11
mag 2017
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Par tirar tardi

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PALEOANTROPOLOGIA SI’ E ALLORA?

Questo non è il Topic cui avevo fatto cenno, quello arriverà.
Io ho un fratello di una generazione (20 anni circa) più giovane.
Era venuto a prendermi all’aereoporto di Milano come fa sempre (carino).
E’ un informatico puro e maniacale (è il suo lavoro) al punto tale che spesso mi sento figlio unico.
Maniaco dell’elettronica “spinta”, si è comperato in leasing un’autovettura che “fa tutto da sola”: impostazione velocità, frenata progressiva o immediata, auto parcheggio, “dialogo” (dialogo ?!?) col navigatore di bordo per qualsiasi cosa, tre telecamere e altre menate.
Dopo una trentina di kilometri gli dico:
“…sai che sull’evoluzione umana ci sono un sacco di novità…”
lui: “…oddio sei diventato creazionista?”
” ma vaffa…, no sto leggendo un saggio di Giorgio Manzi “L’Evoluzione Umana, edito da il Mulino, denso di novità sull’ubicazione dei primi ominidi, sulle date (si ragiona in termini di Milioni di anni-n.d.g.) delle prime migrazioni (Out of Africa 1 e 2), se le fece l’Homo Sapiens o forse le tentò (improbabile) anche l’Homo Abilis…”
lui: “hai visto cosa ha fatto l’auto durante il sorpasso…”
“…scusa fratellino, ma non te ne frega un hostja di come eravamo e perchè siamo diventati ciò che siamo?”
lui: “per carità tutto interessante, ma con chi casso puoi DIALOGARE di queste cose?”.
Quello che gli ho risposto è un po’ troppo pesante anche per un Blog “libero” come questo.
Quello che mi sono chiesto, prima che arrivasse la notizia che ha sconvolto i miei fattori di calcolo esistenziale, è la seguente:
- Ma è davvero in fase di estinzione il piacere della Conoscenza per la Conoscenza in sè, per se stessi, e derivazioni di questo concetto primario che ha mosso il Mondo degli Umani?
Fine.
Col ciufolo che è la FINE.

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49 risposte a “PALEOANTROPOLOGIA SI’ E ALLORA?”

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  1. il carpentiere scrive:

    Bravo Doc Gazza, con una citazione filmica perfetta si allinea a quelli come “noi” fedeli Carpenteriani post apocalittici.
    Là dove la tecnologia regredirà e l’umanità dovrà ricominciare a confrontarsi con la tecnica e la conoscenza pratica delle cose per poter sopravvivere.
    Nessuna “setta” da fondare e seguire, come dice sempre il Doc Gazza, QUESTA è la nostra epoca e la viviamo cercando di mantenere qualche scintilla passata, che dava una Conoscenza d’Essere senza avere interconesioni mondiali.
    Specie “social”.

    • Gazza scrive:

      Caro Carpentiere, ciao e benvenuto.
      Quella citazione, di un film peraltro non riuscito, fa parte di una riflessione che faccio da vent’anni, quando vidi il film.
      Internet è uno STRUMENTO innegabilmente utile, che può diventare pervasivo se c’è una volontà molto soggettiva predisposta a farlo diventare tale.
      Io, sostanzialmente, temo solo due cose:
      1) la nascita degli “evangelisti” di Internet;
      2) l’eclissi della capacità critica soggettiva.

      Internet stammi a sentire perchè TI VEDO E NON TI VEDO…
      -> https://www.youtube.com/watch?v=UYIAfiVGluk

      • Begbie scrive:

        Gli “evangelisti” purtroppo ci sono già. Basta seguire la discussione sui social riguardo all’obbligo vaccinale, dove delle commesse, dei geometri, degli avvocati, delle casalinghe, dei cantanti semidimenticati e delle soubrette de ‘na ‘olta e chi più ne ha più ne metta si lanciano in discussioni che secondo me sono sostenibili solo se si è studiato 6 anni medicina (e magari si è specializzati in virologia). Citando il dottor Burioni, “la scienza non è democratica”.

        L’ignorante del passato lo era perché non aveva informazioni o istruzione. L’ignorante attuale lo è perché ha troppe informazioni e gli mancano i mezzi per selezionarle.

