16
dic 2018
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Par tirar tardi

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COME VIRGILIO…

No, non si tratta del Virgilio fruttarolo che negli anni ’50 e parte dei ’60 aveva la piccola bottega sull’angolo tra Vicolo Pietrone e Via Antonio Provolo.

Era una persona buona e chiudeva sempre un occhio quando andavo a rubacchiare da bambino qualche “pometo lazarìn, qualche zinzòla, qualche carobola e qualche brombrigolo (castagna essicata- orrenda, ma la tenevi in bocca per un’ora e ti sembrava di essere sazio, parlo del 1953 e dintorni)”.

No il Virgilio cui mi riferisco è il Poeta che guida Dante nella selva oscura e, ahimè per un poeta così grande, egli confessa a Dante che a un certo punto l’abbandonerà nel viaggio, perchè si trova “… tra color che son sospesi…”, nel Limbo, ove resteranno per sempre senza mai poter vedere il Creatore perchè…, già perchè? Perchè sono vissuti e morti prima d’incontrare il Cristo.

E non c’è grandezza e purezza che tenga, se eri nato prima dell’avvento del Cristo, il massimo che ti spettava era il Limbo.

E perchè io mi troverei sospeso come Virgilio, e per quale peccato poi?

Presto detto: non amo per niente la canzone dialettale tranne quella meneghina e… napoletana (Nino d’Angelo rigorosamente escluso s’intende).

Insomma questo topic nasce, sì  nasce, da una bellissima canzone napoletana che talora canticchio (Reginella), ma alcuni giorni fa mi son trovato a riflettere sulla splendida strofa finale, ed in particolare quel… “Mo nun ce amammo cchiù ma e vvote tu, DISTRATTAMENTE PIENZE A ME!

Quel “DISTRATTAMENTE… pienze a me” è fantastico, racchiude tutto, tutto quello che se non l’hai provato non puoi capire, ma se sei davvero intelligente sì.

Dopo questa premessa, il Topic si svolgerà nella ricerca e citazione di strofe particolarment significative in sè, quasi “riassuntive” e viventi di luce propria che quasi non hanno bisogno del testo che le precede.

Varrà prevalentemente per la musica (ma è solo un mio desiderio totalmente disattendibile), per il cinema con una frase che “vive da sè”, per la poesia con una singola strofa, con un romanzo con un incipit o una chiusura particolari (ma anche una frase del romanzo stesso”.

Spero sia chiara la “logica” che vi propongo, da incallito chiaccherone quale sono e fui,  adoro la sintesi fulminante che accende le sinapsi come null’altro.

Let’s go guys!

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84 risposte a “COME VIRGILIO…”

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  1. parere contrario scrive:

    Mr. Erino, Gran Conduttore, e non solo di blog per chi ti ha conosciuto, senza voler fare il Paolo Villaggio della Corazzata Potemkin, ti dico che Odissea nello Spazio mi ha formente annoiato.
    Sono un matto?

    • lettore antico scrive:

      Mah?
      Che possa esserti non piaciuto ci sta, ma annoiato?!
      Con discrezione posso chiederti quanti anni avevi quando l’hai visto e se avevi frequentato una scuola media superiore?
      Non sono richieste offensive credimi.
      Ho una decina di amici che mi bastonerebbero se li portassi a vedere Odissea, un film certamente non populista-popolare e neanche sovranista visto che parla del cosmo, e probabilmente si addormenterebbero.
      Ho gente delle superiori che trovano Dante SUPERATO e considerano un’opera poetica come Spoon River, con cui condivido l’entusiasmo col Gazza, una modesta raccolta di scritte su lapidi, senza aver capito che NON esistono e sono il frutto della poetica di E.L. Masters.
      Scusate e buonanotte, aspettando che Gaaz torni in sella o che qualche suo amico, tipo il bravissimo Chivers, riempia il vuoto de par suo.

      • chivers scrive:

        Oh, Maremma… che responsabilità, Lettore Antico!!!!
        Riempire il vuoto dei suoi mancati interventi (del Gazza) non è proprio possibile… e poi in fondo qualcosa scrive, ogni tanto, e onestamente non riesco proprio a capire come abbiamo fatto a finire a “2001 odissea nello spazio” partendo da “Reginella”… anche se è vero che sono passati 20 giorni, diverse feste e diverse altre cose, comprese bottiglie di vino, scatole di cioccolatini, libri, cd… e tutto quanto possa rientrare nella sfera dei possibili regali di Natale; ma non capisco… e si che nemmeno la magia della musica porta a qualche parallelo o collegamento, tra Roberto Murolo e Stanley Kubrick….. che poi è anche vero che sfruttando la teoria dei sei gradi di separazione, il contatto potrebbe non essere difficilissimo… ‘n’altra volta!!
        Però il tema dell’uso della musica nelle colonne sonore dei film è tema sconfinato e interessantissimo e partire da Kubrick diventa veramente un colpaccio, anche se a memoria direi che il 90% della musica utilizzata da Kubrik è musica classica, poi il resto direi che è jazz o popolare; in alcuni casi è ricorso a musica originale, e il tema di Spartacus è diventato un brano che Bill Evans ha inciso e interpretato dal vivo in modo magistrale (qui anche con un flautista)
        https://www.youtube.com/watch?v=oeu3NR9Alx4&start_radio=1&list=RDoeu3NR9Alx4

