11
set 2020
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LA STORIA VERA NON PASSA COME LE CHIACCHERE

Chi si ricorda dov’era l’11 Settembre 2001?

Che tipo di notizia vi arrivò se non eravate davanti alla TV?

Cosa pensaste?

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28 risposte a “LA STORIA VERA NON PASSA COME LE CHIACCHERE”

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  1. Prof scrive:

    E va bene, ci sono i programmi da rispettare ma nessuno obbliga il docente a soffermarsi giorni e giorni sul Medio Evo per poi non arrivare alle guerre del medio oriente e, per restare in tema, a parlare dell’11 Settrembre 2001.
    In piena libertà didattica e pronto ad essere sottoposto al giudizio ispettivo, io arriverò a dare la steso spazio tempotale.
    Io dedichero poco più di un terzo del tempo alla Storia antica e quella medievale, ma la maggior parte la dedicherò alla Storia Moderna e a quella Contemporanea.
    L’eterna domanda è CHE TIPO DI CONOSCENZE STORICHE vogliamo che abbiano le nuove generazioni che governeranno i processi produttivi del futuro immediato.
    Ci sono i Testi?
    Ma la libertà didattica è più importente.

    • allievo vecchiotto scrive:

      Caro Prof se pensi che per capire qualcosa della Seconda Guerra Mondiale ho guardato una decina di film suggeriti dalla critica, Salvate il Soldato Ryan compreso, togliendo ovviamente la parte della sceneggiatura funzionale a un film.
      Delle fondamentali guerre arabo-israeliane, neanche un cenno.
      Italiano, Scienze, Storia e Geografia geopolitica ed economica sono decisive e fondamentali per la formazione culturale di qualsiasi specialità si possa sceglere per l’università.

    1. jacopo scrive:

      grazie della risposta e della fiducia sull’onestà del mio pensiero. Come cantava il buon Battiato ‘com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore’. Nella mia esperienza la Verità (ma devo dire che il termine ‘veritiero’ è più realistico) assomiglia ad una scatola cinese o una matrjoska, dove ogni risultato, conseguito a fatica, appare come un semplice passaggio per un altro stato di consapevolezza. Senza un’intenzione pura e, per quanto possibile obiettiva, interiore, si rischia seriamente di sciogliersi nei dubbi e nelle incertezze, diventando quindi totale confusione. e caos.
      Le teorie del complotto mirano il più delle volte a trovare il regista unico, il cattivo alla 007 che trama, origine di tutti i mali, eliminato il quale potremo finalmente vivere in pace e prosperità. Mi ricorda un fumetto di Andrea Pazienza dove continuamente si chiedeva ‘chi c’è dietro a tutto questo?’ e di pagina in pagina avanzava fino alla risposta finale: dietro a tuto c’era Stellone!
      Io so che il cattivo non è Uno e non è neanche esterno a me. Dall’altra parte ricordo anche che si dava del complottista a chi accusava Andreotti di essere in rapporti diretti con Cosa Nostra.
      Per tornare all’argomento del topic, o al discorso covid, non provo soddisfazione a ridurre ad una regia occulta la volontà di creare disastri ma non posso non mettere in dubbio che esista chi, da situazioni di emergenza, cerchi di trarre il maggior profitto possibile o che le grandi industrie farmaceutiche non lavorino solo per il Bene comune ma soprattutto per conseguire profitti.
      E i discorsi intorno al vaccino sul Covid 19 oggi, lasciano più di qualche perplessità (non lo avremo prima di un anno, blocchiamo la sperimentazione, a Novembre sarà disponibile,….).
      Spero che questo non mi metta nella categoria ‘negazionista-complottista’.
      Grazie per lo spazio concesso, non lo voglio occupare per alimentare personali devianze psichiche o ‘vuoti di Ego’.
      E’ un piacere poter esprimere la mia incerta opinione.
      Auguro a Lei e a tutti una splendida giornata

      • Gazza scrive:

        Caro Jacopo, qui NON c’è spazio CONCESSO, qui c’è uno spazio LIBERO.
        Le uniche cose totalmente bandite sono l’odio, le offese pesanti (…), il razzismo in ogni sua forma e l’antisemitismo, oscena variante del razzismo etnico basato sul colore di quel MICRON di materia cellulare che diversifica i colori delle persone per una pura questione scientifica legata all’evoluzionismo neodarwiniano.
        Dubitare è un’azione complessa se la vuoi portare ad una conclusione.
        Il rischio che corri nel momento del “dubbio” è quello di lasciarlo SOSPESO per pirigrizia nell’approfondimento o per comodità, o per DOLO, voluto e cercato dai negazionisti di “professione” per impedire l’approccio al “veritiero”.
        Mi ripeto e concludo: la VERITA’ ESISTE ED E’ UNA SOLA.
        Ed è quella in cui ESSA si è verificata.
        A noi il compito, il dovere, ed un po’ il limite, di AVVICINARSI AD ESSA da diversi contesti.
        Un “tormento” ancora esistente tra i Fisici Astronomici, sebbene molto minore di un secolo fa, è quello di come si sia formata la terra.
        Per i credenti la risposta è semplice (quasi semplice per i credenti PENSANTI…).
        Per gli astronomi la cosa fu molto più complessa, ma tutti, dal XX Secolo in poi, partirono da l’unico dato certo: la Terra si è formata in UN SOLO MODO, sebbene col concorso di migliaia di eventi diversi, ma alla fine UN SOLO MODO.
        Quale?
        Quello in cui si formò in “presenza di nessun osservatore”.
        E cominciarono i vari approcci teorici, spesso totalmente contrastanti, ma alla fine la stragrande maggioranza della comunità scientifica è arrivata ad una sintesi accettata OGGI, ma che potrà diventare ancora più attendibile nel corso degli anni e dei secoli di RICERCA.
        Tranne per quei fenomeni da circo che sono i terrapiattisti più i loro derivati e connessi.

      1. jacopo scrive:

        buongiorno sig. Gazzini,
        lavoravo ai tempi come assistente di un importante scultore contemporaneo e stavamo facendo incetta di materiale ferroso di scarto, quando dalla radio iniziarono ad arrivare le notizie e gli aggiornamenti, sempre più incredibili e terribili.
        Ricordo che stavamo parlando dello shock che mi portavo dietro da poco più di un mese, in merito ai fatti del G8 di Genova, vissuti in prima persona, dove per la prima volta mi trovai di fronte ad una repressione in stile ‘sudamericano’. Repressione infame che di fatto azzerò (vincendo purtroppo) delle sincere istanze che una società civile stava portando avanti per un Mondo più equo e non governato (esclusivamente) dall’Economia.
        Leggendo i giornali mi accorsi che ero definito un ‘No Global’ e dalla maggior parte della gente associato ai fantomatici Black Block. Lì imparai la distanza che intercorre tra realtà e narrazione e quanta parte di questa mistificazione veniva da chi il racconto lo faceva.
        Tornando all’11 settembre ricordo la sensazione di pena, per le immagini viste, e di terribile consapevolezza del punto di non ritorno. Da quel momento, ero certo, sarebbe cambiato tutto. Mi venne in mente la canzone dei R.E.M. ‘It’s The End Of The World (as we know It)’.
        Io però ricordo anche nei giorni seguenti l’annuncio della guerra (per me inconcepibile e nefasta) in Afghanistan.
        Lei dice che ‘la storia vera non passa come le chiacchere’, eppure ho l’impressione proprio del contrario. O forse c’è bisogno di un tempo così lungo che non si può vedere in una vita. Quali sono stati i risultati dell’operazione ‘Enduring Freedom’? Quali risultati ha portato la guerra in Iraq? c’è qualcuno che ne parla in maniera obiettiva e non ideologica?
        Le chiacchere stanno a zero o sono diventate Storia?
        Avrei una marea di cose da dire ma mi rendo conto che non posso occupare uno spazio maggiore di quanto io abbia già fatto.
        Concludo solo dicendo che nella mia vita ho imparato che non sempre sentirsi nel giusto corrisponde al fatto reale di esserlo.
        E che associare figure improbabili e nefaste (black block, terrapiattisti, generali Pappalardi,etc) a certi argomenti, è uno strumento di comunicazione e persuasione efficacissimo per screditare opinioni e posizioni che differiscono da quelle globalmente accettate e diffuse. E creare confusione e schieramenti in opposizione.
        Credo che le persone intelligenti (o evolute, per usare un termine da lei usato recentemente), abbiano il dovere di coltivare il dubbio, senza precipitare nella paranoia.
        Questo blog è un luogo dove l’intelligenza, la cultura e l’ironia vengono generosamente profuse. Ed il merito è indubbiamente suo e dei suoi affezionati partecipanti.
        Mi permetto di suggerire di lasciare uno spiraglio di dubbio anche sui recenti tristi fatti legati al Covid. Sulla gestione e comunicazione dello stesso. Anche se so di attirarmi, se non le ire, le ironie di molti.
        Io, di verità assolute in merito, non ne ho. Ho solo opinioni personali.