    1. Gazza scrive:

      UNA RIFLESSIONE, QUASI UNA CONCLUSIONE (mia)?

      -> https://www.youtube.com/watch?v=w5RkeBpwfCY

      • Simone scrive:

        Qualcosa mi torna in questo gesto estremo (vedasi in piccolo scambio di battute che abbiamo avuto qualche giorno fa qui)… In futuro ci arriveremo prima che la realtà stessa ci costringerà a farlo?

      1. El Giara scrive:

        Certo che solo il nostro Tom poteva chiamare Vighini in diretta per farsi fare barba e capelli davanti a tutto il popolo Hellas. Grande!!!

        1. Gazza scrive:

          ANDATI

          Noi in Serie A

          Lui, sinceramente un favourite (pupillo), da dove non si torna e non c’è compagnia (poco cercata in verità)
          -> https://www.youtube.com/watch?v=efc7njKAfgo (testo un po’ complesso)

          1. Gazza scrive:

            E’ vero che questo non è un Blog di Calcio, ma il Dominus è un tifoso del Verona-Hellas.
            Oggi il Blog rimane “chiuso” (mica vero, ma mi piace dirla così).

            1. Gazza scrive:

              A proposito di Evoluzionismo e Selezione, che non riguarda solo il genere umano ovviamente, qualcuno mi dica onestamente se sapeva quella che mi pare una prova chiara ed evidente che proviene dal mondo vegetale (che qualche criminale ha provato ad usare anche sul genere umano).

              LA PIANTA DEL CACO
              Nella fase di crescita vengono trovati a terra cachi non maturi ESATTAMENTE uguali a quelli sull’albero.
              Perchè l’albero dei CACHI “sa” quanti frutti potrà portare a maturazione, gli altri li lascia andare (come avviene la “scelta” non lo so).

              P.S.:
              DA NON IMITARE!!!

              -> https://www.youtube.com/watch?v=kgpxvjw0-Nk

              • Simone scrive:

                Argomento interessante e delicato. Che richiederebbe probabilmente una certa dose di politicamente scorretto. Di intelligenza. Di coscienza. E di coraggio. Nietzsche lo definiva “umano troppo umano”… Ho da anni l’impressione sempre maggiore che il fatto che una certa selezione naturale nell’essere umano sia venuta meno non sia così una gran cosa. E con questo discorso metto al bando qualsiasi atto politico-criminale da te accennato. Non c’entra proprio nulla.

                • Gazza scrive:

                  Caro Simone, anche tu giochi una briscola alta e complicata, almeno così mi sembra.
                  Nel senso che “una certa selezione naturale nell’essere umano sia…”, perchè probabilmente sono cambiati i parametri per “valutarla”.
                  E se ci sono, io, per ora, non li conosco (li intuisco solo vagamente e questa non è Conoscenza).

                  • Simone scrive:

                    Io non credo siano tanto cambiati i parametri per valutarla. Sono cambiate molto, a mio avviso troppo, le condizioni, che attraverso mille nuove questioni (scienza e interessi vari correlati, oltre che stile di “vita” eccetera) hanno influito in maniera radicale sulla questione.

              1. niktv scrive:

                Mentre leggevo con interesse il resoconto della conversazione tra fratelli, ho avuto un accavallamento di idee (o meglio, di argomenti) che avevo lasciato in un angolo della mente (in scompartimenti diversi), a cui mi ero ripromesso di rivolgermi in un successivo non meglio identificato momento. Con mia grande sorpresa ho notato come esse, in questo frangente, non fossero più destinate a catalogazioni differenti, bensì fossero fondamentalmente connesse tra loro se viste sotto questo loro punto di vista. La prima immagine che mi è apparsa, nel leggere i dialoghi, è stata la teatralizzazione in pillole dei celeberrimi “Apocalittici ed integrati” di Eco, in cui, da una parte ci troviamo di fronte a considerazioni “inattuali” (e quindi apocalittiche) di nietzschiana memoria interpretate dal buon Nino, e, dall’altra, la profonda integrazione nella “nuova modernità” interpretata dal fratello. Ora però la conclusione non combaciava esattamente con quella di Eco, in cui, bene o male, egli tentava di estrarre il meglio delle due fazioni per dare una risposta coerente (se la comunicazione di massa porta cultura anche ai ceti ai quali era stata fondamentalmente negata fino a poco tempo fa, essa non è cosa cattiva, a meno che non diventi banalizzazione del concetto stesso di cultura, ecc.), ma si spostava su un profilo alternativo, e cioè sulla interessante dicotomia tra il piacere della conoscenza e la necessità, condizione necessaria all’attuale integrato, della comunicazione interpersonale, compresa quella oggi possibile tramite i cosiddetti “social” qui definita “DIALOGARE”. La connessione va quindi ad un episodio che riassume bene questa diatriba: Il celebre Aleksandr Solzenicyn, quando finalmente poté tornare in Russia, fu incaricato di tenere una rubrica televisiva a sfondo culturale e politico. La sospensione di tale trasmissione, avvenuta bruscamente dopo poche puntate, fece gridare allo scandalo e molti già accusavano il nuovo regime di voler, ancora una volta mettergli il bavaglio… fondamentalmente invece la trasmissione fu sospesa perché… non se la filava nessuno. Nessuno era interessato a DIALOGARE di quelle cose e così venne cassata definitivamente. Ma, allora, il piacere della conoscenza esula dalla libertà di fregarsene altamente? E se questo è vero (altra connessione), quando l’immenso Gaber cantava “La libertà è partecipazione” si rendeva effettivamente conto che precludeva, con quel verso, il concetto inalienabile di libertà nei confronti di coloro che provano il piacere di “conoscere” senza dover per forza partecipare al Dialogo, visto non solo come mero scambio di futili informazioni sia umane che informatiche, ma anche nel riguardo di attività socialmente conclamate? (Ovviamente questo non è il caso del Gazzini, ma di sicuro calza per molti altri, me compreso) Si può quindi affermare che la conoscenza sia una sfaccettatura importante della libertà e che quindi la passione per essa non vada solo coltivata personalmente, ma sia necessario che venga trasmessa agli altri e alle generazioni future non solo come trasmissione della “propria conoscenza” (la quale comunque, nello specifico, morirà con noi), ma anche e soprattutto come esercizio libero nei modi e nei temi comunque gratificante? Spero di sì… ma sono anch’io inattuale.

                • bardamu scrive:

                  La tua argomentazione fila logicamente a meraviglia fino a Gaber escluso. Almeno secondo il mio modestissimo parere. E’ forzata l’introduzione de “la libertà è partecipazione” nel discorso seguito fino a quel punto e anche ai fini della conclusione.
                  Ma forse solo perché dai per scontate conoscenze più approfondite del tema Gaberiano, che però per quanto mi concerne non vi sono.
                  La conclusione è comunque coerente col discorso iniziale e non si discosta dalla “tesi” Gazziana della conoscenza per la conoscenza.
                  Col piccolo particolare, però, che per quanto riguarda il Gazza non corrispondono alla realtà dei fatti.
                  Se non potesse comunicare il nostro Ospite esploderebbe e la deflagrazione produrrebbe guasti a migliaia di chilometri di distanza.

                  • Gazza scrive:

                    Il Bardo Hassa Noom, dice la sua.
                    E probabilmente avrebbe/ha ragione se specificasse e confermasse la mia ANTISOCIAL COMMUNICATIONS SYNDROME.
                    Più onesto di così non posso.
                    :D :D

                • Gazza scrive:

                  Caro Nik, se penso al quel tuo “galeotto” primo post (motivo per cui chiesi d’incontrarlo per TRADURLO :) -n.d.g.) e lo confronto con questo, peraltro non semplicissimo era…, si vede che oltre a pensare hai imparato a scrivere i tuoi non banali concetti.
                  Si può QUINDI sapere se e quando la sceneggiatura sarà pronta?!
                  (un vicino di casa, Amico, mi ha chiesto perchè ripeto le stesse frasi anche trenta volte, cambiando solo il tono… praticamente mi ha dato del matto, ma va bene così).
                  E non dare tutta la colpa a quello sfaticato di Julius German!

                • neurone scrive:

                  Perbacco!
                  Dopo l’ottimo post di Bardamu, un superbo post di Nikt.
                  Bisogna che mi rimetta a studiare e seriamente, e non scherzo.