    1. Gazza scrive:

      Caro Lettore, ti ringrazio per la solidarietà, ma vorrei precisarti che per una settimana sono stato “intrattabile”anche con me stesso, nascondendo l’ira e la delusione per il rispetto dovuto alle persone che ci vogliono bene.
      Poi studiando e conversando con i profesionisti ti rendi conto che non vi sono, almeno a breve, altre possibilità, e quelle che ci sono hanno funzionato per patologie diverse dalla mia.
      E allora?
      Allora cerchi di calmarti, fai le terapie che hanno effetti collaterali, anche “fastidiosi” e pesanti, e tiri a campa’.
      Che non è proprio la mia filosofia.
      Ricambio la cordialità

      PS
      Però è 2001 Odissea nello Spazio che mi interessava, magari con qualche opinione vostra, che se non ci fosse, o perchè non l’avete visto o perchè non l’avete capito (in parte anch’io), pazienza.

      • paperinik scrive:

        La macchina….in un Urania del 60 si preferivano degli schiavi alieni alla macchina che dicevano più costosa…..Allo stesso tempo qualcuno di maggior grado condannava la schiavitù. Ben lontano dall’immaginare che la macchina avrebbe reso succube qualsiasi umano.Ma questo lo diciamo noi perché appunto non siamo nel 1960.Kubrick l’aveva capito con buon anticipo.

      1. Gazza scrive:

        Peccato non essere nell condizioni migliori per celebrare un film che è e resterà immortale nel tempo come nessun altro:
        201 ODISSEA NELLO SPAZIO che ha appena compiuto cinquant’anni e non li dimostra per niente.
        Con l’andazzo corrente che porta la Conoscenza e il Sapere ad “accessori” non indispensabili, ci saranno sempre meno persone in grado di capirlo ed amarlo come una porta sull’esistenza umana.

        Tanto basta un selfie o un “i like” e tutto passa.
        Sì come l’effetto del famoso famoso Confetto Falqui.

        • lettore antico scrive:

          Caro Gazzini, so da conoscenti comuni che quello che hai definito “problemino” non è stato risolto.
          E’ accaduto anche a me, questo vuol dire che siamo nella stessa quota dei “non risolti”.
          Io presi la cosa molto male e solo dopo qualche anno me ne sono fatto una ragione.
          Vedo che tu invece non hai perso la tua “vis polemica” ed è inutile che ti dica che condivido in pieno il tuo post.
          Un cordiale saluto.

        1. Gazza scrive:

          Diciamo che sono obbligato a prendermi qualche giorno di paus.
          L’ho detto e mi scuso.

          1. Gazza scrive:

            Ho passato, anche per obblighi sanitari, un ultimo dell’anno in beata solitudine.
            C’è pure stato “O’ miracolo” di poter parlare con mia moglie in Kenya (si riesce una volta su 20) dopo il trasferimento nel suo “villaggio” (vorrei sapere quanti conoscono un VERO villaggio africano, ma è lo stesso).
            Ho ricevuto molti messaggi, TUTTI di persone/conoscenti/amici assai graditi.
            Ma ce n’è uno che è imbattibile.
            Voi saprete che Luigi “giggine” Di Maggio ha preparato la lista dei cosiddetti “fact cheking” (titolo dell’impegno e risultato, che è risultato sempre “FATTO” , come i poveri infelici della pera in vena.
            Si tratta di una vignetta dell’imbattibile Altan.
            Si vede il marito in pigiama che si rivolge alla moglie (super eroine sobrie in Altan) dicendole il Fact: “sono andato di corpo” e la moglie con i foglietti giornalieri segna il check alla maniera di Di Maggio* segnado una X sul trand famigliare gionaliero con “FATTO” (però per capirlo bisognerebbe leggere i quotidiani…).

            • Gazza scrive:

              * Asterisco

              Tendenzialmente io NON uso la storpiatura dei nomi per far stupida irrilevante insulsa comicità.
              Ma ho un blocco freudiano, assolutamente accertato, sul cognome Di Maio.
              Poichè lo ritengo un “minus” non posso accostarlo alle Madri dei Desaparecidos di Plaza DE MAYO

              >> https://www.youtube.com/watch?v=tDEnacuG3nY

              Hasta luego Amigos

            1. Gazza scrive:

              Come sempre a tutti faccio gli unici auguri assoluti e possibili:
              Che il 2019 sia un pelo migliore del 2018.

              PS
              Si tratta di un augurio transitorio poichè arriverà un anno in cui quel tipo di augurio potrebbe diventare molto stupido.

