliamento – che, per una questione di numeri, Amazon non è interessata a coprire. Forse.
La politica può cercare di regolare il progresso, non può fermarlo: la rivoluzione industriale non l’hanno né inventata né promossa i politici, hanno tentato di governarla prendendo atto della nuova realtà economico-produttiva.

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19 risposte a “CENTRI COMMERCIALI DEL PASSATO”

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  1. martello carlo scrive:

    A questo punto non mi metterò certo a piangere se i padovani sfrattati o esclusi dalle case popolari verranno mandati a CONA.
    CITTA’ LABORATORIO.
    CAVIE, neanche fossero animali da sperimentazione.

    • Silvestro scrive:

      Beh non c’è niente di innovativo. E’ la giusta iniziativa per la rieducazione politica dei dissidenti, anzi dei traditori. Deportazioni, colonie penali, campi di lavoro, fino al completo recupero del consenso.

      • martello carlo scrive:

        Non l’ ho detto, ma vista la tua mistificazione sui GULAG/CARA che sono la vostra specialità, intendevo dire che i padovani si meritano a questo punto, di essere trattati da quei caz..ni di no global e centristi sociali, come cavie, alla stregua dei conigli e degli scimpanzé.
        Voglio sentire la reazione dei PADOVANI, non la tua da meticciato di lungo corso.

        • Silvestro scrive:

          Non l’hai detto ma tono e contenuti non ammettono dubbi o equivoci.
          Sono comunque evocazioni solo tue che oggi, nel mondo occidentale, risultano piuttosto stantie.

          • martello carlo scrive:

            pardon ” le greggi ” ( stavo per scrivere i pecoroni in marcia )

          • martello carlo scrive:

            Macché mondo occidentale. Ormai è solo un paravento per i greggi di deficienti ” en marche “.

    1. Silvestro scrive:

      22/06/17 – SOLI AL MONDO CON LO IUS SOLI

      Continuo a non capire perché un direttore di rete TV, decida di mettersi davanti alla telecamera a sciorinare affermazioni di chicchessia a lui gradite (nella specifico Roberto Giardina) venderle per oro colato senza preoccuparsi minimamente di verificare quanto e come rispondano al vero. E’ un atteggiamento paraculo che peraltro non giustifica minimamente le balle che poi vengono raccontate.
      Veniamo al dunque: Lo ius soli puro esiste solo negli USA, ma nella legge in approvazione da noi, non c’è alcun nesso con quello americano.
      Lo ius soli non esiste in nessun altro Paese UE? Basta un click su internet per verificarlo:

      GRAN BRETAGNA: E’ automaticamente cittadino inglese Il bambino che nasce sul territorio britannico anche da un solo genitore che è legalmente residente nel Paese da tre anni.
      GERMANIA: un bambino nato nel territorio tedesco può ricevere la cittadinanza tedesca, purché almeno uno dei due genitori abbia il permesso di soggiorno permanente da almeno tre anni e viva legalmente nel Paese da almeno otto.
      FRANCIA: un bambino nato in Francia da un genitore straniero, a sua volta nato in Francia viene considerato francese di nascita. La cittadinanza, altrimenti, può essere acquisita dai 18 anni.
      IRLANDA: se un bambino nasce da genitori di cui almeno uno risiede nel Paese con permesso di soggiorno, da tre anni prima della sua nascita, ottiene immediatamente la cittadinanza irlandese.
      SPAGNA: diventa cittadino chi nasce da padre o madre spagnola oppure chi nasce nel Paese da genitori stranieri di cui almeno uno deve essere nato in Spagna.

      Concludo invitando caldamente Zwirner a leggersi il testo della legge, magari farselo spiegare, prima di commentare. E’ anche una questione di rispetto verso gli ascoltatori.

      1. Gatón scrive:

        Anche Antonio Di Pietro oggi confondeva cittadinanza con nazionalità.
        A me viene da porre questo quesito:
        Se la legge intende dare a determinate persone la facoltà di SCEGLIERE se essere o meno cittadini italiani, perché mai questa opportunità non è stata data a tutti noi, in ossequio alla parità di diritti sancita dalla Costituzione ?

        • martello carlo scrive:

          Caro GATON, non ho seguito tutta la diatriba sullo IUS SOLI, posso semplicemente fare un appello a tutti: il momento per decidere su una legge talmente importante NON è il più opportuno, come non lo è questo governo che ha favorito in tutti i modi l’ invasione incontrollata e che tende a derogare, aumentando di giorno in giorno il ventaglio delle possibilità dell’ accoglienza, derogando dagli obblighi internazionali sui PROFUGHI, con conseguenze DISASTROSE.
          Voglio essere chiaro: io darei lo ius soli a tutti ad eccezione di chi si dichiara NON musulmano, visto la indubbia incostituzionalità della SHARIA.
          Se dovesse passare una legge del genere, andremmo incontro prima o poi ad una GUERRA CIVILE e questo PSEUDO GOVERNICCHIO SE NE ASSUMEREBBE TUTTE LE RESPONSABILITA’.
          Domenica con i comuni si voterà, non solo per i sindaci, ma anche per scegliere tra un paese laico ed un altro che evolverà verso l’ OSCURANTISMO RELIGIOSO PIU’ RETRIVO.
          CIAO.

