28
ott 2019
AUTORE Mario Zwirner
COMMENTI 45 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.144

ALLEANZA CONTRO NATURA

 

L’Umbria dimostra che l’alleanza Pd-5 Stelle non può reggere per il semplice motivo che è contro natura.

Poi anche Giuseppi ci ha messo del suo. Come fa ad andarci nell’ultimo giorno prima del silenzio elettorale ed esordire dicendo: “Non sono qui a fare campagna elettorale!”? D’accordo che il popolo è bue, ma ci sono dei limiti a quello che crede…Conte avrebbe dovuto dire la verità agli umbri: vi prego caldamente di votarci che altrimenti rischio di tornare a fare l’avvocato.

Alleanze contro natura. Lo era meno quella tra Lega e 5 Stelle che hanno una storia un po’comune. I leghisti infatti sono stati i naif di ieri: all’esordio poco preparati, molto fantasiosi (credevano all’indipendenza della Padania che è come credere alle scie chimiche…); poi si sono fatti, sono maturati con la lunga esperienza specie nei governi locali.

I grillini sono i naif di oggi; anche loro devono farsi, maturare. Storia comune nel senso che entrambi, Lega e 5 Stelle, nascono contro il sistema, in alternativa ai partiti tradizionali.

Mentre il Pd è il sistema (di potere e sottopotere), mai stato naif, è l’incarnazione del partito tradizionale; della grande tradizione politica sia democristiana che comunista.

A mio modo di vedere un pregio (un grande pregio). Ma non per chi proclamava “vaffa!, mandiamoli tutti a casa!” e per questo ha votato 5 Stelle.

Chiaro insomma che per l’elettorato grillino l’alleanza col Pd è contro natura. Tant’è che in Umbria la fuga dei voti è avvenuta anzitutto dal Movimento 5 Stelle.

I vincitori, cioè Salvini, hanno un altro problema: gli intoccabili.

Il leader della Lega ha infatti annunciato più volte una drastica riforma della giustizia, che tra i vari provvedimenti introduca la responsabilità anche per i magistrati come esiste per tutte le altre professioni.

Ma guai a toccare gli intoccabili: ti eliminano, non nell’urna, ma per via giudiziaria…

1.144 VISUALIZZAZIONI

45 risposte a “ALLEANZA CONTRO NATURA”

Invia commento
  1. Simone scrive:

    “Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.” Toro Seduto.

    • martello carlo scrive:

      Bellissime parole, pronunciate da un grande uomo.
      L’homo sapiens non avrebbe mai potuto pronunciarle, dal momento che non ha mai incrociato l’uomo sapiens sapiens.
      Chissà, se la scoperta dell’America fosse avvenuta un centinaio di migliaia di anni dopo, probabilmente anche SITTING BULL avrebbe potuto diventare un banchiere.
      Resta il fatto che di fronte ad un’organizzazione sociale più avanzata, alla fine si è dovuto accontentare delle praterie celesti.
      D’altronde non è che le varie tribù di pellerossa andassero molto d’accordo tra di loro…….

      Ciao.

      • Simone scrive:

        Il già citato Massimo Fini scrisse un libro intitolato ‘Il vizio oscuro dell’occidente’, in cui lo/ci descriveva come “no più in grado di concepire e di tollerare ‘l’altro da sé’ che, in un modo o nell’altro, deve essere piegato al suo modello basato sul mercato e le crescite infinite”. Sitting Bull non sarebbe mai potuto diventare un banchiere nemmeno ora, a meno che il nostro modello non lo avesse corrotto nell’anima (specialità nella quale siamo maestri in effetti). Il fatto è che a loro, come a quasi tutti i popoli da noi (ed ora non solo da noi) invasi, non fregava nulla di aderire alla nostra way of life, e credo che ne avessero pieno diritto, un po’ perché avevano vissuto in equilibrio e in altro modo per millenni e perché in teoria stavano là ben prima che noi li invadessimo. I pellerossa, come molti altri popoli, non erano certo dei pacifisti (parola che trovo ridicola e che mi puzza di borghese fino al midollo), ma nel loro ”non andare molto d’accordo” avevano trovato un equilibrio (assieme alla natura) che gli aveva garantito l’esistenza e credo una vita di cui non si lamentavano fino al nostro arrivo, che li ha invece annientati nel giro di pochi secoli. Faccio fatica a fare un applauso al nostro modo di concepire le dinamiche del mondo, che vorremmo assoggettare interamente rendendolo di fatto peggiore ovunque.

        • martello carlo scrive:

          Mi sembra una convinzione un pochino ino razzista.

