Torna al blog

Sono molti i LED luminosi nella Musica degli ZEPPELIN

PREMESSE

1) Sia il precedente Topic – e quelli che seguiranno – sono SENZA PRETESE musicali filologiche, lo scrivente, che sono io, non ne ha le competenze necessarie. Chiamatelo un “divertissement” sulla musica degli anni sessanta;

2) Con gli ZEPPELIN sono anche in difficoltà perche solo da circa 10/20 anni ho IMPARATO ad apprezzarli come strameritano.

“Ai tempi” ero sotto l’effetto ipnotico della musica dei Beatles e le sonorità “diverse” mi sembravano usurpatrici.

Farà sicuramente sorridere che oggi io li definisca veramente dei GRANDI… Ma che bravo che sei Gazza e da buon ultimo chè non è mai troppo tardi (lo diceva anche il grande Maestro Alberto Manzi).

Sarò in qualche modo facilitato nello scriverne perchè mi dovrò occupare solo del primo e secondo album, gli unici editati negli anni sessanta.

22 commenti - 1.071 visite Commenta

do minus gazza

Aspetta Gazza, spiega chi era Alberto MANZI!
Spiegare?
Impossibile, leggeti Wikipedia o guarda questo
>>> https://www.youtube.com/watch?v=4S44nTA5Sbw
Chi ha avuto la pazienza di vedere tutto il filmato avrà avuto la percezione dello spessore di quell’uomo che fece ottenere oltre un MILIONE di Licenze ELEMENTARI agli analfabeti italiani negli anni sessanta.

Nel frattempo molti di noi avevano la fortuna ed il tempo di ascoltare anche la Musica.
Ecco, appunto.
________________
Informo che a causa della impossibilità – e per scelta – di competere con Wikipedia e Internet, non saranno scritte le note biografiche sui vari gruppi, tranne quando nei miei vecchissimi appunti non vi siano alcune “curiosità”, che comunque non verificherò.

La Band viene messa in piedi in brevissimo tempo da Jimmy Page, ma con una “botta di culo”, leggi grandi qualità, il loro affiatamento è “folgorante”.
Bastò solo una prima esibizione al Marquee Club di Londra, qualche lettore potrebbe aver voglia di schiaffeggiarmi per la precisazione, per avere subito un contratto con un’importante casa discografica.
Ho citato il Marquee Club solo perchè ci sono stato un paio di volte, l’ultima quando si trasferirono nella famosa Charing Cross Road dove facevano ancora bella mostra librerie d’antiquariato e dove fu giratto un delicato e gradevole film
>>> https://www.youtube.com/watch?v=egOcKq0nqXw
Quelle due serate mi annotai i nomi dei gruppi che si esibirono, li seguii per anni, non “incisero” nemmeno la targhetta col loro nome sulla porta di casa.

L’esordio con ZEPPELIN 1 è, come si suol dire, “folgorante” nonostante ci siano “debiti” al Blues, alla Psichedelia, al Rock e alle loro prime “cellule creative in evoluzione”.
Non so se ho sognato o letto che l’album fu inciso in… SOLE 30 ORE in sala d’incisione!
>> https://www.youtube.com/watch?v=TA9Rec1qAFQ
Certo che cominciare il primo album, con la puntina del tuo giradischi Thorens TD104, con un pezzo così avrebbe dovuto farmi capire…

>> https://www.youtube.com/watch?v=PNk8NBqCEN8
Il contrappunto delicato alle tastiere è di J.P. Jones, con due personalità destinate a “confliggere” (Page e Plant), una che traguardava già con preveggenza la sua breve esistenza (Bonham), Jones, bravissimo bassista quanto modesto e schivo, avrà un po’ il ruolo da “Ringo Starr” degli Zeppelin

>> https://www.youtube.com/watch?v=YS1Tz6dzcjU
Un omaggio al Blues, acido e moolto personale

>> https://www.youtube.com/watch?v=IC6SwzXvyzw
Un Plant molto ma molto Plant

Nel primo album nessuna canzone ebbe il contributo compositivo di Roger Plant, nello Zeppelin2 Plant contribuì in sette canzoni su nove.
L’altro aspetto che allora mi “estraniò” (?) fu l’assenza della chitarra ritmica che, fino ad allora, avevo visto solo nei “Cream” e nei “Jimi Hendrix Experience”(di cui scriverò nella quarta puntata (!).
Formazioni famose in trio, cioè senza la ritmica, a quest’ora (03.30) vado a labile memoria sono:
– Beck, Bogert & Appice, i Police e i Nirvana

