20
nov 2019
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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IL TESTAMENTO DI ROBERTO

L’artista di popolo non è mai amato dagli altri artisti. Anche Roberto Puliero, autentico artista di popolo, era (mal) sopportato nel suo ambiente. Troppo famoso e popolare. Molti colleghi si sentivano in ombra e sparlavano: “Qualche teatrante invidioso diceva che riempivo i teatri solo perché il Verona ha vinto lo scudetto, mentre qualcuno che voleva scritturare la compagnia chiedeva ‘ma è quella di quel Puliero che fa el paiasso?’”, mi raccontò l’estate di due anni fa, seduti uno di fianco all’altro nel retropalco del cortile dell’Arsenale.

Anche qualche giornalista poco tollerava Puliero. Per lo stesso motivo: il cantore conosciuto era Roberto, mica il cronista di turno che mentre ne sparlava anelava con invidia misera e feroce alla sua fama. Quando è stato allontanato dalle radiocronache, qualcuno di sottecchi se la rideva pure. Piccole e ottuse gelosie da strapaese. Ma c’è di più: pensate che Roberto con la sua “Edicola” televisiva – satira sferzante sul conformismo e sulla mediocrità e sgrammaticatura (estetica ed etica) di un certo giornalismo – si fosse fatto nuovi amici?

La verità era che Roberto era l’attore, il poeta, il cantore della gente. Nessuno a Verona, nell’epoca moderna, è stato come lui. Un’icona. Ce ne stiamo accorgendo più che mai in questi giorni che piangiamo la sua morte. Roberto è tanti ricordi sociali, collettivi. Roberto per migliaia di persone è la domenica pomeriggio. Roberto è il 33 giri del post scudetto che ascoltavi la domenica mattina con papà e mamma cantando fino alle lacrime. Credo che molti di noi si sentano un po’ più vecchi e pure un po’ orfani. Come se gli anni passati ci avessero chiesto il conto. Ci resta sabbia tra le mani. Cupi, impotenti e un po’ più soli, siamo noi.

Roberto ha segnato un’epoca e un’epica. Epopea meravigliosa, irripetibile e indimenticabile. Il suo testamento morale e culturale però rimane e spero che qualcuno (anzi tanti), in questa dormiente città, possa coglierlo: il vero intellettuale (e Roberto lo era) non se la tira con sciccherie snob, unisce l’alto con il basso, sa comunicare, regala generosamente la cultura alle masse. E le migliora. Roberto mi disse: “Il mio è un teatro popolare, divertente o drammatico che sia, di chiara lettura e ampio respiro spettacolare. Amo coinvolgere la gente, per questo ho fatto diversi adattamenti anche di testi importanti. Se oggi il teatro è meno conosciuto è colpa dei teatranti che fanno delle cose pallose, difficili. Prendi la tragedia greca, la puoi leggere, la puoi studiare, ma non proporla a teatro”. Arrivare al popolo, per lui, non significava abbassare il livello, al contrario: “Ho un debole per Goldoni, questo però è anche molto pericoloso. Ci sono molte compagnie di attori modesti che dicono ‘femo Goldoni perché el fa ridar, perché è in dialetto’. Lo conoscono superficialmente, Goldoni è un grande autore universale, rappresentato in tutto il mondo. Il rischio così è di declassarlo a folclorismo e io odio il dialetto come folclore, come comunicazione rozza, mi è sempre piaciuto portare in teatro il dialetto alto, quello del Ruzante. Il mio intento è far conoscere Goldoni per quello che è e per farlo tagliuzzo molto, anche intere scene, ma il miglior modo per esser fedeli a un classico è non essergli fedele del tutto. So che lui sarebbe contento, mi direbbe bravo, ai miei attori dico che io con Carlo ci parlo”.

Roberto è stato il nostro Giorgio Gaber. Ti sia lieve la terra.

