28
mar 2021
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Par tirar tardi

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Quando e perchè “NGU o ACR” piansero la prima volta?

La possibilità che i primitivi comunicassero con una qualsiasi forma di “linguaggio” verbale-gutturale è una delle ossessioni – assai controverse – dei paleoantropologi.

Pare che la chiave di tutto (?) stia in un piccolo ossicino, situato sotto la lingua, chiamato IOIDE.

Senza quello non è possibile un’articolazione per una qualsiasi forma di emissioni fonetiche diverse dalle emissioni gutturali.

Tuttavia, tra le migliaia di reperti fossili, di IOIDE ne è stato trovato UNO SOLO, appartenente ai Neanderthaliani, estinti tra i 30/40 mila anni fa dopo circa 300 mila anni dalla sua “comparsa”.

E l’Uomo Habilis?

E l’Uomo Sapiens?

Credo che sia necessario avvertire che tra le due specie può intercorrere una milionata (!) d’anni.

Sì, la paleoantropologia si misura a centinaia di migliaia o a milionate di anni.

Capirai…

“NGU e ACR”, evidenti nomi di fantasia, sono articolabili senza muovere la lingua, più il primo che il secondo.

Ma non voglio correre il rischio di perdermi, anche se si tratta di una materia di cui ho una modesta ma sufficiente cognizione di causa.

Quindi torno al titolo del Topic per cui ho da anni una curiosità molto vicina all’ossessione (…).

Il “triangolo” psichico “cognizione, emozione, pianto”, chiaramente semplificato, DEVE essere avvenuto una prima volta.

Il quando e perchè appartiene alle supposizioni irrisolte, ma sicuramente (?) non fu per un dolore fisico.

L’apparato lacrimale, credo, appartenga a tutto il mondo animale terrestre, tuttavia ho nozione che l’unico animale che “piange”, in situazioni di stress sia l’elefante, animale la cui prima apparizione è datata a una milionata d’anni fa.

Bene, ma l’HOMO?

Per varie ragioni, che ho pure studiato, l’Homo non pianse la prima volta per “amore” tra maschio e femmina.

L’accoppiamento, almeno alle origini, era “libero” e casuale, esclusivamente (?) per funzione riproduttiva.

Ora, scusandomi profondamente per una teoria che piace a me, voglio pensare che la prima lacrima primitiva avvenne per la COGNIZIONE di una perdita “definitiva”, l’EMOZIONE conseguente portò ad uno stress che sollecitò l’apparato lacrimale in un modo inusuale, incontrollato, e gli occhi produssero una LACRIMA.

Ora pensate a quanti romanzi, poesie, film e canzoni (chiave per participare al Topic-n.d.g.) hanno reso “onorevole” quella funzione, quindi “amare” le proprie lacrime ci ha reso ciò che siamo.

Su ciò che saremo non ha per me tanta importanza.

 

NOTA 1

Credo che Eva non abbia offerto una mela ad Adamo, un frutto non così dolce se equiparato ad un “ficus”.

Per la loro libertà di scelta, non credo impulsiva,  dovettero andarsene, contriti e piangenti, dal Paradiso Celeste.

Tuttavia – suppongo – trovarono altre consolazioni in mezzo alle tribolazioni..

NOTA 2

Forse l’affermazione su ciò che saremo, priva di personale interesse, può apparire perentopria e presuntuosa.

Infatti non è del tutto vera.

Nella paleoantropologia una delle più importanti  ricerche per capire l’evoluzione avviene sulle “evacuazioni” corporali fossili, dette “coproliti”, purtroppo rare.

Per ciò che concerne il futuro farò solo due rilievi:

a) sulla Luna ci sono circa cinquanta sacchetti contenenti le evacuazioni degli astronauti. Uno dei progetti del prossimo allunaggio sarà riportarle sulla terra per verificarne le mutazioni batterico-virali avvenute in assenza di gravità dopo mezzo secolo;

b) uno dei problemi più seri per l’insediamento umano su Marte sarà ancora connesso coi problemi dello smaltimento dei rifiuti umani, molto carichi batteriologicamente.

Vero è che non siamo pipistrelli, dove le mutazioni batteriche e virali delle loro deiezioni preoccupano non poco.

Però non è ancora tempo per piangere, visto che oggi c’è “altro”.

 

 

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20 risposte a “Quando e perchè “NGU o ACR” piansero la prima volta?”

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  1. lnoi scrive:

    UN PIANTO ATTUALE

    Caro Gazzini, il comportamento del turco Erdogan è una delle cose più infami viste di recente, senza spargimento di sangue ma con spargimento di sale sulle donne e i loro diritti.

    • do minus gazza scrive:

      Caro Inoi benvenuto.
      Credo che sia la prima volta che un’ alta carica dello Stato Italiano, segnatamente il Presidente Draghi, definisce Erdogan un dittatore.
      Certo si possono fare accordi economici che risultino utili per il nostro Paese, ma sul piano dei valori culturali e civili “lui” resterà sempre “altro” e poco stimabile.