LED ZEPPELIN 2

Composto ed editato nello stesso anno (1969)fu un “boom” anche dal punto di vista commerciale.
L’album lo acquistai quindici anni dopo, assieme al 3 e 4, funzionava ancora il mio assurdo “estraniamento” nei loro confronti e, nel frattempo, compravo di quasi tutti i generi musicali e di gruppi “di nicchia”.
Ascoltavo ANCHE gli Zeppelin ma in una forma “random”.
Però, però, questo pezzo mi fulminò, come fece per molti milioni di appassionati

>> https://www.youtube.com/watch?v=HQmmM_qwG4k
Grande incipit, pezzo straordinario, testo “criptico” di carattere estremamente esplicito sessualmente, come gran parte della loro produzione.
Vorrei anche far notare che la visione “zeppeliniana” della donna, vista con gli occhi odierni, è, come dire, piuttosto “utilitaristica” e di “consumo” (?).
Certo che chi non legge i testi delle loro canzoni si ferma sullo splendido e innovativo “sound”.
Mi chiedo tuttavia cosa accadrebbe oggi se in una strofa di una canzone ci fosse questa frase:
“… UNA DONNA CON LUNGHE E BELLE GAMBE NON HA UN’ANIMA (!)…” , si trova in “Black Dog” del Zeppelin 4.
Confermo: grandissimi innovatori e creativi dal punto di vista musicale, diciamo “discutibili” da quello testuale.
Un Gazza moralista?
Non scherziamo, anni fa mi fu chiesto di scrivere un articolo sul cinema pornografico – di cui sono un esperto – e valutarne “l’aspetto sociologico”(!?!). Scrissi una decina di cartelle, ma poi non se ne fece nulla.
Andiamo avanti.

>> https://www.youtube.com/watch?v=LiczyhDwuBs
Splendido pezzo con giri di basso strepitosi e una pluralità di motivi stilistici unica.

>> https://www.youtube.com/watch?v=EAmIuTI4wRg
Volete di più?

>> https://www.youtube.com/watch?v=kZnHavrD4vQ
Eccoli, e poi vennero altri che devono loro molto, ma molto.

(continua…)

Rispondi
Gazza

C’è un GRAVE refuso, amplificato dalla notte profonda nella quale scrivo.
PLANT si chiama ROBERT e non Roger.
Grazie Migno!

Rispondi
crew under 30

Nonostante la nostra età anagrafica e come amanti della musica è assolutamente impossibile non conoscere i tre gruppi che Gazzini sta trattando.
Siamo invece molto curiosi per quella che viene annunciata come altra puntata deli “altri”, speriamo presto.
Vorremmo anche chiedere se nella scelta dei brani esemplificativi usati per gli Zeppelin lei abbia seguito un criterio particolare, visto che alcuni sono tra i meno noti.
Per finire, non abbiamo compreso le ragioni del contrasto tra Gazzini e il signor Chiver sulla questione delle band senza la chitarra ritmica.
A noi pare che le citazioni fatte da Gazzini per gli anni sessanta siano corrette, tra i gruppi famosi e conoscibili sono proprio i Cream, Jimy il grande e gli zeppelin
Per i gruppi dopo i sessanta l’unico gruppo a noi sconoscito è quello formato da Beck, Apice e Bogart.
Per non prenderci meriti che non abbiamo, sapendo che quel tipo di formazione si chiama “power trio”, siamo andati a verificare su internet e abbiamo riportato quanto scritto là.
Sempre per correttezza non neghiamo di essere stati un po’ sorpresi dalla competenza musicale dei partecipanti al blog di Gazzini e per quella che immaginiamo sia quella delle persone che ha intervistato.
Con la musica siamo tutti così https://www.youtube.com/watch?v=jtFEzhaNrT4

Rispondi
Gazza

Benvenuta Crew.
No, ChiverS ha “parzialmente” ragione sui gruppi senza la ritmica.
Mi fermo agli UK.
Un paio di gruppi da lui citati appartegono agli anni ’70 (Faces e Taste).
Gli altri gruppi senza la ritmica avevano le tastiere o… chitarristi “lead” formidabili:
Clapton
Paige
Tony Iommi
Rory Gallagher
Alvin Lee
Jimy
Townshend
Jeff Beck
Blackmore
e la chiudo qui.
Per la scelta di pezzi poco noti degli Zeppelin il criterio è stato la lettura di una nota sul fatto che quei pezzi spesso non erano nelle “scalette” dei concerti.
Li ho ascoltati più e più volte e li ho trovati moolto belli.
Quindi li ho riproposti.
Alla prossima

Rispondi
chivers

… riguardo l’assenza della chitarra ritmica… orpo!! me vien da dir!!!… ma come solo Led Zeppelin, Cream, il trio di Jimi (scusa ma “i Jimi Hendrix Experience” proprio non riesco a sentirlo), Beck etc, Police, Nirvana… ma come??? e si che nell’intervista ne abbiamo nominate (alcune tu, alcune io, pur senza immaginare che sarebbe uscita l’annotazione al riguardo – e scrivo solo quelle nominate, e me ne dimentico qualcuna di sicuro) di assai importanti!!