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16 risposte a “IL TESTAMENTO DI ROBERTO”

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  1. Caniggia scrive:

    ciao Roberto ci mancherai

    1. wallace scrive:

      non
      l ho mai conosciuto personalmente, ma, come tanti, lo consideravo come uno di famiglia. Ricordo mio padre, aimè volato lassu anche lui, dirmi la domenica..dai, tachemo la radio che ghe Puliero…non mi diceva che ghera la partia, ma ghera Puliero..ricordo di un calcio bello, ruspante, romanzato, ricco di personaggi veraci, pan al pan..e poi la satira, il teatro, il suo impegno nel sociale..grazie Roberto, mi mancherai tantissimo, anche se non ti conoscevo di persona

      1. Sick boy scrive:

        Gli anni passano e ci chiedono il conto,proprio cosi.Grazie Roberto
        Complimenti Francesco per come scrivi.

        1. michele bragantini scrive:

          Un testamento che nessuno potrà raccogliere con faciloneria come i grandi artisti lui resterà unico ed inimitabile

          1. preben79 scrive:

            Ciao Roberto,

            con te se ne va una parte di me.

            Da un ragazzo dalla sciarpa gialloblu

            1. The Preacher scrive:

              “Maa-quandoooo- o segna il Verona el me cor el se incocona, salta in gola le buele vo a tocar col deo le steleeee!”

              Ciao Roberto, mancherai ad un intera città

              1. Simone scrive:

                Puliero per me ha rappresentato due cose: un primo punto di riferimento, da bambino, che andava tra il culturale (anche se allora non me ne potevo rendere pienamente conto) e il divertente. Poi col tempo la sua figura è stata sostituita da altre, per via pure di un percorso culturale e di coscienza personale che ha preso altri tipi di orizzonti (Gaber è tra questi, e faccio fatica onestamente a paragonare i due, per mille motivi e sensazioni, piuttosto potrei paragonarlo con le debite proporzioni e differenze a un Totò nostrano). Non posso dire quindi che abbia rappresentato per me un riferimento reale da un certo punto in poi. Ma credo anche che lui non ambisse a diventarlo, come in qualche modo c’è scritto anche nel pezzo sopra. Mi sento di poter dire che abbia rappresentato come pochi una veronesità andata in parte perduta, con pregi e difetti. E per questo è giustamente da considerare una “figura di popolo“. Personaggio che forse si è lasciato prendere da un certo ma in certa misura comprensibile rancore negli ultimi anni per via di una decisione societaria (non) vagamente gardiniana, rancore che però ne ha un po’ macchiato certi toni a mio modo di vedere. Un personaggio che comunque la si pensi merita un posto d’onore nella cultura e nei costumi veronesi per ciò che ha fatto e rappresentato nel contesto Verona per almeno trent’anni.

                1. Bruno scrive:

                  …ormai l’è quasi mar… eco, dèsso l’è mar…
                  anca Roberto.

                  1. Marco scrive:

                    Senso di solitudine. Ma dobbiamo esser fieri di averlo avuto fra noi. La passione per l”Hellas da ragazzino me l’ha trasmessa Lui, a 7 anni, ascoltando queste strane radiocronache che ti incuriosivano e non ne avresti mai più fatto a meno.
                    Solamente Grazie.

                    1. Fabio scrive:

                      Mi piace pensare a Puliero seduto a tavola la Domenica a mezzogiorno in ogni famiglia di Verona e provincia, a gustarsi tortellini in brodo e lesso con la pearà e a fare quattro chiacchiere in libertà…. e poi via di corsa allo stadio per le sue radiocronache.
                      Per me Roberto é così amato perché "uno di noi", con la sua semplicità e il suo amore per quello che faceva. Icona dal cuore gialloblù

                      1. mir/=\ko scrive:

                        certamente Verona e i Veronesi sono più poveri. molto molto più poveri. Roberto era tornato alle telecronache che mi ricordavano così tanto i pomeriggi trascorsi ai tempi dello scudetto in compagnia dei miei nonni e dell'amico cantore dell'hellas Roberto! Roberto era un amico di famiglia, un legame unico con un passato felice, trionfale e spensierato… posso solo dire R. I. P. amico mio. ti ricorderò sempre come si ricordano le persone salite al cielo a cui si è voluto davvero bene!!! ciao Roberto