        https://www.youtube.com/watch?v=Z0GFRcFm-aY

        • Gazza scrive:

          Caro Jacopo benvenuto.
          Ho letto e riletto il tuo post talmente onesto da non apparire veritiero di questi tempi, ma invece contiene buona parte di ciò che penso anch’io (black block a parte).
          Stiamo vivendo un periodo di “comunicazione saturante” che rende difficilissima la distinzione del veritiero (non ho scritto VERO) dall’assolutamente falso.
          Credo che ciò sia il frutto di scarsissima cultura e di pigrizia intellettuale.
          L’orientamento per capire diventa sempre più difficile ma non impossibile.
          Credo che sia corretto l’approccio alle cose attraverso “IL DUBBIO”, ma chi sa dubitare con cognizione di causa e pazienza, prima o dopo si avvicina ad una forma accettabile di verità.
          Ma ci vuole alta passione civile e culturale, che essendo OGGI qualità minoritarie, richiedono un costante sforzo di documentazione e ricerca.
          Prova a chiederti PERCHE’esistono individui che negano un’evidenza palese come il Covid, che ancora insistono sugli effetti “autistici” delle vaccinazioni.
          E se trovi qualche figura “di fama” che sostiene quelle sciocchezze, e ne controlli la biografia, ti accorgerai che sono quasi tutte, direi TUTTE, figure che dopo un “flash” di notorietà” sono state messe in un angolo dalla comunità scientifica mondiale, e ciò crea in loro un turbamento psichico che considerano inaccettabile e sposano cause che credono di autenticare anche se fasulle.
          E’ una sindrome nota e studiata quella degli effetti da perdita di un “palcoscenico e dei suoi riflettori”.
          Questo vale nel mondo della cultura, dello spettacolo e perfino dello sport.
          Gente incapace d’essere soddisfatta di aver lasciato la propria “firma” per un dato periodo e non avendo più nulla di SERIO da dire, invece di ritirarsi ad analizzare con serenità la validità di ciò che han fatto, fanno prevalere il peggior “Mr. HYDE” della loro personalità.
          Un saluto cordiale a te.

