26
ott 2020
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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ORA SÌ SIAMO OPERAI (SENZA RETORICA)

C’è un paradosso nel (bellissimo) Verona dello Juventus Stadium. La nobiltà di un pari in casa di Madama che non accadeva dal 1988, mostra la mutazione di un Verona quest’anno sì davvero operaio. Definizione che l’anno scorso apparteneva alla pigra e conformistica retorica a cui sono condannate a prescindere le neopromosse, quest’anno invece perfettamente calzante.

Juric si è adeguato in fretta ai cambiamenti della rosa: c’è meno tecnica (pensate alla mediana e alla trequarti priva di Veloso e Pessina e dello stesso Amrabat straordinario in entrambe le fasi) e quindi si supplisce con un’aggressività straordinaria, un temperamento encomiabile. Oltre – ma  era arcinoto – a una mirabile organizzazione tattica. Questo spiega il vistoso (e fisiologico) calo degli ultimi 20-25 minuti. Il Verona della passata stagione (in pre-Covid) era invece capace di gestire e di gestirsi sui novanta minuti, a leggere e a cambiare pelle nel corso della partita (giocarne tante in una) con una maturità e un’abilità straordinarie. Perché poteva permettersi di correre meno (ma sempre bene). Ora, se vogliamo, siamo costretti a essere più lineari, a puntare sulla quantità finché i muscoli reggono. Insomma, siamo più “provinciali”.

L’eventuale surplus futuro di qualità – in attesa del mercato del vicino gennaio (Pessina?) – oggi è legato a delle variabili dipendenti: la crescita di condizione di Kalinic e quella in termini di esperienza e concretezza di Colley. E, forse, dal rientro di Veloso in mezzo, che però sappiamo essere giocatore fragile fisicamente e con un anno in più sul groppone.

La classifica permette una certa serenità di lavoro per portare la “macchina” a pieni giri. Sono otto punti, ma nell’analisi tecnica ovviamente sarebbero 6, con una classifica che in quel caso sarebbe allineata al livello preventivato (sopra la zona rossa di 3-4 posizioni). Juric però credo di una cosa sia consapevole ed è giusto che tutti ce la mettiamo  in testa per evitare passi falsi o illusioni: il calcio non è matematica e sebbene possa suonare blasfemo affermarlo, ci saranno avversari meno forti ma più difficili della Juve del mediocre Pirlo, perché tatticamente meno scomposti e con un’identità più delineata.

Non perdiamo di vista la nostra dimensione. Operaia.

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4 risposte a “ORA SÌ SIAMO OPERAI (SENZA RETORICA)”

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  1. bruce scrive:

    Prima della partita di ieri sera ero molto pessimista, nel senso che mi sarei aspettato una prestazione scialba in linea con le ultime partite motivata dal fatto che stiamo giocando con molte riserve e con una condizione fisica ancora precaria e invece complice anche una brutta rubentus ci siamo portati a casa un punto meritato che a livello emotivo ne vale tre e che ci permette di affrontare il Benevento con maggior serenità.

    1. bomber scrive:

      Bel post " a Francee " . Ora speriamo proprio che la CLASSE OPERAIA vada ( o resti ) in paradiso . FORSA ELA

      1. Enrico scrive:

        Non pensi che juric faccia pretattica parlando di bambini, se sono forti vanno bene anche i bimbi, o no??
        Inoltre ritengo che li abbia voluti Juric perché facili da gestire, non so quanto sia bravo e voglia persone di spessore con un nome e carriera alle spalle.
        Con questi penso che si il classico profe che ti mette in castigo quando non fai ciò che dice lui.
        Vedi Ragusa Pazzini Di Carmine ecc ecc

        1. stezul scrive:

          Condivido, e proprio per quanto hai detto tu quest’anno dovremo fare attenzione più che mai agli (forse inevitabili) infortuni muscolari.

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