08
mar 2017
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Par tirar tardi

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MEMORIA? QUANDO? COME? DOVE? PERCHE’?

Se non avessi promesso un nuovo Topic qualche ora fa (che memoria!), e ti si spacca la tapparella della camera da letto ove vive un essere insonne e disturbato anche da un piccolo raggio, ve lo sognavate il Topic.
Questo non è un blog con pretese scientifiche quindi non ho fatto nessuna consultazione: VADO A MEMORIA.
Un mezzo secolo fa all’università fu fatta una lezione magistrale sulla memoria che mi colpì: non mi ricordo un’ hostja..
Un’amico studioso di alto livello che mi bistratta per le mie pessima abitudini, mi ha detto che non è vero: “tu hai senz’altro applicato e applichi elementi di quella lezione, solo che non li ricerchi come tali, sono diventati (in parte) cose tue, del tuo cervello.
Vorrei lasciar perdere una pedante disamina tecnica sulla cosa e parlare della nostra esperienza.
Fatto: mi trovo spesso in una delle stanze della casa e non so perchè, eppure mi ero alzato con un esigenza, una ricerca che là si trovava.
Nisba.
Il giorno dopo, con naturalezza trovo la “cosa” e non mi ricordo d’averla cercata: la gioia di averla trovata cancella la preoccupazione del deficit di memoria.
Un altro aspetto della memoria è quello dei TORTI SUBITI o DELLE GRANDI COSE FATTE, qui tendo a ricordare il positivo e a “perdonare” qualche robusta infamità, gratuita e falsa.
Domanda, che ovviamente varia con l’età : fino a quando, in termini temporali, arrivano i vostri ricordi.
Ho fatto alcuni esperimenti nel corso degli anni:ricordo mio padre allibito quando gli raccontai con particolari specifici quando veniva a farmi piangere, avevo 2/3 anni, cinquant’anni prima, descrivendo dove era posizionata la mia culla e che cosa mi cantava per farmi fare il “cuciarìn”, approccio del pianto di tutti i bambini cha non si fanno male fisicamente ma sentono un dolore “intimo”: la filastrocca era “Vento, veentooo, portami via con te…”.
Stupefacente, a quell’età hai l’ansia del’abbandono, ma fare a due anni la connessione del vento che può separarti da tuo padre la trovo incredibile ma vera (confermata da mio padre).
Poi ho fatto esperimenti di gruppo trovandomi casualmente assieme ad amici con cui trent’anni prima avevamo fatto qualche (modesta) teppisteria.
Nessuno ricordava, non dico i particolari in me vivissimi, ma l’intero evento.
La memoria professionale era ed è tra le più vivide, specie per gli eventi negativi.
Anche in questo caso i più stretti collaboratori “non ricordavano”.
Quella era paraculaggine perchè le responsabilità erano loro, anche se li avevo protetti assumendomi responsabilità che non avevo.
Poi cè la memoria “sessuale” la più vivida.
Ricordo particolari, tempi, modalità e punizioni dai SEI ANNI a qualche MESE FA (senza punizioni era…).
Sono stato per due mesi in terapia psicologica con un ottimo professionista.
Una terapia “comportamentale” poco legata alla memoria.
Tuttavia, ad un certo punto il terapeuta mi disse che dal momento che la diagnosi me l’ero fatta da solo, era meglio interrompere le sedute, da riprendere se ne avessi sentito la necessità.
Ci siamo rivisti per un paio d’anni solo sui campi da tennis.
Io vi ho raccontato un’infinitesima parte delle mie memorie, che mi vedono ad esempio non ricordare nomi di molti giocatori dell’Hellas, risultati e così via.
C’è qualcuno che vuol parlare dei meccanismi della sua memoria?

P.S.:
Paperinik e Dandy, non dimentico la promessa fattavi per qualche pezzo pregiato di vinile.
Il problema è rappresentato dai tempi del vostro lavoro, da dove abitate etc.
La mia mail UFFICIALE è niero47@gmail.com
Se volete che vi apra il Vaso di Pandora vedete voi facendovi sentire se ne avete voglia.
Comunico inoltre che NON RISPONDO a tutte le mai che mi arrivano.
Scelgo, non abbiatevene a male, chi mi conosce sa che gira così.
Hi guys!

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71 risposte a “MEMORIA? QUANDO? COME? DOVE? PERCHE’?”

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  1. Gatón scrive:

    Sempre a proposito dei nostri bravi giornalisti…
    Oggi, TG5, ore 13.10.
    L’oleodotto che attraversa le terre dei “Siùcs” (pronunciato così).

    1. Gazza scrive:

      Ha ragione Hellassa, che dopo avermi frequentato ha implementato le sue capacità cognitive.
      Belli e brutti, ricchi e miserabili: MUOIONO
      Ma la scomparsa di Chuck Berry, amato damnia moglie, è diversa.
      Quasi me lo sentissi, le ho preparato la discografia essenziale.
      NOI qui siamo abituati a salutare i grandi senza tante manfrine
      >> https://www.youtube.com/watch?v=VgEc0hzTH7I
      >> https://www.youtube.com/watch?v=YW0cVp0WWkk
      Addio Chuck.

      1. Gazza scrive:

        A Bardo & Co.

