04
nov 2019
AUTORE Francesco Barana
CATEGORIA

Sport

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IL PIACERE

Il Verona viaggia. Di rado si è vista una neopromossa giocare con tale intelligenza e senso chirurgico del momento. Il Verona sa gestire la partita e affondare negli attimi decisivi. E’ quadrato, solido, organizzato, con molta qualità dietro (la novità di ieri è l’ottima prova delle riserve, su cui avevo dei dubbi) e a centrocampo. Il Verona  dispone di un vegliardo leader (Veloso) in mezzo a giovani veterani. Perché quando hai personalità e talento non conta l’età o l’esperienza. Sei predestinato e da predestinato mastichi concretezza fin dagli esordi. Vale per Kumbulla (speriamo non stia fuori molto), vale per Rrahmani e Amrabat, che sono al debutto solo in Italia ma vantano già un discreto curriculum internazionale.

Vale anche per Salcedo e qui permettetemi una piccola parentesi autoreferenziale: negli ultimi articoli ho insistito e mi sono esposto per lui. L’ho fatto dopo la sconfitta con il Sassuolo chiedendone a Juric l’utilizzo, mi sono ripetuto dopo l’insufficiente prestazione del ragazzo a Parma. Ma chi in estate mi parlava di Salcedo aveva gli occhi luccicanti (idem Pessina, notoriamente altro mio pupillo) e nella penuria offensiva che ha l’Hellas non si può prescindere da un talento innato come il suo. Che poi, intendiamoci, solo in Italia abbiamo un limite intellettuale sui giovani, ogni volta etichettati a prescindere “non pronti” o “da far crescere con calma” e balle varie.

Amenità. Luoghi comuni. Fortunatamente il nostro brillante allenatore non è condizionato dai cliché e soprattutto continua a smentire quello che pendeva pesantemente su di lui. “Talebano” gli dicevano. In realtà Juric sta dimostrando di essere bravo anche a mescolare le carte e a cercare sempre nuove soluzioni, pur nell’equilibrio di squadra.

15 punti in 11 partite sono un bottino di tutto rispetto. E se Salcedo si conferma non è detto – dato l’impianto di squadra che abbiamo – che ci si debba accontentare per forza di una risicata salvezza. Ma al di là della classifica c’è qualcosa in più. Il sentimento. E’ tornata la “febbre” da Verona. Ieri erano in 16 mila al Bentegodi con un tempo infame e non certo per una partita di cartello. E’ un piacere vedere il nostro Verona. Che bello. Alè.

 

 

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9 risposte a “IL PIACERE”

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  1. Ma scrive:

    Francesco,
    vorrei una tua opinione su questo: non credi che Parma e Brescia, al netto di buone prestazioni nostre, siano riuscite a creare diverse occasioni da gol? Certamente più di quanto Udinese, Milan, Juve, Samp… avessero creato?
    In altre parole, a mio avviso abbiamo raccolto in 2 gare i punti che avremmo meritato prima, a conferma che se giochi con questa grinta, determinazione, capacità di stare in campo ecc ecc i punti prima o poi arrivano

    1. wallace scrive:

      apprezzo molto
      il fatto, caro Barana, che hai parlato di calcio, lasciando alle spalle lo spiacevole contorno, conoscendo il personaggio. Penso che questanno sia forse veramente l anno della svolta, e per svolta intendo un cambio di passo su come gestire le cose. Juric e persona chiara ed onesta, l ho criticato x la gestione pazzini, ma i risultati gli danno ragione. Persona concreta, che lavora senza polemiche. È lui secondo me il ds vero nostro. Spero si apra un ciclo se ci salviamo, anche setti si sta accorgendo che non servono cifre folli x allestire una buona squadra. Serve competenza, e conoscenza. Doti che a juric non mancano. kumbulla, amrabat solo x dire di due giocatori, possono diventare plusvalenze importanti. La iuve vuole kumbulla?? ci danno 40 ml più mandzukicz..forse stiamo entrando piano in un calcio diverso, come l atalanta. Abbiamo una storia, una tifoseria importante e numerosa, dobbiamo cercare di stare in a con continuita..se il chievo è rimasto 15 anni, noi, come potenziale, dovremmo esserci sempre

      1. Sick boy scrive:

        Rrhamani e Veloso davvero due leader,imprescindibili.Comincio a pensare che il primo sia addirittura piu’ carismatico.
        Speriamo Salcedo possa rivelarsi una piacevole sorpresa. Certo che ieri vedendo Simeone mi sono reso conto che sarebbe stato davvero perfetto per il nostro modulo,peccato per la cifra proibitiva (per noi). Meno male che non abbiamo preso Balotelli,grandi numeri,ma avulso dalla manovra. Il Brescia giocava meglio senza di lui.

        1. Bruno scrive:

          La tenuta fisica è il punto determinante, mentre il brescia spegneva le ultime energie e non è riuscito a fare un vero e proprio forcing dopo il gol del 1 a 2, I nostri sembravano avere ancora birra nelle gambe.

          1. schetch scrive:

            La partita era delicata e in salita. Mancava all’ultimo Gunter, poi Kumbulla, Veloso a mezzo servizio, pensavo si mettesse male invece il buon Juric e i giocatori naturalmente, hanno dato il 110%. E facendo anche un buon e bel calcio ( se guardiamo il Milan vien da piangere)
            A differenza appunto di squadre che hanno speso cifre altissime e concluso nulla e visto che mi ero preso, dai soliti soloni che girano da queste parti, del pazzo perchè affermavo che a volte basta il manico non solo i soldi; direi che va bene così.

            1. Fabio scrive:

              È proprio un piacere… Veder la propria squadra del Cuore giocare a Calcio e battersi sino al fischio finale… Pareva un sogno sino o poco fa… A volte anche i sogni si avverano

              1. maurizio scrive:

                Grazie di aver parlato solo di calcio giocato.

                1. Riccardo scrive:

                  dei presunti cori
                  non ne voglio neanche parlare.
                  di importante, come tu Francesco hai opportunamente sottolineato, è l'assoluta adeguatezza delle 'riserve'
                  inoltre, sempre su Juric
                  se dice certe cose su alcuni giocatori, ultimo Di Carmine, vuol dire che ha la squadra in mano.
                  e questo è MOLTO importante

                  1. luca scrive:

                    Bella partita, interpretata magistralmente da Juric e da tutta la squadra. Avessimo, al di là del Salcedo di ieri, anche una punta da 10/12 gol a stagione, la salvezza sarebbe cosa certa. Comunque, dopo stagioni orribili, ho riscoperto il piacere di andare allo stadio a vedere una squadra che lotta su ogni pallone e se la gioca con tutti, che si vinca o si perda.
                    Capitolo Balotelli anche se per umana pietà ci vorrebbe l’oblio: dalla tribuna non si sono sentiti ululati né altro a parte i fischi o ‘Mario Mario’. Ci siamo tutti chiesti il perché di quel gesto. Secondo me tutto era premeditato. Pensasse a giocare. Per lui prevedo una stagione anonima e con 7/8 gol.

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