11
ott 2018
AUTORE Francesco Barana
CATEGORIA

Sport

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IL NEMICO INVISIBILE E PERICOLOSO

Cronache surreali dal pianeta Verona. Condannati a vincere, ma pare non freghi a nessuno. Il Verona di Grosso è ancora nel limbo, manca ancora di una sua precisa identità e pare difetti in personalità. Ma nell’ambiente tutto scorre inerte e indifferente.

Non c’è slancio in Setti, che qualche collaboratore sembra voglia convincere a venire a vivere  a Verona per “ripulirsi” un po’ l’immagine. Ma Setti, che ha tanti difetti, certo non pecca di ipocrisia. Cioè lui a volte vorrebbe fingere, ma proprio non gli riesce. Un libro aperto. Intendiamoci, ci ha provato a fare un po’ il ruffiano il presidente, tra lettere alla Totò e Peppino e video fiume più lunghi di un comizio di Fidel Castro ai tempi belli, ma i nefasti esiti li conosciamo. Gli hanno creduto giusto quei 3-4 giornalisti sempre proni. Sono soddisfazioni. Ebbene, Setti è tornato sottocoperta: investimenti e carisma gli eterni assenti.

Non c’è slancio in Grosso: arrendevole nella voce, remissivo nella posa, superficiale nell’analisi pubblica dopo il ko con il Lecce. L’ho scritto dopo la sconfitta di Salerno: è un errore pensare che la tattica e la teoria siano tutto, è esiziale credere che si vinca solo in un modo, è pericoloso dare per scontato che bastino le proprie convinzioni. Nel calcio non si vince sempre con le proprie idee, a volta bisogna saperle mettere in discussione. Il Verona di Grosso è ancora accademia, ma poca sostanza e nervo. Come il Bari di Grosso. Caro mister, dia segnali di vita: lo tiriamo fuori un po’ di carattere?

Non c’è slancio nella gente: in chi si è abbonato e in chi ha rinunciato, senza distinzioni. Chi va allo stadio va per sentirsi comunità con gli altri tifosi, non certo per la partita. C’è chi manco la guarda. Ed è comprensibile. Infatti il Verona è rimasto solo nell’essenza dell’appartenenza del popolo gialloblu in quanto tale. Il resto credo stia lentamente morendo.

C’è un indifferenza nell’aria. Che si vinca, che si perda, che sia A o B. E il mood dell’era Setti. Servirebbe una botta di vita: lampi, tuoni saette, qualcosa che scuota. Il nulla è il nemico più invisibile e pericoloso.

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39 risposte a “IL NEMICO INVISIBILE E PERICOLOSO”

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  1. Domenico scrive:

    Grande Francesco, condivido in pieno. Ce ne fossero di giornalisti acuti e sinceri come te!

    1. solohellas scrive:

      condivido in pieno.
      apatia e il nulla sono peggio di un cancro.

      1. andrea scrive:

        lona
        secondo te quale potrebbe essere il motivo x cui el fantasma delle nebbie potrebbe andarsene??? il prestigio perso?l affetto che non c e della gente? i risultati sportivi? niente di tutto questo..solo i soldi il vil denaro..per quanto poco possa incidere sul suo bilancio pochissimi abbonamenti e pochi acquisti di magliette e balle varie potevano incidere..anche sugli sponsor…ripeto..bisognerebbe che qualcuno in alto si muovesse..un fondo di emirati o un ricco cinese..sempre meglio di questo sfascio