          • Simone scrive:

            Gaton, no. Un tempo le occupazioni di una potenza su un altro territorio non era invasiva anche nel senso di dinamiche della popolazione occupata. Che non vedeva in linea di massima alterate le proprie tradizioni e cultura. Questo è probabilmente l’aspetto principale che differenzia la questione rispetto al passato. La prima grande occupazione di massa che ha mostrato questo, con le conseguenze che tutti sappiamo, è stata quella degli spagnoli/portoghes,i e degli inglesi poi, in America dopo la scoperta del Nuovo Continente da parte di Colombo.

          • Gatón scrive:

            Simone, le “civiltà” si sono sempre arrogate il diritto se non addirittura il dovere di interferire nei svariati modi nel corso dei secoli sulle altre culture e popoli per e con la convinzione che il bene sia lei e il male gli altri.
            Ti ricordo Persiani, Greci, Romani e, tanto per citarne una fuori dall’Europa, i Mongoli.
            Alla fine i motivi sono sempre stati di ordine economico.

          • Simone scrive:

            Indubbiamente una “civiltà” che di arroga il diritto se non addirittura il dovere di interferire nei svariati modi con cui lo abbiamo fatto nel corso dei secoli sulle altre culture e popoli per e con la convinzione che il bene sia lei e il male gli altri (e proprio con questo motivo si è fatto e si continua a fare tutto ciò), automaticamente si muove in modo ed intenti razzista, al di là delle apparenze, delle convinzioni e delle dichiarazioni di rito (quelle nemmeno sempre). I risultati della storia mi sembrano chiari.

    1. Silvestro scrive:

      Dibattito interessante forse un po’ sopra le righe.
      In qualche misura mi sembra che, anche se con toni morbidi, la discussione si sta incanalando in qualche misura su una lettura storico sociale che giustifica l’esclusione, la prevaricazione e la discriminazione verso culture, religioni, abitudini diverse.
      Il tutto senza distinzioni tra invasori e aggrediti, conquistatori e oppressi.

      L’unica distinzione rimane sui metodi oggi più subdoli, più attenti al politicamente corretto, e sulle motivazione adeguate ai tempi. Non c’è più l’invasione bellica ed esplicita, ma l’aggressione ‘per difesa’, l’appoggio o la condanna pubblica con sanzioni economiche, la denuncia di quanto incivili e bellicose siano certe religioni, la paura di azioni terroristiche, di epidemie incurabili, di perdere il proprio status di privilegi e benessere.

      In fin dei conti è la natura umana; non è poi cosi drammatico.

      1. diogene scrive:

        seems that in Europe nobody cares about what’s happening in usa
        why? don’t know

        • martello carlo scrive:

          Non è vero. Sotto sotto, ci interessiamo eccome, ma la cosa deve rimanere segreta. GIUSEPPI ha già troppe grane per conto suo.
          Dal mio personalissimo punto di vista cerco di starne lontano il più possibile, visto che colà non si parla d’altro che di IMPEACHMENT, di RUSSIAGATE e l’atmosfera è da maccartismo PELOSO.
          Preferisco rimanermene in italia, a costo di dovermi incrociare con la FORNERO

          Perché non ci riferisci qualcosa tu?

        1. martello carlo scrive:

          E’ ora di mandare un gran VAFFA senza ritorno, definitivo al GRILLO GENIO IMPAZZITO ed alla sua famiglia di ORTOTTERI a cominciare da DI MAIO.
          Credevo che la DECRESCITA FELICE fosse il parto di una comicità irresistibile ed invece no: è il frutto di una personalità tragicomica, cattiva maestra di branchi già di per sè fancazzisti.
          Il miscuglio di questi forcaioli con la magistratura, con la burocrazia da culi pallidi, con la chiusura dell’ILVA sarà l’ultimo atto di un’italia che non ha alcun senso di esistere, ben espressa con il voto di marzo ’18.
          Qualcuno mi sa dire dove sia finito ZINGARETTI? Forse è in Cina col BAMBOCCIO?
          E RENZI? Ah, vuole ricominciare con un’altra cordata, magari con quella dell’ALITALIA, LUFTHANSA compresa.
          Mi chiedo, se il paese è questo, ha ancora senso essere sovranisti?

          • Gatón scrive:

            Che problemi ci sono se l’ILVA chiude e le maestranze rimangono disoccupate ?
            Avranno diritto al reddito di cittadinanza, e potranno votare 5*.

            • Silvestro scrive:

              Ma anche Salvini era d’accordo.
              L’ha votato senza escludere neanche persone condannate per terrorismo (ex BR Federica Saraceni per l’omicidio di D’Antona) ed i condannati per reati alla pubblica amministrazione (legge “spazzacorrotti”).
              Ha approvato tutto; difficile ora scadalizzarsi e fare del sarcasmo.