        Tralascio che circa un’ottantina d’anni fa c’è stato UNO in Europa che voleva “accelerare” i lunghissimi tempi della teoria darwiniana, eliminando mezzo mondo, un po’ di più, e dopo fare innesti “omogenei” per creare una nuova razza.
        Fortunatamente gli è andata male.
        Se le teorie darwiniane e neo-darwiniane creano dubbi, una lettura del Nuovo Testamento senza l’ausilio degli ATTI DI FEDE, cosa dovrebbero creare?
        Ma non vorrei e non voglio creare argomenti su cui sono impreparato un tot, ma non del tutto.
        Ma è questa frase del Bardo che mi ha fatto saltare dalla sedia: ” Nè mi convince del tutto la teoria evoluzionista secondo cui la nostra specie deriva in fondo in un PERIODO TEMPORALE NON MOLTO DILATATO da specie a noi simili che però non hanno le nostre facoltà cerebrali”.
        Periodo non TROPPO DILATATO?
        Cioè dai primi ominidi arboricoli, poi terricolo arboricoli, poi terricoli e ad andatura eretta, liberando le mani per motivi intuibili e fondamentali, e via via, per arrivare all’Homo Sapiens, sono passati tra i QUINDICI e i VENTI MIGGGLIONI di ANNI!
        E questo sarebbe un “tempo non molto dilatato”.
        O volevi riferirti solo a partire dal primo genere battezzato HOMO, per arrivare al SAPIENS?
        Beh lì son passati SOLO DUE/TRE MIGGLIONI DI ANNI!
        Solo per dire e per terminare: nel 1991 fu rinvenuto sulle alpi l’UOMO DI SIMILAUN, un Homo Sapiens estinto per mancanza di femmine in un nucleo presumibilmente ristretto (non è una battuta!), ha creato un’attenzione straordinaria per la ricchezza di strumenti e reperti ritrovati, di ottimo livello.
        Aveva 5000 anni!
        Caro Amico Bardo, ti lascio del tempo per riflettere sapendoti colto e non brainstone…
        :)

        P.S.:

        Io capisco che molti (!?) zucconelli , non credenti o menefreghisti, vorrebbero essere il risultato della evoluzione di una specie di “cervoide” della Foresta Nera della grande Cemmania.
        Altri ancora dalla evoluzione della “renga” dei mari del nord, ma non è così.
        Siamo tutti discendenti di due “OUT OF AFRICA” avenuti in diverse epoche.
        Anche se i cinesi stanno tentando, e te parea, di riscrivere la storia dell’uomo.
        Ma lo sanno che in Cina, dopo migliaia e migliaia di anni, arrivarono quelli dalla pelle scura.
        Africana.

        • Gatón scrive:

          Hai scritto Nuovo Testamento, evidentemente intendevi Vecchio.
          Quanto alla teoria evoluzionistica, mi sono sempre chiesto perché non siano stati trovati fossili che possano testimoniare il passaggio da una famiglia a quella superiore.
          Per credo nella creazione, al contrario, mi chiedo il motivo della presenza di tante “imperfezioni”.
          O.T. Stamattina, ore 7.47, in un servizio del TGR Veneto su una mostra fotografica che documenta le atrocità recentemente compiute in Siria da parte governativa denominata “Operazione Caesar”, la giornalista ha orribilmente pronunciato quest’ultimo termine in “ka-e-sàr”.
          Mi chiedo quale percorso scolastico sia necessario per accedere a questa nobile professione.

          • Gazza scrive:

            Caro Tom, ho indicato il Nuovo Testamento poichè le “spiegazioni attraverso atti di fede” sono evidentemente in numero minore che non nell’Antico Testamento.

            • Gazza scrive:

              Sia ben chiaro che anche i Neo Evoluzionisti darwiniani si trovano spesso a dover modificare alcune teorie, FINO AD ORA piuttosto marginali, ma lo fanno con la ricerca e non con atti di Fede.

          • paperinik scrive:

            beh Gazza, 5-6-10000 anni sono niente per un evoluzione definitiva della “specie” (se lo è…). Pensa che la cosiddetta civiltà “sapiens” facilmente si estinguerà entro un migliaio di anni poco più o poco meno, se non si troverà la maniera di colonizzare lo spazio (o gli oceani).

        1. Gazza scrive:

          Caro Bardo, ti stimo sinceramente, ma sei scientificamente maciullabile.
          Leggi molti romanzi, ma i saggi ti sono IDEOLOGICAMENTE indigesti.
          Edelman è un grande pensatore in un mondo che non riflette.

          • bardamu scrive:

            Certo che sono “scientificamente” maciullabile, ma non quando affermo che certe spiegazioni, che del resto sono puramente teoriche, non mi convincono. Il trattato di Edelman è interessantissimo e inoppugnabile quando parla di fatti, verificabili da chiunque e entro certi limiti riproducibili. Opinabile quando asserisce che l’unico motivo per il quale non riusciremo mai a costruire una mente artificiale ( semplifico, naturalmente ) è l’inarrivabile plasticità del nostro cervello, capace di un numero di possibili varianti di correlazioni tra i neuroni pari al numero degli atomi presenti in tutto l’universo. Questa non è una affermazione “scientificamente” inoppugnabile.
            Per quanto riguarda la teoria dell’evoluzione non mi baso sui dati ma su una mia sensazione e quindi accolgo con serenità qualsiasi critica, perchè le sensazioni di ciascuno valgono esattamente quanto quelle di chiunque altro.

          1. Gatón scrive:

            Vi ricordate “Estate” di Bruno Martino ?
            Era il 1960.
            E vi ricordate di Wurtz ?
            Era il 1985.
            Ho messo insieme questi ricordi in una cover.