              1. Gazza scrive:

                Salve giovanotti e meno tali.
                Avrei una storia personale su questa mia assenza, non vacanziera, di questi quattro giorni forzati di assenza.
                Ma le storie personali “finite non bene, non attese”, ma con caratteristiche da comica finale, potrebbero interessare qualcuno.
                Ci devo pensare per la chiusura del secondo peggior anno della mia vita, ricca di soddisfazioni passate e per la chiusura di questo blog (aperto ancora a tutti) fi no al 31 /2018 e l’ 1/2019 (minimo!).
                Per ora, piacere di rincontrarvi.

                • Gazza scrive:

                  Il motivo per cui non scriverò delle mie ultime disavventure, concatenate, è semplice e risponde ad uno stile di pensiero che si è accentuato in me “quasi” senza che me ne accorgessi.
                  E’ verissimo ed assolutamente indiscutibile che “uno” guardi ai propri problemi, si concentri su essi e cerchi di risolverli.
                  Ma poi hai visto molte, molte cose davvero, ho detto visto e non “sentito”, magari usi degli improbabili e starati bilancini per misurare il peso dei tuoi (problemi) con quello degli altri e cominci a pensare.
                  Non all’idiotissimo “mal comune mezzo gaudio”, ma alla dignità con la quale altri affrontano problemi che sono in tutta evidenza molto più complessi dei tuoi.
                  Il “risultato” è che i tuoi NON diminuiscono, non possono materialmente, ma cambia il modo di vederli che, se lo si fa con onestà e zucca, arrivi a dirti, solo per esempio: “guarda che cazzo di casino e questioni sto mettendo in piedi (avendo un pelo di ragione nel merito…), cosa farei se fossi un parente di quello del letto 5 o del 7, lanciafiamme? Pistola?”
                  Bimbi, non si tratta di rassegnazione, si tratta di capacità di conoscere di capire e mantenere un atteggiamento conseguente, con se stessi e con gli altri.

                  Come dici?
                  Dici che ho fatto un predicozzo “curiale” per parlare d’altro?
                  Adesso che l’ho riletto può darsi, ma l’ho fatto male.
                  AMEN

                  Amen: ecco la parola più sintetica e definitiva.
                  Se ne trovate un’altra scrivetelo.

                1. Gatón scrive:

                  Come ela?

                  1. Gazza scrive:

                    Neanche il più perverso dei miscredenti potrebbe offendersi se gli augurano Buon Natale.
                    Il motivo c’è: sarebbe un idiota, e come tale inconsapevole.

                    1. El Giara scrive:

                      Continuo con la poesia, stavolta con G. Ungaretti che racchiude l’intera esistenza di un gruppo di persone “appartenenti” allo Stato.

                      “Soldati”

                      Si sta
                      come d’autunno
                      sugli alberi
                      le foglie

                      L’intera vita di alcune persone, appesa ad un ramo e ridotta a sperare non ci sia un refolo di vento ad anticiparne la caduta.

                      • El Giara scrive:

                        Auguro a tutti buone feste. Ritornerò con l’anno nuovo.
                        E speremo che anca el nostro Verona Hellas el sia messo meio.

                        Ciaooooo….

                      1. Gatón scrive:

                        Senza timore alcuno di mancare di rispetto a chicchessia, auguro un sereno Natale al Paròn de Casa ed a tutti gli ospiti.

                        1. Acqua scrive:

                          “L’enfer, c’est les autres”

                          1. paperinik scrive:

                            Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai….(O.W e tantissime altre)

                            • Gazza scrive:

                              Paper, detta da Oscar Wilde, considerando la globalità della sua esistenza, appare una sorta di “atto di fede” su se stesso.
                              E le follie, che da sempre accompagnano uomini intelligenti (come Wilde) e meno, hanno dei loro parametri, pochi, ma li hanno.

                            1. nocturnio scrive:

                              Sir Gazza ha spesso fervida fantasia e padronanza del suo blog, speriamo resista.
                              Credo che nulla sia più completo e sintetitico di un SI’ e un NO.

                              PS
                              in bocca al lupo Sir Gazza

                              • Gazza scrive:

                                Ciao e grazie.
                                Molto efficace il tuo post e pienamente nella “filosofia” del Topic.
                                Ma, se qualcuno non me la “ruba” prima, credo di avere qualcosa di ancora più sintetico.

