IO STO CON ZORRO

L’inutilità di un Topic come questo proviene da una semplicissima domanda:

Se dopo 6 mesi di “pandemonio” che stiamo attraversando  e temo dovremo ancora attraversare, c’è una moltitudine che considera la mascherina un’attentato alla propria libertà INDIVIDUALE (?!), cosa puoi dirgli  di più che si tratta di una egoistica struNzata e struZZata?

Il tutto al netto dei tentennamenti e varie contraddizioni che sono pervenute dal Governo.

Tuttavia non è mai stata messo in dubbio la necessità minimale della “profilassi” rappresentata dal distanziamento sociale (1-1,5 metri) e dell’uso della mascherina in DETERMINATE circostanze.

Se poi qualcuno mi dicesse TU mettila pure, ma io sono libero (?!) di decidere se metterla o no, vanificando il chiaro principio che la mascherina è valida come protezione solo in un contesto di RECIPROCITA’, beh in questo caso la risposta è impubblicabile.

E’ ovvio che anche in un contesto del genere, chiaramente inauspicabile, IO sto sempre dalla parte di Zorro.

Poi il Covid posso cuccarmelo lo stesso, ma non saprei chi ringraziare.

Forse i “libertari” dell’ultima ora?

L’italica disorganizazzione?

Non certo il destino “cinico e baro”.

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19 risposte a “IO STO CON ZORRO”

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  1. do minus gazza scrive:

    Caro Alibi, ciao e benvenuto.
    Nel tuo ottimo post vedo solo UNA PIEGA.
    Probabilmente quella dei pantaloni.
    Usi i jeans vero?
    Resta sul pezzo, te ne sarò grato (per quel che vale).

    • do minus gazza scrive:

      Sono un cincinìn sfasato, ma un Topic leggerino di musica e cinema mi frulla in zucca.
      Ho detto leggerino e così sarà.
      Chi non ama per nulla la musica o il cinema degli ultimi cinquant’anni forse si annoierà.
      Pazienza.

    1. Gazza scrive:

      So di avere parecchi difetti.
      Quello che non so è se siano gravi o così vengano visti dalle poche persone che frequento.
      Uno di questi è la “teoria” del rimando.
      Mi spiego.
      Invece di edempiere alle tante imcombenze amministrative, ma non solo, appena mi si presentano, continuo a rimandarle finche la fiamma non tocca il didietro.
      Ieri è stata una di queste: riparare la moto per poter andare alla revisione, farmacia, spesa, colloquio con l’antennista visto che dopo la bufera sono tre giorni che non posso vedere la tv, controllo di un PC usato per vedere se posso eliminare tutti gli incovenienti di questo ultimo mese e, per finire una visita complicata e lunga dal mio medico di base.
      Il tutto sarà durato 6/7 ore durante le quali, senza accorgermene ho tenuto la mascherina per evitare il “cava e meti”.
      Bene, arrivato a casa l’ho tolta, certo con un po’ di sollievo, MA NON MI ERO ACCORTO di averla tenuta per tutto quel tempo, forse perchè sono abituato a portarla sempre?
      Ora la domanda che mi pongo è quella di capire dove starebbe il “grave” problema per gli studenti, che hanno momenti vari, con un distanziamento fisico adeguato, di toglerla per qualche minuto durante la mattinata, intervallo compreso.
      Ho letto tutti i giornali a mia disposizione e non ho trovato UNA, dico UNA, spiegazione plausibile sul perchè è diventato IL PROBLEMA CENTRALE, assieme a quello dei trasporti, più complesso del mancato accordo tra le regioni per la riapertura delle scuole.
      Qualcuno gentilmente saprebbe spiegarmelo per rifletterci sopra?