        • Silvestro scrive:

          Almeno c’è chi dice qualcosa su cui ragionare: e questo è positivo.

          Se ho ben capito tu ipotizzi addirittura un passo indietro. Alla nascita siamo tutti apolidi e ad un certo momento decidiamo se diventare cittadini italiani o meno.
          Girando sul web ho trovato alcune considerazioni che trovo centrali per l’argomento:

          La cittadinanza è uno ‘stato giuridico’ in base al quale l’individuo vive, lavora, partecipa al progresso economico e sociale della comunità, paga le tasse, manda i figli a scuola, rispetta leggi e regolamenti del territorio, e in cambio accede a servizi di vario tipo previsti per la collettività.

          E’ una definizione che prescinde dalla nazionalità e quindi dalla condivisione di lingua cultura, tradizione, religione e storia che, ovviamente, non possono essere una limitazione dei diritti individuali.

          E’ per questo che considero le esternazioni di Zwirner una fesseria nel contenuto prima ancora che nella confusione tra nazionalità e cittadinanza.

          Oggi chi nasce da un genitore italiano, acquisisce per diritto la nazionalità (perché si da per scontato una condivisione di lingua, tradizioni etc) ed automaticamente anche la cittadinanza.

          Giusto o sbagliato? Se ne può parlare.

          • Gatón scrive:

            Il mio post è chiaramente una provocazione.
            Io sono italiano in quanto nato in Italia da genitori italiani i quali, a loro volta…
            Mio nonno materno è morto sull’Isonzo ed i suoi resti si trovano nel sacrario di Oslavia.
            Ho frequentato la scuola italiana, ho assimilato la cultura italiana (e veneta), per me l’Italia era il miglior Paese al mondo, ne ero orgoglioso, a volte lo sono ancor oggi.
            Non è che mi voglia “sbattezzare”, per me e per quelli come me essere italiano è naturale.
            Altro è far diventare italiani per decreto persone che italiani non saranno mai.
            Non è che definirli italiani ne faciliti l’integrazione, dovrebbe essere esattamente il contrario.
            Solo l’integrazione può portare a farli diventare cittadini italiani a tutti gli effetti.
            Quanto sta accadendo in quei Paesi del vecchio continente che, complici complesse e pregresse situazioni coloniali, hanno dovuto anticipare un certo tipo di finta integrazione ne è la prova tangibile.
            Un ultimo commento: Di Pietro non è il solo a far confusione.
            Altrimenti non si spiegherebbe perché sul passaporto emesso a nome della Comunità Europea ci sia una casella che recita “cittadinanza / nationality / nationalité”

        1. Silvestro scrive:

          Ricapitolando abbiamo il Paese spaccato su una legge ferma dal 2015 che regolarizza gli immigrati che vivono e lavorano qui; interi settori parlamentari che assaltano i banchi del Governo attivando una cagnara indecente; la presentazione di oltre 50 mila emendamenti per ostacolare in ogni modo una legge che comunque avrebbe una maggioranza.
          Il questo quadro c’è gente che minimizza perché sostiene che i problemi sono altri, ci sono guru che pontificano su questo argomento senza nemmeno aver letto il testo della legge, e giornalisti che dallo scranno confondono addirittura Nazionalità con Cittadinanza.

          Su tutto questo vedo tanti consensi, ma nessuno poi ha qualcosa da argomentare.
          Mi chiedo se sia meglio riconoscere la cittadinanza agli immigrati o toglierla a tanti italiani nostrani.

          1. Silvestro scrive:

            19/06/17 – LA NAZIONALITA E’ LA FEDE LAICA

            Francamente ero molto incerto se intervenire o meno. Ma sarò molto breve e netto.
            L’INTERVENTO E’ UNA STRONZATA TOTALE.

            Zwirner confonde la NAZIONALITA’ con la CITTADINANZA: due principi fondamentalmente diversi e indipendenti. Se fosse come dice il Direttore saremmo tutti simili ai fondamentalisti islamici che applicano alla società le regole religiose.

            • diogene scrive:

              come ho già detto nell’altro thread, zwirner devaver preso una vampata di calore cmbinata con una buona dose di whisky scozzete 20years old e un’anguria ghiacciata nello stomaco

              ha detto delle idiozie impagabili; purtroppo nel Veneto c’è gente che impara d queste idiozie

            1. diogene scrive:

              è assolutamente interessante questa Opinione e scoprire quanto zwirner sia progressista.

              c’è una cosa che mi sfugge: così come lo zwirner è “liberale” in fatto di cambiamenti economici non si capisce come sia così retrivo nell’opporsi ai cambiamenti diciamo sociali

              come non vedere che le due cose sono strettamente connesse ? non c’è bisogno del materialismo storico di Marx per ammettere che:
              amazon=multinazionali=globalizzazione=migrazioni=multiculturalismo

              Immaginare di essere liberali con l’economia e tetragoni conservatori nella cultura e nei modi di vivere per me è schizofrenia mentale

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