09
ago 2019
CATEGORIA

Par tirar tardi

COMMENTI 6 Commenti
VISUALIZZAZIONI

587

James Dean e la Marlborina

Credo che l’80/90 % per cento dei lettori non sa chi era James Dean aldilà di qualche nota biografica.

Era un’icona assoluta e il modo come morì ne accrebbe  il mito: si schiantò nel 1955 a 24 anni con la sua Porsche, probabilmente “guidando come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire…”.

Fece solo 3TRE3 film, ma bastarono per pubblico e critica (di norma severa in quei tempi), a farne un mito per la gioventù.

Io non mi sottrassi otto anni dopo ad imitare pedissequamente una delle sue immagini di culto:

jeans sdruciti, canottiera bianca “fruit of the loom” e… pacchetto di Marlboro morbide (e sdrucite) arrotolate sotto una manica della canotta.

Può già bastare questo per spiegare perchè molti di noi, che vivremo meno di quelli di voi che non hanno mai fumato, cominciarono a fumare, aspettando di racimolare “uno scudo” (500 Lire) per imitare James.

Un’imitazione mortale.

Avendo un po’ di tempo, ho guardato un po’ di film americani degli anni ’50-’60.

La maronna quanto fumavano nelle scene dei film, bene, anzi male, 80% di loro morirono anzitempo per cancro ai polmoni.

Perchè?

Perche in quei tempi NON si conosceva assolutamente il danno delle sigarette.

E come dato scientifico, le donne, notoriamente più resistenti, superarono in decessi quello degli uomini.

Perchè?

La loro sigaretta preferita era la SALEM al mentolo, un mix micidiale.

Salem è una piccola città del Massachussets che prima di divenire famosa per le mortali sigarette, fu famosa per una feroce caccia alle streghe alla metà del 1660

Morir di cancro o bruciate sui roghi non mi pare una gran scelta.

Ma tu Gazza fumi?

Sì 3/4 sigarette al giorno perchè fumo trinciato e le devo rollare, rottura di cowlions, ed avendo come segno zodiacale il BRADIPO, diciamo che me la cavo.

Oooh guys è sempre Agosto, non dimentichiamolo.

587 VISUALIZZAZIONI

6 risposte a “James Dean e la Marlborina”

Invia commento
  1. chivers scrive:

    E se invece, per esempio, la città di Salem in Massachusetts c’entrasse solo con le streghe e nulla con le sigarette?
    No… perché da una mia approfonditissima ricerca (te capirè… su wikipedia, che non ho mai amato, al contrario di molti altri…) mi svela che il nome “Salem” delle sigarette al mentolo (che confesso di non aver mai conosciuto, poco male direi, comunque, me ricordo le Pack…) deriva si dal nome di una città, ma dalla città di Winston-Salem nel North Carolina, sede della casa produttrice delle cicche in questione, come delle più famose Winston e anche delle altrettanti famose Camel, ragione per la quale – la città di Winston-salem – ha il soprannome di Camel City.
    Comunque… non fumo pù sigarette dal 1977, non fumo più dal 2001, da giovanottino avevo un giubbetto rosso come quello di James Dean in “Gioventù bruciata”, non ho mai sopportato i Deep Purple…. e quindi… https://www.youtube.com/watch?v=NBQkHTPV_C8

    1. lettore scrive:

      Vero che è Agosto, ma qui trovi sempre qualche rilassante curiosità.
      Su James Dean sono andato a guardare qualche nota, delle “streghe di Salem” ne ero al corrente, quello delle sigarette alla menta è un’interessante novità.
      Un simpatico omaggio a lei che trova voglia e tempo per noi.

      1. Cesare Settore Superiore scrive:

        Caro Gazza, mi intrometto a gamba tesa nel tuo blog con un personale aneddoto “sigarettaio”.
        Durante la mia epoca adolescenziale ho subito qualche influenza Deaniana anche io, ma quando ormai il mito era in fase calante, soppiantato dalle icone stilizzate della Marylin (una delle tante genialate di Andy Wharol) cucite sulle tasche posteriori dei jeans o incollate al baule posteriore dei Dyane, dei 2CV o del Pallas per i più benestanti.
        La domenica pomeriggio si consumava il sacro rito della discoteca, per me teatro di ben poche performances ballerine ma di tanti tentativi di cuccamento. Alcuni a buon fine, molti altri no.
        Prima di partire in gruppo alla volta del locale prescelto, era d’obbligo la tappa presso il bar pizzeria del paese che naturalmente vendeva anche le sigarette, introvabili il giorno della domenica presso i tabaccai autorizzati regolarmente chiusi.
        Con un foglietto da 1.000 lire (al cambio odierno sarebbero poco più di 50 eurocents) compravo 2 pacchetti di sigarette.
        Il primo erano quelle personali, le Marlboro rosse al prezzo di 900 lire. Quelle le tenevo nascoste nell’interno degli stivali, rette dalla calza. Invece nel taschino esterno della camicia, e quindi in bella vista, mettevo il secondo pacchetto di cicche. Erano le famigerate Nazionali semplici senza filtro, comprate per ben 100 lire.
        Salvo rarissime occasioni, la mia amata sigaretta Marlboro me la fumavo nascosto nel cesso della disco. Da dove poi uscivo felice e contento, certo che puntualmente avrei incontrato qualcuno/qualcuna che mi chiedeva se avevo una sigaretta da regalargli. E che quasi sempre, alla vista del pacchetto delle Nazionali, declinava inesorabilmente.
        Alla fine della giornata in disco (ore 18 o 18,30 al massimo) nel pacchetto di Marlboro avevo ancora circa una decina di pezzi, in quello delle Nazionali altrettante.
        Con gli anni e con il crescere delle mie finanze, rimpinguate dal posto di lavoro regolare, smisi di andare in disco, di fumare le Marlboro di nascosto, di comprare le Nazionali da distribuire gratis e cominciai ad aumentare la quantità di veleno inspirato quotidianamente.
        Quando nel 2009 mi decisi finalmente a smettere definitivamente, ero ormai arrivato a quota 32-35 Winston blu al giorno.
        Ho fatto una radiografia polmonare 7 anni dopo, e mi confermarono che le tracce del fumo ingerito per tanti anni erano ancora perfettamente visibili. Essere riuscito a togliermi questo maledetto vizio pur con la moglie tuttora fumatrice lo considero ancora oggi un mezzo miracolo.
        E adesso l’unico fumo che ingerisco – ogni tanto – è quello della forgia con la quale quando mi sento ispirato fabbrico certi artifizi tecnici di cui tu sai bene.
        Quello è ormai l’unico fumo che tollero, che mi fa star bene e che mi rilassa.
        Alla prossima Gazza, e mi raccomando tieni in caldo la moto che al bunker c’è qualcosa che ti aspetta…

        1. Gaz scrive:

          >> https://www.youtube.com/watch?v=_rSrrgwYGjo
          Il testo tradotto dei Deep Purple non c’entra,
          Però “il fumo nell’acqua non è una pirlata”.
          Come spesso accade, furono gli arabi ad inventare il NARGHILE’.
          Il fumo con un percorso lungo e passando per l’acqua si raffredda riducendo di gran lunga i danni,
          Ha un piccolissimo svantaggio, non te lo puoi portare a paseggio.

        Lascia un Commento

        Accetto i termini e condizioni del servizio

        Accetto i termini sulla privacy

        *