04
lug 2017
AUTORE Mario Zwirner
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NON SOLO SANTI NELLE ONG

Cosa proclamavano in genere i politici? Di impegnarsi per il bene comune, per l’interesse dei cittadini e non, certo, per il loro tornaconto. Poi – per alcuni di loro (non tutti) – è emersa una realtà leggermente diversa…E adesso, quantomeno, si tacciono; il boato della loro retorica si è, per così dire, assopito.
Cosa dicevano, e continuano a dire, le Ong, le organizzazioni non governative? Che loro agiscono per puri scopi umanitari, per salvare quello, per aiutare e curare questo, per evitare le stragi in mare…
Ma adesso il governo italiano, al vertice dei ministri degli interni europei di Tallin giovedì prossimo, chiederà che le Ong rispettino non codice preciso. Che proibisca di segnalare la presenza delle loro navi in mare alle barche dei trafficanti di esseri umani che salpano dalla Libia; che le obblighi a fornire l’elenco completo dei loro equipaggi; che le obblighi a fornire le liste complete dei finanziamenti ottenuti.
Codice che, anche se approvato dal vertice Ue, resta molto complicato da applicare concretamente. Ma, la richiesta del codice, evidenzia sospetti molto precisi del nostro governo: che alcune Ong siano in combutta con gli scafisti, che abbiano a bordo qualcuno che fa da tramite con gli scafisti stessi, che ricevano finanziamenti chissà da chi e tutt’altro che trasparenti.
Sospetti degni di associazioni a delinquere, più che di organizzazioni umanitarie.
Anche con le Ong, come per i politici, evitiamo di fare di tutte le erbe un fascio. Niente fasci in nessun senso: né tutti delinquenti, ma neppure tutti santi…

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19 risposte a “NON SOLO SANTI NELLE ONG”

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  1. Silvestro scrive:

    La risposta agli infiniti piagnistei declinati quotidianamente nei suoi vari aspetti, potrebbe essere: E ALLORA? In attesa di risposte chiarisco:

    >>Alle imbarcazioni ONG con bandiera straniera (cioè buona parte di quelle in attività di soccorso) posso proibire di avvicinarsi alle acque territoriali libiche, oppure di accendere i fanali di posizione in alcune circostanze?
    RISP.: Non credo proprio.

    >> per queste stesse imbarcazioni posso chiedere agli armatori i bilanci, l’elenco dei finanziatori?
    RISP.: Lo escludo e comunque non in modo unilaterale.

    >> Su eventuali reati o collusioni sospette, i magistrati possono intervenire?
    RISP.: decisamente NO perché si tratta di imbarcazioni straniere che operano in acque internazionali.

    >> Le navi che non rispondono a queste richieste le posso sequestrare se attraccano ai porti italiani?
    RISP.1: NO perché allo stato attuale non ci sono reati.
    RISP.2: SI ma prima devo contestare la Convenzione sul Diritto del Mare (Montego Bay, 1982). Ne consegue che ci vogliono le palle per dissociarsi dal trattato in sede ONU, accollarsi le conseguenze internazionali ed assumersi la responsabilità politica di questa scelta.

    >> il 98% dei migranti proviene dalla Libia. Situazione non nuova, ampiamente nota e prevedibile.
    RISP.: Se tutto era cosi scontato perché abbiamo bombardato Gheddafi lasciando un casino ingestibile.

    • martello carlo scrive:

      Ma quante belle norme, convenzioni, cavilluzzi vari, signor SILVESTRO, ma francamente te li potevi risparmiare, anche se a te piace parlare per niente; bastava che tu dicessi che RENZI/ALFANO hanno firmato un accordo in SEDE UE per accogliere tutti gli invasori in cambio della FLESSIBILITA’, come se questa fosse un REGALO, un CONDONO, insomma la soluzione di tutti i mali, mentre è solo un rinvio in attesa delle elezioni che testa de soco spera di vincere, magari con.lo ius soli.
      Io mi chiedo:
      - come si possa in questo stato boldronesco continuare a parlare continuamente e impunemente di figuri come FRANCESCHINI, ORLANDO, RENZI, EMILIANO, PISAPIA, SALA,DALEMA e se dici che MUSSOLINI, FARINACCI, DE BONO erano meglio, rischi la galera
      - come una corte condanni all’ ergastolo una persona e la successiva la assolva perché il fatto non sussiste
      - perché un onesto servitore dello stato sconti 10 anni di galera per un reato inventato e poi gli vengano condonati.
      Ma se pensiamo alla ormai fatidica frase profferita ( sottovoce ) al G 20 dal nostro LEADER MAXIMO, tal GENTILONI DA NORCIA che ” l’ itaglia non può accogliere tutti “, i rilievi di cui sopra, passano in seconda fila: SIAMO VERAMENTE UN GRANDE PAESE

    • Gatón scrive:

      Ergo, io posso raccogliere tutti i gatti randagi del Veneto, azione assolutamente meritoria specialmente per quelli della provincia di Vicenza (zona di guerra), portarli a casa tua ed obbligarti a mantenerli.