                                Nota

                                Mi dicono che qualcuno mette in dubbio lo sbarco sulla luna.
                                Ho appena visto il “difficile” ma realistico FIRST MAN, su Neil Armstrong e la missione Apollo 11.
                                Gira su WhatsApp una vignetta che merita il premio dell’ironia:
                                Viene affermato che è VERO, fu Kubrick a girare le scene del FINTO allunaggio, ma conoscendo la pignoleria del regista, egli pretese ed ottenne… DI GIRARE LE SCENE SULLA LUNA…

                              1. chivers scrive:

                                «Lei non sa chi sono io!»
                                Totò, probabilmente, diede la maggiore importanza cinematografica a questa frase che sicuramente in molti, dai loro scranni di comando più o meno importante, hanno usato e che forse ancora oggi usano. Ora, da qualche anno, è un’espressione che non si può più usare perché giudicata offensiva da vari gradi di giudizio, Cassazione compresa; quindi dobbiamo accontentarci degli anni passati; ed ecco che la troviamo anche in una pubblicità della Lanerossi (si, quelli del Vicensa…)
                                https://www.youtube.com/watch?v=a7zuhjZKdh0

                                E poi a Lucca, all’interno di “Lucca Comics” (roba di 1 mese fa) hanno perfino fatto un convegno mondiale dal titolo “Lei non sa chi sono io” nel cinema

                                «Lei non sa chi sono io» è anche un vino, rosso, adatto al pesce, d’altra parte si sa che in Sardegna sono un po’ originali
                                http://www.lestradedelvino.com/cantine-sardegna/provincia-di-sassari/cantina-del-giogantinu/lei-non-sa-chi-sono-io/
                                Viene prodotto sulle pendici del Monte Limbara e chissà dove ci porta… Ma certo! A casa di Paolo Fresu, perché da Berchidda, il suo paese di origine, sul Monte Limbara ci si va in pochi minuti in macchina, o a piedi, attraverso un comodo sentiero.
                                https://www.youtube.com/watch?v=hD4b78ghWlU

                                «Ma mi faccia il piacere»
                                Un vero e proprio slogan, utilizzato in mille modi
                                Sempre Totò https://www.youtube.com/watch?v=QvPONSaR2uE
                                (poi se Mr Gazza vuole potrei anche citare la rubrica settimanale del direttore de Il Fatto Quotidiano… ma se non vuole, Mr Gazza, faccio a meno…. Va bene, faccio a meno)

                                «Te lo faccio vedere chi sono io»
                                Senza tante spiegazioni, solo il ricordo di un poeta maledetto della canzone italiana, uno di quei poeti che fatalmente sono destinati ad avere una vita più veloce oppure più breve, degli altri: Piero Ciampi
                                https://www.youtube.com/watch?v=S1qQdxfWsmY

                                1. El Giara scrive:

                                  Poesia: L’infinito di Leopardi finisce così:
                                  E il naufragar m’è dolce in questo mare.
                                  Semplicemente, racchiude il tutto.

                                  • paperinik scrive:

                                    Una domanda provocatoria, un po’ cinica e un po’ cattiva….Ma il Leopardi, Il Foscolo..altri grandi poeti e letterati da “noi” considerati.hanno lasciato un segno al di fuori del BelPaese?

                                    • Gazza scrive:

                                      Paper, Leopardi non solo è tradotto in quasi tutte le lingue del mondo, ma e costantemente oggetto di studi nelle principali Università Europee, Statunitensi… e Giapponesi

                                      • paperinik scrive:

                                        Si Gazza..leggevo prima di fare la domanda proprio al suo riguardo.Quello che mi domandavo era:è oggetto di studio fondamentale nella didattica di alcuni paesi o solo accademico a certi livelli.Questo non lo so francamente.Io ricordo ad esempio delle mie insegnanti di italiano che bandivano praticamente in toto qualsiasi cosa francese

                                        • paperinik scrive:

                                          …una puntualizzazione doverosa.Considera sempre che la terra “Savoiarda” era in certa parte francofona (oggi decisamente meno)Ma parlare di Baudelaire e Rimbaud era assolutamente fuori discussione…..almeno negli istituti tecnici.

                                  1. do minus gazza scrive:

                                    “THE ANSWER, MY FRIEND, IS BLOWIN’ IN THE WIND,
                                    THE ANSWER IS BLOWIN’ IN THE WIND”
                                    (trad. La risposta, amico mio, soffia nel vento…”)

                                    Dopo aver ascoltato decine di volte questo “HYMN” (inno) di Bob Dylan, ho cominciato a pensare, molto discutibilmente, che quella strofa-concetto di “ANSWER…” (risposta) non abbia necessariamente bisogno delle “domande” che lo precedono.
                                    Intendendo che la mancanza di risposte sia di tipo “esistenziale” più esteso.
                                    Insomma non solo non c’è risposta a certe azioni umane, ma manca la risposta sostanziale del “CHI siamo e PERCHE’ siamo”.

                                    Tuttavia è anche vero che ai tempi di “Blowin’ in the wind” Dylan era sostanzialmente “ateo”, quindi quel tipo di non- risposta potrebbe avere un senso in quella direzione: infatti è il NON credente che continua a porsi domande sull’esistenza.
                                    Poi arrivarono “Slow Train Coming” (con i Dire Straits) e soprattutto “SAVED” (brutto disco per me), definiti come gli album della “Conversione al Cristianesimo”
                                    E poi… mah?
                                    Qualcuno di voi ha qualche idea in proposito?