Anglosassoni:
Who
Ten Years After
Free (seeeee, lo so che Paul Rogers a volte schitarrava, ma anche Mal dei Primitives lo faceva…)
Faces > Humble Pie > Bad Company
Black Sabbath
Blind Faith
gli odiosi (per me) Deep Purple
i Taste di Rory Gallagher

e oltreoceano:
Doors
Iron Butterfly
Mountain
gli Spirit di Randy California
i Love

… e lasciando pure perdere i vari “progressive” Nice, ELP, Yes, King Crimson, Genesis, Van der Graaf Generator, Colosseum, Soft Machine, Jethro Tull, Audience, Pink Floyd… che in alcuni casi nemmeno la prima chitarra avevano.
Insomma, erano moltissimi senza chitarra ritmica!!!!!

Posso fermarmi qua, sennò rischio di esagerare… e per dirla alla moda, non ho pescato da wikipedia o altre diavolerie del genere, ma per adesso me aiuta ancora la memoria, anche sbagliando alle volte, come per Wild Horses.

“complementare” e “dissenso motivato”, si, direi che ho rispettato entrambi !!! ma lo so che ‘rivarà qualche strale!!!

Rispondi
Gazza

Caro Marco, a parte il fatto che sei sostanzialmente il RESPONSABILE di questo e dei prossimi Topic, dove parlerò anche dei gruppi da te citati, visto che alla fine dei “du goti” alla Carega avviasti il discorso sugli anni ’60, che ti avevano un “po’ rotto gli zebedei”, e che ascoltavi abbastanza volentieri solo alcuni di loro.
Ecco a parte questo e a proposito della mancanza della chitarra ritmica negli Zeppelin, forse ti è sfuggito che di quella “anomalia”, presente nei Cream e nel Jimi Hendrix Experience… c’è scritto nel mio Post.
Poi, visto che c’ero, ho provato a stimolare la mia DEBOLE memoria pensando a quali altri gruppi, in seguito, avevano quella formazione… e ne ho citati alcuni.
Poi, probabilmente non hai letto i Topic precedenti che esplicitavano il “piano dell’opera”:
1) Primo Topic sui Beatles (i più votati per ascolto ancora oggi);
2) I Led Zeppelin altro Topic dedicato per le stesse ragioni;
3) Nel prossimo i Rolling Stones, idem come sopra;
4) Poi due diversi Topic per quei gruppi che abbiano ottenuto almeno TRE preferenze di ascolto tra coloro che ho “intervistato” (ti anticipo che i pur bravi Van Der Graaf e gli Audience li hai citati “solo” tu e quindi non saranno trattati).
Per correttezza ti dico che nei miei vecchi appunti e testi gli Audience sono attribuiti ai ’70 pur avendo inciso il primo album alla fine del 1969.
Avevo invece un LP del loro cantante Howard Werth, ottima voce.
Curiosità: Werth rifiutò, GIUSTAMENTE, la proposta dei Doors di “sostituire” Jim MORRISON dopo la sua morte.
Una proposta da brustolini e bagigi (semi di zucca e noccioline) in Verona’s slang.
Ciao e resta sul pezzo!

>> https://www.youtube.com/watch?v=fE_Kwi12cwQ

Rispondi
chivers

Scusa ma capisco poco il senso della tua risposta al mio post: io lo scrivo quasi esclusivamente facendo riferimento alla tua frase:
«L’altro aspetto che allora mi “estraniò” (?) fu l’assenza della chitarra ritmica che, fino ad allora, avevo visto solo nei “Cream” e nei “Jimi Hendrix Experience”(di cui scriverò nella quarta puntata (!).
Formazioni famose in trio, cioè senza la ritmica, a quest’ora (03.30) vado a labile memoria sono: – Beck, Bogert & Appice, i Police e i Nirvana»
Io capisco che, all’epoca, ti erano sconosciute formazioni che non avevano la chitarra ritmica e siccoma la cosa mi pare abbastanza buffa per non dire incredibile, ti faccio l’elenco di quelli che non più di una decina di giorni fa abbiamo scambievolmente nominato in una telefonata lunga come quasi una partita di calcio, intervallo e recuperi compresi!
Direi che partendo da quuesto tutto o quasi quello che mi scrivi non c’entra.
Gli Audience (che vidi esibirsi al LEM) sono dei ’70? Ah, certo, può essere… ma il ricordo della fantastica copertina dell’LP “House on the hill” di Hypgnosis non si è ancora impolverato!
Poi… in fondo la linea di demarcazione del decennio col “6” davanti porta inevitabilmente ad una sovrapposizione, difficilmente potrebbero essere citati artisti esordienti nel 1959, per ovvie ragioni, mentre è assai più facile e quesi inevitabile, farlo con chi tocca il 1970 e anche più in là.

