18
apr 2021
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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IL VERONA E JURIC: SIMILI MA DIVERSISSIMI (AMORE NON È)

Nello stanco incedere di una finale di campionato divertente come un simposio di fisica quantistica, tiene banco il futuro di Juric. Pare che Setti – almeno a sentire l’allenatore – non se lo fili proprio il croato. I due non si parlano e il presidente non si è pronunciato nemmeno in camera caritatis sul futuro della squadra.

Ma Setti lo conosciamo e il ragionamento del presidente sul tecnico è semplice: ha un contratto, gli obiettivi e il budget non cambiano più di tanto, se vuole andarsene può rescindere purché qualcuno paghi. Setti non si espone perché non ha nulla di nuovo da dire. Con lui il Verona sarà sempre questo.

Quello che sorprende, ma fino a un certo punto, è che la piazza sta con Setti e inizia a borbottare rumorosamente a ogni dichiarazione di Ivan, hombre vertical, mattatore e genuino, forse anche troppo per i canoni un po’ minimalisti e prudenziali di noi veronesi, che siamo di poche parole e tendiamo a stare “nel mazzo”. Siamo matti sì, come dice il detto, ma nel gioco, nel cazzeggio. In realtà nella quotidianità siamo molto ordinati e disciplinati.

Ecco perché non sono stupito: Juric a Verona è (ovviamente) apprezzato e ammirato, ma non è mai stato davvero amato. Juric e Verona sono simili nella loro rispettiva forza identitaria, ma diversi (diversissimi) nella tipologia di identità. Juric è un anarco-libertario balcanico, figlio di un popolo individualista, che non a caso ha sempre sofferto qualsiasi regime. Ivan poi è figlio di una famiglia che la ribellione l’ha fatta sul serio, sulla propria pelle e sui banchi universitari contro la Jugoslavia comunista.

Verona, per la sua origine contadina-latinfondista e il suo tessuto di piccole-imprese familiari dove paron e operaio si conoscono, tende invece a condividere convintamente le logiche aziendali, lo status quo, e a rifiutare la ribellione. Siamo matti, certamente, ripeto, ma non rivoluzionari.

Per questo i tifosi oggi soffrono il “protagonismo” di Juric nel rapporto con Setti. Per questo i tifosi stanno perlopiù con Setti. Le dichiarazioni dell’allenatore invece sono giudicate “polemiche” e a esse si reagisce con evidente malessere.

Attenzione però. In questa storia nessuno ha torto. Non i tifosi, che amano Verona e il Verona, profonda identità da custodire sopra a tutto e a tutti. Un atteggiamento che ci ha salvato la pelle nei momenti più duri e che segna anche una “diversità” di cui siamo gelosissimi. Non Juric, che ha la sua indole altrettanto profonda e marcata, è uomo affascinante, intelligente e carismatico, ed è professionista giustamente ambizioso.

Non so se Juric e il Verona proseguiranno sulla stessa strada. Una cosa è certa: questa singolare unione di simili ma diversi (diversissimi) ha scatenato quell’euforia, quell’orgasmo di due anni meravigliosamente sopra le righe. Ma non l’amore. L’amore è un’altra cosa.

E se dovesse finire non ci sarà mai vera rabbia, ma solo gratitudine e consapevolezza delle differenze. E si andrà avanti, senza guardarsi indietro.

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15 risposte a “IL VERONA E JURIC: SIMILI MA DIVERSISSIMI (AMORE NON È)”

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  1. bruce scrive:

    La gente purtroppo ha la memoria corta, comunque concordo sul fatto che a Verona di fondo è di mentalità abbastanza conservatrice, non che sia un difetto ma purtroppo non è nemmeno un pregio, certo a mio modesto avviso senza i soldi dei diritti tv Setti a differenza della stragrande maggioranza dei proprietari di serie A non potrebbe gestire una società di calcio nella massima serie, ma qui torniamo al discorso iniziale, i nostri industriali dove sono?