                                    >> https://www.youtube.com/watch?v=ZNi26Ro96ro

                                    https://www.google.it/search?q=copertina+di+slow+train+coming&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwj-nY6_garfAhWLzYUKHXoZD5sQ_AUIDigB&biw=1920&bih=923#imgrc=Wk01CO3e34dcHM:

                                    >> https://www.youtube.com/watch?v=x1OjsJy2NGg

                                    https://www.google.it/search?q=copertina+di+saved+bob+dylan&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwit4dOjgqrfAhUI6RoKHaKMAXAQ_AUIDygC&biw=1920&bih=923#imgrc=DE-1StFNOv1TtM:

                                    • Dylan Dylemma scrive:

                                      Caro Gazzini, sono un lettore al suo primo post.
                                      Sono un grande fan di Dylan assieme a due amici, una di Padova e uno di Vicenza (tranquilli la mia fede Gialloblu non vaccilla).
                                      Quando ho letto le tua interpretazione della strofa di Dylan sono quasi sobbalzato, però piano piano l’ho trovata intrigante perchè i tuoi riferimenti storici su Bob erano esatti.
                                      Ho sottoposto la tua “interpretazione” ai miei due amici e ti farà piacere sapere che nessuno di loro ha riso, anzi l’hanno trovata molto intrigante anche loro, al punto tale che la metteremo come punto di discussione alla “conventicola” Dylaniana che si riunusce due volte all’anno, la prossima scade il 22.
                                      Ti saprò dire il risultato.
                                      Per il momento ti faccio i miei complimenti.

                                      • Bob Zimmerman scrive:

                                        Sono d’accordo col sagace Moderatore e con il mio fan Dylemma.
                                        Come tutti ho avuto le mie riflessioni e i miei ripensamenti.
                                        Quindi è vero: “RISPOSTA NON C’E'…”
                                        Neanche per l’osservatore centrista almost angry.

                                      • Gazza scrive:

                                        Caro Dylemma, benvenuto.
                                        Dirti che mi fa piacere l’aver “mosso la acque” sul Grande Bob, è il minimo.
                                        Ciao

                                    1. osservatore centrista scrive:

                                      I vari Facebook di ministri e sotto segretari sono diventati documenti ufficiali del governo!
                                      Credo di essere in linea col topic.
                                      Se poi uno vuol sapere di più, sappia che il ministro Toninelli a fronte delle alte doglianze della Commissione Grandi Opere che lamente di non essere mai stata convocata, mentre circola una relazione a loro nome elaborata da persona IGNORA…ta.
                                      Di fronte alle doverose rimostranze della Commissione Grandi Opere, l’ufficio stampa del ministro dichiara che l’opinione del ministro è su Facebook da una settimana.
                                      Facebook!!!!
                                      Usque tandem abutere, Toninelli, patientia nostra?

                                      1. do minus gazza scrive:

                                        Non conosco nulla di Salvatore Quasimodo, Premio Nobel, ma questa poesia è eterna.

                                        “Ognuno sta sul cuor della terre, TRAFITTO (? ferito?) da un raggio di sole (vita?): ED E’ SUBITO SERA.
                                        Quel “… ED E’ SUBITO SERA” vive di luce “buia” da solo.
                                        Opinione nel contesto del Topic che richiederebbe, sebbene dopo una doverosa premessa, il CONCETTO SINTETICO e “vivente” in sè.

                                        1. Simone scrive:

                                          “Io come uomo io vedo il mondo
                                          come un deserto di antiche rovine.
                                          Io vedo un uomo che tocca il fondo
                                          ma forse al peggio non c’è mai una fine.

                                          Perché non c’è nessuno che dia un senso
                                          alle cose più semplici e vere
                                          alla vita di ogni giorno
                                          all’urgenza di un uomo migliore.

                                          Io vedo un uomo solo e smarrito
                                          come accecato da false paure
                                          ma la vita non muore nelle guerre
                                          nelle acque inquinate del mare

                                          E i timori anche giusti
                                          son pretesti per non affrontare
                                          la mancanza di una vera coscienza
                                          che è la sola ragione
                                          della fine di qualsiasi civiltà.”

                                          • Simone scrive:

                                            “Se la democrazia fosse mai libertà. Ma la democrazia non è niente; è mera demagogia. Ma qualora noi meritassimo una libertà, dovrebbe essere affrancamento dal lavoro e non occupazione sul lavoro. Anche se non si scappa mai dalla catena di montaggio; non si sfugge mai. L’oppressione della catena di montaggio si fa sentire anche in famiglia, financo nell’amore, nella rivoluzione ancora di più e soprattutto, soprattutto nell’entusiasmo.”

                                          • Simone scrive:

                                            “La grandezza dell’uomo è nella decisione di essere più forte della sua condizione.”

