25
feb 2021
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Par tirar tardi

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SENZA TITOLI

 

In dodici anni di vita di questo piccolo spazio di chiacchere, più o meno interessanti, è la prima volta che per un mese non sono riuscito a proporre un argomento.

Tralasciando le motivazioni strettamente personali, quelle vicine e quelle lontane, credo che molto sia dovuto dal peso di un’immersione costante  nella lettura dei quotidiani e dall’esigenza di approfondimenti storici di taluni eventi che erroneamente credevo di padroneggiare, specie nelle loro radici sociali e politiche.

Quindi ho ripreso in mano vecchi testi, ho visto o ri-visto molti film, documentari storici e biografici, ascoltato molta musica, seguendo prevalentemente due filoni: razzismo e antisemitismo.

Capita di credersi preparato perchè sai di aver affrontato quelle tematiche molte volte, ma ti accorgi che non sono state sufficienti  e quel PERCHE’, PERCHE’, rimane un convitato di pietra.

Inevitabilmente, pur restando in quelle tematiche, ti assale un desiderio di “leggerezza”, una sorta di “time out” restando in piedi, sintetizzando il tutto in alcune parole: SOUL, SHALOM.

Sul Soul a me, non a voi giustamente, bastano alcuni nomi: Sam Cooke, Otis Redding, Aretha Franklin, Marvin Gaye.

E il Blues?

Tutto, compreso quello dei bianchi che hanno reso il loro devoto omaggio.

E il Rap?

Chi ha frequentato il Popolo dei Neri sa che il Rap viene sentito prevalentemente come “cosa loro”, una sorta di linguaggio musicale dedicato, poi se anche i bianchi e i “wazungu” comprano i cd, vale la regola del “pecunia non olet” e perchè mai dovrebbe il contrario.

Ma come, ridurre un problema come il razzismo scrivendo della loro musica?!

Certamente, e con un po’ di cervello superiore alla briciola si può comprendere che può bastare anche meno.

Sull’antisemitismo l’orrore e lo sconcerto sono stati pesanti, al limite dell’insopportabile, perchè nelle menti e negli uomini liberi da pregiudizi di sorta non ci può essere una metabolizzazione di quell’orrore culturale e materiale.

Mai.

Data la vastità del tema, mi sono soffermato su un particolare, apparentemente marginale, di quello tedesco.

Dolente è stata la sorpresa di scoprire che i germi di quell’ immane “epidemia”, pianificata dall’avvento di Hitler e del nazismo, avevano già avuto almeno un paio di precedenti significativi.

Uno nel 1923 a Monaco con l’istituzione di una cattedra universitaria di IGIENE RAZZIALE (?!), il secondo nel 1927 con la creazione dell’ISTITUTO BERLINESE di ANTROPOLOGIA, istituzione apparentemente “neutra” se non fosse che da quella università uscirono alcuni dei “programmatori” del genocidio ebraico e non solo quello.

In quell’Istituto si formò anche Josef Mengele, “l’angelo della morte”, l’uomo dei più orrendi esperimenti sugli ebrei internati.

E fu lì, a Berlino, ben prima dell’avvento di Hitler, che i pregiudizi antisemiti si ammantarono di “scientificità”.

Ma dal 1918 al 1933, in Germania, ci fu l’ultimo tentativo (confuso) di un governo liberal-democratico tedesco noto come “Repubblica di Weimar”.

Quindi, non essendo uno storico, ma osservando le date, posso solo dedurre che l’antisemitismo tedesco provenisse già dal secolo precedente.

Tuttavia, anche in questo caso, mi sono affidato ad un elemento “leggero”.

Qualcuno sa darmi una spiegazione sul fatto della presenza di innumerevoli grandi personaggi ebrei o di origine ebraica in TUTTE le “Sette Arti”, più l’ottava inserendovi il Cinema?

Come può un popolo, vessato, perseguitato, considerato “impuro”, produrre Artisti e Scienziati tra i più grandi della Storia Moderna e di quella Contemporanea?

Per quanto mi riguarda qualche risposta, probabilmente sgradita a molti, ce l’avrei, ma la tengo per me.

Nel prosieguo di questo Topic mi limiterò ad onorare il “Black People” e quello “Jewish” con qualche esempio e chi lo vorrà potrà fare altrettanto.

