Torna al blog

MA TU…

Se io ti dAssi la posibilità di decidere un argomento da trattare cosa chiederesti?

P.s.

Se qualcuno scrivesse “meccanica quantistica”, lo banno con insulti pesanti.

60 commenti - 1.708 visite Commenta

Papa Francesco

Pensioni con l’elastico… più e più volte tirate avanti e finta quota 41, per un solo anno

Rispondi
Gazza

DNC, magari sei un prelato e quindi mi scuso, ma le pastorelle erano quelle che detenevano gelosamente le terribili rivelazioni della Madonna di Fatima.
No, da Medjugorje ancora nessuna battuta.
Da Lourdes solo acqua.

Rispondi
DNC

Ahaha . No guarda di prelato c’è ben poco e salvo qualche rara ecceIone direi par fortuna.

Voleva essere uno spunto per una delle tante classifiche , non ho la verità ma ti dico le mie.
Anzi la rendi più fattibile e ti dico i 5 film comici che reputo migliori in assoluto.

5to posto
Blues brothers
4to posto
Provaci ancora Sam
3zo posto
Frankestein Junior
2do posto
Amici miei
1mo posto
Il secondo tragico Fantozzi

Gazza

Intanto siamo dal pianto al sorriso, tuttavia AVANTI!
P.s.
Un confronto tra Cochi e Renato con i Gatti mi risulta impossibile per manifesta superiorità dei primi sui secondi…

Rispondi
Gazza

Marcello, uno dei primi contratti a Umberto Smaila, veronese abitante in Borgo Milano, glielo procurai io per una festina privata a un ultimo dell’anno di un secolo fa.
In seguito, poichè la Piazza Bra aveva le maraje di riferimento per la musica e per “la mela di Eva”, e quella cui appartenevo era composta dalla crema dei musicisti veronesi, seguimmo i primi passi dei Gatti, anche perchè uno di noi era cotto della Spray Mallaby, eterea figura femminile del gruppo agli esordi.
Poi cominciammo ad interessarci al nostro futuro.
Ho avuto la fortuna di vedere dal vivo (ospite e senza quattrini) ben due spettacoli di Cochi e Renato al Peccato Veniale, allora ( anni ’60/’70)rinomato night club della riviera adriatica, di proprietà di Giorgio Ghezzi, già portiere dell’Inter.
Settanta/ottanta posti, non di più.
La prima sera feci fatica a governare la vescica per le risate.
La seconda divenne impossibile a causa dell’inatteso arrivo di Enzo Iannacci, lucidissimo e in forma nonostante una mezza bottiglia di Ballantines in corpo, anzi forse anche per quello.
Genialità surreale allo stato puro con coda al bagno delle signore che notoriamente hanno minor tenuta vescicale.
Dei Gatti ho visto, in tempi e formazioni diverse, un paio di spettacoli.
Valutazione: dignitosi più un tot.
C’est la vie mon ami.

Rispondi
bardamu

I Gatti mi stanno simpatici perché sono rimasti abbastanza fedeli a Verona, nonostante nessuno di loro sia veronese, però avevano una comicità piuttosto grossolana, da liceali fuori tempo o goliardi fuori corso.
Hanno avuto il merito di lanciare nel mondo dello spettacolo alcuni bei nomi, tipo Abatantuono, ma come gruppo sono durati pochissimi anni, anche se hanno avuto un successo strepitoso grazie alla trasmissione “Non Stop”, che ha segnato l’esordio in TV anche di Carlo Verdone, e tanti ancora li ricordano a distanza di 40 anni.
Cochi e Renato sono stati due fuoriclasse, grazie anche alla collaborazione con gente come Jannaci, Beppe Viola e altri nomi del cabaret milanese. Dei veri innovatori.
Sono d’accordo col Gazza: non c’è gara.

Rispondi
Gazza

Hai ragione, anche perchè il vino, uguale identico, è assai più buono in bottiglie grandi.
Non a caso chi se lo può permettere beve da bottiglie “Magnum”.

