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E PUTIN RINGRAZIA I “SOLITI”…

Io li ho conosciuti bene, anzi benissimo, la genia di contestatori che hanno fatto un’indecorosa caciara di piazza durante la Festa della Liberazione.

No alla NATO, no agli EBREI PARTIGIANI (!), no a Draghi che si oppone all’INVASORE criminogeno decidendo l’invio di armi alla RESISTENZA UCRAINA con l’appoggio parlamentare di persone responsabili a viso aperto.

I caciaroni con quelle parole d’ordine non rappresentavano più del 10/15% della piazza (comunque già troppi per i miei gusti).

Ma URLANO e ULULANO alla luna per camuffare la loro posizione.

Lunare appunto, e alla fine filo-sovietica.

Ho scritto sovietica?

NON è un LAPSUS.

P.s.

Solo le DUE (?) bandiere della NATO col 25 Aprile oggettivamente non c’entravano assolutamente.

 

10 commenti - 1.335 visite Commenta

schetch

In mezzo a tutta quella schiera del 15% ( che poi non so se siano vere quelle cifre io credo di più però…non me ne intendo..) ci metterei: non i “comunisti” in crisi di identità, non i “partigiani” ormai spariti per cause naturali, bensì i cattolici, praticanti, e fedeli! Sì proprio loro; una bella schiera di persone di questo “partito” NON VOGLIONO INVIARE ARMI e ululano alla Pace! Portavoce ufficiale di questa presa di posizione il quotidiano Avvenire e il suo Direttore Marco Tarquinio.
C’è un sottobosco inesplorato al di là delle cifre molto molto cospicuo, esso raggruppa a dx, a sx e al centro truppe…e che non si limita solo alle piazze di ieri.

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Gazza

La cosa che fa rabbia e pena è il fatto che, indipendentemente dall’appartenenza “ideologica” di coloro che erano in piazza a Milano, abbiano trovato “unità” nell’occultare il CONTESTO, i fatti insomma.
Il casino che con grande orgoglio de los cialtrones (compresi i pochi onestamente ingenui), e che vede per ora solo l’Italia sbracare, ha la “finalità” di creare una cortina fumogena che metta fuori contesto il CHI è l’invasore e CHI è stato assalito.
Tutto il resto IN QUESTO (!) CONTESTO è fuffa o puttanatismo (neologismo) alla Orsini.
Ma non era la Festa della Liberazione?
No, era la festa dei protagonisti e fiancheggiatori (!) del NO ARMI ALL’UCRAINA.

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vox

Caro Gazzini, non ho ricordi, da vecchio lettore del suo blog, di toni così aspri in un suo post.
Preciso subito che condivido la sostanza di ciò che ha scritto, ma io il 25 Aprile ho festeggiato il 25 Aprile per ciò che rappresenta e basta.
Poi, a latere, che sia giusto armare la resistenza ucraina non ho alcun dubbio.

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Gazza

Caro Vox, credo che lei sia stato educato e non abbia detto tutto ciò che pensa su quel post.
Lo so io per primo che è sbagliato scrivere sotto l’influsso di una discussione accesa e appena conclusa.
La rabbia è dovuta al fatto che è da decenni che il 25 Aprile si festeggia POCO la Liberazione dal nazifascismo e si predilige molto cogliere l’occasione per far pubblicità alle proprie matrici ideologiche arrivando perfino a gridare ancora il vetero slogan, che oggi è oggettivamente demenziale, del “fuori l’Italia dalla NATO”…

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pierino

“Un cartello. Nel cuore del corteo, nelle vie di Milano. «No alla guerra imperialista della Nato». I tempi sono diventati veloci. Ti distrai un attimo e scopri che l’Ucraina non è stata invasa, devastata e oltraggiata dall’esercito di Putin, ma è una vittima dell’arroganza atlantica. E forse anche l’Italia, tra il 1943 e il 1945, non fu liberata dall’avanzata anglo-americana e dal coraggio dei partigiani (assieme), ma da un gruppo di marziani arrivati da una galassia lontana per amore del Bel Paese”.

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pierino

Gazza, ma tu , con tutta l’esperienza che hai accumulato, l’hai capita questa storia sulla differenza ta armi DIFENSIVE e OFFENSIVE?

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Gazza

Caro Pierino scusa il ritardo.
Io non ho “accumulato esperienza” in campo militare, ma conosco le manfrine dei “furbetti del quartierino”: Conte e Salvini nella fattispecie ai quali si aggiungono “vecchi arnesi” della sinistra anti NATO e qualche cattolico di sinistra (?) pacifista a schema.
Il pacifismo a schema è sinteticamente questo: “sei per la pace o per la guerra?”.
Risibile domanda sempre.
Nella situazione attuale diviene drammatico.
La distinzione fra armi di difesa e di attacco dipende dalla situazione tattica nella quale si può trovare la RESISTENZA ucraina.
Tipo: mi attacca un carro armato “sovietico”, con cosa mi DIFENDO?
Con i fucili e i mitra?
Supponiamo che si crei una possibilità rovesciata, cioè una possibilità della resistenza ucraina di attaccare, con COSA lo può fare?
Sempre con fucili e mitra?
Lorsignori che hanno queste posizioni farebbero prima a dire chiaramente che gli ucraini devono arrendersi!
E poi, nella loro posizione anti europea e anti NATO, si stanno preparando elettoralmente a “grattare la pancia” a tutti quegli italiani che non hanno strumenti valutativi adeguati e che si domandano: “… ma a noi (?!?) che ci frega dell’Ucraina?”.
A quelli che invece quegli strumenti li hanno non resta che l’ulcera.
O piangere.

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Riziero

Sono o sarei un “pacifista a schema” e credevo di avere le idee chiare.
Ora lei mi ha creato qualche dubbio.

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Gazza

Riziero benvenuto.
I dubbi li ho anch’io e parecchi, ma mai sul fatto che un paese libero e proditoriamente invaso abbia il DIRITTO di “difendersi” e, se può, contrattacare.

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Gazza

Ho dimenticato una cosa non marginale: un “silenziatore” alle dichiarazioni pubbliche di Biden sull’invasione dell’Ucraina non è tanto auspicabile, ma INDISPENSABILE.
Se il presidente sovietico non parla mai della possibilità di trattative, o lo fa in termini “provocatori” (leggi inaccettabili), non sarebbe male che il gigantesco staff di Biden cominciasse a proporre “qualcosa” di serio, non tattico!, in tal senso.

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