                  • Gazza scrive:

                    Neurone me sà che no t’è mia dito ‘na casada (penso che tu non abbia detto una sciocchezza-n.d.t.).
                    Però occorre tempo e purtroppo molti non ne hanno.

                1. bardamu scrive:

                  Alcune risposte alle domande che ti, e ci, poni sono contenute in un interessante, anche se sopravvalutato, libriccino molto di moda alcuni decenni fa: “lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”.
                  Non credo tu l’abbia mai letto e te ne faccio un brevissimo sunto. L’autore, che verso i trent’anni di età era stato ricoverato in ospedale psichiatrico e sottoposto a varie applicazioni di elettroshock ( erano gli USA degli anni ’50 ) verso i 45 anni di età ha sentito l’esigenza di spiegare la sua personale e razionale ricerca della Qualità ( un’entità metafisica più che un attributo del pensiero o della materia ) parametrandola al lavoro meccanico sul motoveicolo.
                  L’ordine mentale e fisico necessario alla corretta manutenzione delle varie parti meccaniche dell’ordigno è lo stesso che il cercatore di risposte deve mettere nella sua personale ricerca interiore.
                  Per quanto mi riguarda il mio massimo era cambiare la candela del “Ciao”. E anche in quanto a risposte metafisiche sono più o meno allo stesso livello.
                  Mi consolo, spero, con l’Hellas.

                  1. 500 di una volta scrive:

                    Caro Gazzini, siamo più o meno coetanei e perciò penso che anche tu possa ricordare il piacere della “doppietta” (niente di sessuale in questo caso!) per scalare le marce nelle prime Fiat 500.
                    Niente di nostalgico, per carità, ma chi ha posseduto (no sesso, siamo inglesi!) una Fiat 500 non l’ha mai dimenticata, anche uno come me me che ha cambiato almeno sette o otto automobili.
                    Certo che se fossi un rappresentante di commercio che fa quattro/cinquemila chilometri al mese, una vettura “super elettronica” mi starebbe pure bene, per altri usi mi sembrerebbe un po’ una scocciatura.
                    Per quanto riguarda la Conoscenza, condivido con te il piacere di interessarmi di cose che possono apparire di “nicchia”, ma l’Antropologia sicuramente non rientra i quei casi.
                    Anzi, penso che anche un “creazionista”, non fideista, possa e debba interessarsi dell’evoluzione umana, ammesso che abbia il tempo necessario e un minimo di base culturale solida.

                    p.s.
                    Senza voler assolutamente avviare polemiche di sorta, mi vien da chiedere a “giova” se ha la percezione del senso di quello che ha scritto.
                    Voglio sperare che non si sia espresso “bene”, altrimenti c’è da mettersi le mani nei capelli, che io, caro Gazzini, ho ancora tutti, ma la cosa non mi da niente che assomigli a un sentimento di soddisfazione, quella che mi da invece un buon libro o un ottimo film.
                    Con stima.

                    • Gatón scrive:

                      Ho avuto di recente l’opportunità di provare una 500 perfettamente restaurata.
                      Mi sono chiesto come abbia potuto tanti anni fa farci tutti quei chilometri.
                      In particolare freni, paragonati a quelli di oggi, sono da incubo.
                      Siamo abituati troppo bene.
                      La doppietta comunque non si scorda.

                      • bardamu scrive:

                        come dice, anzi canta, il grande Elio: ” 500 coi tuoi problemi di avviamento, sei la vettura del momento, 500 brum brum, 500, in camporella 500, e il posteggio è facilitato”.
                        A proposito di “doppietta”, ho già raccontato al gazza il seguente nanetto: maturità anno 1980, i miei mi regalano una 500 di terza o quarta mano, color giallo ocra col tettuccio nero rigido ( che si apriva automaticamente quando superavo gli 80 Km/h ). La fanno provare al meccanico di fiducia che la dà al suo vecio, uno scorbutico ottantenne di lungo corso. Salgo in auto con lui alla guida e non proferisce verbo mentre guida a tutta velocità per la città. Ad un certo punto gli domando: “mi scusi, ma è vero che per scalare le marce bisogna fare la doppietta?” Emette un ghigno e senza guardarmi scala dalla terza alla seconda senza nemmeno usare la frizione “Ma quala dopieta!”, grugnisce.
                        Inutile dire che quando la guidavo io riuscivo a “grattare” anche con la doppietta….