Cordialità.

 

 

 

 

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25 risposte a “SENZA TITOLI”

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  1. paperinik scrive:

    https://youtu.be/QVkIkqRlwLI

    Qui c’è più o meno tutto, probabilmente anche a medaglia ribaltata…
    .. c’è da dire Gazza, che con i tuoi ospiti, ascoltate musica un po’ leggerina..non dico malvagia o melensa, ma da mondo cotonato un po’ si… Saluti.

    1. History scrive:

      Gazza, hai visto mai che già nel 1970 un canadese sapesse che c’era stata, e era in corso, una Black People History?
      https://www.youtube.com/watch?v=m5FCcDEA6mY
      Ciao

      1. Gatón scrive:

        Ma esonerare Grosso è sionismo ?

        • contrario scrive:

          Preferisco ricordare l’esonero del “razzista” Mandorlini.

          • do minus gazza scrive:

            Che Mandorlini possedesse senso ed intelligenza civici l’ho sempre dubitato fortemente.
            Credo che l’apellativo di razzista non vada usato con leggerezza e disinvoltura per non ridurne il forte significato universale.
            Quindi ritengo che Mandorlini fosse più un “!fanfa” che un razzista.

          1. ingegno scrive:

            Credo che ridurre l’antisemitismo, mi limito a quello che appartiene alla STORIA CONTEMPORANEA, ad elemento residuale, cronachistico o, peggio, a elemento folcloristico, faccia sinceramente pena, una vera QAnnonata.
            Fortunatamente ci è stata risparmiata una dissertazione, per “mancanza di storia!”, su ciò che riguarda il razzismo nei confronti del “Black People”, che appartiene comunque alla STORIA CONTEMPORANEA mondiale, partendo dalla Guerra Civile americana, passando dal colonialismo, arrivando a ieri.

              1. do minus gazza scrive:

                Ho cercato fra i miei testi universitari e, in modo selettivo su Internet, dove mai si troverebbe un’evidenza “scientifica” sulle differenze razziali.
                Non ne ho trovata UNA.
                Ricordo invece con nitidezza un’impagabile lezione del Prof. Carlo-Tullio Altan che, prima di iniziare la sua lezione di Antropologia Culturale disse (riassumo): “… rimuovendo un micron di pelle da qualsiasi specie umana, NESSUNO sarà in grado di definire la “razza” di quell’individuo, nè biologica nè genetica, quindi le differenze ETNICHE vanno ricercate “altrove”, in particolare in quell’insieme di fattori, spesso arbitrari, che vanno sotto il termine di CULTURA…”.

                Non si fanno “paralleli” tra l’antisemitismo, il genocidio, lo schiavismo e la “segregazione razziale”, hanno storie e origini assolutamente diverse e QUI non c’è stata nessuna pretesa da parte mia di trovare assurde convergenze.
                Certo fanno un po’pensare (male) alcuni tentativi di “sfumare”, datare come “superati”, indicarli come “perdita di tempo di intelletualoidi rivolti al passato”, i molti fatti dell’attualità corrente che si richiamano chiaramente a quelle aberrazioni storicamente dimostrate.
                Mi sono apparsi degli alibi, abilmente camuffati, ma di poco decoro.

                • Alibi scrive:

                  Sarà che come ingegnere i miei professori universitari parlavano di formule e di teoremi dimostrati, non di storie e teorie di pensiero, e mi mancano molti libri, mi sono fermato alle superiori, a quelli più celebri tipo, chessò Darwin, ma magari ricordo male.. ma va bene, mi fido. Probabilmente l’unica differenza etnica si evidenzia nella lunghezza del membro. Almeno quella me la appoggi?? O è un caso che le prime 15 nazioni per dimensione siano nazioni di pelle scura, e le ultime 20 siano del sudest asiatico? O forse in Liberia hanno qualche segreto culturale che in Tailandia non hanno, può essere. Non pretendo di insegnare nulla a nessuno, chi ha le proprie convinzioni se le tenga, che devo dire..