        1. Simone scrive:

          Vedi, Maxhellas, a me piace parlare di periodi vincenti, ed associare ad essi società, presidenti, ds, allenatori, giocatori, eccetto. I periodi vincenti del Verona nel senso importante del termine (vedasi continuità/consolidamento nel grande calcio) sono stati due, che io per età non ho avuto la fortuna di potermi godere. Periodi vicini tra loro tra l’altro. Il primo va dalla stagione 1967-68 alla 78-79. Presidente Saverio Garonzi: allenatori Pozzan/Liedholm (che a livello di carriera è stato l’allenatore più importante passato da Verona), Cadè, Lucchi/Mascalaito, Valcareggi. In questo periodo: secondi in b, poi in A decimi, dodicesimi, ottavi, tredicesimi, decimi, tredicesimi (con retrocessione a tavolino per la famosa telefonata), terzi in b, poi di nuovo subito in A con un undicesimo posto (più Finale di Coppa Italia), noni, decimi e sedicesimi (retrocessi). Dopo due annate piuttosto anonime di b, inizia l’era Guidotti/Bagnoli (con la Canon sotto): primi in b,poi in A quarti, sesti, primi, decimi, quarti, decimi, undicesimi, sedicesimi (retrocessi). Dopo quel periodo il Verona ha avuto tre momenti in cui avrebbe potuto rilanciarsi a quei livelli: il periodo Mazzi (diciamo sfortunato dopo delle buone premesse), il periodo pastorello (cominciato in un modo e finito in un altro per i motivi che sappiamo) e quello Setti (cominciato in un modo e proseguito in un altro per motivi non ancora altrettanto chiari ma intuibili). Da tifoso appassionato di storia e di calcio mi piacerebbero due cose: 1. Che i due periodi importanti della storia del Verona fossero conosciuti di più, anche dal tifoso stesso, soprattutto perché è da quegli anni sessanta settanta prima ancora che gli ottanta, che si formò, sviluppandosi in modo importante, quella che chiamiamo identità del popolo gialloblù, 2. Che al di là dei nomi che inevitabilmente si susseguiranno tornasse una proprietà capace di poter riportare finalmente con continuità senza perdersi per strada per motivi vari quel consolidamento che per vent’anni (intervallati da due) fu una realtà e non soltanto una parola fine a se stessa.

          • Maxhellas scrive:

            La mia prima partita è stata Verona-Torino, Coppa Italia 28.8.1978.
            Quindi tranquillo: so di cosa parlo e so di cosa parli tu.

          • Simone scrive:

            Ah, ovviamente aggiungici negli anni ottanta le due finali di Coppa Italia, il quarto posto alla Coppa Mitropa, le due partecipazioni alla Coppa uefa (di cui specialmente la seconda di grande livello) e quella alla Coppa campioni (conclusasi come sappiamo).

          1. london scrive:

            Onore ad Andrea Mandorlini!!!

            • Simone scrive:

              Oggi è 5 anni che è morto Giovanni Martinelli. Invece di continuare con la solita frase trita e ritrita che tra l’altro non c’entra più nulla col contesto e col Verona, potresti fare uno sforzo cambiando almeno (di più è impossibile chiederti dato che è evidente tu pecchi di originalità – ma non di ossessività) nome e cognome. Così, per una volta, dato che sarebbe stato il caso almeno oggi..

              • Maxhellas scrive:

                Onore a Giovanni Martinelli, che mantenne tutte le promesse fatte, che sacrificò la sua sfera personale e mise alla prova la sua incerta salute per il bene del Verona. E che, tra le tante cose buone fatte, ingaggiò Andrea Mandorlini, l’allenatore più vincente della storia del Verona, dopo l’inarrivabile Osvaldo Bagnoli.

            1. GianniRossett scrive:

              Ciao Francesco,
              condivido tutto quello che hai scritto, sei sempre un po’ bastian contrario ma in questo caso stai seguendo esattamente il sentimento collettivo.
              Riguardo il gioco penso che forse la squadra debba ancora trovare il ritmo (è iniziato il campionato ad agosto è vero però ci sono state molte soste).
              Setti non è simpatico, ma ad oggi, chi vuoi che si compri il Verona? e soprattutto investa e creda in esso? temo nessuno purtroppo.
              grazie, comunque, per i tuoi sempre interessanti editoriali.
              PS hai scritto “C’è un indifferenza nell’aria” e manca l’apostrofo prima di “un “…scusa…correggere è un po’ il mio mestiere… :-D

              1. mir/=\ko scrive:

                paracadutismo = Verona!

                1. spc scrive:

                  Come spesso capita, nulla da eccepire al tuo post.
                  Il mio Verona è morto… spero, ma non credo, tornerà.

