06
ott 2019
AUTORE Francesco Barana
CATEGORIA

Sport

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COSA È CAMBIATO

Non è uno scatto. Non è l’onda emotiva. Non è (solo) il momento atletico favorevole. Il Verona di Juric se fosse un ciclista sarebbe un passista. Quello che colpisce dei gialloblu è la regolarità e la solidità. La capacità di gestione dei 90 minuti. La maturità. Ieri solo in due circostanze si è rischiato di andare fuori giri, nella ripresa – leggi i due contropiedi della Sampdoria. Per una neopromossa, una facezia. Per il resto il Verona ha gestito il vantaggio con personalità, senza troppa smania di cercare il secondo gol (poi comunque arrivato) e perciò senza esporsi a sbandate. Non era affatto scontato, il rischio era farsi prendere troppo dall’euforia e dall’emotività (vista anche la conclamata superiorità rispetto alla Samp). Questo sì alle neopromosse, o comunque alle piccole, accade spesso.

Il Verona invece mentalmente è già grande. E questo è merito di Juric, come ovviamente l’impronta e l’organizzazione tattica data alla squadra. Il resto lo fanno quattro signori giocatori piazzati nei ruoli chiave: Amrabat e Veloso in mediana e Kumbulla (ormai una certezza) e Rrhamani in difesa. E di questi inserimenti va dato merito a Juric e al ds D’Amico.

Ma con la Sampdoria Juric ha smentito anche un’etichetta che si porta addosso da anni, quella di eccessiva ortodossia tattica. Juric il talebano, insomma. Non è così, perché ieri il tecnico di Spalato ha stupito tutti ridisegnando la fase offensiva della squadra, schierando due punte vere (Salcedo e Stepinski) e un trequartista (Pessina). Uno schema che ha determinati vantaggi. Alza la squadra e dà respiro al centrocampo – che deve correre meno per tenere corta la squadra nelle due fasi. Aiuta l’azione di Stepinski, che con un compagno vicino nasconde meglio i suoi limiti nel disimpegno della palla. Aumenta in generale la qualità offensiva del Verona, perché Salcedo pur giovanissimo ha le stimmate dell’attaccante di razza. Il rischio ovviamente è di poter pagare qualcosa in fase difensiva, ma sarà Juric a dover valutare se fare del 3-4-1-2 lo schema definitivo, oppure variare a seconda degli avversari.

Infine una nota a margine (ma neanche tanto). Al netto che Juric, a differenza di Pecchia, è un allenatore da serie A, non si può nemmeno paragonare il valore tecnico di questa rosa a quella del 2017-18. Saremo pure ultimi nel monte ingaggi (che poi io a certe classifiche credo relativamente),  ma siamo abbastanza nella norma per una serie A di fascia bassa. Due anni fa non era così, non avevamo giocatori di serie A neanche come fascia economica. Tradotto: Setti la scorsa estate ha fatto (ha potuto fare?) uno sforzo maggiore sul piano del budget. Pur nell’equilibrio e nel minimalismo, siamo lontani dalla spending rewiev di due anni fa.

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5 risposte a “COSA È CAMBIATO”

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  1. schetch scrive:

    La forma psicofisica è essenziale. Spero sappiano quello che fanno e non debiliti improvvisamente. Ma anche fosse stiano preparati a queste evenienze i ricambi a centrocampo ci sono.
    Alle porte una sfida gagliarda, quelli la non stanno marciando come volevano e già rumoreggiano, quindi ocio!!

    1. hellasmastiff scrive:

      il merito va dato a juric grande conoscitore di giocatori soprattutto dellìest europa che sa dove mettere in campo e damico che gli ha dato operatività in tutto nella scelta dei giocatori al contrario fusco fece disastri 2 anni fa dove dal cilindro prse all’ultimo minuto kean che poi fu più infortunato che integro senza avere uno straccio di idee credendo che già con fossati zuculini bessa per la massima serie eri già molto avanti in sede di mercato sbagliando in tutti i reparti in tutti i ruoli……… praticamente si mise in atto uno scempio allucinante…………..

      1. Lona scrive:

        ecco…. non demo a setti che sa fare scelte ponderate. Quando terrá il verona costantemente in serie A allora posso ricredermi…..al momento quello di setti è solo C.U.L.O. Per ora le scelte sentimentali proposte dai tifosi sarebbero state meglio della mer…che abbiamo mangiato fino a tre mesi fa.

        1. Angossa scrive:

          Kumbulla da stropicciarsi gli occhi, per non parlare di Veloso e Amrabat! Silvestri e Rahmani solide garanzie, con Gunter che si sembra ripreso dagli episodi sfortunati. Non ultimo un Faraoni sontuoso e padrone della fascia destra.

          Ottima la scelta della società di affidarsi ad un tecnico preparato e con le idee chiare, anche se il popolo voleva la riconferma di Aglietti. Spesso le decisioni sentimentali vanno lasciate da parte in favore di scelte più logiche e ponderate.

          1. LucaF scrive:

            Finalmente uno che da i giusti meriti a chi ha azzeccato le scelte…

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