                  Sulla seconda: L’antisemitismo non ha senso oggi. Volete tenerlo vivo? Fate pure, la realtà dimostra il contrario. Neonazifascisti che scimmiottano una certa storia (distorta più per il gusto di essere ribelli che per condivisione delle idee) sono una minoranza che tende allo zerovirgola e che ha conseguenze sulla realtà molto remote. Nel 2019, sono 252 (fonte Repubblica, no Libero) gli episodi DENUNCIATI, molti dei quali sotto la chiave LINGUAGGIO D’ODIO. Per di più denunce contro ignoti per svastiche sui muri o su qualche tomba durante appunto giorni come il 29/01, o qualche esposizione irritante come quelle mielense e ripiene di aberrante retorica della Segre, manifestazioni senza le quali probabilmente nemmeno i neonazisti si ricorderebbero di “essere”( o mostrarsi?) Antisemiti. Gad Lerner che si becca gli insulti a Pontida o scrivere sotto la foto della stessa Segre che dopo 750mila euro pubblici si presenta per la prima volta in senato a votare sotto telecamere la fiducia a conte non è antisemitismo pericoloso per la democrazia. Se vado sul palco di giggidalessio con indosso la sciarpa gialloblù mi becco ben di peggio; c’è, va detto, dell’antisemitismo molto sbiadito nel complottismo contro le varie ipotetiche grandi famiglie manipolatrici, ma poi anche lì ad esempio Gates non mi risulta essere un cognome ebraico, eppure è il capo di tutto..( tra l’altro ha avuto un ottimo intuito chi ha coniato il termine “negazionista” del covid, indubbiamente di forte impatto oltre che per facilitare le “chiusure democratiche”, anche e soprattutto perché collega antisemitismo e accuse ai vari Rotschild o Soros, ma questa è tutta un’altra storia)
                  Ma penso che il 99% della popolazione non riconosca un ebreo da un non-ebreo se non è lo stesso che si proclama tale a favor di telecamera e la totalità dei discendenti degli ebrei italiani (finché non provoca alla GadLerner) non ha alcun problema a vivere e lavorare in Italia, anzi. Mi ripeto. Al giorno d’oggi dire che l’ebreo per l’opinione pubblica è in qualche modo ritenuto diverso da un non-ebreo è un anacronismo, buono solo per i giochetti scacchistici di una politica che ha capito che tira di più accusare l’altra fazione che proporre. La statistica del paese reale dice che rischi di più ad essere un alpinista che un ebreo, ma l’alpinista non è facile stabilire di che fazione politica sia.

                  Son ben contento che un’opinione faccia pensare. “Male” è un giudizio soggettivo, il liceo mi ha lasciato forse meno cultura di qualche illustre letterato, ma mi ha colpito leggere che l’inferno è nell’altro. Certo, se però è ritenuta indecorosa tolgo il disturbo. forse è vero, non ho teso il braccio al filo rosso che tesse le trame principali, ma non mi pare di esser stato sgarbato o offensivo

                  • Gazza scrive:

                    Egregio ingegnere, per quanto riguarda le sue disquisizioni peniche, mi dispiace ma io non le “APPOGGIO”(?!) proprio nulla, ci mancherebbe, e mi dispiace se ciò la deluderà.
                    Pazienti anche se mi rimane oscuro il contesto nel quale lei cita Darwin a “confutazione” di quanto ho scritto nel mio post, privo di algoritmi e formule.
                    Lei “sgarbato e offensivo”?
                    Dove e chi l’avrebbe in tal senso apostrofata?
                    Saluti.

