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BANZATO

Il giorno in cui Alessandro Banzato ha rilevato le quote di maggioranza del calcio Padova da Joseph Oughourlian è stata intensa e diffusa la felicità, con annessa una piacevolissima sensazione di rinascita, che si è riversata a tutte le latitudini su città e provincia. Neanche a cercarlo col lanternino, si poteva trovare un padovano che fosse dubbioso sugli effetti benefici dell’operazione. Lo scenario che si era in quel momento delineato era il non plus ultra per un tifoso che sogna di poter vivere grandi cose insieme alla sua squadra del cuore, nel calcio che conta. Era appena diventato proprietario del Biancoscudo un grandissimo imprenditore, padovano, patron di un colosso come Acciaierie Venete, già numero uno del Petrarca Rugby dunque uomo di sport. Appassionato. Tifoso. Con un figlio altrettanto tifoso inserito in organigramma come vicepresidente. Non poteva che generare senso di rassicurazione il suo avvento per una piazza finalmente di nuovo in serie B, ma con ancora bene impresse nella memoria le sei stagioni di tribolazione vissute per riuscire a riconquistarla e, poco più indietro, il quasi fallimento del 2014 con Penocchio e la ripartenza necessaria dalla serie D. Tutto perfetto, tutto bellissimo, con un’apoteosi (comunicativa) nel giorno della presentazione di Roberto Breda, l’allenatore che ha sostituito l’esonerato Matteo Andreoletti. Nell’introdurre l’apposita conferenza stampa, infatti, il presidente del Padova, Francesco Peghin, ha annunciato che Banzato avrebbe parlato in prima persona della decisione di non proseguire con il tecnico bergamasco, ma che intanto si era affidato ovviamente alla dirigenza, sulla base della convinzione che “ognuno, in una società, ha il suo ruolo e lo esercita senza sentire sul collo l’ingerenza del presidente se non è strettamente necessaria”. “Bene – ci siamo detti – il nuovo patron, oltre a prospettarci un futuro aureo, investimenti importanti per tenersi stretta la B e consolidarla per poi tentare un ulteriore salto in alto e garantire anche un’attenzione speciale per le infrastrutture, ci metterà la faccia!”. Sì, vero, ce l’ha messa. Ma per sua scelta solo con alcuni giornalisti. Non con tutti. Alessandro Banzato ha scelto la carta stampata, lasciando deliberatamente fuori tutti gli altri.

Non possiamo dunque che utilizzare la stessa sincerità con cui abbiamo applaudito al suo ingresso nel club biancoscudato per sottolineare che dispiace davvero tanto che si sia comportato così. Ma non tanto per essere stati messi tra gli esclusi ma per una mossa divisiva in un momento in cui la società per prima, per bocca di Peghin proprio nel giorno della presentazione di Breda, ha chiesto unità d’intenti a tutto l’ambiente per non precipitare in classifica, per portare a casa la salvezza, per tenersi stretta la categoria riportata a Padova dopo anni di sangue amaro. Non è questione di simpatia o antipatia. Ma di scelte. E delle due l’una: se Banzato ha preso in autonomia quella di escludere deliberatamente una parte della stampa l’ha proprio pensata male. Se invece qualcun altro gli ha suggerito la mossa, l’ha consigliato altrettanto male. Probabilmente, a mente lucida, si è trattato di un banalissimo errore di valutazione: mi rifiuto di credere che ci sia della malafede, che ci siano simpatie e antipatie, che Banzato pensi che la carta stampata vale più degli altri media. E non cambierà nulla nel modo di fare il nostro lavoro e di raccontare il Padova, con obiettività, oggettività e l’immancabile filtro della passione e del nostro personalissimo modo di farla emergere nella nostra personalissima narrazione.