        1. Cesare Settore Superiore scrive:

          Il vecchio titolare e fondatore di una azienda di Colognola ai Colli, arrivato all’età di 80 e passa primavere si accorse che i suoi 2 pargoli – tanto viziati quanto incompetenti – si stavano facendo la guerra intestina al solo scopo di liberarsi uno dell’altra, e divorarsi in santa pace il cospicuo patrimonio accumulato dal vecchio capitano.
          Fu così che per dare una raddrizzata al baraccone prossimo al crollo, il vecchio e onesto capitano d’industria si rivolse alla associazione industriali e assunse – pro tempore – un ex dirigente in pensione, col compito di sistemare le cose e tenere distanti tra loro i 2 insulsi figli di papà. Costui era diventato il mio responsabile, benché per le commesse di vendita davvero importanti ero comunque tenuto a confrontarmi prima di tutto con il vecchio capitano.
          Quel famoso giorno venni chiamato dal direttore generale pro tempore nel suo ufficio (dotato di TV) insieme agli 2 commerciali.
          Stavamo guardando stupiti ed increduli quanto era appena successo a New York, quando passo’ davanti alla porta aperta dell’ufficio il figlio di papà, da tutti noi soprannominato EL TON. Non perché si chiamasse Antonio, ma perché era notoriamente furbo e scaltro proprio come un tonno dentro la rete della mattanza.
          Talmente sveglio che senza neanche fermarsi per cercare di capire il motivo di quello strano assembramento, si limitò alla seguente frase divenuta celeberrima in ambito aziendale: forza signori, torniamo al lavoro che non abbiamo tempo da perdere in simili sciocchezze.
          Per la cronaca, l’azienda da lui gestita dopo il passaggio a miglior vita del vecchio capitano e l’allontanamento del dirigente pro tempore, falli dopo neanche 2 anni.
          Nessuno se ne sorprese, tranne lui…

          • Gazza scrive:

            Molto credibile e significativo il tuo racconto.
            L’incapacità di saper discernere tra gli eventi che accadono nel proprio paese e nel mondo, Covid-19 e “allegati” compresi, è sempre più generalizzata, mescolata con la crescente passione per “l’odio” nei confronti delle “diversità” crescenti ed inevitabili, e non solo sul terreno della politica, farà il resto.
            Temo che ci si stia avviando verso una società distopica cui mi auguro di non partecipare.
            Troppo pessimismo?
            Lo potrà dire, e sbeffegiarmi, chi ci sarà.

            • Begbie scrive:

              Sai una cosa Gazza? Leggendo lo scritto di Cesare Sett. Sup., come prima cosa ho cercato di capire di che azienda si trattasse dato che fino a 6 mesi prima del fatto che stiamo ricordando lavoravo anch’io a Colognola, in un’azienda con proprietario di una certa età MA senza figli in azienda (perciò non era la stessa).
              Poi mi è venuto in mente un tema che mi è sempre stato abbastanza a cuore, ovvero il passaggio generazionale, che qui nel Nordest ha mietuto diverse vittime. Ecco, Gazza, tra formazione sociologica e le tue esperienze in grandi aziende, secondo me ne potresti cavare un topic bello succoso.

              • Cesare Settore Superiore scrive:

                Ciao.
                Per ovvie questioni di privacy non posso citare il nome del vecchio capitano.
                Sappi solo che per tanti, tanti anni, oltre che imprenditore metalmeccanico fu anche preside di un noto istituto professionale dell’est Veronese.
                L’azienda invece si trova nella zona industriale vicino a Vago.

              • Gazza scrive:

                Caro Beg, proposta molto interessante che richiederebbe alcune competenze e larghe conoscenze sulla fine di molte aziende sane ereditate da bamboccioni malcrescuti shockati nel passaggio tra lo loro scorrerie tra Positano, Capri, Castilglioncello e la dura vita di Azienda.
                Ne conoscevo almeno una decina di questi casi, causa la mia prima attività professionale, ma parliamo di 40 ani fa.
                Variante: ho visto aziende di super qualità, nel sistema Moda, fallire miseramente nelle lotte tra fratelli, spesso dovute alle male sollecitaziomi delle loro “Crudelie De Mon” (le mogli…).
                Comunque il prossimo topic sarà di relax.
                Ciao Ale, ti trovo sempre “in palla”.