                  1. Lona scrive:

                    andrea…la fine del paracadute.Tutto il resto è solo fumo e fuffa.

                    1. Peter scrive:

                      Francesco hai semplicemente scritto la verità è chi non vuol vederla forse è in malafede . Voglio però ricordarti educatamente che un allenatore vero e di carattere lo avete messo alla gogna voi , tu eri tra i primi contro Mandorlini.

                      • Francesco Barana scrive:

                        Ciao Peter, io non ho mai messo alla gogna nessuno. Ho criticato Mandorlini quando era forte in un clima di conformismo generale conscio che a lui serviva un po’ di pressione (con lui ho buoni rapporti tra l’altro). E l’ho difeso quando altri lo criticavano riconoscendo i suoi alibi e che era a fine ciclo. Grazie dell’intervento.

                      1. Lona scrive:

                        vedi andrea anch'io mi sto disaffezionando e l'ipotesi di non abbonarmi si fa sentire. Ma di sicuro se un giorno non farò l'abbonamento. di certo non comincio ad insultare chi invece continua a farselo. e dopo tu mi parli di stare umiti.? dai su cresciamo un po. tanto tra poco lo straccione se ne andrà …

                        1. Paolo scrive:

                          Condivido in pieno. C'è molta disaffezione in noi tifosi dell'hellas, me compreso purtroppo

                          1. andrea scrive:

                            porti pasiensa
                            che scrivo masa..comunque el magnanebia el ghe l à sempre in vendita l hellas..prima bisogna depositare una garanzia di 5 ml e poi si tratta..toh guarda caso..5 ml come el re dela nigeria..dai cominsie a far la colletta…

                            1. andrea scrive:

                              lona
                              bravo..hai capito tutto come al solito..la guerra si fa uniti ricordalo..ora che l anticristo si e comprato la curva cosa dobbiamo dire noi patetici vecchi tifosi?? dove sono i cori le proteste le multe che dovevate far prendere al magnanebbia??? dissolte con una cassa de doppio smalto..altro che asilo

                              1. Lona scrive:

                                andrea..io crictico chi voglio io a maggior ragione chi critica ..o meglio ..offende chi si fa l'abbonamento. si siamo tutti nella stessa barca ma qualcuno lo pensa un pollaio starnazzando a destra e a manca. non ci posso fare niente io che sono abbonato ne tu che te ne stai a casa….e lassa stare la storia del so tutto mi e del te se tutto ti. pezo de l'asilo.

                                1. Simone scrive:

                                  “Resuscita i morti?!… Resuscita i morti?… No no no no no, io non voglio che faccia questo, no no non voglio, glielo proibisco, no no glielo proibisco! Questo non lo può fare. Non gli permetto che si resuscitino i morti. Bisogna trovare quest’uomo e dirgli che io non gli permetto di resuscitare i morti. Dove si trova ora costui? Dov’è dov’è?… Bisogna trovarlo subito… non importa… trovarlo subito e dirgli da parte mia che io gli proibisco che io gli proibisco di resuscitare i morti. Cambiare l’acqua in vino, guarire i lebbrosi, i ciechi: queste cose se vuole le può fare, non ho nulla in contrario, anzi trovo che guarire i lebbrosi sia una buona azione. Ma non gli permetto di resuscitare i morti. Sarebbe terribile se i morti rivivessero.” Erode (‘Salomè’).

                                  1. RobyVR scrive:

                                    Qualsiasi alenador pol rivar con Seti el sarà sempre e comunque un aziendalista con la schena piegà a 90 gradi.
                                    Sì l’è vèra, entusiasmo zero su tuti i fronti.

