27
dic 2020
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Par tirar tardi

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EVOLUZIONI

Dialogo immaginario (?!?) tra il Do Minus e il Gazza.

D.: … sto pensando di darmi alla politica…

G.: Perchè?

D.: non riesco a comprendere bene il confine tra lecito ed illecito…

G.: e a cosa ti serve la politica?

D.: in politica l’illecito non esiste… specie nello sparar cazzate…

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7 risposte a “EVOLUZIONI”

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  1. do minus gazza scrive:

    Ogni riferimento a certi dementi di facebook è puramente VOLUTO.

    1. Chivers scrive:

      oh Maremma!!!!!
      Sbaglio o percepisco un tentativo di spallata a Leopardi, Giacomo Leopardi… uno di quei tentativi che attraversano il surreale passando dalla realtà, per arrivare all’attualità…

      ………
      ………
      ………
      P. Oh che vita vorreste voi dunque?
      V. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
      P. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
      V. Appunto.
      P. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
      V. Speriamo.
      P. Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete. Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
      P. Ecco trenta soldi.
      V. Grazie, illustrissimo: a rivederla.
      ………..

      https://www.youtube.com/watch?v=k8FYI-RHX4s

      1. noire scrive:

        Caro Gazza, bel topic!
        Ma non c’è solo facebook a “spararle” da incoscienti.

        PRIMA O POI LE ELEZIONI SI TERRANNO ED E’ PROBABILE CHE LA DESTRA LE VINCA.
        Salvini e Meloni si rendono conto che con la loro martellante propaganda antieuropea, con la Germania dipinta come l’affamatrice d’Italia, essi rischiano di preparare un pessimo futuro al loro governo e al Paese?

        Ascoltare i leader nei momenti solenni aiuta a comprendere quali siano le parole d’ordine di cui si servono per dialogare con i propri seguaci. Ho ascoltato il discorso che ha pronunciato alla Camera Giorgia Meloni il 9 dicembre. Si è trattato di una durissima requisitoria antieuropea e antitedesca. L’Europa è stata dipinta da Meloni come una entità dedita allo strozzinaggio e ai ricatti nei confronti dell’Italia. Il suo unico scopo, sembra di capire, sarebbe quello di rovinarci economicamente per fare un favore alla Germania e alle sue banche. L’Europa di cui parla Meloni è in mano (parole sue) a «nemici dell’Italia» i quali non sono disposti a sborsare soldi senza in cambio garanzie sul loro impiego. Eppure, proprio a proposito di garanzie, è stata la stessa Meloni in altra occasione, a ricordare — e su questo ha ragione da vendere — che la politica dei bonus del governo Conte, la distribuzione a pioggia di denaro pubblico, non è di certo un bel vedere per gli altri europei. Nel discorso qui citato ella ha agitato lo spettro di una soluzione «alla greca» con tanto di ristrutturazione del nostro debito, patrimoniale, tagli degli stipendi e quant’altro, il tutto imposto dalla Germania. Ha paragonato l’Italia a una colonia e ha sostanzialmente invitato a una sorta di lotta (pacifica ma pur sempre lotta) di liberazione nazionale, contro l’Europa, e per la «libertà». Contro (testuale) il «dominio straniero». Neanche parlasse dall’Algeria francese. Meloni è persona intelligente, certamente sa di avere esagerato.

        Ciò che ho capito io è che Giorgia Meloni pensa che il suo «popolo», i suoi elettori, siano mobilitabili soprattutto mediante parole d’ordine nazionaliste del tipo «liberiamo l’Italia dalle catene imposteci dall’Europa», dal dominio straniero per l’appunto. Sarà anche così, sarà questo ciò che i suoi elettori vogliono sentire, sarà per questo che è premiata dai sondaggi. Ma poniamo che vinca le elezioni e che vada al governo. Date queste premesse come farà a governare? Come farà a stabilire alleanze con coloro che più contano in Europa? Come farà a non ritrovarsi in mano (e noi tutti con lei) un pugno di mosche?

        Quello che vale per Meloni vale anche per Salvini, naturalmente. Ma c’è una differenza. La Lega ha uno storico insediamento in alcune aree produttive del Paese, aree che non possono certo permettersi un rovinoso scontro con l’Europa. Soprattutto se, come è probabile data la concorrenza di Fratelli d’Italia, Salvini non sfonderà elettoralmente al Centro e al Sud, il suo tradizionale insediamento potrebbe ricominciare a condizionarlo. Fratelli d’Italia non soggiace agli stessi vincoli.

        Checché ne pensino i sovranisti, l’Europa è il nostro destino. Ma è anche vero che in Europa c’è in effetti chi conta di più e chi di meno. La differenza la fa il buon governo. Governate bene l’Italia e sarete in Europa partner rispettati e influenti.
        26/12/2020

        Non è l’articolo di un filo-governativo, anzi.
        E’ un conservatore intelligente.
        Angelo Panebianco sul Corriere della Sera….

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