            Juventus
            Tu sei la gran signora dell’Italia
            Chi tifa te di certo non si sbaglia
            E molte grandi gioie proverà

            Odio la Juve
            Che vince un campionato dopo l’altro
            Non c’è avversario mai abbastanza scaltro
            Ed alla fin del gioco perderà

            Ma se il goal non va dentro
            C’è sempre qualche fischio che l’aiuta
            Finché la gara non sarà finita
            E l’arbitro l’assegno incasserà…

            Odio la Juve
            Che vince le partite con l’inganno
            Ma questo si ritorcerà a suo danno
            Perché l’onore val molto di più

            Odio la Juve
            Odio la Juve…
            ( ..e l’Inter)

            1. Gazza scrive:

              Con un bel po’ di vergogna devo ammettere che certe notizie, anche se non sono di decessi, hanno il loro portato pesante, infausto.
              L’ho dentro e mi impedisce di cazzeggiare.
              Scusatemi, ho scoperto d’essere UMANO.

              1. niktv scrive:

                Due tipi di memoria mi interessano maggiormente: la memoria collettiva e la memoria personale dal punto di vista del mantenimento del percepito. Per quanto riguarda la memoria collettiva, mi preme sottolineare quello strano meccanismo definito: ricordi ancestrali. In pratica l’utilizzo di comportamenti legati ad un passato ormai completamente avulso rispetto ai nostri giorni (un esempio banale è il tentare di proteggere con un braccio, inconsciamente, il piatto in cui si mangia). Sinceramente non ho mai capito se si tratti solo di istinto (quello sì primordiale) oppure di comportamenti legati alla sopravvivenza, in qualche modo stampati nel nostro DNA. La differenza forse è sottile, ma di sicuro non da sottovalutare. Ultimamente poi mi sono imbattuto in quella bizzarria della memoria chiamata Mandela effect. Lasciando perdere (per dare ad esso una spiegazione) teorie un po’ troppo “eccessive” come gli universi paralleli, ecc., diventa però interessante capire come alcune informazioni registrate (oltre del tramite da cui si hanno avute) diventino da input registrati dalla memoria, ad output successivi, completamente falsati dalla memoria stessa. Ovviamente questo capita non solo nell’immaginario collettivo, ma anche nella nostra memoria personale. Per quanto mi riguarda, ad esempio, mi sono accorto di non riuscire a ricordare i colori, anzi peggio, penso che la macchina che mi è passata davanti un secondo prima fosse blu, invece era rossa…
                Continuando sui meccanismi della memoria più personali, sono perfettamente cosciente di avere un “buco” nella memoria di circa un decennio (tra i 18 e i 28 anni) dove i ricordi sono praticamente spariti o comunque possono assumere contorni sbiaditi e sfalsati (ovvio, l’uso abbastanza smodato di alcool e, sebbene in netta minor misura, di altre sostanze più o meno consentite, ha dato un contributo importante alla costruzione del buco), ma il fattore che più caratterizza la mia memoria è la chiusura di essa in compartimenti stagni per periodi o situazioni definite. Tendo, in pratica a dimenticare (relegare) brutte esperienze vissute o momenti, più o meno lunghi, di malessere psicofisico. Le chiavi che aprono, momentaneamente, questi compartimenti sono odori, gusti o suoni percepiti. A quel punto tali ricordi mi si riversano violentemente addosso, facendomi vivere emozioni contrastanti, ma sempre forti, troppo forti, e così, in poco tempo, riesco a chiudere di nuovo la stanza. Un’ultima cosa sui meccanismi intimi della memoria la dedico alla frase che tutti, almeno credo, diciamo nel corso della nostra esistenza e cioè: “questo me lo ricorderò per tutta la vita”. Il problema che personalmente mi pongo non sorge quando dico questa frase (sia che essa fosse scaturita da un evento importante o da una cosa banale), ma quando, effettivamente, mi torna alla mente. Immediatamente penso che il solo averlo detto, in quel periodo, mi permetta adesso di ricordarlo in maniera vivida; ma poi mi chiedo se non ci fossero altre cose su cui ebbi a sentenziare l’impossibilità del dimenticare e di cui invece non ho più traccia nella memoria. Questo mi inquieta perché è una domanda sul mio percepito a cui non so dare una risposta, in pratica creo una potenziale percezione che diventa immediata cosa de-percepita, e questo, sinceramente, non mi piace…

                • Gazza scrive:

                  Caro Nik,
                  parte delle cose che tu riferisci alla memoria personale le ho anch’io, e non penso d’essere il solo.
                  Molti comportamenti della memoria che chiamiamo “soggettiva” diventano comuni e quindi IL MECCANISMO diviene collettivo.
                  Penso che la memoria sia um po’ come l’impronta digitale, non ve ne sono due di uguali, persino sugli eventi collettivi.
                  Gli spettatori/attori di un evento bellico drammatico, i prigionieri dei campi di concentramento, i partecipanti o spettatori loro malgrado di manifestazioni violente, persino gli spettatori di un evento sportivo dove certi eventi dovrebbero essere oggettivi, non lo sono.
                  Vengono ricordati in modo diverso.
                  Non credo che ciò sia un fatto di pura MEMORIA BIZZARRA, penso che la memoria sia in stretta connessione con i nostri principi etici, con la nostra visione del mondo, passato, presente, perfino le aspettative di quello futuro (cose non ancora accadute) possono influenzarla.

                  Questa settimana vorrei dedicarla (no con un Topic!) al dibattito che si è aperto con la INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
                  Così, di getto, la cosa mi crea “ansia” (troppi film sul genere?).
                  Subito dopo il timore di essere un Custode dell’Immutabile.

                  Siamo sicuri che gli sperimentatori ricorderanno (!) SEMPRE le Tre Leggi della Robotica?