          1. Alejandro scrive:

            Ciao Gazza.
            Due aneddoti di lavoro… stavo lavorando al pc e ho visto la notizia sulle breaking news, informando gli altri colleghi di studio. Il nostro collega anziano si trovava in quel momento in vacanza in Florida. Dopo vari tentennamenti decidiamo di chiamarlo al cellulare che risultava raggiungibile (stranamente, era girata voce che avessero interrotto anche le reti cellulari in quel momento). La sua risposta fu sorprendente, considerando che erano passate almeno un’ora e mezza o due: “mi no so gnente, a so qua in piscina e vedo dele bele tose…”. In effetti appurò che incredibilmente gli americani avevano deciso di non informare gli ospiti dell’hotel.
            Una vedova facoltosa cliente del collega anziano era da diverso tempo che chiedeva se non fosse il caso di svincolare i titoli che aveva investito in borsa; come ricorderai, le borse andarono immediatamente a picco (in un trend che si rivelò poi lunghissimo). Telefonò in studio durante quel pomeriggio terribile, e non trovando il collega vacanziero, manifestò le sue garbate rimostranze alla malcapitata impiegata, la quale posando il telefono commentò: “ragazzi, mi ha scaricato una carriola di merda”..
            Flash di un giorno surreale…

            • Gazza scrive:

              Caro Alejandro ciao e un cordiale bentornato.
              I lettori non si sorprendano dell’inusuale “calore” del saluto, ma Aleja non è veronese, è uno dei più gradevoli compagni di conversazione attorno al desco, colto e ironico “au point” come per un filetto e… tifoso Hellas come dessert.
              Non ci vediamo da un bel tot di anni purtroppo.

              Condivido in pieno la combinazione surreale dei due eventi accaduti.
              Il primo racconto potrebbe far felice sia i negazionisti e i complottisti.
              Infatti (per “essi”) gli americani dell’hotel non si scomposero… perchè sapevano della “cosa” già da tempo essendo stata confezionata in proprio da “Miss C.I.A.”.
              Mi piacerebbe che quanto sopra fosse un modesto tocco acido-ironico mio ma ahimè l’ho ascoltata in un elegante Bar di Borgo Trento, non di Grisignàn al Sòco (Grisignano di Zocco).
              Sul secondo, se fossimo seduti davanti ad un “bon gòto”, ti chiederei come mai la facoltosa vedova non abbia urlato alla povera segretaria il classico “… Mi passi il suo capo!!!… “.
              Sì, probabilmente QUEL giorno mandò in tilt parecchie sinapsi cerebrali.
              Ciao Alej, un abbraccio.

              P.s.
              Consiglio professionale
              Alej, se hai tra le tue clienti attuali o future qualche “vedova, facoltosa e magari under 50″, domandale SEMPRE se “ha da spostare un armadio”, poi o ci pensi tu o mi chiami. :D

              • Alejandro scrive:

                Per fortuna la facoltosa (e attempata) vedova non era mia cliente; il caso volle che il suo professionista di riferimento si trovasse in vacanza in Florida, e che a doversi sorbire lo sfogo fosse la sua impiegata di fiducia… Io mi guardai bene dal fare la vittima sacrificale in sua vece.

                Quanto alle eventuali vedove Under 50, presso le quali fungere da traslocatori di armadi, ti ricordo che quelle di oggi sono molto più esigenti di quelle di una volta, che erano decisamente più genuine, e sono molto meno inclini al perdono in caso di eventuali momentanee defaillances…

                Grazie per la presentazione lusinghiera; se decidessi di buttarmi in politica so già a chi affidarmi, per la campagna elettorale!

            1. vir noctis scrive:

              Con l’occasione ti ringrazio per il suggerimento cinematografico

              1. Dominus GazzA scrive:

                Caro Vir Noctis, che non dovresti essere “nocturno”, mail diverse, comunque benvenuto.
                Vedo che hai tentato una discreta imitazione del mio “style” (?), simpatica.
                DUE precisazioni:
                a) il mio nick è GazzA, se scrivi GazzO la cosa può apparire meno simpatica;
                b) se fai una citazione occulta come “Baccelli Replicanti” e basta, rischi di essere capito da 3/4 lettori e basta.
                Per esempio un mostro “mnemonico” (e cognitivo) come Chivers non capirebbe perchè i film di fantascienza non li guarda, e figuriamoci un film del 1957 come un cult movie del “genere SF” come “L’invasione degli Ultracorpi” di Don Siegel.
                UN DUBBIO:
                Che gatòn possa essere stato vittima del raggio traente di un’astronave “Siriana” (bello il doppio senso in questo caso) mi inquieta e mi intriga per la sua probabilità :D
                Lo conosco, è un amigo, per cui sono ancora più inquieto…