      P.s.
      La cosa è senza dubbio insignificante, ma per ciò che mi riguarda per gli ultimi cinque voli internazionali non ho più usato la Turkish Airline, la compagnia aerea più economica se si esclude la Ryan.

    1. paperinik scrive:

      https://youtu.be/hSrPslSXHNk

      Gutturale basta (faccina sorridente a denti rimasti sporgenti)

      1. cip & ciop scrive:

        Buon compleanno Gaz!
        E come si dice…… 74 e non dimostrarli nella testa.
        Sul fisico ci rimane qualche piccolisimo dubbio :D :D ;)

        1. magari scrive:

          https://www.youtube.com/watch?v=u-HYhxqLHkg
          caro Gazzini e il primo atto di sorriso, processo psichico meno complesso, quando e perchè sarà avvenuto?

          https://www.youtube.com/watch?v=7cRqoQUNDjI
          suggerita da mio padre!!

          somewhere in her smile she knows….. che grande che era George
          https://www.youtube.com/watch?v=UelDrZ1aFeY

          1. muro del pianto scrive:

            Primo tremebondo post di un lettore assiduo che si scusa in anticipo.
            Il nuovo tema che ci ha proposto Gazzini mi pare significativo e complesso.
            Scritto con la sua discutibile ma personalissima maniera non può lasciare indifferenti, aldilà del dato archeo… etc..
            Chi lo conosce anche superficialmente, è il mio caso, sa che non è tipo da “muro del pianto”.
            se ci invita ad una riflessione sulla discriminante assoluta del pianto come prerogativa unica degli umani, si impongono delle riflessioni anche soggettive.
            Alzi la tastiera chi aveva riflettuto su quel dato prima di lui.
            Io non sono tra quelli ma ora ci sto riflettendo seriamente.
            Concludo con un aneddoto forse eccentrico.
            Quella serigrafia di “Bionda Piangente” di Roy Liechestein era parte dell’arredo del suo ufficio di dirigente.
            Io avevo avuto delle disavventure economiche che mi avevano impedito di pagare le bollette del gas, acqua e energia elettrica per alcuni milioni di lire.
            Non lo conoscevo e chiesi un appuntamento per risolvere il mio debito.
            Per la mia esperienza è un fatto raro che un dirigente del suo livello ricevesse un semplice debitore, lui lo fece e credo con una certa insofferenza.
            Presentai molto male la mia causa al punto tale che dopo un suo lungo ascolto mi chiese di guardare quella serigrafia con la lacrima facendomi capire che non era molto incline a credermi e a commuoversi, usando più o meno le seguenti parole: sono personalmente convinto che lei abbia pagato o lo stia già facendo tutti i creditori del suo esercizio e che abbia omesso di pagare il suo debito con noi perchè in questa azienda i soldi sono di tutti e i debiti di nessuno.
            Era vero e me ne vergognai.
            Mi disse che avrebbe fatto uno strappo alla regola da lui stesso fissata, dandomi un anno, invece di sei mesi, per saldare il debito per riaprire tutte le forniture.
            Seppi in seguito da altri colleghi esercenti che quello “strappo” lo aveva concesso a molti assumendosene i rischi.
            Duro nella reprimenda, tollerante nei fatti.
            Chissà che il suo interesse per il pianto non abbia origini lontane.
            Auguri a tutti.

            • do minus gazza scrive:

              Dunque, congiunzione conclusiva da evitare,
              Dunque:

              a) perdoni la franchezza ma il suo post mi sembra un po’ troppo compiacente, poco nel contesto e non mi pare il caso;
              b) il presente Topic aveva due pretese, una di carattere “scientifico” e una di stimolazione delle conoscenze MUSICALI o ARTISTICHE relative al “pianto” (mancano all’appello i super competenti ZZ, Paperinik, con Chivers siamo in una lunga pausa a causa di un “misunderstanding”);
              c) per essere un lettore assiduo ha dimenticato una regola ferrea più volte da me sottolineata: dei fatti della mia attività lavorativa SOLO IO posso farne cenno, grazie;
              d) mi ricordo di lei e vorrei ricordarle che il suo debito, che NON è un peccato mortale, NON era di “alcuni milioni” ma ben altro…
              Auguri anche a lei.

            1. Jean Marie Chauvet scrive:

              Sebbene ci si occupi anche in forma professionale di paleoantropologia, la cautela sulle ipotesi della vita degli antichissimi antenati è doverosa.
              Questa premessa non vale per il dott.Gazzini che. pur definendosi come “modesto appassionato”, può permettersi alcuni azzardi.
              Ciò è molto più evidente quando ci si adentra nella sfera delle “emozioni” dei nostri progenitori, non essendo tale argomento supportabile dalle evidenze di reperti fossili, base assoluta dell’antropoarcheologia.
              Devo tuttavia prendere atto che l’ipotesi, perchè di quello si tratta, del triangolo “cognizione, emozione, pianto” non è trattata su internet ma solo su testi difficilmente reperibili in lingua italiana e quindi appare il frutto di un’originalissima deduzione che mi ha creato qualche riflessione intrigante.
              Ne ho parlato con alcuni colleghi i quali, dopo qualche negazione “tranciante”, hanno ammesso che quel “triangolo” abbia alcune caratteristiche di plausibilità.
              In particolare per ciò che riguarda il “pianto”, caratteristica esclusiva del genere Homo, ampiamente condivisa dai ricercatori, almeno fino ad ora.
              Voglio ricordare infine che il “primo” pianto, che è tipico della specie Homo, avviene alla nascita, ma esso è il frutto di un’esigenza bio-fisica, l’ossigenazione dei polmoni del neonato e non può essere afferente a quello che da oggi si può definire il “triangolo Gazzini”.
              Quindi i miei modesti complimenti a lui.
              Cordiali saluti a tutti i lettori.