                        1. Maxhellas scrive:

                          Non l’ho conosciuto di persona, ma quando ho saputo della sua scomparsa non sono riuscito a trattenere le lacrime.
                          E’ strano lo stupore e l’incredulità con la quale si accoglie la notizia che una persona che in qualche modo ci ha accompagnati tutta la vita (e questo è stato Puliero per me) non c’è più. Ti chiedi: ma come? Non è possibile! E’ da sempre che ti ascolto, sei una voce familiare, è assolutamente impossibilie che tu non ci sia più.
                          Invece è così e, si, come dici tu, Francesco, mi sento più solo ora.
                          La sua voce mi mancherà molto.
                          E chi l’ha tenuto lontano dal suo Verona per un troppo lungo periodo, anche se ora si nasconde dietro dichiarazioni di facciata, avrà modo di meditare su quale vigliaccata abbia fatto a una persona così. Avrà modo di misurare la sua infima statura morale di fronte all’immenso affetto che Roberto ha saputo suscitare intorno a lui.
                          Ciao Roberto!

                          1. schetch scrive:

                            Tanti ricordi passati con la radiolina in mano alla domenica quando lavoravo in una stazione di servizio… Solo lui con la sua prosa poetica mi rendeva partecipe come se fossi la… Con grande dolore.. Ciao Roberto

                            1. Parmenide scrive:

                              Mi auguro che esca la sua enorme conoscenza letteraria. La sua immensa grandezza forse sfugge a molti. Gli Dei Greci avevano le sembianze umane, erano sulla terra fra gli uomini per essere il più vicino possibili alle persone, ma erano Dei che vivevano nell’Olimpo. Ora Roberto e’ tornato nell’Olimpo ma come Mercurio, ogni tanto, ci porterà i suoi messaggi.
                              Qualcuno lo avrà sulla coscienza per tutta la vita, aver gli tolto il contatto diretto e le radio cronache dell’Amato Hellas e’ una macchia indelebile…. che non va dimenticata!

                              1. James scrive:

                                Oggi come diceva Francesco siamo tutti un po’piu’soli.
                                La voce di Roberto Puliero mi ha accompagnato,raccontandomi le gesta del Verona per piu’di quarant’anni,calcando i piu’diversi palcoscenici(dalla Scala del calcio a Marcianise!!!!) ma sempre con immutata passione.
                                Mi mancherai.
                                Buon viaggio Roberto.Urla Reteeeeeeeeee da lassù’.
                                Ti sia lieve la terra.
                                El James.

                                1. luchinho scrive:

                                  “il cantore della gente”.
                                  Grande Francesco; con sole due parole, un emozione forte. Riposa in pace, e grazie.

                                  1. stefano 50//60 scrive:

                                    presente all’ appello e compagno di giochi di tutti e 4 i fratelli ( l ultimo meno perchè più giovane)……ieri ero a tavola quando ho saputo, e ho tenuto il groppo in gola ma non le lacrime perchè era un uomo libero e, per la cronaca, tifoso del Verona che nò sè sbaiermo h…..viste le comedie……zugà a balon uno contro l altro……in trasferta sempre un soriso e un saludo……Roby là cambià casa ma lè vivo, che nò sè sbaiemo gnanca qua…..L’ invidia Francesco ? Lè come certa gente che là cambià squadra parchè noialltri semo cativi e bruti…, pecà che ià cambià quando nò se vinzea più, questa è l invidia Francesco, a buon intenditor…..

                                    1. RobyVR scrive:

                                      Me lo ricordo ale scole medie, l’èra amico dela me prof de italiano (poareta!), l’è vegnuo a spiegarne el teatro e el mestier del’ator. Molto prima del scudeto, quindi par nojaltri boci l’èra un sconosiuto… ma me lo ricordo come fusse ieri parchè el n’ha fato na impresion straordinaria par quanto fussimo picenini…. grazie Roberto, te voi ben :(

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