08
mar 2020
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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E IL CRONISTA PERSE IL SENSO DI TUTTO…

E’ tutto così surreale. Quello stadio, Marassi, spoglio. E il mondo fuori, impazzito e impaurito. Si gioca al Ferraris, mentre si litiga fuori sull’opportunità di scendere in campo e sui diritti in chiaro o in scuro, senza ovviamente che si tratti di una querelle cromatica ma solo di vil denaro.

Il cronista fatica anche solo ad abbozzare un ragionamento calcistico. Si può parlare della partita che è stata? Ha senso? Sono giorni in cui non ha senso nulla. Parlano di campionato falsato, ma è il mondo, la nostra vita da due settimane a essere falsata. Là fuori c’è un Paese che è un minestrone di comportamenti e reazioni: chi, irresponsabile, si ammassa nei bar o nelle piste da sci; chi, impanicato, si barrica in casa. Estremi opposti, due facce della stessa medaglia: i menefreghisti e gli allarmisti. L’equilibrio mai, il riuscire a continuare a vivere la vita di tutti i giorni nel rispetto di nuove regole sembra impossibile.

Josè Saramago, premio Nobel per la Letteratura, e immenso scrittore portoghese, in Cecità scriveva che l’uomo, nel dramma, “è per metà indifferenza e per metà cattiveria”. Altroché spirito unitario e retorica del volemose bene.  E così la stazione di Milano è presa d’assalto di notte da chi vuole fuggire da quella che, da lì a poche ore, sarà zona rossa. Una cretinaggine che, a punirla, certo ci sarebbero voluti il Mascetti, il Perozzi, il Melandri, il Necchi e il Sassaroli di Amici Miei, i quali sulla banchina avrebbero pensato bene di schiaffeggiare i passeggeri. Non saprei invece chi chiamare in causa per addomesticare per bene chi, uscito dai focolai, se ne è andato bellamente a sciare. O forse lo saprei anche, ma qui è l’autocensura a fregarmi.

Che senso ha parlare di calcio? Che, certo, è sacro cazzeggio, ma è pur sempre cazzeggio. Eppoi ci ha tolto dall’antipatica incombenza il buon Juric, a cui è bastato un mezzo telegramma: “Abbiamo regalato la partita alla Sampdoria”. Che senso ha parlare del gomito birichino del mai irreprensibile Dawidowicz, o di un Var che oramai ha sostituito l’arbitro, che quasi viene da rivangare la rivolta luddista contro le macchine industriali?

Non so se sia giusto continuare. Non sono all’altezza per esprimere un giudizio. “Show must go on” scriveva amaro e sarcastico Brian May e cantavano i Queen. “Empty spaces what are we living for/spazi vuoti, per che cosa stiamo vivendo?“. Non so che dire, per me si può anche continuare a far finta, a trascinarsi.  Forse è anche giusto. Forse ci distrae. Ha un senso sinistro sentire che quelli, i signori della stanza dei bottoni, anche in questi giorni insistono a litigare su soldi e diritti tv, a disquisire di campionato europeo. Agnelli e Marotta e Zhang: potete tranquillamente continuare, metaforicamente, a giocare a chi piscia più lontano (poi ci diranno che è solo pioggia…di interessi). Siete quasi rassicuranti, sembra che niente là fuori sia cambiato. “Inside my heart is breaking/il cuore mi si sta spezzando dentro/My make-up may be flaking/il trucco forse si sta sfaldando“. Già, il trucco. Il re è nudo più che mai e ci voleva un fottuto e maledetto virus per capire definitivamente lo spessore di chi tira i fili del calcio italiano.

“But my smile still stays on/ma il mio sorriso permane“.  Sì perché passeremo anche questa e allora sì che il cronista troverà di nuovo un senso a parlare di calcio. E sarà bello quel giorno anche maledire, bonariamente (è pur sempre una palla che rotola) quel gomitaccio di Dawidowicz, la nota inconsistenza di Di Carmine e gli arbitraggi ai tempi del Var, che assomigliano a quel tale che completa i cruciverba sbirciando le soluzioni.

 

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7 risposte a “E IL CRONISTA PERSE IL SENSO DI TUTTO…”

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  1. ioi scrive:

    Sempre una spanna sopra tutti, il buon Barana. È in tempi come questi, che ci si rende pienamente conto di quanto marginale sia il fenomeno calcio e quanto siano lontani dalla realtà quegli invasati che tifano Hellas, Ceo o strisciate a prescindere, pensando di essere importanti. Per quanto mi riguarda, il calcio è solo un business per creare profitto, che divide il popolino (e questo alla politica fa' immensamente comodo). W l'Itaglia e le sue contraddizioni. E w le menti argute come Barana che sanno sempre cogliere il nocciolo della questione, senza farsi fuorviare.

    • bruce scrive:

      In realtà il calcio (lo sport) è passione, passione che non ha nulla a che vedere con gli interessi dei padroni del vapore che invece sono mossi da un unico int$r$ss$, se ragioni in questo modo vuol dire che non hai capito niente.

    • Ma scrive:

      è anche passione, divertimento, emozioni, spettacolo… altrimenti viviamo solo per mangiare, bere e dormire (cosa peraltro che ora dovremo fare per alcune settimane)

    1. hellasmastiff scrive:

      è farsa anche quando paratici buffon dybala sarri si abbracciano tutti senza alcuna paura e dopo le regole che erano state mandate dal governo dopo aver vinto con l’inter???

      diciamola fino in fondo si continui a porte chiuse fino ad aprile poi a maggio si riapra tutto se le cose miglioreranno oppure si finisca a porte chiuse per tutti fermarsi un mese cambia poco adesso………….

      punto.

      1. Denis scrive:

        Boh… impossibile dire cosa è giusto e cosa no…
        Ma oggi non me la sono proprio sentita di guardare la partita e in generale la serie A…
        meglio una passeggiata in famiglia, su un sentiero deserto, lontano da movide varie e parcheggi affollati.
        Disintossicazione da VAR ?

        1. bigoloto scrive:

          Ciao Francesco, una domanda. Secondo te per quale motivo Juric continua a insistere con l'imbarazzante Di Carmine, nonostante continui a dimostrarsi inadeguato alla categoria? Stepinski, per quanto non sia un fenomeno, non può essere peggio di lui. Grazie

          1. Riccardo scrive:

            francesco
            hai proprio ragione.
            quanto mi piacerebbe stasera essere incaxxato per la sconfitta.
            ma non ci riesco
            ciao
            ci vediamo a settembre

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