09
mar 2019
AUTORE Francesco Barana
CATEGORIA

Sport

COMMENTI 14 Commenti
VISUALIZZAZIONI

3.229

LA SPERANZA È CHE NON SIA TARDI

Era una pagina bianca il Verona. Nessun afflato. Nessuna emozione. Nessuna parola. Lo spartito era sempre quello: mediocrità in serie, la solita melina sull’allenatore (resta-va-resta con dietrofront e Cosmi già tecnico in pectore), e la consueta vittoria scaccia-crisi al bivio decisivo. A creare un po’ di divertissement ci si è messo , per parafrasare Battisti, “quel gran genio del D’Amico”, con una conferenza stampa su cui per carità di patria (e pure cristiana) era meglio maliconicamente tacere.

Ho voluto fare un esperimento sociale: non scrivere nulla finché nulla era da scrivere. Compresa la vittoria con il Venezia che – come ha giustamente detto  Vighini – è stata una piccola luce. Ma non mi sembrava ancora abbastanza, troppo discontinuo questo Verona, che a mio avviso aveva trovato da tempo la sua giusta dimensione e la sua esatta collocazione (5°-6° posto). Il mio era anche un esperimento simbolico, utile a registrare il gigantesco solco che si è scavato tra società e ambiente. Il mio silenzio era lo stesso dei tanti vuoti allo stadio Bentegodi nelle ultime partite casalinghe. Il mio non dire era lo smarrimento verso qualcosa (il Verona squadra e società) che, per una serie di motivi più volte sviscerati, non è più il “nostro” Verona da tempo.

La (convincente) vittoria di Perugia – esame probante per una serie di motivi – cambia le carte in tavola? Non lo so. Tecnicamente, se analizziamo il calcio nella sua essenza, potremmo pensare di sì. Oggi pare di vedere un’altra squadra: più centrata e dinamica. Rimango però ancora perplesso: non vorrei che fossimo un po’ in ritardo. Nove partite da giocare sono tante, ma anche poche. Tante, se l’Hellas ingrana la quinta e fa un filotto di vittorie in modo da poter riagganciare almeno il secondo posto. Poche, se ci sarà ancora qualche incidente di percorso, che sarebbe pure fisiologico (nel qual caso il fallimento sarà da imputare al ritardo accumulato nei mesi precedenti) con Brescia, Palermo, Benevento e Pescara da affrontare.

Una parola su Grosso. Non lo ammetterà mai, ma credo che l’essere stato messo concretamente in discussione gli abbia fatto bene. La precarietà ha dato a un allenatore accademico, professorale, pregno di teoria e troppo mite, quel qualcosa in più in termini di concretezza, nervo e motivazioni. Ma ancora non basta. Lui e il Verona hanno tanto da farsi perdonare. L’allenatore e i suoi ragazzi meritano una tregua, ma la chiusura del cerchio della pace può essere solo la serie A. Per Setti ovviamente non basta solo il risultato sportivo:  il presidente dovrebbe spiegare cosa vuole fare del Verona in futuro e con quali risorse. Ma su questo ci torneremo.

 

 

3.229 VISUALIZZAZIONI

14 risposte a “LA SPERANZA È CHE NON SIA TARDI”

Invia commento
  1. katanaman scrive:

    la squadra in se comincia a giocare a calcio

    1. spc scrive:

      Tardi o no, promozione o no, i problemi veri sono sempre quelli, e sono più in alto di squadra e allenatore… Ma tanto il calcio dipende sempre e solo dai risultati, immaginate se dovessimo per sbaglio (si perchè dopo una stagione del genere se dovesse succedere sarà per sbaglio) centrare la promozione e i nessuno retrocedere, apriti cielo tutti sul carro e società magnifica… Stomaco sottosopra!

      1. ciccio2 scrive:

        Se penso al progetto stadio affidato a “terzi”, quindi, sembra, non di proprietà della società di calcio, quale futuro?! mah!

        1. Targhebort scrive:

          Continuo a ribadire che la rosa allestita, al netto di questa mediocrissima cadetteria, è ampiamente da primi tre posti, quindi da promozione. Il problema è l’allenatore, verso cui la mia fiducia è totalmente scemata in una grigia serata di Novembre contro la Cremonese. Sono convintissimo che con un allenatore di grande esperienza, più scafato, più avvezzo alla spada che al fioretto (un Iachini piuttosto che un Nicola per intenderci) questa squadra sarebbe al posto del Brescia, magari con qualche punto in più. Non ci resta che tenere Grosso ed augurarci che nel momento topico della stagione abbia quatomeno trovato il bandolo della matassa. Anche se resto assolutamente guardingo.