              ps
              Ho apprezzato gli esempi fatti sull’universalità del pianto nelle varie arti, anche se è stata omessa la sua funzione nella letteratura (Achille) e nella tragedia greca.
              Ma questa è https://www.youtube.com/watch?v=Jkb1Jui4LMs (ottimo autore, pessimo cantante)

              • do minus gazza scrive:

                Gentile Sig. Chauvet, intanto complimenti per la scelta del suo nick, la grotta Chauvet è un sito di arte paleolitica supremo, tanto da averne fatta dubitare l’autenticità.
                Passione speleologica la sua?
                Andiamo avanti.
                Su questo Blog l’ironia è considerata un’arte sociale di pregiato livello, lei non lo sapeva, quindi accetto, con malcelato sorriso, quel “triangolo Gazzini” che in realtà è solo il frutto di un’antedatazione abusiva di studi freudiani.
                Gli Antichi Patres avevano i loro grossi problemi ma non un divanetto dove sfogarsi.
                Devo ringraziarla per quella osservazione sul pianto primigenio dei nascituri che mi era assolutamente sfuggita nonostante il tempo che ho dedicato a quella che, lo ripeto, è un’altissima funzione dell’essere Umani.
                Come mi era sfuggita la prima forma SCRITTA del pianto che – credo – si trova nella tragedia greca.
                Quindi grazie, un grazie che moltiplicherò se lascerà perdere nei cavi internettiani il “triangolo Gazzini”.

                Cordialmente.

                • Jean Marie Chauvet scrive:

                  Dott. Gazzini, l’unica cosa su cui posso rassicurarla, ma non credo ne abbia bisogno, è che non esiste alcuna ironia nel mio scritto.
                  Dirò di più, dopo una rilettura attenta appaiono abbastanza sorprendenti alcune sue riflesioni, pur essendo lei un appasionato per diletto.

              1. FantaFormajo scrive:

                Essendo che ho capito poco del topic e nulla di dove vuol andare a parare l’amicp Gazza, mi limiterò ad osserva che:

                1) manco mal che a Adamo ghe piaseva piassè la patata del pomo, se no i sarea ancora lori dò da soli nel tristissimo paradiso (?) terrestre a rugolar el tempo al infinito.

                2) le evacuazioni sui social network sono fondamentali per tenersi alla larga da alcune ( molte) persone che la fanno regolarmente fuori dal vaso

                PS i suddetti soggeti li manderei su Marte a preparare lo smaltimento.

                1. Gatón scrive:

                  Dalla testa niun mi leva
                  che il pomo d’Adamo fosse il c..o di Eva…

                  1. Begbie scrive:

                    Invece io, se dovessi tirare ad indovinare, direi che le prime lacrime siano state versate in seguito a traumi o dolori fisici.

                    • Gazza scrive:

                      Caro Beg, nel Topic è indicato chiaramente che la “mozione” del pianto è frutto di personali ipotesi, anche per i dilettanti di paleoantropologia ai quali appartengo.
                      Ho “escluso” il dolore fisico – chi sono io per dirlo? Nessuno ovviamente – dalle possibili cause del pianto perchè la vita dei nostri antenati era talmente dolente, in un perenne “continuum”, che un trauma o un dolore fisico erano sempre attesi.
                      No, la lacrima dovette essere causata da un evento non “atteso”, emotivamente “nuovo” e cognitivamente eccezionale.
                      Almeno la “prima”(?) volta.
                      Poi “tutti piangemmo (morimmo…) a stento” (Fab d.A.).

                    1. do minus gazza scrive:

                      (cried) FOR NO ONE
                      >> https://www.youtube.com/watch?v=ELlLIwhvknk

                      >> https://www.youtube.com/watch?v=T4JhV0-jI6w

                      >>> https://www.youtube.com/watch?v=qTskVGGAzQw

                      > Felicità raggiunta, si cammina
                      per te sul fil di lama.
                      Agli occhi sei barlume che vacilla
                      al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
                      e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

                      Se giungi sulle anime invase
                      di tristezza e le schiari, il tuo mattino
                      è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
                      Ma nulla paga IL PIANTO di un bambino
                      a cui fugge il pallone tra le case. (Eugenio Montale)

                      >> https://www.youtube.com/watch?v=39yb9jUsGm8 (G.F. Haendel)

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