Torna al blog

MAH…

I Rolling cantavano – lo cantano ancora dopo 57 anni? – “Time Is On My Side”.

Voi vi siete accorti che dal 2021 siamo passati al 2022?

Io no.

Quindi la misura del tempo è una convenzione?

Sì, ma la sua caratteristica è quella di una disponibilità limitata, per ogni cosa, vivente o inerte.

Bisognerebbe, condizionale d’obbligo, usarla al meglio possibile.

Io molto spesso non lo faccio, ma so di essere chiaramente un’anomalia.

P.s.

  • – Mi raccomando eh, avanti!
  • – Per dove?
  • – E che ne so, avanti…

16 commenti - 1.481 visite Commenta

schetch

Diciamo che io, quando ero più giovane poi non ne parliamo dove il capodanno serviva per fare festa e mattina, non ci ho mai riflettuto il giorno dopo. Casomai potrei averci fatto una riflessione appena passati i ’45 ( pensi.. 45?).
Però non so se ci sia un “accordo” tra noi e il tempo, lo si valuta certo da ogni cosa che sia fatta di carne o di acciaio, ma usarlo in modo gentile è cosa da giurin giurello, nessuno se ne accorge che passa e quando ti capita di fermarti il botto è già successo.
Interessante è sul film “Interstellar” questa cognizione astratta quanto reale come l’orologio al polso e allo stesso tempo difficile da accettare…futuro presente e passato, che trio!

Rispondi
Gazza

Caro Schetch, il Tempo (maiuscolo) che merce!
C’è un film fanta-distopico del 2011 dal titolo “In Time” con un’idea “brillante” ma non originalissima (ci sono almeno altri due film che trattano lo stesso tema) dove il tempo di vita assegnato ad ogni nascituro è di 25 anni, poi si muore senza se e senza ma.
Un modo piuttosto “originale”(!?) per il controlo della sovrapopolazione.
Però, nel film, il tempo si può cedere, acquistare e persino rubare.
Perchè il tempo ha sostituito il denaro: cibo, salario, un amplesso con una “signorina”, un caffè, tutto ha come costo il tempo (di vita) che sei disposto a spendere.
Tuttavia, non essendo scomparse le classi sociali, c’è chi può aver accumulato tanto di quel tempo da essere immortale, incidenti e criminalità permettendo.
L’ho fatta lunga, quindi concludo che più che dal tempo futuro sono attratto da quello passato, il fascino assoluto del “da dove veniamo” perchè del “dove andremo”, forse a causa della cognizione del tempo di vita RIMASTOMI, mi preoccupa più per “altruismo civico e sociale”.
Ciao

Rispondi
schetch

In un certo senso è vero che si è più attratti dal passato, almeno da una certa età in poi vien quasi quotidianamente farlo (mmhh facciamo dai 50..), ma credo anche che tutto sia concatenato in un equilibrio perfetto: senza passato non si costruisce il futuro, a qualunque età. Ciao!

Rispondi
zz

Buon 2022 a Gazza e a tutti i frequentatori del blog.
Bel tema quello proposto, elementare e profondo al tempo stesso. Ma, tutto sommato, almeno sembrerebbe, futile:
https://youtu.be/xusLJq7RZ7s
Così -almeno- parlò Rovellhustra, notevole concittadino che lustro ci dà.
“Mah” al quadrato?

Rispondi
Gazza

Caro ZZ, se il “nostro” Carlo Rovelli, fisico illustre, riesce a dimostrare con una formula la futilità del tempo, devo cominciare a cercare quel farabutto che mi ha fatto prima perdere i capelli, poi renderli “argentei”, poi a farmi venire il fiatone per una camminata neanche tanto svelta quando qualche “futilità” passata giocavo a tennis per due ore sotto il sole di Agosto e (quasi, ripeto quasi) nessuna si lamentava per le mie “prestazioni”, e quando lo trovo lo meno per una futile durata pari a quella per rendere morbido il baccalà.
>> https://www.youtube.com/watch?v=PMkw33DQ0Eo
Mah alla enne…
Ricambio con sincera cordialità i tuoi auguri.
Come dici?
Sono un po’ in ritardo?
Futilità ZZ, futilità…

Rispondi
Gazza

Aggiungo un ringraziamento ulteriore a Schetch e ZZ per aver compreso che il presente è UN VERO TOPIC!