          1. martello carlo scrive:

            1963: GIULIO NATTA, già Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, medagli d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, ecc. ecc. viene insignito del PREMIO NOBEL per la chimica per una delle più grandi invenzioni del XX secolo che avrebbe cambiato il mondo: la PLASTICA.
            E sarebbe, cambiato in meglio, se non ci si fosse messa di mezzo l’insipienza, la sciatteria e l’ignoranza umana, la stessa ignoranza da cui SEMBRA averci riscattati d’improvviso la finanziaria del governo giallo rosso, sulle tracce dei FRIDAYS FOR FUTURE.
            Io non so se senza plastica, i loro antenati come l’acciaio alluminio, legno, bakelite avrebbero prodotto più o meno inquinamento e danni per l’ambiente ( anche in termini di energia utilizzata ), ma sono certo che coloro i quali già parlano di eliminare la completamente la plastica sono degli illusi cavernicoli.
            Il discorso è complesso e certamente va incrementata l’economia circolare, vanno cercate delle alternative ove possibile, ma è certo che ormai essa è insostituibile. Basta usarla CIVILMENTE, senza CADERE DAL PERO come qualche assatanato hater della plastica che lancia la geniale idea di utilizzare foglie di banano per avvolgere alimenti vegetali……

            • marco.com scrive:

              Solite Caninate di bau bau
              Sempre a estremizzare
              Ovvio che la plastica è una invenzione grandiosa e che un materiale indispensabile
              Ma se i mari sono pieni di plastica non va bene
              Se i nostri stupendi boschi dolomitici sono deturpati da bottigliette di plastica non va bene
              Se i cigli delle strade in misura crescente più si va verso il sud sono pieni di plastica non va bene
              Remiamo tutti nella stessa direzione quando si parla di ambiente, del nostro ambiente

              • martello carlo scrive:

                Se..se..se…
                Se ci fosse una consapevolezza, responsabilità e cultura INDIVIDUALI ( che avrei dovuto mettere per prima ), il problema non esisterebbe.
                L’accusa gravissima che se questo risveglio ( penso solo FORMALE e MODAIOLO ) delle masse è dovuto ad una ragazzina di 16 anni, significa che dovremmo VERGOGNARCI.
                Facciamoci un esame di coscienza e comportiamoci di conseguenza, ma finché c’è una certa neo élite alla COCA COLA che non vuole i termovalorizzatori in attesa della realizzazione dell’economia circolare ed ha lo stesso atteggiamento nei confronti dello sfruttamento delle risorse energetiche e della produzione dell’acciaio, siamo destinati ad essere un branco di ipertassati annegati nell’immondizia e nella plastica CHE NON CI MERITIAMO.

            1. Silvestro scrive:

              I risultati dell’Umbria sono solo l’effetto della martellante campagna elettorale di Salvini in quel territorio. Ha tenuto complessivamente 53 comizi, contro 8 di DI Maio e 11 di Zingaretti.
              Salvini utilizza il suo tempo quasi esclusivamente per arringare le folle, presenziare riunioni pubbliche, rilasciare commenti, tweet, selfie anche personali, con la nutella, davanti ad un patto di spaghetti, mentre beve un caffè, sempre e comunque in “missione” come prevede il regolamento del senato, ma in realtà solo come segretario della Lega.
              Lo ha fatto come senatore, dove risulta abbia votato 70 volte su 5190; lo ha fatto come ministro associando sempre qualche inaugurazione ufficiale a manifestazioni, feste, sagre della Lega.
              Il tutto ampiamente riprodotto ed enfatizzato su social e media da quella potente macchina organizza di Luca Morisi (La bestia) ed i suoi 35 super esperti mediatici che lo seguono e diffondono ogni suo movimento 24 ore al giorno 7 giorni su 7.

              Certo, adesso che non è più ministro, la sua presenza si attenuata un po’, ma basta comunque per far dimenticare la disastrosa parentesi governativa che ora stiamo pagando.

              • martello carlo scrive:

                Io ero preoccupato per te, e tu eri semplicemente concentrato nel partorire qualcosa che assolvesse la sinistra e dopo cotanta gestazione, cosa hai concluso? E’TUTTA COLPA DI SALVINI, un Salvini che fa ciò che dovrebbe fare ogni politico: parlare alla gente invece di stare chiusa a tramare nel palazzo.
                La realtà è che ormai vi vergognate di uscire e parlare parole senza ideali, senza riscatto, senza progetti se non quelli di lasciar fare agli altri con le istruzioni per l’utilizzo del CACCIAVITE per frenare una decadenza per voi e da voi SEGNATA.
                State facendo una manovra infarcita di depressione, frutto di menti da miseri travet passacarte, succubi di quella mentalità cafona meridionale che impedisce persino lo sfruttamento del gas dell’Adriatico, come se non ci fosse nessuno che lo farà al posto nostro: gli stessi cog..oni che hanno distrutto il nucleare per poi ritrovarsi le centrali a 1 metro da Trieste e da Ventimiglia.
                Andate a quel paese, portandovi dietro quella TALPA di GUALTIERI.
                Quasi quasi rimpiango RENZI.

