11
apr 2021
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QUALE SARA’ IL FUTURO DEL VERONA?

Siamo ad un bivio. E’ evidente a tutti i tifosi che è in questi giorni che si gioca il futuro del Verona.

Non è solo la permanenza di Juric sulla panchina dell’Hellas a tenerci con il fiato sospeso. Quello è un presupposto e una conseguenza delle scelte che farà la società. Cos’è oggi l’Hellas Verona nel calcio italiano, qual è la dimensione che può avere questa società e ancora ci sono margini di sviluppo?

Rispondere a queste domande non è semplice perché bisognerebbe essere nella testa e nel portafoglio di chi l’Hellas lo detiene e ne ha la proprietà oggi: Maurizio Setti.

Il Verona è condannato a sperare solo in salvezze tranquille? C’è un’idea di poter scalare posizioni nel calcio italiano? C’è la volontà di evitare l’ascensore paracadutato con la B? Fino a che punto ci si potrà spingere con gli investimenti, ma ancora di più, ed è il nodo centrale, quanto Setti può alzare il budget salariale? Senza un aumento di quel monte è inutile pensare di andare oltre a quanto è stato fatto in questi due anni da Juric. Già è un miracolo partendo dall’ultima e dalla terz’ultima posizione come è successo negli ultimi due anni.

Ma questa è anche un’eccezionale opportunità di crescita. Non è vero che il Verona è condannato a questa realtà. Se permettete il Verona ha un blasone molto superiore dell’Atalanta e se ce l’hanno fatta loro potremmo provarci anche noi.

Setti però non è Percassi, questa non è una colpa del presidente ma solo una constatazione. Che ci rende tutti terribilmente realisti, fin troppo per essere tifosi. C’è una fetta di pubblico che quasi si compiace di questa situazione. Come se fosse vietato sognare, cosa che un tifoso dovrebbe fare a prescindere.

Il Verona è diventata di gran lunga la principale attività imprenditoriale di Setti. Le altre sue attività sono diventate collaterali. Setti è diventato un presidente di professione e quel suo tentativo di avvolgere di romanticismo l’acquisto del Verona si è schiantato davanti ai tre milioni di emolumenti che si è erogato quest’anno come stipendio.

Non si discute qui se sia giusto o sbagliato, ma solo che era una panzane grande come una casa il fatto che Setti si sia buttato nel calcio per amore del pallone. Lo ha fatto per business e per guadagnarci. Quindi, se questa è la molla, potremmo sperare che Setti aumenti ancora di più i fatturati e quindi le opportunità di guadagno. Ma non sappiamo dove sia collocato il suo livello massimo.

Può darsi che sia anche già stato raggiunto da questi due anni straordinari in cui grazie a Juric spendendo pochissimo ha ottenuto grandi risultati.

Può darsi quindi che Setti dica a Juric che più di così lui non si sente di fare e può darsi che Juric vada a cercare altrove l’occasione di crescita. Ma può darsi anche e il mercato di gennaio lo ha dimostrato, che Setti abbia deciso di alzare il livello.

E in questo caso dobbiamo sperare che sia sufficiente per convincere l’allenatore dalle uova d’oro a restare ancora qui e collocare il Verona in una dimensione che solo nei favolosi anni ottanta abbiamo visto in questa città.

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17 risposte a “QUALE SARA’ IL FUTURO DEL VERONA?”

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  1. uolly scrive:

    I click sul sito saranno il doppio o il triplo, ma qui non scrive più nessuno…

    1. massimop scrive:

      Lo dico provocatoriamente: abbiamo raggiunto il livello Chievo degli anni d’oro, bel gioco divertimento complimenti e salvezza in tasca a metà campionato, poi serene vacanze.
      Purtroppo tra la salvezza e l’europa league per come è fatto il campionato c’è il nulla, un deserto di stimoli.

      • Martino scrive:

        Ci sono tanti nazionali in squadra…uno stimolo per dare tutto a ogni partita dovrebbe essere proprio la convocazione da parte del selezionatore della propria rappresentativa. L’altro stimolo sono i dobloni…con un monte ingaggi di 30 milioni netti magari mantieni alta la concentrazione fino a maggio e riesci a puntare a un Meitè anziché a uno Sturaro, a un Sanabria anziché a un Kalinic.

        • Jes scrive:

          Francamente tra i nomi che fai mi tengo Kalinic e Sturaro tutta la vita

          • Martino scrive:

            Per età e rendimento non c’è paragone…molto meglio Meitè e Sanabria. Comunque non sono nomi fatti a caso…trattasi di calciatori cercati da Tony ad agosto e a gennaio.