Rispondi
bardamu

Perché i ristoranti vegani in Italia invece di proporre gli immangiabili tofu e seitan, che oltretutto vorrebbero scimmiottare formaggio e carne ( e non si capisce perché se uno è vegano ) non propongono i meravigliosi piatti della tradizione, a partire dai semplicissimi ma eccellenti spaghetti al pomodoro per finire con melanzane al funghetto, peperoni arrostiti, risotto coi funghi, friarielli e friggitelli e potrei continuare per pagine e pagine.

Rispondi
paperinik

Non scherziamo Schetch. Certe robe le ascolto in rigoroso Monocanale a 45 giri su Philips del 58, sempre a uscita singola. Quale iPod? Roba da fattucchieri. 😎.
PS: i vecchi legni van coi vecchi solchi.

Rispondi
schetch

Paperinik..un mio amico di Castel di Sangro ti direbbe…che te lo dico affà. Con me sfondi una portone aperto su ste robe.. :-))

Rispondi
zz

Io non so scrivere in italiano. Nel parlare mi arrangio, anche perché astutamente sposto sempre la conversazione su cinque argomenti ben collaudati: il passaggio dal socialismo al comunismo, nuovi esempi di cinema underground americano, il secolo di Luigi XIV, magia e ipnotismo, sud-est asiatico.
(Fantozzi, Rizzoli, 1971)

Rispondi
Gazza

Vespa tutta la vita anche se io avevo una Lambretta e adesso un Burgman che dopo DUE giorni di inutilizzo ha la batteria (nuova) scarica…
Fuck fuck and fuck!

Rispondi
Mingon Federico

Buongiorno Gazza, spiegaci come è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire…. grazie Maestro

Rispondi
Mingon Federico

No Erino, volevo una tua lettura della frase dell’immenso Battiato che mi ha sempre affascinato forse perché me ne sfugge il senso o forse perché ne ha troppi….

Rispondi
Gazza

Credo di aver ascoltatto almeno una volta tutto il Battiato e due concerti dal vivo.
Ammetto che certe strofe mi sono sembrate di difficile interpretazione, anzi non ci son riuscito proprio.

Rispondi
Gazza

Dico la mia:
Qual’è la prima e grande BUFALA della storia?

P.s.
Aiutino: dovete pescare nelle vostre reminiscenze scolastiche…
Aiutone: sarà agevolato chi ha visto il film TROY…

Rispondi
Gazza

Fuochino Skywalker fuochino.
Hai fatto un post in stile “Gazziano”, quindi meglio esplicitare…
Buttati con indomito coraggio!

Rispondi
letore assiduo

Mi butto.
Attraverso le tracce del Gazza e di altri lettori, la prima grande bufala della storia dovrebbe esssere quella che fu il cavallo di Troia progettato da Ulisse a far vincere la guerra ai greci.
Nell’Iliade omerica non c’è traccia di quel cavallo.

Rispondi
zz

Egregi, tirato direttamente in causa non mi esimo.
Ricordo di aver letto da qualche parte che “cercare l’alba dentro l’imbrunire” significa, in buona sostanza, riuscire a scoprire dentro di sé nuovi confini e speranze, tipici dell’alba della nostra esistenza, anche quando la vita volge al suo tramonto.
Il “maestro” citato è quasi sicuramente G. I. Gurdjieff, pensatore, filosofo e musicista vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, fondatore di una scuola di pensiero che ricercava la “Quarta Via” e che ha direttamente ispirato la vita, non solo musicale, del Battiatone nazionale.
Per ulteriori approfondimenti invito a ricerche dedicate sul Web: sento infatti di stare per avvicinarmi troppo al limite imposto dal Dominus nel post iniziale, e non vorrei passare dallo stato di pigrizia a quello di bannato in un sol colpo.

Rispondi
Mingon Federico

…aZZ… graZZie ZZ ed estendo i ringraZZiamenti al Dominus GaZZa, che quando dubita o non sa, comunque ti indiriZZa. Leggero’ il pensiero di
Gurdjieff, di cui ignoravo l’ esistenZZa.
PigriZZia a parte…😀

Rispondi
Gazza

Su ZZ e la musica si va sempre sul sicuro.
L’aggiunta letteraria mi apre nuovi orizzonti per un suo sfruttamento.