      • Alibi scrive:

        La scuola, ad oggi, è un enorme problema, soprattutto per la quantità di percorsi anche fighettini ma inutili in relazione alle esigenze del paese. Se sei il PSG puoi comprare il vecchio Messi o giovane Mbappe, se sei il Verona magari è il caso di curare i Kumbulla invece di cercare solo i Saviola o i Marquez, e il “settore giovanile Italia” ha storicamente grandi talenti ma se in “prima squadra” poi ci va l’Azzolina, e chi tira la carretta dell’industria è ancora sul giogo dei “vecchietti”, forse qualche problema c’è.

        Il problema delle università non è la mascherina, quanto il fatto che sibstanno pagando tasse anche talvolta particolarmente ingenti, e tantissimi servizi: le segreterie della mia università sono chiuse, io ad esempio mi sono laureato in lockdown, laurea al 16 marzo rimandata per farla comunque virtuale a maggio, e nonostante 120€ di “tassa di laurea” devo ancora ricevere un certificato, fisico o digitale che sia, per esserne certificato, e ancora ad ora non posso iscrivermi alla magistrale, nello stesso istituto che dovrebbe emettermi il certificato tra l’altro, perché la procedura online non può essere portata avanti senza un certificato di laurea di primo livello.
        Le lezioni online poi, sono state un fallimento per gran parte delle materie. Assumiamo che non sussista il problema di concentrazione a stare a casa piuttosto che in aula come può essere successo per bambini e ragazzi, e parliamo solo di problemi oggettivi”. le materie più pratiche (laboratori, tesi sperimentali, ecc) sono state “momentaneamente sospese” a data da destinarsi, professori illustri talvolta con qualche anno in più faticano molto a trovare una quadra con gli strumenti informatici, lectio magistralis completamente annullate, così come sospesa qualsiasi attività correlata (dal torneo di calcetto al sostegno psicologico, dalle feste di laurea ai progetti di incontro tta studenti e aziende). Per non parlare della questione esami: è semplicemente irreale un esame online “fidandosi” che lo studente non utilizzi materiali che durante l’esame sarebbero proibiti, oltre al fatto che esami con excel in cloud, se non dispongo del mac da 2000 euro ma del pc di 5 o 6 anni fa, invece di caricare in tempo reale, perdo 5-10 secondi ad ogni click, falsando anche i tempi oltre che la credibilità della competizione.
        Ancora, e questo è in comune tra università, e altre scuole, è che a una settimana dal ritorno a scuola, non si hanno notizie pratiche ma solo voci. non si ha la minima idea del come attrezzarsi: cosa faccio col mio monolocale a Milano a 550€ al mese? Magari è sei mesi che lo pago, per poi non sapere se ci saranno lezioni o meno, e mi sento dire che forse la presenza sarà del 5%, del 15%, del 20% della capienza delle aule, e forse nemmeno quelle. Che faccio? Considerato che la stragrande maggioranza degli affitti milanesi chiede contratti semestrali, lo continuo a pagare? Lo subaffitto illegalmente?
        In tutto questo, la rata universitaria non è scesa di un euro, e anzi non è stato nemmeno possibile rimandare il pagamento, come ad esempio per le partite iva.

        Se posso essere d’accordo sul fatto che il gioco delle parti sia che l’opposizione critichi a vanvera, anche quando probabilmente non si sarebbe in grado di trovare una soluzione alternativa, dall’altra parte c’è un’ incompetenza disarmante, con la ministra a capo che ad ogni uscita dimostra che quel ministero è fuori dal mondo. Banchi con le rotelle, plexiglas, a inizio maggio “tutti promossi” -> a fine maggio “si può bocciare” -> a giugno “tutti promossi ma ti metto lo stesso l’insufficienza in pagella”, la maturità semplicemente non gestita, metà studenti a scuola una settimana e l’altra metà a casa, e si inverte dalla settimana dopo, gestione inesistente degli asili. E ospitate fisse su La7, perché giustamente la priorità è l’immagine, e quindi cercare di farsi proteggere sotto l’ala di cairo dall’ecclettico telese e l’ineffabile parenzo

        • Gazza scrive:

          Caro Alibi, benvenuto.
          Nel tuo ottimo post vedo solo UNA PIEGA.
          Probabilmente quella dei pantaloni.
          Usi i jeans vero?
          Resta sul pezzo, te ne sarò grato (per quel che vale).