P.s.
Spero che “Paròn Gigi” abbia apprezzato 🙂

Rispondi
memoria

Il tempo è volatile, futile, allungabile e arrestabile.
Magari per la fisica, ma per la storia no.
Il padre del tennista serbo Djokovic durante un’intervista ha testualmente affermato: ….l’offesa che viene fatta a mio figlio è fatta a tutto il popolo serbo….
Memoria corta e tempo fermo per papà Djokovic.
Sono gli ex capi serbi Mladic, Karadzic e Milosevic, autori di inauditi crimini e genocidi nella ex Jugoslavia ad offendere il popolo serbo.

Rispondi
paperinik

…non entro nel merito. Però c’è un fondo di verità in quel che dice il padre del tennista per me. Quei pochi che conosco da quelle parti, non ce n’è uno favorevole al vaccino. Che dire…..poi non conosco nello specifico dati, riscontri accertati o altro…

Rispondi
memoria

Mi scusi ma non ho capito il senso del suo post.
Le parole del padre padre di Djokovic avrebbero “un fondo di verità” quando afferma che la quarantena di suo figlio “offende TUTTO il popolo serbo”?
E perchè?
Djokovic è sicuramente un grande campione, un campionissimo, nel suo sport, ma quando si sposta dal terreno di gioco e da argomenti tennistici, le sue opinioni e quelle del suo team, in questo caso specifico, sono opinabili appunto, anzi opinabilissime.

Rispondi
paperinik

Buonasera, non è certo la mia opinione quella del signore in questione. Ricordo però, che durante un anniversario di matrimonio di poco tempo addietro, si era parlato dell’argomento con alcuni signori serbi che già conoscevo. Ricordo perfettamente che una docente di serbo croato responsabile d’istituto (già conosciuta per motivi lavorativi), aveva preso la parola, aveva esposto le sue ragioni e, sembravano dalla sua parte tutti concordi… Altro non dico… ma il pensiero che sia una linea di un certo tot di persone ce l’ho. Personalmente non ho riserve particolari al vaccino.

Rispondi
out

Premesso che concordo con Memoria sull’assurda cagnara messa in piedi in Serbia per la vicenda Djokovic, di cui sono un ammiratore, ma pare ormai accertato che “qualcuno” deve aver garantito al giocatore che, in base a “qualcosa”, avrebbe potuto giocare.
Annoto che il “futile tempo” passato in quarantena per un giocatore conta.

Rispondi
Gazza

Quer pasticciaccio brutto de Australia (Gadda mi perdoni).
Dopo la condivisa valutazione, non opinabile, di Memoria e visto che comunque l’argomento Djokovic è sul tappeto, camminiamoci sopra.
Non ho letto in nessun giornale elementi che abbiano accennato che cosa “qualcuno” nel paese dei canguri possa aver chiesto al tennista o a qualche componente (ne ha molti) tra quelli che curano NEI PARTICOLARI i suoi vasti interessi, Djokovic è “un’azienda” ed è normale che li abbia, che cosa bastasse (??) per partecipare al torneo.
Parimenti, fino a due giorni fa, non ho letto di quel “qualcosa” che il gruppo serbo abbia risposto a quel “qualcuno”.
Poi all’improvviso salta fuori che il tennista ha avuto il Covid a metà Dicembre, elemento comunque che ha fatto discutere per l’inattendibilità del comportamento del giocatore proprio in quei giorni.
Anche se credo che Djolovic in Serbia possa fare praticamente quello che gli pare.
Allora mi pare che rimanga solo UNA domanda da porsi (che non commenterò):
1) In Australia, segnatamente nello stato di Victoria, è previsto che chi ha avuto il Covid ed è guarito possa fare attività agonistica professionistica?
a) se la risposta è SI’, mi domando perche non hanno fatto SUBITO un prelievo del sangue per verificare l’esistenza degli anticorpi da Covid nel giocatore!!
b) se la risposta è NO, non basta, Djokovic non deve giocare il torneo.
Tempooo!

Rispondi
bardamu

Sarò strano ma a me pare tutto così semplice: se ad una persona non stanno bene le regole vigenti in uno Stato sovrano non ci si reca. Se poi per sbaglio ci si è recato e non vuole adeguarsi se ne torna a casa propria.

Rispondi
lettore antico

Bardamu hai ragione ma “qualcuno”, sebbene di origine anglo-sassone, deve aver usato le regole come l’elastico delle mutande come si usa da noi.
Se tu o il Gazza, discreto tennista, foste stati iscritti al torneo, sareste già a casa.

Rispondi
Gazza

Precisazioni

1) EX-giocatore causa pompa cardiaca anarchica;
2) Non “discreto” giocatore, ma appena “decente”.

Rispondi
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code