              • Gatón scrive:

                I risultati dell’Umbria sono solo l’effetto della martellante campagna denigratoria nei confronti di Salvini .

                • marco.com scrive:

                  Ne’ l’una né l’altra, ovviamente.
                  E’ stata semplicemente l’espressione liberissima di quella che gli umbri hanno ritenuto più favorevole e promettente per loro.
                  Di sicuro è passato il messaggio che questo è un governo delle tasse e dei porti aperti

                  • Silvestro scrive:

                    Proprio come predicava Salvini nei suoi 53 comizi.
                    Ed è ovvio; se non fosse cosi bisognerebbe affermare che la sua estenuante campagna elettorale era inutile.
                    Bisognerebbe sostenere che era meglio il governo precedente, che ci ha portato alla crescita zero, che ha consumato ogni risorsa in spesa corrente, che sosteneva che per ridurre il debito era necessario aumentarlo.

                    E’ ovvio che il nuovo governo non può certo sopravvivere con l’unico obiettivo di ostacolare Salvini. Ma dopo 60 giorni non si può certo definire il governo delle tasse quando il primo e unico obiettivo importante era quello di evitare gli aumenti IVA ipotecati proprio dai precedenti governanti che non hanno avuto le palle di affrontare: tutto dimenticato.

                    La precedente maggioranza, solo per sistemarsi le poltrone, ha impiegato ben 3 mesi; Questo governo, governare 14 mesi magari non ci arriva, ma concedergli almeno lo stesso tempo che si è preso Salvini mi sembra doveroso.

              1. martello carlo scrive:

                @ Simone 1 novembre 2019 alle 19:59

                E vabbè, caro SIMONE, io ti sono stato dietro per delle considerazioni precise, concrete sulle cause della débacle del governo in Umbria, poi mi sono deliziato con un po’ di letture su CELINE, DE BENOIST, di considerazioni musicali di DE ANDRE’ e GABER, e uno spezzone di filosofia di CAMUS, per poi arrivare alla ” Nevrosi e depressione: concetti che si collegano in modo stretto alla rivoluzione industriale…. alternative, anche nel nuovo millennio: bioregionalismo e neocomunitarismo… un ritorno graduale, limitato e ragionato a forme di autoproduzione e autoconsumo. Con un recupero della terra e dell’agricoltura, che potrebbe portare a un drastico ridimensionamento del modello finanziario attuale”.
                Una lezione interessante, ma, come tu stesso hai detto, fuori posto in questo blog ( forse più adatto a quello del GAZZA ).
                Considero l’ANARCHIA una forma di filosofia, un modo di essere, un modello di società infantile, utopica in quanto irrealizzabile e mi chiedo quanti anni tu abbia, se abbia dei figli, una famiglia, dei nipoti per poterti permettere di pensare in questo modo.
                Quanto a me, per quanto controdipendente, l’anarchia è quanto di più distante ci possa essere dopo il COMUNISMO.
                Spero che continuerai a fare qualche puntatina anche qui.
                CIAO….. e GRAZIE

                • Simone scrive:

                  Di anni ne ho 38. Ho famiglia e un figlio, sì. Ho un lavoro normalissimo. Sull’anarchia: ripeto, nome basterebbe un giorno intero a parlarne per capire cos’è. Credo che sì, sia innanzitutto un modo di essere, e credo di no, non vedo nulla di infantile in questo, ma di meravigliosamente complesso ma al contempo così semplice… ma concepirla con le regole della politica e dell’economia attuali sarebbe impossibile. Per come concepisco io questo concetto, nel nostro sistema ha una funzione fondamentale: il riuscire a “servirsene” per pensare liberamente sulla realtà e sulla sua alternativa migliore. Pensiero pericoloso? Vero. Allo stato attuale è un concetto che non darei in mano quasi a nessuno. Difficile poterselo permettere , ci sono teste e anime troppo corrotte anche solo per poterla pensare per quella che è.

                1. Marco.com scrive:

                  Non difenderò mai, non sarò mai a favore di governi che hanno fatto e tengono in vita reddito di cittadinanza
                  Che poi qualche bau bauscia attribuisca all’umbria significati epocali evidenzia la totale caninita’ di esso
                  Per quello che posso giudicare da viaggiatore esterno l’umbria è stata governata in modo ammirevole, magari il Veneto avesse avuto una cura dell’ambiente come l’umbria
                  Che gli umbri abbiano deciso di provare a cambiare sta nella logica delle cose
                  Il resto sono sgradevoli abbaiate di un povero bau bauscia