                  1 Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
                  2 Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
                  3 Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge. »

                  Ma gli “umani” CHI sono?
                  E se, com’è sicuro, i Supervisori dei progetti fossero i militari?
                  Già adesso i DRONI fanno poca distinzione.
                  Ma non hanno ancora l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE… E difficilmente l’avranno.
                  Chi è l’UMANO?

                  • niktv scrive:

                    Perché mai i “supervisori” dovrebbero prendere in considerazione le leggi inventate da uno scrittore di fantascienza quando essi non rispettano (anche se concludono sempre i loro discorsi con chiari riferimenti a benedizioni di Dio) nemmeno le 10 regole impartite dalla loro suprema divinità?
                    Sull’intelligenza artificiale non mi esprimo in quanto non sono un esperto, ma credo che essa non sarà tale fino a quando le macchine non verranno dotate anche di emozioni artificiali. Le azioni complesse passano gioco forza dalle emozioni (in primis odio e amore), e temo che esse scaturiscano sempre, ma sono pronto a ricredermi, dall’effetto di reazioni chimiche all’interno del nostro cervello, e come tali, ad un certo punto, replicabili.

                    • Maxx scrive:

                      Nel film “Equilibrium”, come in altri (ma anche in situazioni di reale tirannia), le emozioni sono sinonimo di libertà e di libero arbitrio. Dotare le macchine di emozioni equivarrebbe a dotarle di capacità non più controllabili. E come (anzi potenzialmente peggio – Terminator) in “I, Robot”, non sarebbe una cosa positiva.

                  • bardamu scrive:

                    L’argomento dell’intellligenza artificiale è il primo che ho affrontato quando presi il coraggio a due mani e intervenii su questo blog. Forse ti ricorderai che ti stupii citando Edelman. Quel libro “sulla materia della mente” è il trattato più affascinante che abbia mai letto. Ma non mi ha mai convinto del tutto la spiegazione assoluatmente “materialista” della percezione di sè, o della coscienza chiamiamola come vogliamo, che viene fornita. Nè mi convince del tutto la teoria evoluzionista secondo cui la nostra specie deriva in fondo in un periodo temporale nemmeno troppo dilatato da specie a noi simili che però non hanno le nostre facoltà cerebrali. Eppure non sono “credente”
                    Diciamo che le spiegazioni che finora ci siamo dati sulle questioni fondamentali della vita sono da un punto di vista scientifico ancora mooolto incomplete. E, quindi, molti sentono ancora il bisogno, per trovare delle risposte “sensate”, di rifugiarsi nelle religioni.
                    Ooops! Ho aperto un nuovo, irrilevante, capitoletto?.

                    • Gazza scrive:

                      Caro Bardo, per OVVIE comuni ragioni ti rispondo domani.

                      • Gazza scrive:

                        No Bardo, adesso no, il tuo post è “leggermente” provocatorio e ho robusti dissensi, rischio di svegliarmi per rispondere (e viste le tue reprimende sugli orari!).
                        Forse prima di cena.
                        Comunque un GRAZIE ad Ale e a Te (maiuscolati).

                  • paperinik scrive:

                    ammetto che mi fa paura il “questo me lo ricorderò per tutta la vita”. Cioè: verissimo che non ci sarebbe bisogno di dirlo. Succede sicuramente a tutti per dati eventi o accadimenti vissuti in chiave personale, ma io non forzerei la mano e lascerei la memoria soggettiva al suo corso.Quando e se salta fuori, salta fuori ad ogni modo. Spesso quando (e se) ci si ritrova a rivivere situazioni simili.
                    Sui nostri principi etici menzionati dal Gazza: c’è del giusto nell’affermazione secondo me. Ma un fatto accaduto non ha un’etica in se. Sta a noi discernere, a volte andando contro la nostra stessa etica. Ed ecco che torniamo ad una memoria “meccanica”, fino a pochi decenni fa magari impressa sul nastro di una pellicola, se qualcuno si trovava lì al momento giusto…..Oggi l’ossessione di tanta gente è proprio quella di verificarsi, valutarsi esserci proprio in quel momento. E’ l’immagine drammatica( a volte…) dei nostri tempi. Il bisogno spasmodico di registrarsi (fotografarsi, filmarsi) nel corso della propria esistenza. Già…ma di esserci come????? E’ gIà L’UOMO che vive in funzione del Robot???.. Ma qua apriamo un altro capitolo lungo e complesso….

                1. zappatore scrive:

                  Caro Nino, sono stato tuo ammiratore sul lavoro, pochissimi bastardi e gentiluomini coraggiosi come te, Verona non sa cosa hai fatto ma io si.
                  Tuo ammiratore, ma non c’era dubbio, nelle tue battaglie contro la maraiassa tifosa de bassa lega.
                  Posso chiederte de far qualche blog più semplice, voria partecipar.
                  Se hai bisogno de aiuto son sempre pronto, t’ho mandà na mail.
                  Son de turno………

                  1. philo scrive:

                    Devo dire che molte delle cose scritte dal dott.Gazzini sulla memoria e sui sogni non trovano sempre riscontro sui testi che trattano la materia.
                    In verità nemmeno le contraddicono.
                    Devo aver letto un post del dott.Gazzini nel quale afferma che sta cercando delle risposte dentro di sè senza l’ausilio di testi specifici in materia. e vorrei anche aggiungere che una materia come la memoria non lascia molti margini su cui sbizzarrirsi, voglio tuttavia ammettere, visto che mi sono occupato della materia MEMORIA come studio, che nelle valutazioni fatte dal dott.Gazzini, magari in modo divulgativo, vi sono delle interpretazioni originali (in particolare quelle sui sogni) che non sono in contraddizione con quanto scritto sui “sacri” testi e questo mi spinge a complimentarmi col coraggio di scrivere di questi argomenti su un blog che sarebbe dedito al cazzeggio e si trova in una pagina che tratta di sport vari.
                    Lo leggo come un invito a fare “sport”, esercitandosi, anche con la mente umana, il dono più prezioso dell’Evoluzione (o di Dio per i credenti).
                    Il dono rimane comunque enorme, nonostante gli sprechi e i tentativi di deviarlo verso l’esoterico.