                      • 500 di una volta scrive:

                        Caro Gazzini, grazie per il gentile risconto che non mi aspettavo proprio.
                        Sui capelli confermo tutto anche se capisco coloro che se ne fanno un problema.
                        Ma coloro che se ne fanno un problema, a meno che non siano venditori di lozioni pilifere magiche, penso che abbiano altri problemi, e mi dispiace sinceramente per loro.

                    • Gazza scrive:

                      Caro 500, ciao e benvenuto.
                      Concordo.
                      Se poi sui capelli sei stato sincero sei uno “giusto” che deve restare sul PEZZO (“Honi soit qui mal y pense”)… nonostante https://www.youtube.com/watch?v=Gq0xSRE_pe0

                    1. hellassacheizuga scrive:

                      Bon dai… un’incrociata casuale al stadio, con rapido scambio di “heavy life”, vale… minimo minimo… un ritorno ai post…. anche solo per un… ciao schifoso ;-)
                      Il resto… pesa, ma bisogna farselo pesare il meno possibile… alternative zero!

                      1. ma insomma scrive:

                        Chi non socializza sui social (booh!) scambioandosi spesso bufalone, non è titolato alla conoscenza e alle relazioni umane?
                        Roba da matti, sintassi e grammatica a parte.
                        Vale più il post scriptum sul lapsus memoriae di Freud, scritto dal Dominus nel topic precedente, mirabile e originalissimo, che diecimila patacche di faccia da book, che coi books della conoscenza non c’entra una fava.
                        https://www.youtube.com/watch?v=K_NYANVVz28 (togliete la E finale del titolo).
                        Bentornato caro Gazza.

                        1. Ciucco Norris scrive:

                          Io mi ero invaghito degli Ingegneri ideati da Scott in Prometheus…
                          Poi mi hanno detto che Alien Covenant è una cassata pazzesca e allora…
                          Ma se la machina la fa tuto da sola e ti te ghe da star solo sentá , se fa mia prima a tor l’ autobus ?

                            • Gazza scrive:

                              Caro Damiano, se ci mettevi il punto interrogativo, diventava una delle questioni filosofiche più famose, stimolanti e controverse della Storia Umana.
                              Perchè tutto cominciò con un “bo? e chi lo sa?”.
                              E il conseguente desiderio di cercare delle risposte.
                              Ciao.
                              :)

                            1. Maxx scrive:

                              Ieri sera ho visto “Passengers”. Non mi ha entusiasmato ma nemmeno deluso. Di certo, capita un po’ a fagiuolo.

                              Arrivare al punto di rovinare la vita di un altro pur di avere un po’ di calore umano è quel che (ahimè) ci si aspetta da un uomo.
                              Arrivare al punto di alienarsi completamente pur di non aver relazioni umane in cui “qualcuno” abbia titolo per poterti giudicare è la normalità del giorno d’oggi.

                              • Gazza scrive:

                                Caro MaXXX, sinceramente “Passengers” ha 2/3 cosine godibili, ma poi mi ha stancato.
                                L’unica cosa che può essere seria è costituita dai fattore RISCHIO COSTANTE dei “migranti”, dal 1500 a oggi e probabilmente nel futuro.
                                Trovare i motivi della “costante” a quest’ora mi pare non serio (per me).
                                Non ho capito bene se l’ “alienato” sia chi cerca relazioni umane (?) attraverso i socialnet, oppure il pensatore e ricercatore solitario che magari studia per anni la vita complessa delle formiche (o si occupa di paleoantropologia da solo ;) ).

                              1. giova scrive:

                                Gazza vorrei proprio vederti a chattare di paleo e palafite, su un qualsiasi social ti buttano fuori nel senso che non ti fila nessuno e me par anca giusto.
                                scusa è!

                                1. do minus gazza scrive:

                                  Penso appaia evidente che la Paleoantropologia è solo un pretesto, oppure, se vado a scandagliare il mio “profondo”, una risposta incazzosa al dominio dell’Elettronica.
                                  Quella “spinta”.

                                  P.S.:
                                  E’ evidente che talora dedico qualche oretta anche a quest’ultimo argomento.
                                  Pura coerenza, anche se non mi da molta soddisfazione.

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