Ma vorrei tornare, però, sulle copertine degli album… mmmmmmmmm….. quando ‘riva l’inverno, perché non pensare ad una sorta di “contest”… ghe ne parlaremo, ma non per iscrtitto e neanche per telefono.

Rispondi
Gazza

Com’è che si dice in questi casi?
Concordo?
Certo concordo.
Sul face to face…

P.S.
Credo che tra i lettori quasi nessuno lo conosca di persona.
Quindi alcune note che lo faranno – forse – un po’incazzare, ma lui sa che non mi spavento.
Allora:
IL Chivers è un’enciclopedia vivente della musica.
In ordine di “competenza”:
Classica, Jazz, Operistica e QUELL’ALTRA.
Caratterino che te lo raccomando, un “mamba” che l’Uma Thurman di Kill Bill fa la figura dell’apprendista.
Litighiamo con “periodica regolarità”, ma è un caro Amico.
Avanti.

1960

Ciao Gazza!
Essendo uno che ha avuto l’onore di essere intervistato da te, devo dirti che sono letteralmente stupito da quello che hai saputo tirar fuori dalla nostra conversazione sui Led Zeppelin e i Beatles e aspetto con piacevole ansia quello che scriverai sugli altri gruppi.
Tuttavia avrei una domanda, probabilmente un po’ sciocca, che è questa: si possono commentare le cose che scrivi o si tratta di tuoi “editoriali” solo da leggere?
Ciao e cordialissimi saluti.

Rispondi
Gazza

Allora.
Cari Paco e 1960, lasciamo perdere, per carità del segnor, l’ONORE.
Il piacere delle conversazioni è stato assolutamente reciproco e, dirò di più, senza voi e gli alti quattordici, questi Topic dedicati ai gruppi dei ’60 non sarebbero stati possibili.

Poi, e molto più importante, qui non ci sono “EDITORIALI” del Gazza, anzi i commenti sono molto graditi, ma soprattutto, trattandosi di musica, SOLO se sono COMPLEMENTARI a ciò che ho scritto e soprattutto se sono in DISSENSO MOTIVATO.
Un caro saluto ad entrambi

Rispondi
Pierpaolo Adda

Caro Nino,
mi permetto di intervenire con poche parole, che non intendono aggiungere nulla all’interessante dibattito in corso, ma che vorrebbero solo dire perché gli Zeppelin mi hanno colpito profondamente al loro apparire sulla scena musicale e che cosa di loro mi rimane stabilmente dentro.
Il primo effetto che mi causò l’ascolto deila loro musica fu la sensazione di essere stato travolto da uno tsunami di energia. Neppure The Who mi avevano provocato un simile brivido al loro esrdio.
Cominciai a cercare di sapere di più su di loro, e non nascndo di essere rimasto disturbato dall’aura esoterica con cui vollero caratterizzarsi, e che contribuì a collocarli in una dimensione quasi demoniaca, che comunque commercialmente mi sembra abbia fatto loro buon gioco.
Non so ancora se li ascolto sempre volentieri, perché i loro brani, spesso troppo lunghi, e soprattutto la frequente leziosità del vocalismo di Plant, più adatta al palcoscenico che al prodotto discografico, talvolta mi disturbano. Devo però anche ammettere che, quando ho voglia di ascoltare un bel concerto rock, mi guardo “The Song Remains The Same”, non posso non definirli dei “Giganti”!
Ciao,
Pierpaolo Adda

Rispondi
Gazza

Conosco bene la tua educazione SOSTANZIALE ma ricorda che su questa mia “Piasseta dele Ciàcole” si entra senza bisogno d’autorizzazione.
Visto e ascoltato il concerto da te citato.
Pensa che uno dei due intervistati che non ha votato gli Zeppelin come “piacere del riascolto” l’ha motivato, tra alte comprensibili argomentazioni, con il fatto che “… e po’ Plant l’era massa sigàlon…”.
Gli feci notare che vi erano splendide ballate nei loro album, non cambiò iodea.
Allora gli suggerii di ascoltare RAISING SAND, Plant e Allison Krauss in duo.
Mi ha chiamato entusiasta la settimana scorsa.
Non erano gli Zeppelin ma Plant dimostra la sua versalità vocale non comune.