          • hellasmastiff scrive:

            è palese che a squadra ha sempre voltuto grosso non gli ha mai remato contro. per questo non lo hanno cambiato ed ad oggi se i cambi erano aglietti cosmi che adotto il 352 malesani che oramai è uscito fuori pietà………… andiamo avanti con chi crede nel suo lavoro……….. forza Hellas!!!

            • bruce scrive:

              Credo che partire da pre concetti sia sbagliato ma almeno fino ad oggi pur avendo a disposizione una rosa da promozione (attenzione, da promozione non da Serie A) dal punto di vista del gioco e della garra è doveroso rilevare che il Verona di Grosso ha fatto vedere poco e il fatto di essere pienamente in lotta per la promozione diretta lo si deve principalmente alla mediocrità del campionato e a qualche colpo dei singoli. Detto questo è corretto rilevare che da La Spezia in poi seppur impercettibilmente qualcosa di diverso si è visto, sarà sufficiente? Tra l’altro il fatto che Cosmi fosse praticamente cosa fatta non depone certo a favore dell’attuale allenatore ma dato che resterà fino alla fine vedremo che succederà. Sempre Forza Hellas.

          1. giordano fedrigo scrive:

            adesso ho capito….. ha ragione Tony urlatore….. è tutta colpa del clima ostile…. faccio ammenda e mi e mi fustigo fino a maggio

            1. Simone scrive:

              Non so, difficile dire che c’è soltanto una chiave di lettura. Si stanno vedendo pure giocatori che sembravano caduti nella mediocrità ma di qualità rialzarsi (henderson, balkovec), altri non considerati rivelarsi più che utili (empereur), altri tornati in forma e con motivazioni forse mai avute (bianchetti, meglio di Caracciolo ad ora), eccetera…

              • Simone scrive:

                C’è un fattore sicuro da tenere in considerazione: Questa è una rosa di una certa qualità per la categoria, e che ti offre anche al netto degli infortuni molte alternative (tecniche e tattiche), ma pure quasi completamente nuova. E non è affatto raro vedere una squadra ricostruita faticare più del dovuto per almeno un intero girone.

                • Simone scrive:

                  Ultima considerazione: forse è però vero il contrario, cioè io da qualche tempo non respiro più tutta sta pressione e questa partecipazione critica nei confronti della squadra. Nel senso che c’è ma probabilmente è più circoscritta e concentrata. Non vorrei che in questo momento questo sia uno degli elementi utili per la svolta (ad ora solo momentanea, eh). Vediamo se ci sarà continuità anche se e quando la pressione si allagherà nuovamente…

                  • Simone scrive:

                    Infine: bello ed interessante che in mezzo a tutto questo, si stia vedendo uno spirito di squadra vero in una situazione di difficoltà oggettiva come quella di avere una miriade di infortuni importanti. P. S. Faraoni ai tempi dell’Inter diceva che aveva come modello di giocatore Javier Zanetti. Non arriverà mai a questi livelli, ma come duttilità/utilità tattica ed impegno vagamente lo ricorda.

              1. giordano fedrigo scrive:

                aggiungo….. chi dimentica e non impara dal passato è condannato a riviverlo

                1. giordano fedrigo scrive:

                  tutto bello per il futuro ci sarà sempre tempo in quanto ogni giorno ha un domani e quindi festeggiamo a tarallucci e vino e se viene promosso grande festa in piazza Bra….. la coerenza questa sconosciuta….. ps. Non è rivolto a te Francesco

                  1. Ruspa62 scrive:

                    Se non ce la fanno la colpa è solo della presunzione e inadeguatezza di presidente, ds e mister. Perché in una B di una mediocrità infinita, questa squadra, con tutti i suoi limiti, con un allenatore vero sarebbe largamente prima. Ma come scrivi giustamente, ammesso sia promossa, il pensiero vero è su cosa voglia fare poi setti. Intanto comunque sempre Forza Hellas!!!

                    1. hellasmastiff scrive:

                      discorso tattico………. non scelto cosmi per i motivi che il sottoscritto più volte ha riportato in quanto incompatibile tatticamente con questa rosa nata dal 433 o 4141 mentre cosmi avrebbe portato scompiglio a livello tattico e per far punti subito non sarebbe stato l’ideale di certo………..

                      3 ad oggi a perugia abbiam fuori munari vitale marrone zaccagni pazzini colombatto ragusa matos tutta gente di categoria che se rientra presto ne vedrem,o delle belle……………….

                      per il resto basta pralre del mister tutti uniti e tutti allo stadio da quì alla fine del torneo…………. per il futuro ci sarà tempo per parlarne………… Iturbe su tutti…………….

                      non si molla…………. avanti blu /=\

                    Lascia un Commento

                    Accetto i termini e condizioni del servizio

                    Accetto i termini sulla privacy

                    *