                    • Gazza scrive:

                      Caro Philo, benvenuto.
                      Se c’è una cosa che sono certo di saper fare è quella di saper leggere il senso delle parole.
                      Diciamo che con molta educazione non mi ha dato dell’apprendista stregone e questo è già molto.
                      Di UNA, solo una, cosa la prego, mi dica se ho scritto qualche BUFALA, non lo sopporterei.

                      • philo scrive:

                        Caro dott.Gazzini, quando una persona unisce passione per la conoscenza, ironia, autoironia, pur senza arrivare all’inarrivabile Einstein che racchiudeva in sè le vette di quanto sopra, è molto difficile che incespichi o crei volutamente delle “bufale”.
                        Cordialmente.

                        • philo scrive:

                          A questo proposito ho letto l’interessante post di Niktv dove a un certo punto scrive d’essersi imbattuto nell’ “Effetto Mandela” e, giustamente, lascia perdere la cosa.
                          Quell’ “Effetto Mandela” si può definire “bufala”.
                          Quando invece di aprire uno studio serio in merito, cioè sulle DISSONANZE COGNITIVE, si comincia a parlare che alcune, molte, poche, persone, sotto un chiaro effetto di psicosi collettiva, viva in “universi paralleli”, credo sia opportuno lasciar perdere.

                    1. Gazza scrive:

                      CORNER VERONA HELLAS

                      La MEMORIA può anche affievolirsi.
                      Perchè tuttavia diecimila persone non potranno dimenticare il sig. MASSA e la JUVENTUDE.
                      Mai.

                      1. Gatón scrive:

                        Gli antichi credevano che la memoria risiedesse nel cuore.
                        In inglese il termine “a memoria” viene detto “by heart”, in francese “par coeur”, e anche noi diciamo “riCORdare”.
                        Poi qualcuno ha scoperto i neuroni.
                        La memoria dei primi “cervelli elettronici”, allora venivano chiamati in questo modo, era costituita da piccolissimi anelli di ferrite attraversati da tre fili elettrici in grado di rilevarne lo stato di magnetizzazione e di modificarlo.
                        La prima di queste macchine sulla quale ho lavorato era dotata di 20.000 posizioni di memoria, ciascuna da 5 bit.
                        I caratteri numerici occupavano una posizione, gli alfanumerici due.
                        Riuscivamo a farci di tutto, programmando in linguaggio macchina.
                        Mi ricordo ancora come si fa.

                        • Maxx scrive:

                          Avevo visto una trasmissione in cui comparavano le capacità degli animali con le nostre di umani: inutile dire che perdevamo su tutta la linea.
                          Uno dei test era basato sulla memoria (uomo VS scimpanzè) ed era quello che mi ha sconvolto di più, sia per capacità, sia per velocità di immagazzinamento/recupero dati. Più o meno la “memoria” che hai ricordato tu contro un disco SSD odierno.

                        1. canegrandis scrive:

                          I ricordi di Nino riguardo le dimenticanze dei suoi ex collaboratori mi rimandano alla “memoria professionale” dello scrittore russo Solzenicyn che, durante gli anni di detenzione nel gulag, era riuscito a memorizzare 36000 versi scritti su pizzini poi destinati al suo stomaco per evitare il plotone di esecuzione.
                          Credo che mai sarebbe riuscito in una simile impresa se non si fosse trovato nelle tragiche condizioni alle quali era costretto e se la letteratura non avesse rappresentato per lui la vera via di fuga alla morte innanzitutto dell’anima e poi fisica..
                          Direi, da profano quale sono, che non c’è una memoria ma ce ne sono diverse, alcune più educabili e altre, come quella olfattiva ricordata da Dandy e Bardamu, più “spontanee e rivolte al remoto”.
                          Poi c’è anche chi è dotato di naturale memoria enciclopedica come alcuni amici che hanno scritto in precedenza,
                          Quando ho cominciato trovare sbiadito qualche vecchio ricordo della nostra amata squadra ho deciso che era tempo di dedicarsi a qualche esercizio di mantenimento…e non me ne dimentico!!

                          • Gazza scrive:

                            Caro Gran Khan (Can), piacere di rileggerti.
                            Sì le MEMORIE “possono” essere più d’una, ma come nella verità, che è empre UNA ed UNA sola, quale? Quella in cui si è verificata, anche la MEMORIA VERA è UNA.
                            Poi i neuroni fanno un po’ quel cazzo che vogliono..
                            Lunedì vedi di fari salutare… Che magari tra un po’ parto e stavolta, dalla lettura dei loro giornali, mi pare una cosa da ‘azzi amarissimi.
                            Paura?
                            A settant’anni, ma quando mai!
                            Per le persone care quello sì.

                            • Gazza scrive:

                              Vorrei precisare, grasssie.
                              La MEMORIA, l’Hard-DisK, è UNA.
                              Poi ha le sue varie “CARTELLE” che funzionano indipendenti, penso siano queste cui il Gran Khan si riferisce.
                              La supremazia (!) del cervello è che può utilizzare contemporaneamente diverse “cartelle” aprendole e senza la necessità di chiudere le altre.
                              Non sono un informatico, probabilmente si vede, ma sul cervello qualcosina so.