Quando Banzato farà le grandi cose che ha promesso di fare, sarà nostra premura raccontarvele, transitarvele, farvele arrivare, come sempre, con il nostro marchio di fabbrica. Certo rimane il retrogusto amaro per una correttezza e una unità d’intenti che evidentemente dalle parti di viale Nereo Rocco funzionano solo quando è ora di riceverle. Per una scelta che comunque non sposterà di una virgola la nostra ferma intenzione di continuare a dare sostegno alla squadra e al suo nuovo allenatore per mettere in sicurezza la permanenza in serie B, elemento fondamentale e irrinunciabile per tenere in piedi tutto il resto.

7 commenti - 324 visite Commenta

CIAONE

Se al 30/03 ci sono già questi attriti con la nuova proprietà …apposto toxi!!!
Sembra si faccia di tutto per non stare in categoria…evidentemente fa schifo a tanti…di certo non a noi poveri coglioni che ad ogni partita e latitudine perdiamo la voce.

GRAZIE SOCIETA’ PADOVA.

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Gentilissimo Ciaone, non parlerei di “attriti”. E nemmeno di “cattiva fede” da parte della proprietà come spiego nel mio intervento. Parlo di scelta divisiva in un momento in cui è fondamentale la compattezza. Martina

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CIAONE

Grazie Martina per la precisazione; permettimi che da tifoso attaccato a questi colori, dopo tutte queste disavventure, ci sia molto rammarico.
Preciso anch’io che non essendoci notizie e quelle poche sono centellinate se non millesimate, i dubbi siano automatici se non spontanei.
Ora testa a queste sei partite e portiamola a casa in qualche maniera.
Anche se ridotta all’osso visto l’ennesimo infortunio…SEMPRE E SOLAMENTE FORZA PADOVA.

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Principe

Bella polemica Martina grazie, ce n’era assoluto bisogno. D’altra parte con tutte le inchieste che avete fatto e continuate a fare è giusto avere il sangue amaro per una mancata intervista.

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Gentilissimo Principe, non è per l’esclusione in sè, non è banalmente per la mancata intervista, come ho spiegato credo molto dettagliatamente nel post. Onestamente credo che più che della mia “reazione” al suo comportamento non ci fosse bisogno del suo comportamento. Fermo restando che, come ho sottolineato sempre molto dettagliatamente nel post, continuo a ritenere il suo ingresso nel Padova un’assoluta garanzia di presente e futuro solidi per la società. E che sono assolutamente convinta che non l’abbia fatto in cattiva fede anzi. Mi auguro semplicemente che da oggi in poi ci sia unità d’intenti su entrambi i fronti. Martina
P.S.: nessun sangue amaro, credimi.Solo una puntualizzazione e una presa di coscienza. Sono altre le cose per cui potrei farmelo e non me lo faccio ugualmente perchè tanto è una fatica inutile!

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Tifoso Ignoto

Io penso che la scelta di Banzato sia dettata da una considerazione e cioè che le tv locali in genere fanno cronaca le testate giornalistiche fanno commenti che spesso possono trasformarsi in polemiche. Insomma Banzato vuole un futuro di pace con i giornali ed evitare veleni che fanno solo male al Calcio Padova. L’attaccamento di Martina ai colori biancoscudati è sempre stato fortissimo e bisogna darne merito.

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massimo

Ma sinceramente non vedo tutto sto’ futuro aureo ( poteva intervenire decisamente al mercato di Gennaio per acquistare veri giocatori e non cariatidi a fine carriera , rinforzare i vari reparti che palesemente si vedeva con giocatori duttili adatti alla categoria e invece no! – perché? ) .
A me sembra di rivivere l’ era di Cestaro .
Martina la mancata presa in considerazione di una parte di stampa non è dimenticanza in buone fede, un imprenditore di livello non ha queste lacune, semplicemente non gliene frega nulla e/o non considera proprio.
Ripeto, calma con la solita enfasi … il buon Marcello ( Cestaro) è da esempio.
Comunque a Padova non cambierà mai nulla!
A proposito, come hai scritto te Martina in tuo post -CHE COLPO GOMEZ!!! vero , proprio un gran colpo! Mah!

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