                Nel merito del Topic:
                l’undici Settembre 2001 ero alla mia scrivania quando ricevo una telefonata di un alto dirigente aziendale, mio collega, che con voce concitata mi dice testualmente: “Gazzini è scoppiata la guerra negli Stati Uniti… o qualcosa di “simile”(?!?)…”.
                Gli chiedo qualche precisazione e lui mi risponde che “gli hanno telefonato da casa”.
                Ora, quasi nessuno sapeva che in azienda, in alcuni uffici, esistevano mega televisori (mai usati…).
                Per alcuni anni ero stato il responsabile della “security” aziendale e conoscevo l’azienda “palmo a palmo” quindi mi fiondo in una stanza in cui i televisori erano due, quindi uno lo canalizzo sulla CNN e uno sulla Rai.
                Le immagini, oggettivamente agghiaccianti del loro, e ancor di più quando si incominciarono a vedere le persone lanciarsi nel vuoto dai grattacieli in fiamme.
                La natura terroristica dell’evento era palese e senza alternative, ancora prima di conoscere la vicenda dello UNITED 93 e dell’aereo caduto sul Pentagono.
                Col passare delle ore e con l’aggiunta degli altri due eventi che ho citato, ammetto di aver avuto per una buona mezz’ora uno stato “d’angoscia” mai avuto, nè prima nè dopo, tranne forse per la vicenda del rapimento e l’uccisione di Aldo Moro.
                La riflessione inquietante che mi posi fu (in entrambi i casi): “… ma se sono riusciti a fare una cosa come “quella”, che potenzialità ulteriore possono avere…”.

                Comunque nel frattempo ho rivisto i film:
                - World Trade Center di Oliver Stone
                - United 93
                - Code Name: Geronimo
                - ZERO DARK THIRTY di K. Bigelow
                Questi ultimi due trattano, con qualità abissalmente diversa, l’operazione dei Navy Seals che portò all’uccisione di Osama Bin Laden.
                L’unico che consiglierei, per le grandi polemiche che suscitò ma anche perchè, nel suo genere, è un film quasi “perfetto” (e discutibile) è ZERO DARK THIRTY di Katherine Bigelow.

                1. Gatón scrive:

                  Non è mai successo.
                  È stata la CIA con la collaborazione del mossad.
                  Nessuno è mai stato sulla luna.
                  Gli aerei spruzzano sulla Terra sostanze nocive.
                  I vaccini servono a far morire la gente.
                  Il virus non esiste…
                  Sai quanti ne conosco, persone che sembrano normalmente intelligenti.

                  • vir noctis scrive:

                    Quindi gatòn tu sei un negazionista e credi alle cose che hai scritto?
                    Lo sapevo, lo sapevo, ecco la prova!
                    Sei stato catturato dal raggio traente, chiamato Silver Radius, di un’astronave aliena Siriana, di Sirio non della Siria, e i Siriani hanno fatto esperimenti orrendi sulla tua mente e ti hanno ridotto così.
                    Da quanto sei uscito dal baccello replicante?
                    E che fine ha fatto il vero Gatòn?
                    Tempi orrendi questi.
                    Io torno giù nella mia Atlantide, nella fossa delle Marianne.
                    Ma come avrà fatto il Sig. Dominus Gazzo a scoprirne l’esistenza, dal momento che noi la custodiamo gelosamente con l’aiuto degli Alfa Centurioni?

                  • paperinik scrive:

                    …. anche a me non mancano…scie chimiche comprese. Secondo me sono dei break indotti con infibulamento quasi settario. Ed è vero che spesso in superficie, non lo diresti mai.