                                          1. Alvise Padoan scrive:

                                            Tacitamente

                                            "Predare, massacrare, rapinare, questo Essi, con falso nome, chiamano Impero e là dove hanno fatto il deserto, la chiamano Pace"

                                            1. Niktv scrive:

                                              Gioco anch’io! (no, tu no. mi risponderà qualcuno)

                                              Letteratura: – “Bin ich ein gott?” dal Faust di Ghoete. La domanda che Faust si pone riassume tutta l’opera. Per desiderio di conoscenza egli farà qualsiasi cosa, perché solo essere come Dio può portarti all’onniscienza.
                                              Cinema: – “don’t dreaming be it” da Rocky Horror Picture Show di Richard O’Brien. Tutto il film rientra con forza in questa frase. La ricerca dell’eccesso, della trasgressione e quindi dell’eterno stato di vita incompiuta, viene espresso da questo slogan. Uno slogan utopistico, ma “creduto possibile”, che si risolve perciò nell’ingenuità dell’intento originale stesso.
                                              Teatro:- “la vita è passata, è come se non avessi vissuto” dal Giardino dei Ciliegi di Checov. Nonostante la frase sia declamata dal servo Firs, si intravede in essa tutta la lirica dell’opera. Decadentismo e futilità: i tempi che cambiano, ma che non hanno modificato i comportamenti di qualche persona. Restano così solo le briciole dei giorni passati.

                                              • Gazza scrive:

                                                Caro NIK, tuttavia quel “Bin Ich Ein Gott?! (“Sono io forse un Dio?”) espresso in forma interrogativa… forse ci dice qualcosa di più del’essere faustiano.
                                                Non sono un critico letterario, anzi mi sento un 5/6 di mona in materia, diciamo che ho quella sensazione.
                                                Ciao grande (regista mancato e fallace!)

                                              • Niktv scrive:

                                                ah, dimenticavo:

                                                Musica leggera – “A volte, lo so, mi vorresti vicino, morendo un po’” da Vivo da Re dei Decibel. Una canzone d’amore, in cui non viene mai usata la parola “amore” e dove, tramite questo verso, si raccoglie tutto lo struggimento di una storia passata, che si riverbera in quel “morendo un po’”, sintesi perfetta del rincorrere il passato capendo che, non potendolo rivivere, piccoli pezzi di vissuto si staccano facendoti appunto un po’ morire. Malinconia del segno.

                                              1. Dandy scrive:

                                                S’i fossi cecco come io son e fui,
                                                terrei donne giovani e leggiadre,
                                                vecchie e laide lasserei altrui.

                                                • Gazza scrive:

                                                  Caro Dandy, una domanda innocente:
                                                  Ma tu certe MILF le lasceresti davvero agli altri.
                                                  Per pudore non posterò le foto di almeno una trentina di loro… :)

                                                  • chivers scrive:

                                                    Mamma mia, Gazza, che brutta espressione MILF per chiosare su tre versi del senesissimo Cecco Angiolieri (senese ma guelfo, quindi non particolarmente simpatico, all’epoca, in città, per le simpatie fiorentine; la sua casa si ritiene nel territorio della Civetta).
                                                    Ed allora… mi ricollego al RIGOLETTO (ma non solo, vedrete) con la celeberrima frase (dal corteggiamento del Duca di Mantova alla bella Maddalena, ostessa e sorella di Sparafucile) “Bella figlia dell’amor / schiavo son de’ vezzi tuoi / con un detto puoi / le mie pene consolar” … e come allora non farsi venire in mente un genialissimo film italiano:
                                                    https://www.youtube.com/watch?v=zqJjiwJC3Bk

                                                    • Gazza scrive:

                                                      “MILF” come ben sai è un acronimo universalmente conosciuto come tale per indicare le donne “over 40 e dintorni” e credo che molti, pur usandolo, non conoscano il significato per esteso..
                                                      Sarei stato un cretino, che non sono, a farlo io. :|:)

                                                1. Cesare Settore Superiore scrive:

                                                  …citazione di strofe particolarment significative in sè, quasi “riassuntive” e viventi di luce propria che quasi non hanno bisogno del testo che le precede…
                                                  Ieri sera, allo stadio Bentegodi.
                                                  BUFFONE.
                                                  Piu’ riassuntiva de cosi’…

                                                  1. Gazza scrive:

                                                    IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME (David Crosby)
                                                    Vivi il titolo di questo strepitoso disco con animo differente da quarant’anni fa.
                                                    Credetemi in quel titolo c’è molto, compreso “Chi sono”.
                                                    Dura eh…

                                                    1. chivers scrive:

                                                      Mi piace questo giochino, anche se probabilmente un po’ scantonerò… ma è Natale e anche il Gazza sarà un po’ pi buono con me!!!
                                                      Dunque, lirica, parliamo di TOSCA, l’opera perfetta, sul libretto è scritto tutto-tutto-tutto quello che accade in scena, la disposizione degli oggetti, tutto con una precisioone dettagliatissima.
                                                      2° atto, Tosca ha appena cantato “Vissi d’arte”, una delle arie più celebri; il tempo stringe ed avviene un piccolissimo dialogo fatto di 1 parola, un cenno con la testa, 2 note: la parola è “Ebbene?” che chiede Scarpia, il cenno è un debole annuire di Tosca, le due note sono un la e un do, anzi LA DO; Tosca accetta così il ricatto di Scarpia, sarà sua e lui libererà Mario; poi non finisce così ma non tedierò tutti quanti, la trama si trova facilmente ovunque per sapere cosa accade; ma quel “Ebbene?” “LA DO” è diventato un vero e proprio slogan; anche de de ‘sti tempi… ecco… meglio non insistere troppo!
                                                      In questa registrazione parliamo del minuto 7.30 e i secondi seguenti
                                                      https://www.youtube.com/watch?v=XKWClJzsygM

                                                      • lettore lirico scrive:

                                                        Notevole osservazione Chivers!
                                                        Ma sei un professionista?
                                                        Il che non scalfirebbe la tua trovata.

                                                        • chivers scrive:

                                                          “professionisti” si nasce e io modestamente (NON) lo nacqui…
                                                          Per restare in tema ho usato una frase che credo tutti conoscano; io penso che quando c’è una cosa che piace un po’ tutti si riesce a dventare degli intenditori; se restiamo nel campo musicale, possiamo partirre dallo Zecchino d’oro e ci ricorderemo di tormentoni come “fammi crescere i denti davanti, te ne prego bambino Gesù”, oppure “le tagliatelle di nonna Pina…”, “mamma non lo faccio più, perdonami”, “il coccodrillo come fa…” (anche quello di mosconiana memoria…).
                                                          E della musica leggera italiana, che dire!!! Dai “mille violini suonati dal vento” alla “tua maglietta fina, tanto stretta al punto che immaginavo tutto”, passando dal “siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, ma potrai trovarci ancora qui”; senza dimenticare la celeberrima “se telefonandoti io potessi dirti addio, ti chiamerei”… che al giorno d’oggi suona perfino anacronistica… solo perché in fondo ci si può lasciare con un twitter o uozzap o un sms…..
                                                          E poi nella lirica… ah, beh… ogni opera ha manciate di frasi fantastiche, che si adattano alle situazioni reali, che sono diventate proverbiali; e non è solo merito dei librettisti (Illica, Giacosa, Boito, Piave, Da Ponte, Cammarano, e via dicendo, ma i compositori hanno la loro parte importantissima oltre che nel mettere le note una dopo l’altra! Chi di noi ( :-) ) non è mai uscito di casa con la moglie o fidanzata dicendole “dammi il braccio mia piccina” e magari aspettando anche la risposta “obbedisco signor”… roba che Rodolfo e Mimì della Bohème a fine 1° atto; oppure accendendo un bel barbecue in campagna, che però stenta ad attaccare canticchiare “un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo”… ben diverso da quello della nave che Cio-Cio-San spera di vedere nel porto di Nagasaki (Madama Butterfly); e quella notte in cui i vicini di casa danno una rumorosissima festa e non si riesce a prendere sonno il “Nessun dorma, nessun dorma… all’alba vincerò!” dalla Turandot vuole proprio dire prenderla con filosofia, senza pensare ad un’irruzione per farli smettere, altrimenti si canterebbe “vendetta, tremenda vendetta, di punirti già l’ora s’affretta, che fatale per te tuonerà” (Rigoletto)
                                                          Ma le più belle di tutte, e quelle che mi piacciono di più, sono le brevi citazioni che nel Jazz caratterizzano gli assoli, brevi note di un brano totalmente diverso da quello che si sta eseguendo, che però trovano collocazione perfetta da un’altra parte… e qui però mi spiace non poter portare esempi immediati, la cosa è un po’ complicata!!!

                                                          ALMENO TRE altri post… ???????
                                                          Va ben, grande capo Testa Descalsa!!!!! Da domani!!!

                                                          • Gazza scrive:

                                                            Anche il “Cortigiani vil razza dannata” ha un passato ed un presente che si autoalimenta, un concetto eterno.
                                                            Cambia solo l’etimologia del termine “cortigiani”, anzi non cambia, SI ADEGUA!

                                                        • Gazza scrive:

                                                          Concordo con te Lirico Lettor.
                                                          Ma il Chivers che fa un entrata col piede a martello sul mio cuore, sapendo che QUELLA scena è uno dei miei tormentoni, non può sperare di cavarsela così.
                                                          Uno come lui deve fare ALMENO TRE altri post!
                                                          HO detto!
                                                          Se quattro mejo…

                                                      1. D.n.c. scrive:

                                                        Musica :
                                                        Franco Battiato prospettiva Nevski: “ e il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”

                                                        Cinema:”ovosodo” di virzì
                                                        Tutte le mattine, prima di portare Giovanna al nido, e poi andare a lavorare in ospedale, Susy mi accompagna al lavoro in macchina. E tutte le mattine, che piova o ci sia il sole, lei mi dice la stessa identica cosa: "sei sempre più bello". E io vado a lavorare contento. Chi lo sa, forse sono rincorbellito del tutto, o forse sono felice… a parte quella specie di ovo sodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico..