>> https://www.youtube.com/watch?v=eG_rArV84iY&list=PL8g0bTbJueB0vtsY-hTSPYPtKrE22K68Z

Rispondi
lettore

Caro Gazzini, come da te suggerito ho letto i testi degli Zeppelin.
Per carità, capisco la libertà artistica, ma esiste anche la libertà nostra di valutare e giudicare.
Posso dire che gli Zeppelin erano o appaiono più “bad boys” degli Stones o è un’eresia?
Anche se non li gradisci, voglio farti i miei complimenti per il grande lavoro informativo che stai facendo per chi ama la musica e soprattutto per coloro che quel decennio non l’hanno vissuto.
Ciao.

Rispondi
do minus gazza

GAZZA’s CORNER

Premetto che faccio una fatica della mad… a scrivere dopo le immagini di Kabul.
Comunque:

1) Scartabellando il casino di appunti ho rinvenuto una curiosità che mi era sfuggita;
Sapete chi suona in questo pezzo del 1968?
>> https://www.youtube.com/watch?v=CHxfOZH8cew
Jimmy Paige, Bonham e J.P. John… come “sessionmen”!

2) Volete ascoltare una roba da brivido, non proprio frequente per me:
Andate al minuto 14 di questa sintesi al The Kennedy Center Honor durante il Tribute to Led Zeppelin
>> https://www.youtube.com/watch?v=ra-itTKnFaw // Ann Wilson (voce) & Nancy Wilson (chitarra acustica)
Non ditemi nulla.
Non serve, anche perchè il brivido può essere solo personale.
Però, ‘azzo guys…

Rispondi
Gazza

… e poi avrei voglia di dire qualcosa su “The Orange Clown” che gli accordi coi talebani nel 2020 per il ritiro degli americani li ha firmati lui, ma da “gross scoundrel” qual’è…
Basta e VI PREGO DI SCUSARMI.
Davvero.

Rispondi
chivers

Ah, Ann e Nancy Wilson, le sorelle fondatrici degli Heart, “Barracuda”, “These Dreams”… la Nancy spesso in classifica tra le migliori chitarriste….. ma non volevo parlare delle Heart, ma del Kennedy Center Honors, che ho scoperto esistere solamente durante il lockdown del 2020.
La cosa che più mi piace è che in platea per la massima parte ci sono artisti e personaggi della cultura che i premiati li conoscono benissimo (nel link del paron-de-casa riconosco anche un Herbie Hancock e un Yo-Yo Ma divertitissimi) e che gli artisti premiati sicuramente non sanno proprio tutto quelle che accadrà di celebrativo nei loro confronti. Gli esempi sono moltissimi guardando i filmati, li consiglio, anche per i non musicisti premiati, intendo!
Guardando le premiazioni dei vari anni ce n’è una che ogni tanto DEVO guardare, perché mi riconcilia con molte cose: l’esibizione di Aretha Franklin in occasione della premiazione di Carole King, autrice del bellissimo pezzo “Natural Woman” inciso per prima da Aretha, DEVO guardare lo stupore e l’emozione di Carole King nel vedere la grande Aretha al piano e poi cantare… beh, a me ha emozionato e continua a farlo, e mi ha fatto riscoprireTapestry, bellissimo album, che dopo quasi 50 anni ha rimontato nella mia personalissima classifica generale.
https://www.youtube.com/watch?v=1X9cMSYeO4g

Rispondi
chivers

… e per tutti i Beatlesiani:
il 15 ottobre uscirà una nuova edizione di LET IT BE, rimasterizzata, con le regustrazioni di sessioni inedite e demo, surround 5.1 dolby atmos e altre raffinatezze del genere. Il produttore di questo lavoro? Giles, Giles Martin… si, proprio il figlio di George Martin, che tanta importanza ha avuto nella storia musicale dei Beatles!!!
Solo una cinquantina di giorni!!!!!

Rispondi
Gazza

Bravo Marco, una carezza da pelle d’oca che solo certa musica e certi interpreti sanno donare in momenti difficili e oscuri come questi.
Chapeau per le note d’accompagnamento.

Rispondi
Gazza

Gentle ZZ, are you missing?!
I hope no problem for you or somebody care for you…
A cordial and a sincere greeting

Rispondi
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code