24
mar 2017
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Par tirar tardi

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UN SOLO “PUGNO” A 12 ANNI E ME NE VERGOGNO ANCORA

Stavamo giocando a calcio sui Bastioni e uno zigarello ci rubò il pallone.
Lo rincorsi lo buttai a terra e gli sferrai quello che assomigliava ad un pugno.
Ho la scena ancora vividissima e penosa.
Ma a quell’ “primario”(??) ortopedico di Milano che ha rotto un femore ad un’anziana di oltre settantanni “per esercitarsi” (!!) glielo darei forte e dritto.
Dei degli umani, ma può essere “così banale il male”, come disse Hannah Arendt
al processo di Eichmann, il boia dei campi di concentramento per lo sterminio degli ebrei.
No basta, ne so abbastanza per essere sempre sorpreso e depresso dal male.
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Il Topic originale riguardava quanto sono belli tutti i PamPini di ogni colore, ma che rompono tutti molto i cowlions.
Un episodo significativo di bassa cronaca quotidiana, accadutomi ieri in un supermercato affollato da persone (e PamPini) di diverse nazionalità.
Sono stato investito (e gettato a terra) da un paio di mocciosetti, nazionalità non riscontrabile, che usavano un carrello della spesa come fosse un autoscontro.
La madre?
Si limitava ad urlare loro frasi.
Frasi?
Sì frasi.
In un’altra corsia un bambino nero veniva trascinato, urlante, da genitori, indifferenti alle sue urla (stile africano verificato, quando sarà senza voce la smetterà), presumibilmente per non avergli comperato una cosa inutile.
Mi allontano il più possibile verso l’ultima corsia che sentivo silente.
Vedo una madre italiana col suo bambino sul carrello a mo’ di carrozzina.
Azzardo un complimento per la gestione della cosa e la tranquillità del mocciosetto, ma la risposta è stata fulminante: “…no il mio non era molto diverso da quelli che ho visto, ma dopo che ne ha combinata una grossa un mese fa buttando a terra parecchi prodotti, si è preso due “pappine” e da da allora sta qui sul carrello, faccia a faccia con me…”.
La memoria è corsa subito a Benjamin Spock, famoso pediatra e teorico del permissivismo anti-autoritario nei confronti dei figli e dei pampini in particolare.
Nel tempo B.Spock rivisitò le sue teorie con qualche correzione (marginale).
Ma il “popolo” non ci mise molto a coniare la celebre frase, per altro mai teorizzata dallo scienziato: “…e come disse, in seguito, Spock… QUANDO CE VO’(ck) CE VO’ (ck)…”.
La pappina (suggerico, meglio sul copìn).
Io ne presi in numero adeguato, anche quando ero innocente, ma ricordavo di non averne prese quando le meritavo.
Il pari e patta fu educativo.

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3 risposte a “UN SOLO “PUGNO” A 12 ANNI E ME NE VERGOGNO ANCORA”

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  1. Ciucco Norris scrive:

    Caro Nino ,
    il genitore moderno non ne ha voglia . Di sgridare , di mollare qualche sculacciata e tante altre cosucce. Non hanno neanche voglia di alzarsi per fare 4 corse coi loro figli quando , sul lavoro , chiedo di essere partecipativi. Ci sono casi di madri , che lavorano solo al mattino , che al pomeriggio portano il figlio o la figlia ogni giorno a un corso di qualcosa , pur di non averlo in casa . Tanti mentre il figlio fa qualcosa ( in positivo o in negativo ) neanche se ne accorgono perché stanno ropetando con lo smartphone. Per poi magari lamentarsi con noi istruttori , che vediamo il bimbo un pomeriggio a settimana , di non riuscire a imporre la disciplina , che é il motivo per cui alcuni di loro lo iscrivono ai corsi che svolgo. Io dovrei educare un bimbo in un pomeriggio , se tu genitore ” moderno ” niente sculacciate niente urla niente di niente , non hai voglia di farlo il resto della settimana ? .
    Favorevole al metodo sciafe , in certi casi. Una sciafa di mamma spesso vale piú di mille parole.
    E qualche sciafa la presi anche dalla maestra alle elementari e vedo che non mi ha ucciso. Oggi non si puó . Meglio allora o adesso ?
    Sui pugni non posso esprimermi . Presi , dati e per anni ho pure pagato , per farlo. Mi avevano detto che le cicatrici in faccia ti fanno cuccare… ;-)
    P.S : spero tu abbia ricevuto il mio sms di ieri . Ho problemi con il telefono. Apple maledetta…

    1. Gatón scrive:

      Ho preso anch’io la mia dose di papine, il più delle volte meritate, e mi hanno educato bene.
      Mia figlia se n’è presa qualcuna, più qualche solenne sgridata.
      I miei nipoti si stanno prendendo la loro parte di sgridate, castighi e sculaccioni da parte di papà, mamma e nonno.
      Sono certo che un giorno ce ne saranno grati.

      1. bardamu scrive:

        Andiamo con ordine: cominciamo con la cosa raccapricciante. Quell’appartenente alla mia stessa specie che risulta ricoprire l’incarico di primario di ortopedia in un ospedale lombardo andrebbe immediatamente radiato dall’ordine dei medici ( e non accadrà, perché quell’ordine lì ti radia solo se pesti i piedi a qualche collega ), prima ancora di conoscere le determinazioni della magistratura in proposito ( bastano le intercettazioni. Anche non l’avesse fatto il solo pronunciare la frase “ho rotto il femore ad una vecchietta per allenarmi” è sufficiente ad essere radiato dall’albo e, se ci fosse ancora, ad essere esposto al pubblico ludibrio su quell’antica istituzione denominata “berlina” ).
        Su quello che gli farei personalmente è meglio sorvolare, ma in una nazione “civile”, purtroppo, gli toccherebbero solo alcuni anni di galera. In Italia nemmeno quello, stanne certo.
        In questo sono più a sinistra di te: il carcere, e il servizio militare, quando c’era, è solo per i “poveri”.
        Sono così disgustato che è meglio non scriva niente altro, perché trascenderei di sicuro.
        Ma devo aggiungere per onestà che non sono altrettanto sorpreso da questa infamità.
        Et de hoc satis…
        Chiudiamo con l’argomento leggero, che è meglio: il metodo Montessori non mi ha mai convinto. Anche i miei, che mettevano nella valigia per le vacanze il battipanni ( e non era per scuotere i tappetini delle pensioni romagnole ), erano per altri metodi “educativi”. Fino all’età di 12 anni le prendevo almeno una volta al giorno, più spesso due. Se fosse esistito il telefono azzurro entrambi i mei genitori avrebbero passato, loro sì, qualche mese al fresco.
        Mi sembra di ricordare che la situazione non fosse molto diversa per i miei amichetti.
        Non ho figli e non so dire come li avrei educati. Ma per lavoro vedo tantissimi pampini e, purtroppo, per la maggior parte, la situazione è quella da te descritta.

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