                  1. Begbie scrive:

                    19 anni fa ero a Luxor, Egitto. La mia fidanzata (moglie l’anno successivo, e tuttora) ed io siamo saliti sul pullman che ci avrebbe riportato a Hurghada e ricordo che la tv era sintonizzata su un canale news locale, con il video della CNN e l’audio in lingua araba. Sulle prime la sensazione era un misto di incredulità ed effetti speciali hollywoodiani. Al momento della partenza il canale news è stato spento ed è partito il film “Il Gladiatore”. Durante le quattro ore di tragitto verso il Mar Rosso iniziarono ad arrivare i primi SMS dall’Italia, i toni dei quali erano apocalittici. A metà viaggio la guida locale ha preso il microfono e ha detto: “forse avete capito che c’è stato un grave attentato a New York e sembra ci siano migliaia di vittime. Questa è la giusta punizione per chi negli anni ha fornito armi ad Israele, contro i palestinesi”. Tutto il pullman ha insultato pesantemente la guida, la quale, temendo per la sua mancia, un’ora dopo ha tentato una patetica quanto insufficiente ritrattazione.
                    Una volta rientrati in hotel, non dimenticherò mai il personale (camerieri e staff vario) che si dava il cinque per la gioia. Abbiamo passato le successive serate in camera davanti alla televisione, ovviamente impauriti al pensiero di dover volare da lì a Verona nel weekend successivo. Abbiamo capito immediatamente che quella data sarebbe stata uno spartiacque storico, una data da “prima e dopo”. Possiamo dire di aver vissuto quel momento in un modo tanto inusuale quanto spaventoso.

                    • Gazza scrive:

                      Hei AleBeg, mai cose “normali” per noi.
                      Mi è accaduta una cosa simile un paio d’anni fa.
                      Sono dalle parti di Nairobi e il nostro tassista di fiducia è occupato e siamo obbligati a prenderne uno sconosciuto (a Nairobi è sempre un terno al lotto trovarne uno affidabile).
                      Abbiamo fretta e prendiamo il primo libero.
                      Ovviamente non hanno il tassametro quindi si contratta.
                      La vettura sembra in buono stato, il prezzo è “over” ma alla fine lo prendo.
                      Dovevamo fare una ventina di kilometri, forse più.
                      Dopo 4/5 kilometri mi accorgo che sul cruscotto ha la foto del Califfo Nero (Abu Bakr al Baghdadi) di Daesh (ISIS) con la solita scritta (accettabile) di Allah u Akbar, ma il “Califfo” no, proprio no.
                      Vedo un ristorante, gli dico di fermarsi, con grande stupore di Nancy che inopinatamente, ma comprensibilmente, comincia a chiedermi perchè.
                      Ed io che balle non gliene racconto le dico che non viaggio sulla macchina di un seguace del “Califfo” e mi tocca ripetere il termine più volte in italiano perchè, per educazione, a differenza del passato dove sbagliavo, io non le do ordini ma spiego…
                      Ma foneticamente il termine califfo assomiglia all’arabo “khalifa”.
                      Nancy non conosceva Daesh ma l’autista “mangia la foglia” e le dice in swahili che “l’auto non è sua”.
                      Io le dico che non mi interessa e trovo una soluzione “costosa” per evitar rogne.
                      “Sir, i think that here MONEY TALK…” e gli pago l’intera corsa pattuita.
                      Un “principio” che ti viene a costare 35 Euro rischia di non essere neanche un “principio”.
                      Ma io mi son sentito meglio.

                    1. maurizio scrive:

                      Ero in un centro commerciale e vidi le immagini su una tv appesa al muro. Pensavo fosse un film poi la triste realtà.

                      1. paperinik scrive:

                        …. lavoravo come esterno per quelli dei “telefoni”. Il capozza del reparto chiamò tra i tanti, anche quelli del mio ufficio in una saletta riunioni davanti alla TV collegata per gli aggiornamenti. Praticamente non si è parlato di altro per diversi giorni.

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