                  1. Simone scrive:

                    Coi disastri fatti dal PD in Umbria, avrebbe vinto anche un Alvaro Vitali qualsiasi se si fosse presentato come alternativa. Bastava metterci la faccia, seminarla un po’ sul territorio e il gioco sarebbe stato fatto. Com’è stato. La sconfitta del partito uscente era totalmente preventivata e preventivabile. Se in quella regione paradossalmente la Lega si fosse alleata col PD, sarebbe stata bastonata pure quella. Sanitopoli e il sistema delle raccomandazioni (“C’è un sistema di quote politiche. Basta avere un parente in grado di oliare i meccanismi giusti, o iscriversi a un partito o a un sindacato per passare. “Per entrare bisogna trovare uno sponsor. Ti dicono tutte le domande delle prove. Così giochi in vantaggio perché tu conosci le risposte, mentre gli altri, sfigati, devono studiare tutto”. “Bisogna sperare che su 5 posti almeno 2 non siano per raccomandati, così si può concorrere per quelli”), crisi industriale (in un territorio a forte connotazione operaia), mancanza cronica di investimenti sull’innovazione. Presentarsi e non vincere in un territorio con una storia recente simile sarebbe stato da allocchi, parliamoci chiaro. Ora vediamo se riusciranno davvero a fare pulizia e a non cadere gradualmente pure loro nel sistema corruttivo. A Roma, realtà ben distante a livello di importanza e dimensione ma non lontanissima a livello geografico, il sistema corruttivo ha storicamente fagocitato più o meno chiunque ci abbia provato… La destra sta prendendo consensi anche per queste questioni, eventi ciclici. Il M5S deve capire che se vuole essere fedele a se stesso probabilmente non può allearsi con nessuno perché così facendo perde l’anima, il PD se volesse svoltare dovrebbe ricordarsi cosa significa avvicinarsi e combattere a fianco e per i più deboli per ristabilire e lottare per una giustizia sociale. Ad ora, e probabilmente anche in futuro, pura utopia per un partito che degli ideali di base che dovrebbero muoverlo sembra non sapere che farsene..

                    • martello carlo scrive:

                      Ho l’impressione che tu dimentichi la dottrina gramsciana per la conquista e il mantenimento del potere che è stata radicata fin troppo bulgaricamente nel paese. In UMBRIA è semplicemente venuta a galla; diciamo che è la punta dell’iceberg
                      Quando si parla di apparato comunistoide, si parla di SCUOLA E UNIVERSITA’, MEDIA, CULTURA, MAGISTRATURA, SINDACATI, BUROCRAZIA e quant’altro serva al controllo centralista e capillare del paese al cui confronto il FASCISMO è cosa da boys scout.
                      L’EUROPARLAMENTO ha equiparato il comunismo al fascismo, ma è stato troppo buono.

                      • Simone scrive:

                        Ogni forma di potere punta al controllo nel tempo e del territorio. In Italia anche la Chiesa per esempio ne è un esempio classico. Il fascismo lo è stato finché è stato al potere per vent’anni, in Spagna molto di più, eccetera eccetera. Nel mondo occidentalizzato da decenni vige la regola e la way of life del consumismo, che detta le regole alla politica, che infatti ha perso di fatto il suo compito originario (è l’economia e la finanza che la comandano e non viceversa). Ma io credo che la destra, che pure qualche spunto avrebbe potuto darlo in questo senso (apprezzo molto autori di vario genere che venivano da o che si rifacevano a princìpi di quel mondo politico, pur con il giusto senso critico, per esempio De Benoist, Ezra Pound, Montanelli, Franco Cardini, Massimo Fini, Leo Longanesi, Cèline, Malaparte). abbia perso terreno proprio dal punto di vista culturale. Un po’ per colpa sua, un po’ per conformismo, un po’ perché ho l’impressione sia difficile che si liberi, specie in Italia, da certi istinti.

                        • martello carlo scrive:

                          Chissà perché ho l’impressione di parlare con l’alter ego di BARDAMU nel ” VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE ” e in qualche intervento su questo blog.
                          Apprezzo le tue frequentazioni letterarie, ma per me non sono il massimo, dal momento che per la maggior parte nascono da problematiche personali e attengono più alla psicanalisi che ad un’analisi politica.
                          Da esse non si possono trarre lezioni se non di anarchia, un continuo alternarsi di opinioni e di credi riconducibili ad incidenti personali.
                          Ben più lucida è la filosofia marxista che affonda le radici su ben chiari e tuttora validissimi principi economici e sociali, la cui deviazione e applicazione pratica li rende così longevi, radicati e difficili da scalzare, nonostante tutto, ESATTAMENTE COME IN UMBRIA.
                          E’ chiaro che il nazionalismo esasperato trova, nel mondo attuale, difficoltà ad essere teorizzato, in quanto indifendibile e da qui la mancanza di una “CULTURA DI DESTRA”, almeno a livello di quella propugnata dagli intellettuali da te proposti che ben poco di utile e fruibile hanno proposto.
                          Il problema si sposta su un terreno completamente diverso dalla conquista armata del mondo ad opera di una razza superiore o di un asse FRANCO TEDESCO propugnato da CELINE GIOVANE,salvo qualche sogno velleitario e ammuffito di grandeur.
                          Si sposta su un terreno di guerra tecnologica/finanziaria che ha gli stessi obiettivi del nazismo, ma passa attraverso la globalizzazione e l’appiattimento delle individualità etniche, razziali, persino sessuali (di gender ), e quindi alla riduzione ad automi del genere umano, tipico ideale comunista: non per niente la sinistra oggi è il partito delle banche, la quinta colonna della finanza alla BESOS, ZUCKERBERG, ROTHSCHILD, SOROS, CLINTON, OBAMA….
                          Quando vedo questa sinistra, la stessa che ha prodotto il cataclisma UMBRO, cercare di farlo dimenticare nascondendosi dietro ad una vittima di AUSCHWITZ e di qualche idiota balordo per tentare di imporre la censura alla libertà di espressione nel WEB con la scusa dell’odio razziale, mi rendo conto che con questa gente le elezioni non servono a NULLA, il che è molto pericoloso: per fortuna che si otterrà l’esatto contrario .
                          Fra poco di commissione in commissione tenteranno di imporci il dovere di AMARE, di PERDONARE, di NON CONDANNARE.
                          Evidentemente qualcuno ha PAURA, la COSCIENZA SPORCA E VUOLE CONTINUARE A FARE I PROPRI SPORCHI COMODI

                          DOMANDA FINALE: HITLER LO POSSIAMO ANCORA ODIARE O NO?

                          • Simone scrive:

                            Innanzitutto dovremmo discutere a lungo su cosa intendiamo per anarchia. Personalmente non o a questa parola una valenza negativa perché la associo al concetto di libero pensiero e di ”io posso fare quello che voglio e sento finché non calpesto te”. Ma il discorso sarebbe lunghissimo e non mi pare questa la sede per approfondirlo. Sul resto, che dire? Storicamente il Potere, più è longevo più crea danni, anche se non soprattutto quando all’inizio sembra positivo. La frase di De André “Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza, però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni” riassume alla perfezione il mio pensiero in merito. Credo che l’essere umano in realtà non sia compatibile col Potere. Che ti trasforma inevitabilmente col tempo, una volta accettato se non cercato, come il famoso anello del ”Signore degli anelli”. Io non credo nella politica in senso stretto infatti, come avrai ben capito, e credo che il marxismo (ormai totalmente assente, almeno nei suoi principi cardine, che dovrebbero riguardare l’uguaglianza e la giustizia sociale – ammesso e non concesso che nelle sue forme di Potere massime ci sia mai stata) e il capitalismo non siano altro che due facce della stessa medaglia, perché non dettano le loro regole – che poi, quali sarebbero? – sul mercato (il secondo per natura, il primo per debolezza essendo stato fagocitato esso stesso dal sistema, basta guardare la Cina), ma devono seguirne per forza di cose le stesse. Come la globalizzazione. In Italia il problema della corruzione ha riguardato e riguarda tutti i partiti, quelli di destra pure di più. L’unica cosa buona della politica, o che almeno gli ha garantito fino a qualche anno fa un certo equilibrio, è quando l’opposizione, su piccola e su grande scala, poneva un freno al Potere (qualsiasi esso fosse) stabilito. Cosa che è venuta sempre meno dalla caduta (giusta ed inevitabile ovviamente) del muro di Berlino. In Italia, nel nostro piccolo, il Potere sotterraneo della Chiesa per esempio, tramite la DC, ha posto delle basi per i disastri futuri (di fatto allontanando progressivamente tramite la mentalità della delega l’interesse del ”popolo”), ma d’altro canto finché era al Potere controllava gli estremismi, specie quello di sinistra, facendo addirittura in un certo senso da filtro e rendendo tali opposizioni sensate. Vigeva un certo equilibrio, ma con sotto del marcio che avanzava. E che è cominciato a mostrare il suo vero volto definitivamente dagli anni Ottanta. Se mi chiedessi in quale sistema ti piacerebbe vivere, ti risponderei con qualcosa di anacronistico. Massimo Fini lo descrive così: “«Per tutta una serie di motivi, nel nostro modello, è impossibile raggiungere davvero forme di armonia ed equilibrio. Una volta conquistate, ma solo in apparenza, bisogna sempre continuare a salire. Se smettessimo di consumare, o consumassimo di meno, tutto il sistema crollerebbe». C’è un nodo temporale cruciale, nel discorso di Fini: «A metà 18esimo, in Inghilterra: il momento in cui cambia la concezione del tempo. La nostra società è perennemente proiettata nel futuro, quella precedente alla rivoluzione industriale si concentrava solo sul presente. Il futuro esisteva solo in senso metafisico: Dio, per dirlo in poche parole. Ma c’è dell’altro: quello era un mondo statico, il nostro è un mondo dinamico. Purtroppo però ci fa viver male, come testimoniano i dati sui suicidi». Nevrosi e depressione: concetti che si collegano in modo stretto alla rivoluzione industriale e che prima apparivano marginali. «Esistono però alternative, anche nel nuovo millennio: bioregionalismo e neocomunitarismo, per esempio, sono due correnti di pensiero che propongono un ritorno graduale, limitato e ragionato a forme di autoproduzione e autoconsumo. Con un recupero della terra e dell’agricoltura, che potrebbe portare a un drastico ridimensionamento del modello finanziario attuale. Al momento, però, nessuno dei leader mondiali sosterrebbe una cosa del genere». L’esempio di riferimento è chiaro: «Temo che il punto di non ritorno sia stato superato, e questo tipo di analisi viene condivisa anche da uno scienziato positivista come Carlo Rubbia, non certo un visionario apocalittico. Perciò credo che non saremo noi a bloccare quel sistema, ma sarà il sistema a collassare su stesso». Postilla sui giovani: «Li vedo demotivati, non c’è alcuna volontà di ribellarsi a tutto questo. Capisco gli anziani, ma i ragazzi di 22 o 23 anni che stanno lì a subire… Alcuni, un po’ più grandi, verso la trentina, di mia conoscenza, stanno invece provando a costruire situazioni comunitarie sui modelli che citavo prima, nella zona di Ivrea. Non è facile, ma è un inizio»”
                            Capisci bene che siamo distanti anni luce da tutto questo. E inoltre la tendenza è totalmente opposta. Ma come diceva Gaber, ”l’utopia è il luogo del pensiero”. La mia utopia, ma più in generale quella che oggettivamente mi vien da dire dovrebbe essere l’Utopia, si stacca quasi totalmente dai parametri del sistema attuale. E senza di essa non riuscirei a pensare liberamente. E per pensare così bisogna essere intimamente ribelli, concetto che Camus spiegava così: “Cos’è un uomo in rivolta? Un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia tuttavia: è anche un uomo che dice di sì, fin dal suo primo muoversi. Uno schiavo che in tutta la sua vita ha ricevuto ordini, giudica ad un tratto inaccettabile un nuovo comando. Qual è il contenuto di questo “no”?.”

