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DI FRANCESCO E I FANTASMI DEL (NOSTRO) RECENTE PASSATO

“Manca l’analisi” cantava caustico Venditti in Bomba non Bomba. Manca l’analisi all’Eusebio (poco esuberante) Di Francesco. Per carità, non vorrei mai che il nostro si trasformasse nel Gianni Cuperlo del calcio – il riferimento è al colto e mite dirigente del Pd specializzato da anni nella grama materia dell’ “analisi della sconfitta” (del suo partito). Anche perché auspicherei che il Verona cominciasse a macinare punti e non a collezionare compassionevoli e ipocriti complimenti. Tuttavia dall’allenatore del Verona mi aspetterei anche che, mediaticamente, uscisse dalla bolla delle solite messe cantate sullo “spirito” da cui, ci mancherebbe!, bisogna ripartire e, magari, desse qualche spiegazione in primis sui sei gol beccati in appena due partite nel proprio stadio.

Diciamocelo, il buon Eusebio, persona a modo e rispettabile e allenatore dalle comprovate conoscenze, storicamente non passa per un “drago” della fase difensiva e le stimmate zemaniane di inizio carriera, nel paese delle radici o (fate voi) delle etichette, pesano non poco. Il fatto è che Sassuolo e Inter non hanno contribuito a mettere in discussione questo stereotipo, anzi. A oggi, il Verona, dopo approcci interessanti alla partita nei quali la mole di gioco non manca (ma con l’Inter occasioni vere prima del gol zero), si squaglia, diventa burro, cala d’intensità e concentrazione (e anche fisicamente), così “s’allunga” e buonanotte.

Non è nemmeno questione di singoli, perché gli stessi con il precedente allenatore formavano una tra le migliori difese del campionato (tralasciando i sonnolenti finali senza più obiettivi). Certo, qui lo diciamo da due anni che Gunter è inadatto alla serie A e che Juric ne nascondeva (anche se non del tutto) i limiti. Lo stesso si può dire per Dawidowicz. Ma Magnani è un ottimo difensore, il nostro migliore, Ceccherini uno che in categoria ci sta onestamente. E aspettiamo l’inserimento di Sutalo. L’impressione però è che il vulnus sia  nell’impostazione d’assieme, che rende il Verona troppo morbido quando la palla l’hanno gli avversari.

La sosta può dare respiro all’allenatore, permettergli di riordinare le idee e magari ridisegnare il Verona a suo piacimento. Ecco, non vorrei che ci fossero degli equivoci di fondo che nascono dal nostro ingombrante e recente passato. Lo abbiamo scritto il giorno della presentazione del tecnico e lo ribadiamo oggi: Di Francesco sia se stesso fino in fondo, poi vada come vada. E’ ora di emanciparsi dai fantasmi di ieri.

10 commenti - 2.640 visite Commenta

Andrea

Scusate x la prova..volevo riassumere qualche mio concetto.
Sono daccordo in toto con la condotta di setti, zaccagni e in scadenza, palese che vuole andarsene, se non rinnova, e visto che d amico dovrà trattare con la blogger, meglio prendere 8 oggi, che zero domani. Primedonne non ce ne sono, personalmente morto un papa,.., anche xche ormai questi giocatori che hanno tutti arie alte, bisognerebbe decurtargli allora lo stipendio quando giocano da schifo, tipo il girone di rirorno di zaccagni l anno scorso. Anche misterpiangina juric, che adesso anche a torino ha co.inciato col pianto greco che aveva qui, ma che se ne stiano dove sono, non mi straccio le vesti x juric o zaccagni, anzi, i malcontenti meglio che vadano. Su di francesco, aspettiamo bologna, comunque il gioci diverso rispetto all anno scorso si vede, vedremo se darà frutti. Secondo me dovevano vendere dawidovicz, e tenere empereur, dare via kalinic, avere un sostituto decente di zaccagni s se ne andra. Ce la giochiamo con salernitana, genoa, torino, etc etc, daccordo, ripeto, con la linea della società

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RobyVR

Ghe pochi alenadori che i pol cavar sangue dale rape. Uno de questi l’èra Iuric. La quasi totalità dei altri no i riesse a far miracoli. Par mi l’èra meo par lù se el restava prepensionato col Cagliari in atesa del falimento sportivo de qualche squadra de quele che un minimo de bagget i ghe le mette… ma el sa fato convisar del venditore de fumo che qua ghe un futuro e come savemo pochi alenadori i resta in naftalina e la prima panchina che capita i ghe va.

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auzzaider

A mio modesto avviso squadra e allenatore sono adeguati alla salvezza, nulla a che vedere con l’annata 2017/2018, certo è che finchè il proprietario (così come con Pastorello) sarà questo è inutile aspettarsi qualcosa in più anche se intanto le so scarsele continuano a riempirsi.

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Andrea

E arrivato Simeone, è arrivato Caprari, hai kalinic che e arrivato voluto da juric, ho visto il post di Vighini, non sono daccordo in nulla. Zaccagni buon giocatore, niente di più. Setti non è un mecenate, se vogliamo fare la fine di harry potter accomodiamoci pure. Vighini sostiene che zaccagni bisognava farlo rinnovare prima, forse non ha pensato che zaccagni spingeva x andare via, gia nel girone di ritorno l anno scorso. Per me buona squadra,d amico ha lavorato bene, aspettiamo le prossime partite, se caprari ti fa 2 peri, allora tutti a dire che e bravo, come al solito

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Leo

Esatto. Come due anni fa con aglietti. E poi come con Juric atto primo. E poi come con Juric lo scorso anno.
Poi giù applausi e salite rocambolesche sul carro…

Ed ora con di francesco.

Prima o poi te vedarè che i ghe intiva! 😀

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