                                    1. Maxhellas scrive:

                                      Totalmente d’accordo con te, Francesco.
                                      A tal punto che mi mancano (e non sono ironico) le partite contro il Real Marcianise o il Lumezzane.
                                      Erano partite di serie C, ma, caxxo!, erano partite vere!
                                      E la voglia di vincere la si vedeva in campo.
                                      Quanto è che il Verona non gioca più con quel fuoco di allora?
                                      Quanto è che non vediamo una partita come Cittadella Verona del 2012 in serie B, o quel Verona Ternana col numero di Rafael nel finale?
                                      Ecco, è quel Verona li che mi manca, quello che ci ha appassionati fin da piccoli, magari scarso, ma combattivo e irriverente, che ci teneva gli occhi incollati sul campo per vedere se ghe la faseimo….
                                      Temo che per rivederlo bisognerà attendere che il carpigian-vigliacco si decida a vendere, nulla avendo più a guadagnare dallo stare qui.
                                      E visto che, a parte qualche voce minoritaria, detto carpigiano gode di assoluta tranquillità mentre spoglia la nostra amata squadra, temo sarà un’attesa lunga. Sperando che non somigli a quella dei due tizi che aspettavano Godot…

                                      1. julius scrive:

                                        Lo dica da tifoso anni 80.
                                        ho visto 3 partite allo stadio e sia che abbiamo pareggiato sia che abbiamo vinto, dopo il primo tempo ci si annoia a vederli giocare e .a volte sono uscito un bel po prima della fine.sono tristi,lenti e con pochi lampi di bel gioco.
                                        Grosso mi sembra la fotocopia dell’innominabile(prima di lui).

                                        1. andrea scrive:

                                          lona
                                          finiscila di criticare chi non si abbona come quelli che hai citato e come me..siamo tutti nella stessa barca ma noi lo abbiamo fatto mooolto a malincuore ma lo abbiamo fatto x dare un segnale e anche se in minoranza lo abbiamo dato. la nostra scelta e piu sofferta della tua oltre a non dare piu soldi a questo commediante..ti ricordo che io sono andato allo stadio 50 anni ..ormai la curva e asservita e quindi le speranze almeno in quel senso stanno a zero..l unica via di uscita sarebbe trovare come il leicester un magnate come il thailandese che rileva tutto..ma dovrebbero muoversi certi ambienti che ormai sono defunti x non dire tumulati..quindi mettitela via..oppure tu che sai tutto su di noi vai tu dal magnanebbia a trattare

                                          1. ugo65 scrive:

                                            Condivido il blog di Brana,l’indifferenza da parte di tutti la fa da padrona.La ragione in buona parte la troviamo nella indecorosa,incredibile ,indisponente a tratti volgare sconfitta dei nostri a Benevento la scorsa stagione.Quel maledetto giorno infra settimana lo pagheremo per almeno 7-8 anni prima di riprendercii.Ero via per lavoro,e subito al termine della partita chiamai un mio caro amico residente a Milano,grande tifoso dell Hellas.Fece una disamina in quel momento pensavo dettata dalla deluione del risultato e della prestazione.Mi disse,”vedrai che questa partita peserà non poco sul futuro del Verona e di Verona”………pensavo sbagliasse,ma piu’ passano i mesi e piu’ quelle parole sono maledettamente attuali.Quella partita ,per il nostro Hellas e per la città, ha avuto lo stesso effetto che un gigantesco meteorite(secondo la teoria piu’ accreditata) ha avuto per l estinzione dei dinosauri…..si sono cancellati decenni di tifo e passione in 90 minuti, La prossima generzione di tifosi ,i bambini -ragazzi che oggi hanno tra i 6 e i 20 anni ce li siamo giocati……per quella indimenticabile partita che i nostri colori si portano dietro e si porteranno per i prossimi anni.Non centra nulla la retrocessione,quella si accetta,ma quella giornata NO’.Ci sono partite che vanno ricordate per sempre,molto piu’ dei campionati,e BENEVENTO HELLAS è la partita che ricorderemo per tutta la vita.

                                            1. die980 scrive:

                                              Caro Francesco,

                                              sono incredibilmente d’accordo con te. L’indifferenza in questo caso, come del resto nei rapporti personali, nel lavoro…e nella vita più in generale è uno degli atteggiamenti più gravi e detestabili possano esistere. Se vuoi mortificare una persona rimani lei indifferente. Sembra che tutto ci scivoli addosso ormai, nel bene e nel male. Siamo negativamente anestetizzati…comfortably numb direbbero i pink floy; in questo caso però toglierei il comfortably. Mai come ora servirebbe una doccia gelata, dovremmo rimanere fulminati sulla via del…Bentegodi…(non ne abbia il buon San Paolo…non lo stadio..ma il “folgorato” biblico). Meglio qualsiasi categoria che vivere di inedia.