                    1. Marco.com scrive:

                      Cos’è questa noia
                      Persino il bau bau bauscia porta noia
                      Nonni, andiamo……

                      • martello carlo scrive:

                        Ma come noia….. senza di te il blog non é mai stato cosí interessante.
                        E adesso lasciami rispondere a SIMONE che sta ponendo delle questioni interessanti.

                      1. martello carlo scrive:

                        Perdono le elezioni, non si chiedono dove sbagliano ma si inventano l’odio, gli HATERS, fomentati da chi?
                        MA DA SALVINI NATURALMENTE e, logica conseguenza, montano una commissione contro l’odio razziale, antisemita, per passare poi all’odio tout court che naturalmente è sempre quello degli altri, dal momento che a decidere saranno sempre dei giudici schierati.
                        Con la scusa di quattro idioti ( magari corrotti ) che insultano la SEGRE, si vuole mettere il bavaglio di Stato al metodo più democratico di espressione: il WEB.
                        Censurate, censurate: l’odio virtuale, si trasferirà dalla tastiera a quello reale nelle piazze e poi fin dentro al PALAZZO.
                        L’odio non è altro che la reazione alla negazione dei diritti dei popolo, in primis quello di espressione, da parte di oligarchie ( le stesse che aprono le commissioni per difendere i propri privilegi ), senza il quale odio la società occidentale sarebbe ancora rinchiusa a VERSAILLES o nel PALAZZO D’INVERNO.

                        I LUPI PERDONO IL PELO MA NON IL VIZIO.

                        • Gatón scrive:

                          Premesso che l’insulto qualifica chi lo rivolge, mi pare talmente idiota insultare una persona sopravvissuta all’olocausto che tutta la faccenda mi puzza da provocazione portata avanti ad arte al fine di instaurare un regime censorio.
                          Non so se sia un caso, ma in rete ho visto e continuo a vedere quotidianamente soltanto insulti a chiunque non faccia parte e non abbia votato l’attuale compagine (?) di malgoverno.

                          • martello carlo scrive:

                            No, non è un caso, come non è un caso che questi tassaioli schizofrenici ormai senza idee e ideali, li vadano a cercare e li trovino sempre nella storia del genocidio nazista, tra gli ebrei, mentre nell’attualità si schierano sempre dalla parte di chi vuole annientare ISRAELE.
                            D’altronde è una pratica ormai consolidata della propaganda sinistra quella di utilizzare senza scrupoli persino di donne incinte e bambini a fini politici e per demonizzare gli avversari.