                  1. Begbie scrive:

                    Bel topic, Nino. Ci sono spunti, almeno per me, molto interessanti e domande che anch’io mi sono posto più volte. Mi concentro sulla parte relativa agli Ebrei, perché storicamente mi ha sempre affascinato di più. Tralascerò l’altra parte, quella sui neri, perché è tuttora in evoluzione e alcuni sviluppi sono attualmente in corso. In due parole, non ci sono le basi storiche per parlarne.
                    Dicevo degli Ebrei. Partirei da un dato significativo. A fronte di una numerosità intorno allo 0,2% della popolazione mondiale, ci troviamo di fronte a circa il 20% dei premi Nobel attribuiti dall’inizio, cioè dal 1901. Viene automatico cercare di capirne il motivo. Detto che Gaton ha ragione nella sua motivazione, ho cercato di scavare di piu e ho trovato la storia di un certo Mosè Maimonide, il più grande filosofo e rabbino del Medioevo. Questi dava delle “direttive” sullo studio, affermando che è DOVERE di ogni Ebreo studiare fino all’ultimo dei propri giorni. Si spinse addirittura a ripartire cosa e quanto studiare, per un terzo la Torà scritta, per un terzo quella orale, cioè il Talmud, per un terzo i commenti e gli approfondimenti concettuali. Mi viene da dire che la religione ebraica è l’unica che prescrive lo studio continuo come attività del fedele, anche perché altre religioni invece cercano (magari non esplicitamente) di mantenere i propri fedeli in una certa ignoranza.
                    Al numero citato sopra se ne lega un altro: nell’anno 1900, in Germania, gli studenti ebrei che conseguivano la maturità erano otto volte di piú dei loro compagni cristiani. E cento anni prima, il gap era ancora maggiore. Quello che i Tedeschi cristiani vedevano come un segno di ribellione – lo studio – per gli Ebrei era uno strumento di crescita personale e sociale e la cosa creava invidie e gelosie tra i Tedeschi cristiani. In quel momento storico i Tedeschi non erano disposti ad assumersi i rischi dell’iniziativa economica personale, cosa che veniva invece naturale agli Ebrei, anche grazie allo studio e all’ambiente familiare. Semplificando, tutto nacque dall’invidia per chi riusciva ad avere successo e conseguentemente controllare l’economia. Per i Tedeschi, passami il paragone, eliminare gli Ebrei aveva lo stesso senso di eliminare Juve, Milan, Inter, etc per far sì che lo scudetto diventi un affare tra Bologna, Doria, Hellas e Sassuolo.

                    • do minus gazza scrive:

                      Caro Beg, credo che per le statistiche ci siamo riferiti a fonti simili.
                      Per quanto riguarda il “parallelo” calcistico mi vien da osservare che i tedeschi usarono un modo sporco e osceno per “competere per lo scudetto”.
                      E non ricorsero al “sorteggio arbitrale” per competere con gli Ebrei.
                      Inoltre oservo che la difficoltà, non insormontabile, per trovare la docuntazione storica per la criminale vessazione del “black people” è dovuta anche al fatto che essa è scritta sulla loro pelle.
                      Lettura difficile.
                      Ciao Beg.

                      • Alibi scrive:

                        Trovare documentazione sulla “storia nera” è pressoché impossibile perché non esiste una “storia nera”. Parlarne ha la stessa valenza dell’oroscopo, ovvero ci butto giù qualcosa di generico e la ricostruzione secondo un filo logico comune è un esercizio di chi rilegge, il più delle volte accorpando storie e persone che condividono un colore.. un po’ come dire che Garibaldi lottava per ideali comunisti perché vestiva di rosso. Alpiù, si tratta di storia recente, nata nella seconda metà del 900 quando non contemporanea, paragonarla alla storia del popolo ebraico che pone le radici nell’antichità, e il novecento non è che una tappa di un percorso di migliaia di anni. Basti pensare ai cognomi afroamericani: diviso dalla famiglia e consegnato ad un bianco, da cui riceve anche il cognome, che memoria storica vuoi che passi, se questa non è condivisa in una comunità attiva?? A differenza dell’ebreo, che in buona parte dei casi ha presentato nel corso della Storia una propria identità comunitaria culturale ben definita, “ghettizzata”.
                        Che poi, anche qua, disquisizioni sull’antisemitismo oggi è come parlare di Pelé e Maradona e chiedersi se sono meglio di Messi o Ronaldo, questioni del passato che portare ai giorni nostri (ma anche agli anni 80, figuriamoci negli anni ’20 del millennio attuale) è solo retorica di intellettuali proiettati al passato che hanno perso da tempo il contatto con la realtà (quando non la si usa per un pretesto politico. Perché una certa fazione urla Free Palestina 364 giorni l’anno e rispetta Israele il 27 gennaio o quando si ricorre all’immagine del nazista o del fascista cattivo.. ma anche l’altra parte non è da meno, che ha creato il 10 febbraio solo per avere anche loro morti da strumentalizzare, e per cui il cattivo è il comunista, l’ebreo o il negro)

                        Non mi esprimo sui perché, ne sono poco preparato, però mi sento di fare delle considerazioni:

