24
nov 2019
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Par tirar tardi

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88

No, non sono i “bariloti”, così come viene chiamato quel numero durante le tombole veraci dove il “bale”, uomo o donna della chiama, aveva un’espressione per ogni numero, e se non la sapevi erano ‘azzi tuoi e restavi indietro.

No, quel numero rappresenta QUANTITATIVAMENTE il numero GIORNALIERO di donne vittime di violenza in Italia.

Il dato, inaudito, frastornante, è fornito dalla Polizia di Stato sulle violenze di genere.

Le vittime italiane sono l’ottanta per cento e i carnefici italiani sono il settantadue per cento.

Geograficamente non v’è distinzione, dal Piemonte alla Sicilia.

Il soffermarsi sulla “tipologia” dei crimini commessi appartiene a coloro che NON vogliono capire davvero il significato di quel numero.

Scheletri nell’armadio non ne ho, le donnE le ho sempre amate e forse in quel plurale c’è una vena sostanziale di senso di colpa,

Perchè?

Perchè se ne hai amate più d’una contemporaneamente, un certo tipo di sofferenza (violenza sul sentimento) l’ho certamente procurata, non c’è scampo.

Tuttavia celebrerò la giornata (una??) a loro dedicata con un minimo di dolcezza, facendo ricorso ad una memoria, la mia,  logorata anche, ma ancora vivace.

Non potendo postare i link musicali qui sul testo, lo farò nel primo post a seguire.

Ottantotto, 88, cercate di non dimenticare.

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18 risposte a “88”

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  1. yoyo scrive:

    Sono un po’ imbarazzato a scrvere su questo blog che ma ci provo
    Per la mia giovane esperienza, ho 24 anni, posso dire che quelli della mia età non menano le donne, anzi ne hanno quasi timore, perchè hanno paura di farsi una brutta fama e non trovare qualcuna che vada con loro.
    Però lo sento che sono pronti a farlo in seguito.
    Magari sono solo parole da bulli, ma non ci credo molto.
    Poi ci sono anche ragazze che vengono maltrattate dai loro morosi e tacciono per non restare sole.
    Però si stanno formando anche gruppi di ragazze sempre più toste.
    La mia è una di quelle pur essendo molto tenera ma anch’io lo sono con lei.

    • Gazza scrive:

      “YoYo”, mi scuserai da qui alla fine di questo post, ma il tuo ha un sapore “artificiale”, piuttosto privo di vera esperienza reale.
      Se così non fosse mi scuso ancora, ma ho la sensazione che non scriverai altri post, almeno come “yoyo”.

      • lector scrive:

        Io l’avevo pensato, odorava di fasullo più che d’ingenuo.
        Ma che lo scriva il titolare del blog è confortante, un controllo educato ma chiaro su questo spazio.
        l’ho visto fare in pochi blog.

    1. Senex scrive:

      Caro Gazzini, leggendo da anni il tuo blog credo che le nostre vite siano sostanzialmente parallele: quartiere popolare nativo, buoni studi, carriera professionele discreta e discreta esperienza di vita.
      La violenza su donne, mogli e figlie è sempre esistita, sebbena in forme incomparabili con l’attualità,, ma questo non significa assolutamente nulla e non può essere usata come attenuante, nemmeno generica.
      Tuttavia siamo arrivati an un punto dai dati agghiaccianti e qualcosa è, deve essere, successa nella de-evoluzione del genere maschile.
      L’incapacità di comprendere l’evoluzione del genere femminile, con tutte le conseguenze che ciò comporta, è un dato, che come hai scritto, crea sgomento e malessere.
      Temo tuttavia che questa aberrante realtà sia compresa, in tutte le sue articolazioni, solo da generazioni come la nostra che hanno la possibilità di fare confronti tra come eravamo e come siamo o stiamo diventando.
      Come scrivi ancora tu, il peggio deve ancora arrivare e la violenza nelle relazioni sociali si estenderà, vedi l’antisemitismo e un razzismo che, da strisciante fenomeno, sta diventando una realtà fattuale.
      Con stima, cordiali saluti.