Rispondi
Gazza

Non nascondo una certa sorpresa sul fatto che nessuno abbia omaggiato Lettore Assiduo per la soluzione del mio non facile quesito sulla sulla questione del Cavallo di Troia, prima bufala della storia.
O è fresco di studi o la letteratura è una sua materia di insegnamento.
Infatti nel poema omerico (Iliade) NON ESISTE nessun riferimento alla furbata di Ulisse.
Essa infatti appare settecento anni dopo nell’Eneide di Virgilio.
Quindi complimenti a Lettore Assiduo.
Una menzione di merito anche a Skywalker che cita il Laocoonte (Eneide) che, inascoltato, si opponeva vivacemente a far entrare il cavallo dentro Troia: “timeo Danaos etiam dona ferentes” (temo i Greci anche quando portano doni).
Conclusione: state attenti a farvi promulgatori delle miriadi di bufale che vengono fatte girare sui “social”, soprattutto quelle provenienti da imbonitori da fiera camuffati da capi politici.

Rispondi
Gazza

Dimenticavo la spiegazione del perchè il Cavallo di Troia è una bufala, oltre al fatto che Omero non la menziona.
Se i greci vinsero la guerra fu per la presenza del guerriero dei guerrieri: il semidio Achille.

Rispondi
Skywalker

Scusate ma sta faccenda del cavallo di Troia mi ha incuriosito perché dalle mie reminiscenze liceali ammetto che ricordavo ben poco oltre alla celeberrima frase di Laocoonte che ho citato. Però qualcosa continuava a non quadratini lo stesso.
Così stasera nonostante la partita Olanda Argentina ho “gugolato” ed ho approfondito la questione.
Il cavallo nell’Iliade non c’è. Ma questa difatti finisce prima della conquista di Troia.
Però nell’Odissea invece già c’è! Solo che compare marginalmente ma, pur tuttavia, con i canoni della vicenda ampiamente approfondita da Virgilio.
Quindi azzardo e mi butto: dove sta la bufala?
Cfr. Odissea libro VIII, vv. 485-522

Rispondi
Gazza

Attenzione!
Mi frulla per la capa l’effettuazione di un’indagine “demoscopica” che può pregiudicare per sempre la stima che 2/3 lettori hanno del sottoscritto.
Vedremo domani.

Rispondi
Gazza

Fregato!
E bravo Skywalker, mi sono fidato troppo della mia vetusta memoria dimenticando il breve cenno al “cavallo” che appare nell’Odissea arrivando subito all’Eneide dove il “trucco” è sviluppato con dovizia di particolari.
La presunta “bufala” sta nella vulgata che vuole quello stratagemma il fattore della vittoria greca che nella mia memoria andava sostanzialmente attribuita ad Achille.
Bravo tu e pirla mi.

Rispondi
Skywalker

Si parlava di Cochi e Renato + Iannacci…
Ebbene: ieri a vedere Cristiano Ronaldo uscire in lacrime dal campo mi è venuta in mente “ho visto un re”.
Lacrime assolutamente ridicole per non dire di peggio, pensando a cosa sia questo calciatore, secondo me. Il più antipatico della storia del calcio

Rispondi
Gazza

Abbiamo visto un “re” che piangeva…
Vai a sapere il perchè, anche se si è accorto da tempo che sta per uscire di scena in un modo molto diverso da come probabilmente sel’aspettava.

LEZIONCINA di “Minima Moralia”
Le centinaia di milioni di euro posseduti non bloccano la ghiandola lacrimale (a meno che l’autorevole Dott. Bardamu non mi smentisca).

P.s.
“Minima Moralia” è un testo di T.Adorno di 70 anni fa.
Durante un esame universitario, pur premiandomi con un 27, il docente mi martellò su quel testo che avevo poco compreso ma dal quale porto via un’aforisma che ha fatto parte della mia bussola esistenziale:
“La scheggia nell’occhio è la migliore lente di ingrandimento”.

Rispondi
Gazza

Ehi, sto ancora valutando l’opportunità del “famoso” sondaggio demoscopico dei lettori del Blog.

Rispondi
canegrandis

Buonasera.
Approfitterei della possibilità concessa per un argomento che mi fa un po’ “rosegar”,
Ho letto stamattina, a pagina 6 de “Il Sole 24 Ore”, un pezzo firmato da Marco Rogari che inizia diverse frasi utilizzando delle congiunzioni.
Due cominciano con “Che però”, altre due con “Ma”, una con “E con” e un’altra con “E anche”.
Ai miei tempi le concessioni in merito erano minime e i periodi complessi formati da principale, coordinata e/o subordinata non erano proibiti.
E’ cambiato qualcosa?
Grazie.

