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B… ravi tutti!

E’ ufficialmente terminata la stagione del Padova 2025-2026. L’ultimo appuntamento è andato in scena all’osteria al Filò ad Abano Terme: dirigenza, staff tecnico e giocatori si sono ritrovati insieme anche a giornalisti e addetti ai lavori per celebrare la salvezza conseguita con una giornata di anticipo e per augurarsi reciprocamente “buona estate”.
I giocatori che festeggiano la permanenza in B sotto la nuovissima curva sud piena di tifosi e la splendida vittoria di Cesena ricca di gol che si sono intersecati con bellissime storie personali e di squadra sono le due immagini che più di ogni altra rimarranno impresse nel cuore e nella mente di chi ha seguito le vicende dei biancoscudati in questa stagione.
A rendere l’idea di quanta forza è stata profusa in campo per mantenere la categoria sono state le parole di Pietro Fusi, pronunciate sia dopo Padova-Pescara che al termine della cena conclusiva: “Dovevano ucciderci per rubarci la nostra serie B, passare sul nostro cadavere”, ha commentato il centrocampista simbolo della vecchia guardia. E così è stato. Nessuno è riuscito a scipparla ai giocatori che se l’erano conquistata.
A rendere invece l’idea di quel che sarà da qui in avanti il Padova il sorriso rassicurante e allo stesso tempo determinato del nuovo patron, Alessandro Banzato, e del figlio Giovanni, vicepresidente al fianco di Francesco Peghin, presidente e autore del discorso di fine serata poco prima del taglio della torta. Banzato ha preso in mano la società a gennaio con tutta l’intenzione di fare cose grandi, di investire in modo importante, di aprire orizzonti che solo una proprietà interamente padovana può rendere così larghi e profondi, scegliendo come modalità operativa ovviamente il senso di grande responsabilità e la propria qualità imprenditoriale ma anche un pizzico di sana spensieratezza. Di voglia di vivere società, squadra e partite in modo viscerale, standoci bene dentro a quest’avventura.
Per la prima volta, a partire dai prossimi giorni, ci sarà lui ad avallare le nuove scelte del direttore sportivo sull’allenatore e sui giocatori che andranno a comporre la rosa. Per la prima volta si potrà dire e scrivere “il Padova di Alessandro Banzato”. Si comincia. Si parte. Con un vento di entusiasmo che raramente ha soffiato così forte sulle vele biancoscudate.

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