04
ott 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

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IL PAGELLONE DI PARMA-VERONA

SILVESTRI 7 Due paratissime, su Karamoh e Brugman che contengono la sconfitta, se non altro numericamente. Sul gol di Kurtic non è colpevole. Festeggia la convocazione in nazionale con una sconfitta che il Verona non meritava. Ma ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, di meritare la chiamata di Mancini.

CETIN 6 Buco clamoroso, dopo soli trenta secondi dal fischio d’inizio, su Kurtic che,  tutto solo davanti alla porta, batte facilmente Silvestri. Un errore che, a conti fatti, pesa in maniera decisiva sul risultato, ma che non rovina del tutto la sua prestazione. Perché comunque poi difende bene, con palla a terra o nel gioco aereo. Questo per dire che non è uno che rimane sugli errori, ma ha la forza per rialzare la testa. Deve avere la stessa concentrazione dall’inizio alla fine, però.

TUPTA (dal 40′ s.t.) s.v.

GUNTER 7 Il migliore della difesa, dal suo capoccione passa anche un pallone che con un po’ di fortuna in più si sarebbe potuto trasformare nel gol del pareggio. E’ un pilastro per la retroguardia del Verona, sempre attento. Lo scorso anno qualche disattenzione aveva rovinato le sue partite. Oggi la mentalità sembra essere migliorata esponenzialmente.

LOVATO 6 Dopo il primo sbandamento di tutta la difesa si registra e rialza la testa insieme ai compagni. Rispetto a Roma e Udinese trova anche il coraggio per spingersi in avanti e supportare Dimarco e Lazovic. Costretto ad uscire per un problema muscolare, l’ennesimo in questo inizio di campionato per il Verona.

LAZOVIC (dal 45′ p.t) 5.5 Fisicamente ancora tremendamente indietro, ma non poteva essere diversamente visto che rientrava da un infortunio al ginocchio. Non ha il passo per poter saltare lui, sua caratteristica principale. Deve lavorare molto, mettere benzina nel motore e alla ripresa sarà tirato a lucido.

FARAONI 6 Ha una grandissima occasione, che poteva gestire meglio. Calcio a botta quasi sicura ma si inceppa su Dermaku che la mette in angolo e salva la porta di Sepe. Non è arrembante come al solito, ma il suo lo fa sempre. Mi auguro che non sia stato condizionato troppo dalle voci di mercato. E soprattutto spero che rimanga al Verona.

TAMEZE 5.5 Va a corrente alternata. A volte delizia gli occhi con giocate di fino, altre incappa in errori che non si possono accettare da un giocatore di serie A. Non è possibile che aspetti che il pallone gli arrivi sempre sui piedi. Deve metterci qualcosa di più, sennò partite come queste lo travolgono. Anche lui fisicamente deve lavorare per trovare la migliore condizione.

ILIC 6.5 E’ lento, lentissimo. Ma ha piedi educati, molto educati. Non ricordo un pallone sciupato in malo modo. Con passo compassato riesce a manovrare con disinvoltura e grazie al fisico vince la lotta di centrocampo, zona sulla quale, va detto, il Parma non investe, visti i reiterati lanci lungi per le punte esterne. Un’altra nota positiva deriva dal fatto che cresce col passare dei minuti, l’unico, onestamente dei gialloblù a farlo.

DIMARCO 5.5 Oggi non mi è piaciuto, affatto. Si fa bruciare da Karamoh nel gol che decide la partita. Da lui passano tantissimi palloni e molti li spreca malamente con passaggi imprecisi e cross inconcludenti. E’ un ragazzo che ha qualità e tiro preciso, oggi, però, non pervenuti. Costretto nel secondo tempo a fare il terzo di difesa, rimane più bloccato, impegnato più a controllare che attaccare.

ZACCAGNI 6- Parte bene, con grande voglia e, forse, anche con la consapevolezza di avere grande responsabilità. Si muove con agilità e spesso gli avversari per fermarlo ricorrono al fallaccio sistematico. Ciò nonostante rimane una spina nel fianco, nonostante la brillantezza non sia dei giorni migliori. Non trova in Dimarco un supporto valido. Esce nei primi minuti del secondo tempo, forse in debito di ossigeno.

COLLEY (dal 12′ s.t.) 6- Ho letto giudizi esaltati ed esaltanti sul ragazzino e francamente non ne capisco il senso. Se non può essere lui a salvare capra e cavoli, ci si aspetta almeno che entri con un altro impatto. Bello il pallone che Favilli sciupa clamorosamente, ma da un 18enne mi aspetto che spacchi la partita, anche sbagliando, ma entrando con più voglia. Sono convinto che farà vedere cose interessanti, magari dalla prossima.

BARAK 5 Troppa fatica a trovare il passo e la posizione corretta in campo. Non ha il dinamismo che serve ad una mezza punta per creare scompiglio. Qualche inserimento e qualche tentativo di innescare la superiorità, ma poca roba. Fisicamente una leggera involuzione. E infatti nel secondo tempo dura poco più di dieci minuti.

SALCEDO (dal 12′ s.t.) 5.5 Per lui vale lo stesso discorso fatto per Colley, magari anche con un pizzico di severità in più. Perché conosce già la categoria, conosce già il gioco del Verona e sa cosa voglia Juric da lui. Atteggiamento un po’ troppo passivo. Deve capire che questo sarà il suo ruolo quest’anno: partire dalla panchina per entrare in corsa ed essere letale. Prima lo capisce, meglio è, per lui e per la squadra.

FAVILLI 5 Generoso e coraggioso nel buttarsi su ogni pallone. Fino al 75° lotta con grande caparbietà. Ma è proprio al trentesimo che si ritrova sui piedi un pallone che deve solo spingere in porta, a trenta centimetri dalla linea, a Sepe battuto. Occasioni così non puoi permetterti di sbagliarle, perché determinano il risultato finale. Ora, non venga flagellato dalla pubblica piazza. E’ un errore e ci sta. Merita fiducia e il tempo per crescere.

ALL. JURIC 6 Difficile chiedere di più al mister che, tra l’altro, deve rinunciare già nel primo tempo a Lovato per un problema muscolare. Nonostante gli uomini siano contati, nel primo tempo in campo (gol a parte, mica poco, lo so) c’è solo una squadra meritevole di questo nome. Le idee sono sempre quelle. Nella ripresa i suoi calano e non riescono a trovare la forza per riacciuffare la partita. Innegabile il suo malumore, consapevole di non avere ancora la squadra giusta. Tutto dipendere dal mercato, vero crocevia per la stagione del Verona.

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