22
mar 2021
AUTORE Francesco Barana
CATEGORIA

Sport

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JURIC COME PRANDELLI. AGGRAPPATI ALLE SUE DECISIONI

Lo dico francamente: oramai penso poco al campionato e molto a quel signore che siede sulla nostra panchina. Siamo aggrappati alle sue decisioni, come nel 2000 – un secolo fa – fummo aggrappati a quelle di Cesare Prandelli. Situazioni e tempi diversi, due Verona e contesti differenti, ma c’è una similitudine: oggi come allora molto dipende dall’allenatore e poco può fare la società. Perché quando sei un club medio-piccolo come il Verona e hai un grande tecnico è evidente che i rapporti di forza li tiene quest’ultimo. Era così ieri, è così oggi e sarà così domani.

La differenza, non di poco conto, è che il Verona di Setti è più ricco di quello di Pastorello e Juric ha altri due anni di un contratto milionario. Insomma sarebbe blindato, ma il condizionale è d’obbligo, perché sappiamo che i contratti nel calcio valgono quel che valgono e soprattutto nessuno di noi può entrare nella testa del tecnico di Spalato. Che, corteggiato dal Napoli, è comprensibile possa nutrire ambizioni tecniche che a Verona difficilmente potrebbe coltivare. D’altro canto, come spesso ripete Gianluca Vighini, qui Juric ha tutto: può lavorare in pace, è amato, insomma può esprimere se stesso.

Può bastare? Forse sì, ma non è detto. Ogni allenatore ha dentro di sé una (sana) presunzione: di poter allenare ed esprimere il suo calcio dappertutto, in particolare dove sembra impossibile. Il tifoso pensa: ma Juric sa che a Napoli con De Laurentis sarebbe un casino, chi glielo fa fare? Va invertito il ragionamento: forse Juric lo saprà pure, ma la sua (sana) presunzione (di ogni allenatore e professionista di livello) è che sarà il De Laurentis di turno a non poter fare a meno di lui.

Nel 2000 ci fu molta tristezza nel veder partire Cesare Prandelli, per altro a Venezia, in B, dove due stagioni più in là sarebbe stato esonerato e il Venezia retrocesso. Si ebbe la sensazione di un coito interrotto, di un ciclo bruciato sul più bello. Oggi l’attesa del popolo gialloblu è simile: come allora si attendeva il rinnovo di Cesare, oggi si attende la conferma di Juric per poter proseguire un qualcosa che forse ancora non si è esaurito. La speranza è che oggi il finale sia diverso da ieri.

 

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9 risposte a “JURIC COME PRANDELLI. AGGRAPPATI ALLE SUE DECISIONI”

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  1. RobyVR scrive:

    Se ghe un progeto concreto e con un minimo de ambizion (che ne so, l’europa lig) par mi Juric el resta. Se el progeto l’è de salvarse e vendar vendar vendar penso che el vaga.

    • Oste scrive:

      Finchè ghe le 7 davanti (piu sassuolo) con quel budget, l europa te la sogni; se arrivasse un arabo, allora se pol pensarghe

    1. inclineatutto scrive:

      Io mi preoccuperei di più di perdere il DS e di disperdere l’organizzazione societaria attuale.
      Ho paura che se va Juric si porta “appresso” un pò di staff…

      1. Jes scrive:

        Forse ho la memoria corta ma io non ricordo alcuna attesa x il rinnovo di Prandelli. Semplicemente perchè si sapeva già del litigio Prandelli/pastorello e che ci sarebbe stato l addio del primo

        1. Martino scrive:

          Ho la sensazione che Juric ormai stia volando troppo alto per il livello finanziario e strutturale del nostro club. Credo che questa concezione personalistica del Verona sia deleteria per l’Hellas Verona stesso, nella misura in cui i nostri tesserati considerano Juric l’unico sprono per migliorare e raggiungere l’obbiettivo, ossia quello minimo, la permanenza nella categoria. I calciatori gialloblu si esprimono al massimo del loro potenziale (non in questa fase) per 3 motivi: 1) per il denaro; 2) per essere ingaggiati dai club che accedono stabilmente a competizioni continentali; 3) per compiacere un tecnico preparatissimo e dalla personalità straripante.
          Concludo dicendo che spero che in settimana Juric non sia indulgente con i suoi ragazzi come si è mostrato nelle conferenze post partita ultimamente…

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