      1. Mir/=\ko scrive:

        Il Verona di Setti vive e vivrà sempre di plusvalenze! Finché avremo una proprietà che persegue l’autofinanziamento del club, purtroppo il rischio di tornare a lottare nelle ultime posizioni della classifica sarà sempre dietro l’angolo poiché non è automatico scovare gli Amrabat e i Rhamani in giro per l’Europa e non e altrettanto automatico produrre in casa talenti come Kumbulla e Zaccagni. A mio avviso, quello che stiamo vedendo in questi due ultimi campionati, non rappresenta assolutamente lo standard del nostro club. Diciamo pure che lo ha eccezionalmente e di gran lunga superato! E credo che Juric sappia molto bene che la probabilità di tornare nella zona calda a lottare per la salvezza è molto elevata e si trova dietro l’angolo.

        1. ziga scrive:

          “C’è una fetta di pubblico che quasi si compiace di questa situazione. Come se fosse vietato sognare, cosa che un tifoso dovrebbe fare a prescindere”. Tutto vero…
          Il miglior post finora!!

          1. caramhellas58 scrive:

            Accostare il Verona all’Atalanta dicendo che noi abbiamo piu blasone non è vero, l’Atalanta ha fatto molti piu campionati in A di noi, e vero noi abbiamo vinto uno scudetto loro una coppa italia, a livello giovanile è sempre stato un modello da seguire,, e qua la sto vedendo perdere punti, scegliondo di scoprire giocatori gia pronti e meno giovani propri. La differenza tra i due presidenti e enorme in una recente sondaggio Percassi risulta tra i 10 presidenti piu ricchi del calcio italiano, Setti forse neanche considerato. Poi criticare sempre per lo stipendio che si elargisce non mi sembra giusto è un imprenditore, quanti di Voi investirebbe soldi x rimetterci? penso nessuno, e guardandoci in giro non vedo presidenti tifosi da bruciare i propri risparmi, chi in bilanci positivi, chi in pubblicita, chi in nero, nessuno ci rimette.
            Dunque viviamo i bei momenti che stiamo vedendo e lasciamo stare il futuro , perchè qualsiasi cosa può mutare il modo di pensare di una persona. E per quanto riguarda Juric ringraziamolo perchè ci sta dando tanto, ma visto i suoi precedenti deve ringraziare anche lui ad avere l’opportunità di lavorare come vuole lui. Per finire pochi rimarcano il grande lavoro in silenzio che fa il DS il migliore degli ultimi anni.

            1. Leone scrive:

              Ci siamo spinti anche oltre alla dimensione Hellas che si può avere con questa dirigenza. Credo che Juric se ne andrà e proveremo con un’altra scommessa, un allenatore che si deve rilanciare o un Pirlo che si deve fare un po’ di gavetta, è questa la nostra dimensione tra EL e salvezza tranquilla c’è un abisso ed un mare di soldi.

              1. Claudio scrive:

                Articolo onesto e foto reale .

                Basta guardare i bilanci delle aziende di setti …. a parte l Hellas … El resto le gran dura

                1. Franchellas scrive:

                  Difficile , impossibile pensare a progetti che vadano oltre il “Carpi Diem” …Mandorlini, Toni , Pecchia , Grosso …Juric frutto del caso e non di programmazione. Prima i soldi di Volpi , poi i paracaduti , poi il caso o il cu.. L’’importante è gratificare il proprio ego , senza rimetterci un euro ….magari anche con 3 milioni di stipendio…come il suo nume De Laurentiis a Napoli. Verona , Mantova…ci aveva provato anche a Bologna all’inizio…l’importante è essere sboroni…

                  1. hydro scrive:

                    ricordo ancora quandon 2 anni fa, dicevate “nessuno chiede l’europa…” ecco fatto adesso la chiedete senno siamo “condannati a sperare solo in salvezze tranquille”

                    1. Antonio scrive:

                      Ecco: una dimensione che solo nei favolosi anni 80 abbiamo avuto. Tira via lo scudetto, 8 anni di fila in A. Il nostro record. Gli anni 80 sono stati fantastici e irripetibili, la dimensione del Verona nel calcio è sempre stata fatta di altalene tra A e B con salvezze tirate fino all’ultimo. Ricordiamoci anche degli anni a cavallo della prima decade del nuovo millennio: in serie C. Ok che siamo tutti tifosi e che è bello sognare: ma è mai possibile che non siamo mai capaci di vivere un bel momento in serenità? Boh, siamo tutti un po’ Gigi Timmasoni… L’anno prossimo speriamo di salvarci all’ultima giornata, così resteremo concentrati sul campionato.

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