      • Begbie scrive:

        My two cents: non vedo grossi problemi per gli studenti, diciamo, superiori ed universitari. Ne vedo qualcuno in più per quelli delle scuole medie, un po’ più piccoli e vivaci. Ne vedo molti per quelli delle primarie, molti dei quali già fanno fatica a passare 5 ore al giorno seduti al banco in tranquillità.
        Fortunatamente, sembra che la pericolosità del virus sia inversamente proporzionale all’età di chi viene contagiato.

        • Gazza scrive:

          My One Cent: sui bambini delle Elementari è una cosa oggettivamente difficile.
          Per quelli delle Medie, se vi è stato un cambio antropologico de-evolutivo rispetto ai “miei tempi”, non mi parrebbe un problema irrisolvibile, farla togliere CINQUE minuti ogni ora in una zona “franca” potrebbe essere una soluzione.
          Sugli altri livelli di scolarità Superiore e Universitaria non ci discuto nemmeno.
          Comunque mantenendo un’adeguata distanza FISICA, si possono rivedere le prime valutazioni sul “niet” mascherina nei primi due livelli scolastici.
          Il grande rischio è quello di dover chiudere le scuole dopo la riapertura.
          La Scuola NON è il bilionaire e fortunatamente il preside non è Briatore.
          Ciao AleBeg, un dì ci ritroveremo pure…

          • Begbie scrive:

            Fair enough, vedo che siamo tendenzialmente d’accordo.
            Per l’ultima riga, effettivamente una cena sarebbe d’uopo.

      1. Gasolio scrive:

        Sempre dal Gazza :

        “Non dice bene a Mr. Gazza, dopo il “nuovo-usato” Pc, se n’è andato lo schermo.
        Fino a venerdì/sabato nulla di buono”

        1. Gasolio scrive:

          Sono il meccanico che cerca di riparare il “baracchino”del Gazza che si scusa per l’ennesimo disservizio.. :|

          1. onesto scrive:

            Nell’augurargli una pronta guarigione senza conseguenze, mi duole dire a Flavio Briatore, parafrasando una sua demenziale trasmissione: SEI DENTRO! (al Covid).

            ps
            Non credo che capiterà alla signora Santachè, il Covid la teme, basta guardarla, sembra la perfetta controfigura di Crudelia Demon.
            Comunque auguri!

            • video scrive:

              Ho appena visto un video girato da Briatore, prima di cuccarsi il Covid, dove ridicolizza la virologa Gismondi perchè è in ferie in Sardegna, ma in modo discreto e quasi autosufficiente.
              Anche se cucina da sola, la spesa la fa.
              Bè andate a vedere il Briatore cafonare pesante, com’è nella sua natura.
              Diciamo che i soldini gli hanno dato la possibilità, beato lui, di fare una “dolce vita” quasi tutto l’anno.
              Ma maleducato e cialtronello resta.
              Caro Briatore niente mascherina? Il Covid s’avvicina.
              E purtroppo, per le sue disposizioni, CINQUANTADUE membri (lavoratori?) del suo staff hanno il Covid.

            1. lettore assiduo scrive:

              Giorni fa ho visto una breve intervista ad un politico italiano, uno di quelli che Gazzini definisce cialtro-libertari, che ammoniva il mondo sui pericoli e l’assurdità di mettere le famigerate mascherine ai bambini delle elementari.
              Boh?
              Chissà, il cialtro potrebbe avere una laurea in Psicologia dell’Età Evolutiva, ma non pare guardando il suo modesto “curriculum studiis”.
              Due giorni fa ho visto un servizio sull’apertura (e chiusura!) di alcune scuole tedesche e i bambini studenti avevano TUTTI la loro mascherina.
              Dobbiamo ricominciare la solfa della superiorità ariana o più semplicemente si tratta del noto e normale rigore dei tedeschi post nazional-socialismo?