      1. Gazza scrive:

        La rimozione del mio post è frutto anche di un certo disguato e malessere dopo aver letto altre statistiche e commenti su alcuni “social”.
        Pare che sia diventato impossibile avviare riflessioni serie, non estremiste, su qualsiasi fatto della vita, sia politica che sociale.
        Il secondo cervello ubicato nella pancia (non è una battuta!) che ha “comportamenti” autonomi dalla psiche, pare abbia preso il sopravvento, ed ecco apparire commenti che sembrano dei conati di vomito.
        Volete che dica che esistono anche “violenze” morali e sentimentali perpetrate dalle donne verso gli uomini?
        Certo che esistono, ma sono INCOMPARABILI, per efferatezza e quantità, che è una FORTE differenza, rispetto a quelle effettuate sulle donne.
        Pare che esista una incontrollabile nevrosi ed impreparazione a capire che il GENERE femminile si è già parzialmente evoluto, è diventato un “competitor” del GENERE maschile, e anche nella sfera della vita di coppia le “cose” sono cambiate e cambieranno ancora.
        E ha ragione Gatòn quando rileva la discrepanza tra “convenzioni e comportamenti” sociali” celeri e l’adattamento GENETICO, quindi per forza di cose determinante, che faccia apparire come ACQUISITI NATURALMENTE, quei cambiamenti.
        La condizione “genetica” ultramillenaria che vede la donna come esclusivo possesso dell’uomo è GIA’ FINITA.
        Ed ecco le coltellate, l’acido per sfigurare un volto, l’uccisione con efferata violenta, dell’OGGETTO (…) femmina, ritenuto come proprietà inalienabile.

        Poi ci sono dati, sempre da verificarne la fondatezza e la metodologia usata per rilevarli, che dicono come questa realtà sia abbastanza generalizzata ANCHE nel mondo occidentale e in paesi che abbiamo sempre cosiderato “mitici” per il loro senso di civiltà sociale.
        Paesi come la Svezia, la Finlandia ed altri (vado a memoria).
        Nel 2017 pare che la Finlandia detenesse il poco onorevole primato delle violenze sessuali, con la Svezia a ruota.
        E mi è ritornata in mente una trilogia filmica, tratta da tre romanzi svedesi, che cominciava con un film di ottimo livello: “Uomini che Odiano le Donne”.
        Uno scrittore non va di fantasia quando tratta un argomento così delicato e lo ambienta nel suo paese, la Svezia.
        Ovviamente NULLA di tutto ciò può essere consolatorio, poichè “un male comune” è infinitamente peggio di un male localizzato solo in un luogo.

        • paperinik scrive:

          Ero li per pensare a una trilogia, che gioca al contrario.Ma probabilmente non e’ opportuna e rischierebbe di essere al momento fuorviante.
          A oggi pero’ preferisco banalmente vederla cosi: Ogni vessazione su un debole e’ da bandire.Importa poco se uomo, donna o altro. Le giornate di genere creano a volte preferenze e distinguo…laddove non sono necessari distinguo.

          • Gazza scrive:

            Caro Paper, insomma…
            Una VESSAZIONE è per definizione e di fatto una cosa grave.
            Fatta sulle “fasce deboli” (metto anche gli anziani per correttezza) e non in grado di controbattere a tono o difendersi con sicurezza, è un’aggravante.
            Scrivi poi che le “giornate di genere” creano “…dei distinguo dove non è necessario il distinguo…”.
            Beh prova ad estendere il tuo (legittimo) concetto e vedrai che brutto risultato ne uscirà.
            “Questa/o o quella/o pari NON sono”, se non nel Rigoletto.
            Ciao

            • paperinik scrive:

              Gazza, per me gli essere “umani” non hanno grandi differenze tra uomini e donne nell’animo.Noi abbiamo solo una piu’ facile brutalita’ purtroppo.Ma esistono casi anche dalla loro parte sebbene piu’ rari.

              • paperinik scrive:

                Vediamo se di mattina presto riesco ad avere una visione un po piu’ chiara. Spero di avere inteso quello che affermi….Quello che stai cercando di dire e’ che ad ogni modo la bestialita’ storica e la dominanza con la violenza e’ insita in molti uomini, credo.Come non darti ragione.Ma allo stesso modo come lo vedi il ruolo della controparte femminile da qua ad un futuro non molto lontano?In una societa’ teoricamente civilizzata?

              • Gazza scrive:

                Paper, secondo te io non avrei conoscenza DIRETTA di “vessazioni” morali al femminile, ad esempio “negargliela” senza motivo apparente, detto con una volgarità che mi fa vergognare, all’interno di un matrimonio o una lunga convivenza e altro ancora?
                Ma com’è possibile non capire che la QUANTITA’ e la “QUALITA’” di quelle subite dalle donne è una DISCRIMINANTE assiomatica e definitiva.
                Esiste anche un razzismo tra africani, lo conosco benissimo e l’ho pure studiato sul campo.
                Al 99.9% è di natura tribale o come diciamo qui con una metafora ridicola di “discriminazione territoriale”.
                E questa sarebbe un’attenuante per ciò che accade in Europa?
                E ti dico pure che il peggio deve ancora arrivare.