      • Silvestro scrive:

        La semplificazione è incompleta.
        Tu porti a casa mia tutti i gatti randagi del Veneto perché esiste un accordo vecchio di anni che stabilisce che i felini randagi devono essere portati nel luogo più vicino e sicuro cioè a casa mia. Quindi i furgoni accalappiagatti non hanno colpe se portano gli animali a casa mia, perché sono le provincie del Veneto che pretendono il rispetto dell’accordo anche se i veicoli hanno le loro targhe di provenienza.

        • diogene scrive:

          Bene.
          Detto questo, rivediamo tutto quello che c’è da rivedere.
          E tocca ai nostri rappresentanti politici.
          E se quelli attuali, quelli che sono al governo, OGGI, per forza di cose dovranno essere cambiati.

          Dice che andremo di male in peggio ? E allora, sveglia e che facciano qualcosa.

          Sui migranti occorre cambiare paradigma e cominciare a dire a questi neri che la smettano di fare figli, con le buone o con le cattive

    1. Gatón scrive:

      Gatto Silvestro:
      tu non sei molto diverso, parli sempre dal pulpito della tua presunta superiorità intellettuale / culturale.
      Qualunque cosa si dica, la interpreti a tuo uso e consumo.
      Vorresti forse togliermi il diritto di voto per sopraggiunta incapacità di adeguarmi al tuo pensiero ?

      • Silvestro scrive:

        Visto?
        Io ho parlato di  “equilibrio, moderazione, buon senso, disponibilità a ragionare”.
        La tua risposta si commenta da sola.

        • Gatón scrive:

          Anche la tua.
          Un passo avanti non l’hai mai fatto, sempre arroccato sulle tue posizioni.
          La tua disponibilità a cercare di capire l’altrui punto di vista è sempre stata zero.
          Ho fatto tanti sforzi, ho porto tanti ramoscelli d’ulivo ma, come si dice a Verona, l’è come darghe ‘na caramela al musso.
          Probabilmente parliamo due lingue diverse.

      1. diogene scrive:

        quello che capisco, quello che mi risulta evidente, dalle non risposte è l’ assenza di proposte della destra

        almeno a sinistra si cerca di ragionare, a destra ci si rifugia in trump

        la destra è destra: conservatrice che si oppone ai cambiamenti
        è vero, i cambiamenti non sono sempre positivi, ma inevitabili

        tenetevi la santanché

        • Silvestro scrive:

          Hai capito bene.
          Quando si tenta di fare qualche riflessione senza recriminazioni o trovi il silenzio assoluto, oppure trovi affermazioni come ‘paese invaso’,’ democraticamente e pacificamente non si risolve niente’ ‘O subisci l’invasione, o ti ribelli’ etc.
          Questo anche da persone anziane che invece dovrebbero rappresentare l’equilibrio, la moderazione, il buon senso, la disponibilità a ragionare.

          Sono certo che le risposte saranno rassicuranti: ‘e solo un punto di vista’, ‘ho solo fotografato la realtà’ etc. Ma questi sono anche elettori e chi votano se non coloro che sbraitano gli slogan di cui loro si fanno portavoce.

          Intendiamoci: Zwirner, anche se ci mette la faccia, non è molto diverso.

          • diogene scrive:

            eppure ci dobbiamo provare
            dobbiamo assolutamente credere nella buona fede delle persone di buona volontà

            e cooperare

            si tratta di conciliare fondamentelmente le indoli diverse delle persone

            quello che ancora fa la diferenza è l’arroccamento sull’individualismo della destra e portarli su posizioni di socialismo

            per il bene di tutti

            PS. Guardate cosa succede in America: economia in ribasso, dollaro in svalutazione. Eppure il midwest è più che mai trumpista. Anti dem e anti-democratic tout-court

        1. Silvestro scrive:

          Gaton:
          sorvoliamo sull’affermazione “Democraticamente e pacificamente non si risolve niente” che già dice molto sulle tue convinzioni.
          Devo però segnalarti che nessuno impedisce a te e a chiunque altro di educare figli e nipoti secondo le proprie convinzioni. I problemi però sono altri.

          >>Figli e nipoti considerano ancora tradizioni e religione dei valori?
          >>l figli e nipoti che sono andati all’estero e ci hanno vissuto o ci vivono per anni sono ancora sensibili al concetto di patria e identità nazionale?
          >>Visto l’andazzo demografico avremo ancora figli e nipoti da educare?

