Considerazione generale. Nella prima giornata della serie B 2026-2027 i risultati hanno detto che tutte e tre retrocesse dalla A hanno perso: la Cremonese a Empoli, l’Hellas Verona in casa contro l’Ascoli, il Pisa con il Padova. Tre delle quattro neopromosse invece sono partite benissimo: l’Ascoli, si diceva, ha portato a casa i tre punti dal Bentegodi in rimonta, il Vicenza si è aggiudicato l’esordio contro il Catanzaro, a sua volta recuperando due volte lo svantaggio e infilando nel finale il 3-2 della vittoria, l’Arezzo di Aniello Cutolo ha sbancato Avellino (1-2). L’unico a perdere (in casa col Modena) è stato il Benevento. Quello che Antonio Calabro definisce “il campionato più bello d’Italia” ha insomma già fatto capire, una volta di più, quali sono le sue regole, ferree quanto spietate. Regole che producono risultati non scontati, che mettono la prima della classe nella condizione di poter perdere con l’ultima, che parlano di spettacolo (calcistico ed emozionale) sempre assicurato, mai scontato.
Questo inizio di stagione, dopo avermi ovviamente fatto esultare e non poco per i 3 punti strappati dai biancoscudati a Pisa senza tifosi al seguito e in un’Arena Garibaldi interamente colorata di nerazzurro, mi ha fatto subito fare un salto indietro nel tempo. Mi ha fatto tornare in mente il Padova di Matteo Andreoletti che, più o meno un anno fa, è andato a vincere a Monza e a Catanzaro, mettendo in difficoltà le due squadre che poi, a fine stagione, si sono contese ai playoff l’ultimo posto disponibile per salire nella massima serie. Due successi frutto dell’atteggiamento sbarazzino, di più “sfrontato” tipico della neopromossa. Frutto di quel “non abbiamo niente da perdere” che ti spinge ad andare oltre quelli che possono essere i tuoi oggettivi limiti di fronte a una corazzata.
Il successo di Pisa al debutto di questa cadetteria ha senz’altro portato con sé anche quella componente di forza mentale che è rimasto il marchio di fabbrica di questa squadra anche se è stata profondamente rinnovata, ma con qualcosa in più. Qualcosa di importante in più. Il Padova ha vinto in casa di una delle pretendenti alla promozione diretta perché ha interpretato la gara esattamente con l’obiettivo di vincerla. Certo poi, anche a Pisa, così come era stato all’Upower Stadium e al Ceravolo nel passato campionato, ha stretto i denti e gettato il cuore oltre l’ostacolo ma lo ha fatto con qualità, con gioco. Con la consapevolezza di avere le armi per spuntarla. Il gol partita biancoscudato è nato da un bel pacco regalo di Confente, siamo tutti d’accordo, ma nell’anticipo di Fusi su Loyola e nel pressing di Lasagna sullo stesso portiere ex Vicenza si è visto in pieno l’atteggiamento di una squadra che ha aggredito alto l’avversario, andandolo a pressare per indurlo all’errore in uscita.
Si è assistito ad una prestazione propositiva, costruttiva, votata all’attacco anche quando magari i più avrebbero pensato a mettere in campo uno spirito conservativo per portare a casa lo 0-1. I cambi di Calabro sono stati illuminanti in questo senso: facendo entrare Seghetti e Cocchi, dopo Lasagna, l’allenatore del Padova ha lanciato un segnale chiarissimo su come desiderava che finisse quella partita.
E così è stato. I 3 punti sono stati, né più e né meno, che la conseguenza di una gara pensata, costruita e giocata per vincere.


ancora con sto andreoletti? ma bastaaaaa.
Condivido!!!! Bravo eh, preparato sicuramente… ma adesso abbiamo un altro allenatore (che ho sempre seguito), altri giocatori e altra proprietà.
Calma Moscato, è andato tutto bene, compreso il regalo di Confente ( nemmeno in 2 categoria passi la palla ad un compagno che ha l’avversario di fianco) e sinceramente il primo tempo poteva avere un risultato ben diverso, non vedendo comunque un Pisa così stratosferico. Adesso è troppo presto per tutto anche nel fare simili analisi…
Sono d’accordo Massimo, è andata bene ed è solo la prima. Non vorrei che si passasse dal solito grande ottimismo alla profonda delusione: voliamo vasso. Eppoi, mi pare, nessuna squadra è completata. Gioiamo per questo successo ma ricordiamo che il risultato nel calcio è fatto di episodi (vedi le ultime partite del nostro scorso campionato). Il Verona, per quanto non a regime, è forte e si è mangiato un sacco di goal. Certo che il Padova ha dimostrato grande spirito di squadra e un buon impianto e questo ci fa sognare … ma voliamo basso, per carità: lo dico per scaramanzia .. ma non solo.
Cmq, grazie Ragazzi per la grande emozione di domenica. SEMPRE FORZA PADOVA
io ho visto una squadra forte che non va mai in affanno. dovrebbe solo migliorare col passare del tempo. Banzato ha parlato di A in 2-3 anni ma se ci andiamo quest’anno va bene lo stesso …. Se questa è la volontà probabilmente vendono Bortolussi e prendono Shpendi e Artistico e allora sarebbero c… per tutti
Direi che parlare di serie A adesso è assolutamente prematuro e chiama solo sfiga. Detto questo a Pisa è andata bene. Ho visto il primo tempo in diretta ed il secondo con gli highlights e direi che un pareggio sarebbe stato il risultato oggettivamente corretto. Non si sputa ovviamente sui tre punti incassati ma credo che ne restituiremo alla dea bendata in parte domenica al Verona.
Alcune considerazioni sui nostri scesi in campo:
– difesa Sorrentino, Pastina e Sgarbi pressoché perfetti. Non mi da sicurezza invece Dellavalle;
– centrocampo: Zuelli e Fusi pur non ancora al 100% sia come posizione che come amalgama sono una certezza; Carissoni deve imparare a dosarsi, Pompetti lo vedo ancora poco lucido e lento (si vede che è rimasto fermo parecchio), Zanimacchia boh……;
– attacco Caprari assolutamente “insipido”, Bortolussi se non si serve con cross dal fondo non segnerà mai, Lasagna forse più adatto al gioco di Calabro.
Mi piace molto Cocchi che vedo intraprendente e spregiudicato, Siletti non mi è dispiaciuto e Giunti ha bisogno di giocare. Avrà meno classe di Pompetti ma adesso come adesso ha sicuramente più gamba e decisione.
Un’annotazione sulla punta di peso che dovrebbe arrivare ma che non arriva. A vent’anni gente che si fa pregare, che spara pretese fuori dal seminato può restare dov’è. Non abbiamo bisogno di giocatori simili ma c’è necessità di gente che viene a Padova carica di entusiasmo e di voglia di fare e dare.
E adesso aspettiamo il Verona: sarà dura, molto dura. Anche perchè la squadra, che è davvero molto ma molto forte, sarà accompagnata da tantissimi tifosi e con un Baroni, che ricordo a Padova agli esordi calcistici, in cerca di rivincite.
FORZA PADOVA
P.S: credo che Mirabelli paghi sottobanco Confente che puntualmente al Padova fa dei regali graditissimi.