Rispondi
bardamu

Ricordo qualche anno fa un “redarre” al posto di redigere nel sottotitolo in prima pagina di un quotidiano nazionale.

Rispondi
Gazza

Prima di tutto un bentornato al Gran Khan.
Gli esempi che descrivi sembrano anche a me degli errori grammaticali.
E (!) le regole grammaticali sono sempre state piuttosto rigide.
Sui quotidiani scrivono giornalisti con lauree e corsi di studio diversi e la grammatica esige allenamento, cioè buone letture e qualche “ripasso”.
Io credo che in futuro non molto lontano il linguaggio cambierà significativamente.
Perchè?
Lo so io ma non lo dico.

Rispondi
Gazza

CORNER PRIVATO

Sono ormai anni che non ho il piacere di “monologare” (neologismo) col Gran Khan, un uomo dall’intelligenza raffinata come pochi.
Ci si incontrava alla fine delle partite dell’Hellas a cazzeggiare con un gruppo ristretto.
I commenti erano talora un poco “sbracati” come si conviene nel commentare una partita di calcio con i suoi annessi e connessi.
Il Gran Khan ascoltava silente e riservato.
Poi all’improvviso un suo stringato commento con la caratteristica della “sentenza” definitiva, dopo di che, quasi sempre, ci si salutava perchè ogni chiosa sarebbe stata in più.
Caro Khan, il tuo post avente il valore di un certificato di esistenza in vita (guardate che tale documento esiste!) è stato un vero piacere.
Mi sono ripetuto?
1) chissenefrega
2) il Blog è “mio” fino ad un eventuale licenziamento
Punto.

Rispondi
Gazza

Per DNC.
Nel mondo dello spettacolo è noto che far ridere è molto più difficile che commuovere.
Nei film da te citati concordo sull’eterno Fantozzi, anche nei film meno riusciti, poi il Provaci ancora Sam e Amici miei.
Ma nessun film comico può raggiungere la vetta de “La Febbre dell’Oro” di Charlie Chaplin.
Gazza dixit.

Rispondi
bardamu

Mi sono sempre interrogato sui meccanismi che muovono al riso persone particolarmente riottose, quali lo scrivente.
Non rido facilmente, e mi sono accorto che certi film, che all’uscita mi avevano fatto ridere di gusto, rivisti mi hanno lasciato assai freddo.
Mentre ci sono scene che, nonostante le conosca a memoria, mi fanno sempre scompisciare. Un esempio del primo tipo è l’Alleniano “Amore e Guerra”. Un esempio del secondo è la scena ne, “La banda dei Babbi Natale”, che si svolge al Museo di Storia Naturale tra Giovanni e la moglie, quando i tentativi di spiegare la sua bigamia vengono continuamente interrotti da camerieri e suonatori di violino.
Durante la proiezione al cinema di “Forrest Gump” fui l’unico spettatore, con qualche imbarazzo, a ridere fino alle lacrime alla battuta “Sono un po’ stanchino” pronunciata da Tom Hanks dopo la famosa corsa attraverso l’America.

Rispondi
canegrandis

Caro Dominus,
il certificato è valido e spero non scada a breve augurandomi altrettanto per il tuo e quello dei frequentatori di questo blog.
Cercherei volentieri quelle doti di cui mi gratifichi ma sarebbe tempo perso, per cui mi limito a ringraziarti con simpatia e stima.

Rispondi
Mingon Federico

…. condivido Vs giudizi sui film comici, ma confesso che pur non provando simpatia per Pieraccioni, una sera ormai lontana entrai con la mia signora in una sala dove davano “Il ciclone”. A dispetto delle nostre aspettative quasi nulle, ridemmo per due ore…direbbe Mastro Puliero …da pissarse adosso.

Rispondi
Mingon Federico

Scusami Erino, il dialetto non è il mio forte…Mica come certi sanzenati che i par fati par tegner su Verona🫡🫡

Rispondi
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code