                        1. Com’è possibile che da sempre la Scienza si è esposta a favore di una netta distinzione tra “razze”, e da un certo periodo storico in poi questa disparità è impossibile da trovare negli scritti scientifici? C’è qualche evidenza scientifica che mi sfugge??
                        Non sia mai che la dignità di esseri umani differisca per il colore della pelle, ma mi sembra quantomeno bizzarro che si arrivi a negarne differenze biologiche ed anatomiche.. qualcosa non mi torna sulle date perlomeno: sul “come funzioni” il corpo umano può ancora espandersi molto la ricerca, ma il “come è composto” penso sia assodato da secoli, eppure solo da decenni a questa parte si negano differenze che fino a ieri erano considerate scienza

                        2. Mi convince molto la tesi di una religione che punta alla realizzazione personale attraverso lo studio della Torah, basti pensare che per diventare uomo devono saper leggere, mentre nella cultura cristiana fino alla scuola dell’obbligo finanche i paternoster erano solo imparati a memoria. meno quella che le altre religioni cerchino di lasciare i propri adepti nell’ignoranza e anzi, ritengo che specialmente per l’intellettuale cattolico sia sempre stato incoraggiato il cercare Dio e la Conoscenza anche nel profano, mentre dall’altra parte chi segue pedissequamente le regole ebraiche può leggere solo di una certa fonte, che per quanto sia un universo di cultura e sapienza, è pur sempre una fonte unica.

                        3. Non è che forse, ma dico forse, c’entri anche solo qualcosina una certa pratica nota con il nome di “usura” per aiutare a comprende come mai da sempre esista un certo disprezzo verso il popolo ebraico? Quando si affronta l’argomento, se si cerca la verità guardandola da un lato, esce sempre questa cosa; guardandola dall’altro, come in questo caso, non la si cita invece.
                        Sappiamo perfettamente, noi calciofili, quanto siano stati forti Platini, Zidane, DelPiero, e quasi tutti i loro giocatori, ma sarebbe perlomeno parziale cercare di spiegare come mai la juve è stata ed è così dominante e allo stesso tempo così odiata nel calcio italiano, senza nominare Moggi e certe sviste arbitrali

                        • Begbie scrive:

                          Rispondo solo sull’ultimo punto. L’usura è una colpa? Direi di sì. Il problema è che in alcune realtà era più o meno l’unica attività consentita agli Ebrei, cui moltissime professioni erano precluse.

                          Al Gazza: certamente l’eliminazione delle “squadre più forti” (usando il mio parallelo calcistico) è stata ottenuta in modo brutale, tragico ed imperdonabile. Ma quest’ultima è una deriva dell’ultimo lustro di conflitto, diciamo dal 1935 alla Endlösung decisa sul Wannsee. Fino al 1935 non si era mai giunti alle aberrazioni dei Lager. Ci sono stati decenni di ostracismi, antipatie, invidie, ma solo con la degenerazione nazista l’escalation ha raggiunto i livelli purtroppo noti.

                          Infine: il tuo vissuto ti dà titoli impareggiabili per la parte africana della questione nera. Non mi sognerei mai di discuterne con te e con l’esperienza che puoi vantare. Sulla parte statunitense, semplicemente, è troppo presto per trarne conclusioni.

                        • Alibi scrive:

                          PS. Per “neri” intendo afroamericani, in questo contesto, e per “storia nera” intendo quella che certi movimenti come BLM vogliono riscrivere, ad esempio tacciando Churchill di razzismo. Non mi sento di addentrarmi nella cultura africana di cui non ne so assolutamente nulla e dal quale ne sono sempre stato fuori, a differenza di quella a stelle e strisce, che volente o nolente quella fa parte ormai del nostro bagaglio culturale, anche e soprattutto grazie ai riferimenti pop della TV, e per cui è più facile e -per me- interessante raggiungere informazioni

                    1. Gatón scrive:

                      Semplicemente perché in una società prevalentemente contadina, mediamente avevano un livello socio-economico. superiore.
                      Questo, oltre che a generare quell’ invidia che abilmente manipolata si è poi evoluta in persecuzione, ha influito positivamente sul loro livello culturale.
                      Difficile vedere un bracciante analfabeta scrivere poesie o dedicarsi ad arte diversa dal procurarsi il pane quotidiano.