                          1. Gazza scrive:

                            Ho dato una risposta troppo sbrigativa a MaXXX, vedo di rimediare.
                            Fermo restando che fatti accaduti o raccontati da ALTRI divengano parte della propria memoria è assolutamente normale.
                            Non lo è più se diventano memoria PERSONALE come AUTORE.
                            Sulla questione dei sogni il discorso mi pare diverso (vado a “memoria” senza consultare i sacri testi.
                            Dunque.
                            Un sogno pesante, vicino all’incubo, che porti adirittura a svegliarsi, NON ha svolto la sua FUNZIONE (discorso lungo e complesso), e quello NON DOVREBBE MAI diventare parte “effettiva” della PROPRIA MEMORIA.
                            Il sogno “normale”, quello che NON viene ricordato, e che quindi ha svolto la sua funzione, continua a circolare nei propri neuroni e non è improbabile che un giorno, in una situazione speciale, divenga un RICORDO “effettivo” (sentito come tale) della propria MEMORIA.
                            Ma continua a NON esserlo, può assomigliare molto ad un evento che ti è accaduto, ma i neuroni lo mescolano, aggiungono “altro”, cose che avresti voluto fare “intervenendo” nel sogno, ma QUEL fatto, così come lo hai sognato, NON è mai accaduto in QUEL modo e quindi non si può ascrivere alla memoria cosciente degli eventi accaduti.
                            Spero che nessun studioso freudiano puro non abbia letto questo post…

                            • Maxx scrive:

                              Mi piace già di più….

                              Successo qualche mese fa (pochi, comunque, sarebbe quasi più giusto parlare di settimane).
                              Parlo con un amico, ragionamenti a ruota libera, cose mie.
                              Passa qualche giorno, ci si ritrova in compagnia.
                              Il discorso, casualmente, si sviluppa sullo stesso argomento, più o meno. L’amico, di cui ho MOLTA stima, gli riporta il MIO ragionamento, che lui aveva affondato. E ne parla come se fosse un suo “punto d’arrivo”. La voglia di “sputtanarlo” ovviamente non c’è, è un mio grande amico.

                              “Costretto” da tuo topic c’ho ripensato e ne è uscito quel post che non ti è piaciuto.
                              Poi ci sono altre cose, ma sono cose mie.

                            1. Dandy scrive:

                              Un altro spunto sull'argomento :
                              l'olfatto tra i nostri sensi e' di gran lunga quello che più facilmente stimola la memoria

                              1. bardamu scrive:

                                L’ho scritto un’altra volta, sempre su questo blog ( sei ripetitivo negli argomenti… questione di memoria? ): il mio primo ricordo risale all’età di 2 anni quando vidi i tomi della enciclopedia Treccani cadere attorno al mio lettino nello studio di mio padre, dove ero stato relegato dopo la nascita di mia sorella. Si trattava di un terremoto di notevole intensità in quel di Forlì.
                                Comunque la questione della memoria è affascinante perché riguarda proprio la nostra essenza più intima.
                                Quante volte ci capita d rievocare ricordi comuni con amici ed ognuno dà una versione diversa dell’evento?
                                Evidentemente memoria e ideazione nel nostro cervello si combinano allegramente.
                                Per quanto riguarda l’Hellas ho una memoria proprio pessima. Invidio molto quei miei amici che ricordano i particolari di partite della lega pro. I miei sono sprazzi di luce in un’atmosfera molto nebulosa.
                                Ovviamente ho un’immagine nitida del gol senza scarpino di Elkjaer alla Juventus: fui l’unico del mio gruppetto ad accorgermi subito che aveva perso la scarpa prima di tirare ( allora ci vedevo bene e la posizione dalla curva sud era l’ideale per notare il particolare ), così come ricordo il gol annullato a Luppi al 90° su assist di Zigoni dalla linea di fondo, con tanto di nuvoletta di gesso sollevata ( non ricordo l’anno, forse era il 1975 ).
                                Ma l’emozione più grande la provai al secondo gol rifilato alla Juventus nel primo anno di serie A con Bagnoli. Fu Tricella a segnarlo e da notevole distanza.
                                Era la prima volta che vedevo il Verona battere quei simpaticoni e provai una gioia mai più riprovata par el balòn.

                                • Chivers scrive:

                                  … gol annullato di Petrini… 1977
                                  ;-)

                                  • bardamu scrive:

                                    sì, l’è vera. Ogni volta chissà perchè me sbajo, Sarà perchè per me su crossi del zigo non poteva che segnare Luppi. E’ stata la domenica della bomba?

                                  • do minus gazza scrive:

                                    Non vale, il popolo che frequenta questo blog, non ti conosce bene e non sa della tua mostruosa memoria.
                                    Marco, una domanda meno banale di quanto sembri, ti sei mai chiesto PERCHE’ eserciti la tua memoria in quel modo.
                                    Non c’è davvero nulla che vorresti si perdesse nei meandri neuronali senza più connettersi.
                                    Non mi interessa il FATTO, per rispetto assoluto, ma il metodo.