          Dare la colpa di tutto questo alla ‘cultura sinistroide’ o agli africani mi sembra francamente fuorviante.

          • Gatón scrive:

            Se un Paese viene invaso, come nel nostro caso, democraticamente e pacificamente non si risolve niente.
            O subisci l’invasione, o ti ribelli.
            Poi ci sono i governi tipo quello dell’acqua minerale.

          1. diogene scrive:

            Caro Gattaccio.
            Aiutaci a fare – tutti – un passo avanti.

            A grandissime linee:
            - i destri dicono: l’invasione dei migranti è colpa dei sinistri buonisti. L’invasione va fermata. Idealmente: blindiamo le frontiere italiane e non lasciamo entrare nessuno
            - i sinistri dicono: è impossibile blindare le frontiere, quindi l’unica cosa da fare è di gestire in qualche modo la cosa

            Non se ne viene fuori
            La prima – quella dei destri – è umorale , irrazionale, insomma: populista. Dietro c’è il concetto di proprietà privata, di patria ecc. ecc.
            La seconda – quella dei sinistri – è razionale ma suicida. E’ ovvio che non si può “gestire” all’infinito. Gli italiani non fanno figli, diventa sempre più una popolazione anziana, i giovani e i pensionati vanno all’estero. Il finale appare evidentemente segnato: l’ Italia diventa un pezzo di Africa.

            Supponiamo che i sinistri non siano in grado – per DNA ideologico – a cambiare posizione.
            Tocca ai destri fare un salto di qualità: assumere il controllo militare degli stati africani.

            Come la metiamo, per uscire dalle seghe menali reciproche ?

            • Gatón scrive:

              Una certa cultura sinistroide ha portato a considerare i concetti di proprietà privata e di patria come negativi.
              L’imperante relativismo etico, buttando a mare tradizioni e religioni, sta ulteriormente contribuendo a cancellare ogni identità nazionale. Tra poco non avremo più nulla da difendere se non la nostra stessa vita.
              Quando ci renderemo conto di ciò sarà troppo tardi.
              Il risultato finale sarà l’africanizzazione dell’Europa.

              • diogene scrive:

                quindi anche tu alzi bandiera bianca
                ti consoli con “la colpa è della cultura sinistroide” ?

                leggo solo “la copla è degli altri e io l’avevo detto”
                non nascondo un certa delusione

                • Gatón scrive:

                  Democraticamente e pacificamente non si risolve niente.
                  E poiché non sono un violento e democraticamente accetto i verdetti della maggioranza, non mi resta che continuare ad esprimere e sostenere le mie opinioni sperando che altri vengano dalla mia parte.
                  Poi si vedrà.

            • Gatón scrive:

              “seghe menali”. Lapsus freudiano ?

            • Silvestro scrive:

              Andiamo sinteticamente per punti:

              La questione della proliferazione in Africa è un vecchio problema che non ha nulla in comune con l’immigrazione e non giustifica l’aumento degli immigrati negli ultimi anni. Anche la questione del migrante economico, sempre drammatica, non è cambiata di molto. Anzi in qualche caso è migliorata, anche se di poco, grazie agli investimenti soprattutto cinesi.

              La vera e unica differenza è la Libia post Gheddafi su cui va spesa qualche parola. I bombardamenti voluti da Francia e Gran Bretagna nel 2011, ci hanno costretti, nostro malgrado, a partecipare perché ufficialmente dovevamo tutelare i nostri impianti ENI. Fuori dal linguaggio diplomatico noi, come interlocutori storici, non potevamo essere contrari e quindi il messaggio sottinteso fu “o partecipi anche tu oppure noi (magari per sbaglio) ti bombardiamo gli impianti petroliferi”.

              Questo non per distinguere responsabilità tra destra e sinistra, ma per fare una netta distinzione tra la situazione ingestibile in Siria (causata da motivi locali interni), e situazione ingestibile in Libia (causata da Paesi europei).

              Questo pone in evidenza la grande differenza degli aiuti economici di sei miliardi alla Turchia (16-03-16) per i profughi Siriani, mentre per i profughi provenienti dalla Libia, dalla medesima data sono stati stanziati 280 milioni. Ma anche fossero previste somme più consistenti, il problema non sarebbe risolto:
              perché noi non siamo la Turchia
              perché tutti i Siriani vogliono tornare a casa al più presto
              perché tutti gli immigrati dalla Libia desiderano andare in Paesi dove non li vogliono.

              Ora sarebbe opportuno passare alle soluzioni praticabili, ma mi sono dilungato troppo e sarà quindi oggetto di altro post.

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