                        1. martello carlo scrive:

                          SILVESTRO, sono veramente preoccupato per te. Se sei ancora vivo, non è necessario che commenti i recenti fatti politici, basta un segno.

                          1. Lona scrive:

                            Ecco il solito errore dei radical scroc di definire ignoranti il popolo bue che non capisce i cambiamenti in atto della glebalizzazione. Non capiscono che non abbiamo paura ma semplicemente i cogl..ampiamente pieni.
                            Scusate se siamo sempliciotti e non capiamo il valore dello scoccare e parassitare.

                            però son talmemte evoluti ed eletti che non capiscono perché si stanno estiguendo…..mah…forse studiano troppo al punto di rimbecillirsi….

                            • Gatón scrive:

                              Complimenti per quello che potrebbe apparire un refuso.
                              Glebalizzazione è infatti l’obiettivo dei nuovi schiavisti.

                              • marco.com scrive:

                                Ma perché queste bojate
                                Chi vuole la glebalizzazione se non i capitalisti che sono da sempre a destra?
                                Incomprensibile

                                • bardamu scrive:

                                  I capitalisti a destra? il grande capitale in italia è da decenni con chi comanda, che non è mai stata la destra. Agnelli, e adesso Elkan, Benetton ti sembrano di destra? Suvvia… L’unico atipico era silvio, ed infatti era considerato un paria dai circoli della grande finanza.

                            1. bardamu scrive:

                              Non essendo democratico non amo i “ludi cartacei” ( cit. ) ma la disfatta giallorosa umbra mi ha dato una piccola soddisfazione, soprattutto perché nell’ammucchiata bastonata dall’elettorato era dichiaratamente coinvolta anche la chiesa cattolica locale.
                              Chissà cosa tuoneranno dai pulpiti gli stizziti prelati contro i loro fedeli rei di aver votato in massa ( quasi il 50% dei voti sommando lega e fdi ) per i diavoli sovranisti.

                              • marco.com scrive:

                                E se non succedesse?
                                La cosa è interessante per vedere che cosa cambierà per gli umbri
                                Secondo me niente come non è cambiato nulla per i siciliani
                                Comunque hanno vinto salvini e meloni quindi onore a loro

                              1. martello carlo scrive:

                                Concordo pienamente: un matrimonio contro natura che ha partorito un’IDRA a 4 teste.
                                Per fortuna il mio appello a S.PATRIZIO ha contribuito a renderlo innocuo, tanto che ENRICO MENTANA ha dovuto sospendere la sua maratona sulla 7 per ECCESSO DI RIBASSO.
                                Una cosa è certa: trovare un marito adatto alla pulzella pentastellata è una impresa impossibile che porta iella: è meglio che resti zitella e continui a lanciare i suoi vaffa al di fuori delle istituzioni, magari in qualche teatro di periferia.
                                La cosa preoccupante che ha confermato i miei timori è la resistenza del PD il cui zoccolo duro può scomparire solo per ESTINZIONE, visti i recenti scandali.
                                Comunque, quello che conta è la grande tenuta di SALVINI, per il quale temevo, nonostante i sondaggi, una perdita di consensi alla prima prova elettorale dopo la CRISI: evidentemente l’elettorato ha capito che il racconto dei giornaloni le azioni della magistratura cui si aggiungono manovre poco chiare dei SERVIZI stanno falsando il corso della storia.
                                D’ altronde il ” pensiero delle “ ELITINE ” alla DIOGENE contro i populismi e nazionalismi dovuto all’odio per il popolo italiano, non fanno altro che chiarire da che parte sta il vero FASCISMO.

                                PS: comincio a temere che sia successo qualcosa di grave a SILVESTRO. Spero di no, però non credo che la DEBACLE umbra, per quanto grave, sia la sola causa del suo MUTISMO.
                                SU FATTI CORAGGIO, NON E’ POI LA FINE DEL MONDO, IN FIN DEI CONTI SEI SEMPRE AL GOVERNO…..

                                1. diogene scrive:

                                  L’èlite di cui faccio parte sta dalla parte della magistratura, come male minore.
                                  Populismi e nazionalismi sono sintomi di paura e di disorientamento a capire i cambiamenti in atto.
                                  Mi chiedo se il Direttore ha avuto qualche grana con i giudici per cui lui, liberal-chic, si sente torteggiato e danneggiato.
                                  Sicuramente è così quindi “mandi pure giù”: gli intoccabili sono intoccabili. Forse c’è dell’invidia.

                                Lascia un Commento

                                Accetto i termini e condizioni del servizio

                                Accetto i termini sulla privacy

                                *