                      1. lettore scrive:

                        Caro Gazzini, come non apprezzare quanto da te scritto.
                        Credo che il topic, pur contenendo elementi frutto anche di di una tradizionale “ironica provocazione”, non avrà il consueto successo.
                        La gente, o la “ggente” come l’hai definita in un topic passato, non ha voglia in questo momento di occupersi di cose serie diverse dalla pandemia, dai vaccini e dalla crisi economica.
                        Nemmeno la scelta del terreno della “leggerezza”, fatto di musica, film , storia della negritudine e dell’antisemitismo attireranno la partecipazione dei lettori.
                        Peccato ma io sarò sempre qui.
                        Con stima, cordiali saluti.

                        ps
                        Peraltro io di musica soul e di cinema collegato ai temi che hai proposto so poco o nulla.
                        Colpa mia ovviamente.

                        • Gazza scrive:

                          Confesso, ed è un sicuro limite mio, di non aver capito bene la sintesi del tuo post.
                          Covid?
                          Parlarne anche qui ti sembra necessario?
                          Come capitan Fanfulla che dopo il “Ci han rubato il Natale… adesso rubano anche la Pasqua”!?
                          Come il presidente Fontana che dopo non aver mai citato UNA volta qualcuno che gli ha tappato le cappelle che ha fatto, ha subito citato onorevolmente un ministro della Lega?
                          O come il presidente De Luca che sempre più spesso appare come uno fuori di testa?
                          E comunque l’abbiamo già fatto.
                          Anche del razzismo e dell’antisemitismo ne abbiamo già parlato (anche se NON è mai abbastanza).
                          Il mio tentativo è di ri-farlo partendo dalle qualità artistiche dei vessati.
                          Non si hanno competenze per farlo?
                          Dai, non scherziamo.
                          Basta qualche semplice tastierata su internet e youtube, farsi qualche idea, individuare un gradimento e proporlo.
                          La musica e il cinema non sono piaceri praticati?
                          Nessun problema, onora i vessati con altre loro eccellenze in altri campi.
                          Oppure il problema sta lì?
                          I “deicidi” e i “mangiacotone” non ne son reputati degni?
                          Saluti.

                        1. Cesare Settore Superiore scrive:

                          Credo siano parecchi gli aficionados di questo spazio socio-culturale. E secondo me sanno molto bene che a volte ci si astiene dal commentare, anche per parecchi giorni, per svariate ragioni.
                          Magari per mancanza di tempo o di voglia o forse a causa dell’argomento ostico o poco popolare del topic.  A volte il tema viene giudicado poco interessante, altre volte invece pur essendo assai stimolante ahime’ risulta gia’ abbondantemente trattato da altri ultenti. Certi argomenti non convincono, oppure ci si sente poco competenti in materia per dibattere cose di cui si ha poca dimestichezza.
                          Pretendere che il blog master (o paron de casa, come se dise a Verona) proponga sempre e solo topic facili, interessanti ed alla portata di tutti mi sembra leggermente presuntuoso.
                          Io, piuttosto di rischiare una figuraccia in quanto poco competente in materia, personalmente preferisco leggere, osservare, elucubrare.
                          Mi faccio una certa idea anche se non sempre commento. E poi me la tengo per me.
                          Credo sia cosi’ per tanti altri aficionados.
                          Inoltre io non manifesterei mai la mia incompetenza in materia per poi prevedere la scarsa partecipazione da parte di altri utenti all’argomento del topic. Detto in altre parole, non ne so un accidente di queste cose, e di sicuro tanti altri sono ignoranti come me, per cui ci sara’ scarsa partecipazione.
                          E che dire invece della sviolinata (anzi no, la ruffianata) con cui si cerca di ingraziarsi el paron de casa? Peccato, io saro’ sempre qui…
                          Chissa’, magari grazie a questi elevatissimi concetti il paron de casa decidera’ di premiare la presunta fedelta’ degli oracoli sempre qui.
                          Io invece partecipo poco, per varie ragioni, molte delle quali sono sopra esposte.
                          Ma non riesco proprio a far finta di niente quando mi trovo di fronte ai preti predicatori, agli sbirri, ai polacchi, ai ruffiani e agli idioti travestiti da sapientoni.
                          Scusa Nino, ma te lo se ben come son fatto. Quando la ghe vol, la ghe vol.

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