                                    • Chivers scrive:

                                      Guarda… non c’ho mai veramente pensato; certo è che per una quarantina d’anni, dal 1976 fino a quando ho lavorato, prima di diventare, recentemente, membro della armata del Compagno Tito, Tito Boeri, sul lavoro ho avuto modo di esercitare a più non posso questa caratteristica (talvolta anche per stupre e per “sbrofàr”), di conseguenza nella vita di tutti i giorni accadeva la stessa cosa, e ricordare tutto-ma-proprio-tutto non è per niente facile e semplice e soddisfacente; un conto sono le nozioni, le persone, la fisionomia di qualcuno, un particolare, un conto è tutto il resto che accade nella vita, e la rogna è che ogni tanto si ripensa ad una cosa passata e non la si condivide più, la si pensa diversamente; e allora? che si fa? autocritica? va ben, facciamo autocritica, ma non è sempre possibile e così facile, e allora “se ghe mola un ponto” ogni tanto; ma la memoria rimane; e poi ci sono un sacco di cose che non ricordo… ma non ricordo quali possa essere.

                                      (canzoncina scema che ci può stare…
                                      https://www.youtube.com/watch?v=FIdewXHh3eQ

                                      • Nez scrive:

                                        entro a gamba tesa per salutare i tre interlocutori…uhm…bardamu…Petrini! Te l’ho detto di persona! Giusto??

                                1. Gazza scrive:

                                  Per Bibì e Bibò http://2.bp.blogspot.com/-bhJWDW7jXVM/UKC2f3hqQfI/AAAAAAAAD6M/NH2Owidr6-8/s1600/300-bibi-e-bibo-8.jpg voglio ricordare (!) che sulla memoria farò un Topic all’anno.
                                  Importanza in sè, connessioni con la coscienza e con l’etica, sono cose troppo importanti per una botta e via.
                                  Questo non vale per coloro che la vita è un gioco, che meglio vivere un giorno da leoni che venti da lupi…

                                  1. Maxx scrive:

                                    La mia memoria è pessima: ricordo nitidamente quel che non serve, dimentico in maniera sistematica tutto ciò che serve, la relazione tra facce, nomi, luoghi (chi, dove e quando) è del tutto aleatoria a meno di rapporti consistenti.
                                    La cosa simpatica è che, nonostante qualche gaffe, riesco a sopravvivere benissimo.

                                    Ps. La mia memoria sessuale è vividissima. Ricordo molti più amplessi di quelli realmente accaduti. :lol:

                                    • Gazza scrive:

                                      Dreaming pipparo…

                                      • Maxx scrive:

                                        Vedi che non hai capito niente?
                                        Te la taglio giù fina.
                                        A volte CREIAMO memoria. Trasformiamo in ricordi cose che NON sono accadute: alibi per scelte che si sono rivelate sbagliate, sogni, o ci appropriamo di idee di altri finendo per considerarle nostre, etc.

                                        • Gazza scrive:

                                          Hai minestrato un po’ troppo.
                                          Chi “inventa” fatti e li inserisce nella propria memoria, ha qualche disturbo, anche serio.
                                          Fidati.
                                          Sull’appropriazione mnemonica di fatti altrui idem.
                                          In questo Blog parlo di persone NORMALI, poi si accettano anche eccezioni.

                                    • Maxx scrive:

                                      A proposito di memoria:
                                      Dimentichi che di “memoria” hai già scritto diverse volte: “Damnatio Memoriae”, “MA CHE CANNAbis e CANNAbis: TROPPI PORNO DANNEGGIANO LA MEMORIA!”, etc.

                                    1. Dandy scrive:

                                      Caro Nino,
                                      dopo quello sulla musica altro post che mi tocca il nervo!
                                      Eh si, perchè io con la memoria ho un rapporto conflittuale, che -mi sono autospiegato- deriva dal mio carattere. Sono per natura gioiso ed ottimista ma ho una profonda vena di nostalgica malinconia (remember Counting Crows) che fa si che io sia portato a rimpiangere il passato, non per forza bello, ma semplicemente in quanto, essendo passato, non tornerà più.
                                      E questo fa si che io abbia sviluppato nel corso degli anni una memoria che i miei amici definiscono patologica, perchè perfino maniacale.
                                      Ho fatto con loro scommesse dicendo: domenica c’è Hellas-Ternana? Io vi so dire il giorno preciso di Verona-Ternana 1-0 gol di Gervasoni di mano con una scarto massimo di una settimana. Per la croncaca quella partita si giocò nell’autunno 2005 e fu una partita senza rilievo particolare e quelle scommesse le vinsi in scioltezza.
                                      La frase tipica dei miei amici in proposito eh: “vecio, ti te ghe dei problemi…” :-D
                                      Ricordo nitidamente alcuni episodi accaduti quando avevo 4-5 anni, con una dovizia di particolari che potrei disegnarli. E’ una cosa bella? Si (all’università e sul lavoro questa mi da almeno un paio di marce in più), ma in fondo è anche una piccola tortura….soprattutto per i nostalgici come me che in questo modo si fanno un po’ del male da soli, soprattutto potendo constatare che tempus fugit più oggi che una volta (maledetta legge di Moore!).
                                      Anyway, un paio di tips, sicuramente noti ma interessanti:
                                      - le tecniche per allenare la memoria ci sono e funzionano (associazioni ecc..)
                                      - chi ha una memoria estremamente profonda e “retrospettiva” ha effettivamente una patologia….lo leggevo su Repubblica qualche mese fa. Nulla di preoccupante comunque, tranquilli.

                                      PS: onorato della possibilità concessami, non mancherò di mandare mail.