                                              Diego

                                              1. Lona scrive:

                                                schetch…..ocio che la facoltà di criticare sta società di mer… è facoltà solo di fenomeni altamente eruditi che non si abbonano come i vari minchiorelli..caramerda..etc etc. cosi dicono.

                                                1. schetch scrive:

                                                  La mancanza di identità della squadra è esattamente lo specchio della società, la quale sceglie i tecnici proprio in virtù di questo anonimato voluto e non casuale. Quindi secondo me mai nessun allenatore di quelli che “non se fa pestar i piè” verrà qui. Si è voluto tracciare una linea e perseguire su di essa, questa è la volontà, altrimenti non vorrete che non siano consapevoli in sede che ci sarebbero stati altri tecnici pronti a guidare questa discreta squadra.
                                                  Questo presidente, inoltre, è riuscito a creare l’anonimato anche tra noi tifosi e “l’indifferenza” che citi. Non saprei se questo giochi a suo favore ma ho un sospetto che prima o poi succeda qualcosa che fa scoppiare la bolla di vetro creata.
                                                  Per la cronaca io sono abbonato ma non mi esula dal criticare ferocemente chi ha portato in queste situazioni il più bel stadio d’ Italia.

                                                    1. Lona scrive:

                                                      ..ma penso che servirebbe un nuovo presodente/propietario. tutto qua.

                                                      1. Denis scrive:

                                                        Penso sia difficile che Grosso cambi o muti il proprio carattere e abbia delle reazioni "focose"… probabilmente è la persona giusta nel posto sbagliato e viceversa, nel senso che noi forse avevamo bisogno di un allenatore di tutt'altro genere, un Mazzone di turno.
                                                        Concordo in pieno sull'ultimo concetto da te espresso. Dopo una pausa di qualche anno, ho ripreso ad abbonarmi il primo anno di lega Pro e sinceremante non ho mai assistito a una situazione di indifferenza di questo tipo.

                                                        1. D.n.c. scrive:

                                                          Sono d’accordo che al Verona servirebbe un personaggio di un certo tipo. Istrionico ed espansivo. Non sono d’accordo che Grosso non abbia carattere. Non deve probabilmente , o non vuole, farlo vedere a noi. Hai mai tirato il rigore decisivo per vincere la coppa del mondo?

                                                          • Francesco Barana scrive:

                                                            Calciatore e allenatore (con relativa componente caratteriale) sono due mestieri (anzi due sport) diversi. Che poi, per dire, Pecchia (al netto del mondiale, che è tantissimo ma che comunque è una breve parentesi in una carriera) non ha fatto una carriera inferiore a Grosso ed era un giocatore di grande temperamento e qualità, eppure hai visto in panchina… Comunque mi riferisco non tanto al carattere personale ma a quello che trasmetti nel tuo tipo di calcio.

                                                            • paperinik scrive:

                                                              puoi saperci fare quanto vuoi, essere bravo quanto vuoi, ma se non sai insegnare o trasmettere, c’è poco da fare. Per il calcio vale la stessa regola chiaramente…

                                                          1. bruce scrive:

                                                            Post ineccepibile, intendiamoci, la rosa resta competitiva per per i primi due posti e male che vada per giocarsi i play off (e ci mancherebbe altro), ma come due anni fa restano i dubbi sul mister anche se le maggiori maggiori responsabilità in caso di fallimento sarebbero comunque da addebitare al losco figuro da Carpi o a chi è dietro di lui. Seppur con molte perplessità vado ancora allo stadio ma l’impressione è che manchi qualcosa, non il tifo chiaramente ma la rabbia o una precisa volontà di salire a tutti i costi cosa obbligatoria secondo me vista l’ignobile stagione scorsa. Continuerò a ripeterlo fino alla nausea, anche a costo di prendermi qualche insulto da coloro che hanno la memoria corta, il seppur discutibilissimo Pastorello venne criticato per molto meno.

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