    1. bastian scrive:

      come amo quei che vede la pagliuzza Juric e non la trave setti…miserie

      1. Davide scrive:

        Invece Juric per la sua spontaneità è molto amato da noi veronesi, poi ovviamente la distanza dalle partite ha inciso molto…Ivan non è un ruffiano ma è proprio per questo che a me piace un casino! In lui vedo tantissimo Bagnoli e con un presidente più coraggioso farebbe miracoli a Verona!

        1. ciccio2 scrive:

          Amare è una parola grossa. Purtroppo dopo un anno e mezzo di assenza dallo stadio anche l’amore non si può certo manifestare così facilmente. Sui social, su internet c’è di tutto, anche chi non va mai allo stadio e non vive la partita. Juric dovrebbe restare un altro anno per vivere veramente il clima partita con il pubblico vero.

          1. Jack scrive:

            Secondo ma Juric è molto amato -nei limiti in cui noi veronesi amiamo un giocatore/allenatore- ed ha il solo difetto di non parlare chiaro. O ci dici cosa vuoi, o non ti esprimi a metà, perchè altrimenti si fatica a comprenderti.
            Non si può non amare un Mister che ormai è entrato nella nostra storia.

            1. Ma scrive:

              Vero… ma come giustamente scritto nell’articolo precedente, il Verona dovrà esistere (tra 1 mese o tra 2 anni) anche senza Juric.
              Quello che ora stona è pure la continua mancanza di risultati pur con pochi infortunati (che fu il grande alibi del girone di andata) e l’assenza di una crescita nel gioco e nelle prestazioni.

              1. RobyVR scrive:

                El balon l’è fato dai risultati e la gente la se sposta de qua e de là a seconda de come tira el vento.

                1. rino scrive:

                  volevo dire qualcosa ma…più o meno vedo che siamo tutti sulla stessa linea anche se con forme diverse. Juric piace e tutti vorremmo che restasse. Di critiche io non ne ho sentite, vanno bene i risultati ottenuti e andranno ancora bene, per noi l’importante è non retrocedere, non essere la squadra materasso di Pecchiana memoria, suscitare un certo timore in qualsiasi avversaria. Sembra che alla fine Setti stia facendo bene in questi ultimi due anni, anche pescando lo stesso Juric, migliorando lo scouting, potenziando la Primavera, cosa da non sottovalutare, che è prima in classifica e sarà promossa e sta mostrando giocatori interessanti, anche Hellas Women ha fatto bene ed anche questo p un segnale che la società c’è. Quindi ecco, con tutto ciò, se Juric fosse un po’ meno lamentoso sarebbe meglio. Se questi lamenti non fossero nello stesso momento di un filotto di sconfitte sarebbe ancora meglio. Ma da qui a criticarlo sui risultati ce ne corre.

                  1. inclineatutto scrive:

                    Premesso che con la notizia uscita da poco sulla super lega dovrebbe preoccuparci più il futuro in generale del mondo calcio, io persponalmente ho la sensazione che Juric stia comunque cercando degli alibi per se stesso.
                    Se fossi un giocatore dell’hellas sentir dire che loro hanno quelli forti e noi quelli scarti (seppur vero) mi darebbe non poco fastidio.

                    Questa parte di gestione non la capisco, per il resto è un allenatore che mi è sempre piaciuto.

                    Quello che in questo momento è importante è che la struttura che si èè costruita in questi anni con il DS non vada sprecata.

                    1. Leo scrive:

                      Ricordo un “adagio” che risuona, all’incirca, così:
                      Cambieranno i giocatori, il presidente, l’allenator, ma il Verona resterà per sempre nel mio cuor.

                      E’ il teatrino delle parti, baby.

                      1. massimop scrive:

                        Per me le può anche perdere tutte fine alla fine (è quasi quello che faceva il chievo del periodo d’oro una volta raggiunta la salvezza) non gli farei alcuna critica e sarei felice di ripartire con lui anche l’anno prossimo e quello dopo ancora.

                        Nessuno gli chiede di più di quello che ha dato.

                        Quello che urta molti, e che non è nel dna (credo) del pubblico veronese, è la reiterata e continua lagna che lo stanno trasformando nel nuovo Mazzarri.

                        Se si è obiettivi bisogna riconoscere che “qualcosa” la società ha fatto per accontentarlo, e comunque ha rinnovato consapevolmente.

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