                                      • do minus gazza scrive:

                                        Caro Dandy, post di spessore, non come quello dei fratelli Bibì e Bibò (Maxxx e Bardamu).
                                        Vuoi sapere la mia FOLLIA?
                                        Talora vorrei azzerare la memoria, non certo all’infanzia, per poter apprendere le cose non viziate da una corposa esperienza che talora mi portano ad una certa “noia” di tipo “depressivo”.
                                        Per quello che sono, non un genio certamente, ho visto, fatto, troppo… e ricordo.
                                        Però sto facendo un esercizio personale: non leggo più i giornali tranne il sabato e la domenica di sfuggita.
                                        Non voglio essere influenzato da opinioni altrui (tranne in qualche saggio scientifico).
                                        La cosa sicura è che non vorrei la memoria di HAL 9000.
                                        Però affinchè tutto non vada perduto cerco di trasferire con leggerezza e cautela parte, spezzoni della mia vita ORDINANDO di non azzardarsi a copiare, quando mi viene chiesto: “tu cosa hai fatto nella tal situazione…”, evidenziando (esagerando) più gli errori che non i risultati positivi.

                                        P.S.:
                                        Dandy, stai molto attento sull’Hellas!
                                        A Verona ci sono almeno tre fenomeni che rispondono ai nomi di: Carlo Attack, Nez e Mister Chivers che in qualche caso arrivano al MINUTAGGIO dei goalxs di partite di 20/30 anni fa…
                                        Vedi tu, io ti ho avvisato.

                                        P.P.S.S.:
                                        Aspetto pazientemente mail, ma dobbiamo andare a…MAGGIO! (ma tu comincia a chiedere se possiedo certi vinili (poi son casssi tuoi, io ti do guanti di lattice per non sporcarti e l’onere di RUMARE è TUTTO TUO!
                                        Tra poco parto per un lungo viaggio e ho l’ansia di dimenticare sempre qualcosa di semplice, ma indispensabile (come le medicine…).
                                        Del resto me ne frego.
                                        Io sono VIAGGIATORE non TURISTA.

                                        • Chivers scrive:

                                          Sig. Gazzini… forse non sai (o forse non ricordi… per restare in tema) che Dandy è un campione di Hellastory con la mitica squadra VAG, “Vinceremo A Graz”, squadra che io allestii e diressi (giocando solo pochissimi minuti, per ragioni che tu sai). Voglio dire che mi el me conosse!!!
                                          ;-)

                                          • Gazza scrive:

                                            E allora deve stare molto attento nenne citazioni!
                                            Hellastory?
                                            Mi dice qualcosa ma non ricordo nulla,una dei casi in cui è meglio non aver memoria.
                                            :)

                                        • bardamu scrive:

                                          “Me ne frego” ?! Uhmmm… Frequentare certe pessime compagnie sta sortendo qualche effetto…

                                      1. Dandy scrive:

                                        Grande rispetto e un saluto affettuoso a Mister Chivers…
                                        Mi è capitato in mano qualche tempo fa il video della finale di quel torneo…
                                        Non me ricordavo mia quanto ero forte ;-P

                                        1. ilfrance scrive:

                                          —La marijuana fa male per due motivi.

                                          —Quali?

                                          —Danneggia la memoria.

                                          —E la seconda?

                                          —Cosa?

                                          —Della marijuana.

                                          —Ce l’ho, quanta ne vuoi?

                                          1. paperinik scrive:

                                            Gazza, scrivo al buio quindi errori a gogo. Appunto nella mia memoria ci sono momenti di dark assoluto.Ricordo le situazioni più particolari o paradossali, ma altre ugualmente importanti cadono nell’imprecisione o nel dimenticatoio. capita a volte che un amico o vecchio conoscente mi faccia presente un fatto accaduto in compagnia e io che non so cosa dire cercando di mettere a fuoco immagini nebulose. Così succede a volte nella scrittura e in qualche idea a volte buona, che se non registrata, rischia di essere persa per sempre. Quindi limite mnemonico molto alto compresa una distorsione spazio temporale ragguardevole. La cosidetta dimensione parallela potrebbe essere quella che illogicamente si infila come un “felino nel cervello”

                                            • Gazza scrive:

                                              Paper non è un caso che i grandi scrittori del XX° secolo si appuntavano un idea su qualsiasi cosa su cui si potesse scrivere.
                                              Avevano, anche loro, un’idea volubile e volatile della memoria.

                                            1. Simone scrive:

                                              La memoria… La prima cosa a cui mi viene da associare questo concetto è la malinconia, che come scriveva Victor Hugo “è la gioia di sentirsi tristi”. Non c’è soltanto la memoria cosciente, quella di cui ci ricordiamo i particolari. C’è una memoria, molto più vasta, che mi verrebbe da definire emotiva. Delle sensazioni che, associate al carattere e alla formazione che ognuno di noi ha, influenzano e indirizzano le nostre vite. A volte può addirittura succedere di risalire ad un eposodio proprio analizzando in se stessi un certo stato d’animo. Può capitare non così di rado per esempio a seguito di un sogno, a volte nitido, a volte meno. Un sogno che va a ripescare situazioni rielaborate del passato. Quando succede, se le sensazioni sono forti, la giornata ne è spesso condizionata. C’è un qualcosa di irrisolto nella memoria, di irrimediabilmente sospeso, ci sono momenti vissuti che riemergono con forza, e ci provocano sensazioni e sentimenti che, come scritto sopra, spesso sono associabili alla malinconia. E forse ad una frustrazione, perché il passato non si può cambiare. Specie quando non si poteva cambiare nemmeno quando era presente. Poi ci si inventano parole come Dio, Destino o Fatalità. La memoria, in fondo, forse, non è altro che un cuscino in cui ognuno di noi appoggia la testa con l’orecchio per sentire nei momenti di pausa riflessiva i rumori della vita chiudendo per qualche momento gli occhi. Immaginando di sognare.

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