                                                        Narrativa : febbre a 90 di Nick Hornby
                                                        A me preoccupava la prospettiva di morire così, a metà stagione, ma è chiaro che con tutta probabilità morirò in un qualche momento tra agosto e maggio. Abbiamo la speranza ingenua di andarcene senza lasciare niente di inconcluso: avremo fatto pace con i nostri figli, li lasceremo felici e realizzati, e avremo realizzato più o meno tutto quello che volevamo nella vita. Chiaramente sono tutte sciocchezze, e i tifosi del calcio che meditano sulla mortalità sanno che sono tutte sciocchezze. Ci saranno mille cose inconcluse. Magari moriremo la notte prima che la nostra squadra scenda in campo a Wembley, o il giorno dopo una partita di andata in Coppa dei Campioni, o nel bel mezzo di una lotta per la promozione o di una battaglia per evitare la retrocessione, ed è assai probabile, secondo tante teorie sulla vita nell'aldilà, che non riusciremo neppure a conoscerne l'esito. La questione fondamentale sulla morte, metaforicamente parlando, è che è destinata ad arrivare prima che siano stati assegnati i trofei più importanti.

                                                        1. Gatón scrive:

                                                          Ti trovo piuttosto carente nella conoscenza della Dottrina Cattolica Apostolica Romana.
                                                          Dove andavi quando facevi berna dal catechismo parrocchiale ?
                                                          :-D

                                                          • Gazza scrive:

                                                            Però mi devi dire dove avrei sbagliato, pur essendo andato a memoria (e può capitare).

                                                            • Dylan scrive:

                                                              Il limbo è stato abolito dalla chiesa cattolica romana. Tutti quelli che sono morti prima della morte e resurrezione di Cristo, i giusti dell’AT, dal “seno di Abramo” sono ora alla presenza di Dio.

                                                              La mia frase, presa da Nick Carter (fumetti portati in TV, insieme al mio amato Alan Ford e tanti altri, grazie a Supergulp, sigle, composta e cantata dal mitico Jona-Giorgio De Marchi) è:

                                                              “… e l’ultimo chiuda la porta!” (Sbam!)

                                                              Ciao!

                                                          1. Alvise Padoan scrive:

                                                            Tacitamente

                                                            1. El Giara scrive:

                                                              Musica:
                                                              Bob Dylan – like a Rolling Stone: Quando non possiedi nulla, nan hai nulla da perdere.
                                                              Eros Ramazzotti – Parla con me: Non si uccide un dolore anestetizzando il cuore!

                                                              Cinema:
                                                              L’ultimo dei Mohicani:
                                                              Grande Spirito, e creatore della vita, un guerriero va a te, veloce e dritto come una freccia lanciata nel sole. Da lui benvenuto, e lascia lui prendere posto in Gran Consiglio di mio popolo. È Uncas, mio figlio. Dì lui di essere paziente, e da’ a me una rapida morte, perché loro sono tutti là, meno uno, io, Chingachgook, l’Ultimo dei Mohicani.

                                                              Narrativa:
                                                              Da Il diario di Anne Frank:
                                                              Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà anche noi, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità.

                                                              Da Racconti di Edgar Allan Poe:
                                                              Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte.

                                                              Vari:
                                                              Ich bin ein Berliner – JFK
                                                              Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia, che da una piccola – Adolf Hitler
                                                              Non perdo tempo a smentire sciocchezze. Anzi, proporrò una tassa sulle chiacchiere – Silvio Berlusconi
                                                              Quando esiste lo Stato, non vi può essere libertà. Quando vi è libertà non vi può essere lo Stato – Lenin
                                                              Alea iacta est – Giulio Cesare

                                                              1. lettore assiduo scrive:

                                                                La stranezza di un sempre ottimo Gazza che scrive post alla “sua” alba, equivale all’osservazione di come sappia magistralmente cambiare registro e sempre con originalità.
                                                                Da una erudita e soft dissertazione sul porno ad un gioco intelligente e intrigante.

                                                                Scriverò ancora, per adesso le mie frasi autonome sono una prima e un’ultima:

                                                                “C’era una volta… E vissero felici e contenti”

                                                                1. El Giara scrive:

                                                                  Cinema:
                                                                  “Al mio segnale scatenate l’inferno”
                                                                  https://www.youtube.com/watch?v=dYguoVLh2kw

                                                                  1. Cesare Settore Superiore scrive:

                                                                    Non sono un grande fan di Eros Ramazzotti.
                                                                    Tuttavia quel “Grazie di esistere” resta per me una strofa di sole 3 parole che racchiude in se un mondo intero

                                                                    Lascia un Commento

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