              1. Gazza scrive:

                Non credo si debba essere “complottisti” nel porsi la domanda sulle motivazioni del rifiuto di applicare due semplicissime profilassi come il distanziamento FISICO (non sociale) e l’uso di un DPI come la mascherina.
                Credo che le motivazioni ci siano ma nessuna è tollerabile.
                Quanti hanno capito gli effetti provenienti da una probabile rovina economica al ritorno, già iniziato, della virulenza del Covid?
                Quanti hanno ascoltato o letto le analisi SERIE che si son fatte su questo punto?
                Ci sono i “giovani” che si sentono “immuni” o inattacabili senza comprendere che l’onda lunga delle problematiche economiche colpiranno soprattutto loro.
                Poi ci sono anche i seguaci dei CIALTRO-LIBERTARI (cp. Il Foglio) con responsabilità pubbliche che con i loro atteggiamenti da “super omeni” incoraggiano gli atteggiamenti più incoscienti facendo del NON USO della mascherina un demenziale segno di “distinzione”.
                Poi, ultimi ma non meno importanti, le persone con disturbi della personalità.
                Qualcuno si è preso la briga di guardare e ascoltare a fondo le “motivazioni” di una “tipa” (35/40 anni d’età) che su una carrozza ferroviaria dove TUTTI portavano la maschera tranne lei.
                “Senso” delle sue frasi?
                Assente.
                Conclusione della “tipa” a fronte delle rimostranze degli altri passeggeri in regola (poche in verità, secondo la regola italica del “mi faccio i cazzi miei”).
                Una sola parola che la dice lunga: ” SIETE SCHIAVI!”
                Vedo una strada lunga e scomoda da percorrere.

                1. Zora Pabst scrive:

                  Caro Gazzini, vorrei che ci ragionassimo più approfonditamente.
                  Possibile che si tratti solo di incoscienza, menefreghismo italico storico, pigrizia e dintorni?
                  Con tutte le classi d’età coinvolte tranne le più anziane?
                  Non mi pare possibile.
                  Sapendo come la pensi mi preme assicurarti che sono ferocemente ANTIcomplottista.

                  1. Cesare Settore Superiore scrive:

                    Qualcuno se rabielo se mi invece de star con zorro me togo su la Caterina Zeta Jones?

                    1. Lupus in Fabula scrive:

                      Anch’io sto con Zorro, ma con quello vero. Come sempre, anche questa volta, sono stati incaricati di scovare e sconfiggere i riottosi “no-mask” molte persone, uomini e donne, che non avevano né la preparazione, né lo spessore intellettuale e tantomeno la voglia, necessari per fare le veci del paludato Don Diego De La Vega.

                      Parlo delle povere cassiere al supermercato, dei tabaccai, dei ristoratori, dei baristi, dei panettieri e di tutti quelli che, oltre al danno economico, si sono visti costretti ad interpretare e mettere in atto norme che, in molti casi, non avevano capito bene.

                      Poi ci sono gli Zorri/e improvvisati; i più temibili: giovedì scorso ero a Bibbiena in provincia di Arezzo nella piazza principale. Non avevo la mascherina perché eravamo sì e no in dieci sparsi. E ‘passata una signora col sacchetto del pane in mano che i ha apostrofato dicendomi: “ecco n’altro ‘gnorante senza mascherina”. Credo sia ancora scossa dalla peste del 1348.

                        1. noi scrive:

                          Mi chiedo come si possa parlare di libertà individuale o soggettiva in un contesto sociale nazionale e internazionale dove ci sono già 800.000 OTTOCENTOMILA morti di cui 35.000 nostri connazionali.
                          In un contesto come questo viene avvilito e offeso uno dei caposaldi della conquista umana e sociale.
                          Se il titolo del topic è un motto inventato da Gazzini, ebbene anch’io sto con Zorro contro tutti i capitani Mona-stario senza mascherina.

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