        1. Gatón scrive:

          Le convenzioni sociali ed i comportamenti individuali cambiamo nel giro di una generazione, a volte meno.
          Quelli che dovrebbero essere i conseguenti mutamenti genetici richiedono invece millenni.
          Purtroppo.

          1. Gazza scrive:

            Mi sono auto-censurato e ho rimosso il mio primo post.
            Riletto con la lucidà di uno stato febbrile (altino) era una caxxata, fatta con buone intenzioni per avviare con tono leggero una conversazione su un argomento serio e grave, ma caxxata rimaneva.
            Ooplà, terza Tachipirina.
            Buona giornata, ci rileggeremo (forse).

            ps
            ma per gli oltre settecento visitatori del Blog, TUTTO bene nella loro visione dell’orrendo “88″?
            Dubito.

            1. ciro scrive:

              Se non sapessi che Gazzini, prima di fornire un dato lo verifica con serietà, direi che il numero di violenze giornaliere subito dalle donne provoca sconcerto e paura.
              Purtroppo non ho la possibilità di confrontare quel mostruoso dato con ciò che avviene in altri paesi, ma il fatto che il fenomeno, almeno a livello occidentale, e non per caso, abbia così tanto rilievo, sta a significare che è un dato generalizzato.
              Cercare di soffermarsi sulle cause crea poi, almeno in me, una sensazione di smarrimento.
              Io sono cresciuto in una famiglia normale e modesta, ma il rispetto per le persone in generale, e per le donne e i bambini in particolare, è stato sempre un “martellamento” costante che credo mi abbia ben forgiato, spero in modo irreversibile.
              Questa è la canzone che condivido con la mia compagna https://www.youtube.com/watch?v=UrIiLvg58SY
              Sappiamo entrambi che appare un po’ “melensa”, ma è la nostra.

              • Gazza scrive:

                Ciro ciao e benvenuto.
                Sono sicuro di aver visto alcuni anni fa delle statistiche europee relative alla violenza sulle donne.
                Il problema, prima di esprimere un giudizio “comparativo”, in sè allucinante dato l’argomento, è la fondatezza delle fonti a cui si attinge.
                Quella che ho citato e della nostra Polizia di Stato, e mi pare una fonte assai attendibile.
                Sto cercando, avrei trovato qualcosa, ma ho scartato tutto per assenza di fonti co-validanti.
                Il “co-validanti” NON è un errore, ma quando un giornale nazionale tra i 4/5 che si possono (…) considerare attendibili, conferma i dati e li pubblica, non credo proprio che desideri sputtanarsi.
                Vedremo.

                ps
                a proposito, io trovo “More than Words” una “ballad” molto buona, specie nel testo.
                Melensa e finto spontanea (l’uso del bianco e nero) è sicuramente la clip.
                Penso tuttavia che rappresenti qualcosa per voi.
                Esiste anche una cover italiana, Carboni-Jovanotti, che trovo intelligente nel testo
                >> https://www.youtube.com/watch?v=-L35f6BC6uc

                • ciro scrive:

                  E’ la prima volta che ricevo una risposta argomentata su un blog.
                  Grazie, anche da parte della mia compagna, per le osservazioni sulla nostra canzone.
                  Effettivamente leggendo la traduzione non è poi così banale.

              1. Cesare Settore Superiore scrive:

                Proprio ieri, domenica, tutti i vari protagonisti e/o le comparse di scena sul campo del Bentegodi recavano il famoso segno rosso sul viso, in segno di solidarietà alle donne vittime di violenze.
                Tutti meno uno: Juric.
                Semplice dimenticanza? No, non ci credo.
                Sarebbe bello se per una volta almeno uno tra i vari cronisti e reporter tanto “saoni” di calcio si prendesse la briga di chiedergli “Perchè mister lei no?”.
                E’ proprio vero che a volte la mancanza si nota decisamente più che la presenza…

                1. lettore tira tardi scrive:

                  Topic dal contenuto sintetico ma forte, fatto con una leggerezza di tocco che ti accompagna da qualche anno.
                  I tuo post poi è inimitabile, segno di una vita intensa.
                  Se oggi provi a dedicare una canzone alla “amichetta” c’è il rischio che si metta a ridere, credimi.

                  1. Gazza scrive:

                    Intendiamoci bene, io ho usato UN mio modo (leggero) di dedica al mondo femminile, il mio quantomeno.
                    Voi scrivete ciò che vi pare, anche se mi auguro (per voi) che abbiate almeno UNA canzone, una Musica, legata al loro/vostro mondo.

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