09
dic 2019
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MILK TO THE KNEES

Non si sa, pare, l’origine di questa significativa ed educata espressione: “Latte alle Ginocchia” (cercatevi il significato se non lo conoscete).

Il clima sociale, politico italiano e quello natalizio mi pare quello giusto (fatta eccezione per i riti liturgici dei credenti, sempre rispettabili).

Per onestà devo ammettere che anche la rilettura di alcuni miei post ha prodotto alcuni “litri di latte”.

Ma la proposta che vi faccio è quella di postare il peggio che vi abbia procurato quell’ effetto nei vari campi:

a) Musica e canzoni (italiane e straniere, non preoccupatevi della traduzione, dove posso lo faccio io e nemmeno se non sapete come si fa un “link”, mi basto il titolo);

b) Film di ogni genere, specie, ma non esclusivamente, quelli che avete trovato melensi al limite della sopportabilità;

c) Notizie giornalistiche o televisive;

d) Tweets o post apparsi sui vari social, sono preferiti, ma non esclusivi, quelli di carattere “scientifico” (campo vastissimo, comprese le scienze sociali);

E’ vero, siamo produttori di latte “contigentati” a livello europeo, ma ettolitro più ettolitro meno non darà origine a sanzioni.

Per questo Topic c’è tempo perchè, contrariamente alle apparenze, richiede una buona memoria, visto che la nostra psiche tende a rimuovere le cose sgradevoli.

Alè!

 

P.S.

Alè!, già sempre Alè!

Ma, mannaggia ‘a m…, Juric, Juriiic, sei bravo davvero, ma il Dawidowicz lo DOVEVI cambiare, era “munto” (!?) e con un “giallo”… va bòn gh’è de peso…

04
dic 2019
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1.114

E’ CRISI!

Parlo della mia ovviamente.

Motivazioni varie.

Una in particolare.

Ho ricominciato a seguire la politica sui giornali, credevo, data l’esperienza passata d’essere VACCINATO a tutto il peggio, ma non è così.

Sembrano avere ragione tutti, anche i più strafalcionisti (neologismo), ma non può essere così.

Perchè?

Lo ripeto per l’ennesima volta: LA VERITA’ E’ SEMPRE UNA ED UNA SOLA.

Quale?

Quella in cui le COSA E’ AVVENUTA.

E un cervello che vuole essere raziocinante va in crisi, comincia a “friggere”.

Comunque un nuovo Topic verrà fuori in settimana.

Statemi bene.

Se potete.

 

24
nov 2019
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88

No, non sono i “bariloti”, così come viene chiamato quel numero durante le tombole veraci dove il “bale”, uomo o donna della chiama, aveva un’espressione per ogni numero, e se non la sapevi erano ‘azzi tuoi e restavi indietro.

No, quel numero rappresenta QUANTITATIVAMENTE il numero GIORNALIERO di donne vittime di violenza in Italia.

Il dato, inaudito, frastornante, è fornito dalla Polizia di Stato sulle violenze di genere.

Le vittime italiane sono l’ottanta per cento e i carnefici italiani sono il settantadue per cento.

Geograficamente non v’è distinzione, dal Piemonte alla Sicilia.

Il soffermarsi sulla “tipologia” dei crimini commessi appartiene a coloro che NON vogliono capire davvero il significato di quel numero.

Scheletri nell’armadio non ne ho, le donnE le ho sempre amate e forse in quel plurale c’è una vena sostanziale di senso di colpa,

Perchè?

Perchè se ne hai amate più d’una contemporaneamente, un certo tipo di sofferenza (violenza sul sentimento) l’ho certamente procurata, non c’è scampo.

Tuttavia celebrerò la giornata (una??) a loro dedicata con un minimo di dolcezza, facendo ricorso ad una memoria, la mia,  logorata anche, ma ancora vivace.

Non potendo postare i link musicali qui sul testo, lo farò nel primo post a seguire.

Ottantotto, 88, cercate di non dimenticare.

20
nov 2019
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1.161

VERONA MENO RICCA “NO GH’E’ VERSO”…

Di tutto un po’ e di qualcosa molto.

Con la morte di Roberto Puliero Verona sarà davvero più povera.

Di ironia caustica, fino al “lieve” (…) sarcasmo, che pare un ossimoro ma non lo è.

Di satira vernacolare, anche***.

Non dimenticando il “suo” Teatro.

Ci conoscemmo alla metà degli anni ’70 quando chiesi al regista della Barcaccia, Giorgio Totola, di venire per una recita nella fabbrica ABITAL, occupata da un mese per la difesa del posto di lavoro.

Allora Puliero era “Attor Primo” della Barcaccia.

Una sua scelta di vita professionale nei primi anni ’70 ebbe anche una non marginale, ma felice, conseguenza sulla mia vita.

Quando glielo dissi, accolse la cosa con alcune gradite frasi, mai di circostanza, perchè Puliero era anche così.

 

Un mesto addio ad un gran personaggio della Verona Culturale e Sportiva.

 

*** Non ho citato Beppe “El Bifido”, pur sapendo che è un ottimo “vernacoliere”, perchè non so se sia ancora in attività.

27
ott 2019
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3.021

THE LONELY CROWD (La Folla Solitaria)

Potrebbe bastare solo il titolo, uno splendido ossimoro, per capire almeno qualcosina di noi, di tutti noi.

A coloro che pensano di essere autodiretti, e alcuni in verità ci riescono perchè leggono, s’informano, con fatica e talora sanno essere e restare dentro una “comunità” che non riconoscono sempre come propria, sanno confrontarsi col massimo della civiltà necessaria, sempre necessaria in un CONFRONTO, e sono tra i pochi che SANNO, non felicemente, quando alcune loro scelte sono in realtà eterodirette.

Poi ci sono gli eterodiretti totali che non sanno di esserlo, almeno fino a quando non prendono 2/3 smusate dalle loro “spiritual guidance”, che possono essere un politico, una “guida totemica televisiva”, il Capoufficio e così via.

E i poveretti non sanno che non ne verranno più fuori, e allora magari si rifugiano in qualche “gruppo culturale” di facebook (!), cercando di manifestare la loro “autonomia” (autodiretta?!) con qualche post o con qualche “like”.

Poi ci sono quelli come “il batoccolo” (battaglio) delle campane che sbattono un po’ di qua e un po’ di là.

Ed infine ci sono quelli cui non frega niente di niente: “…non mi frega del brutto voto di stamattina, delle strillate di mia madre per come mi s-vesto per strada, che proprio lei parla avendo un amante “toy-boy” di dieci anni più giovane…, a me basta che stasera il Giangi venga alla festa da solo, senza le solite squinzie che poi me lo “lavoro” io…” (sentita ieri sera in Corso Portoni Borsari).

E poi, e poi basta perchè questo non è tratto dal libro di David Riesman, che è stato ri-editato nientemeno che dall’Editrice Il Mulino dopo sessantanni, per il valore ancora attuale delle cose colà analizzate.

Io sono andato un po’ a… libera memoria, che è quella che è.

p.s.

Se una rivoluzione non è un pranzo di gala… ( Mao Zedong ex Mao Tse Tung dixit)

FIGURATI LA LIBERTA’ e LA LIBERTA’ DI PENSIERO!

09
ott 2019
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4.219

UN TENTATIVO INDEGNO PER INFAMARE LA PIETAS

E’ noto che non aderisco a nessun social, a meno che non si voglia equipararli ridicolmente a questo Blog.

Ma ho qualche serio informatore, incazzato, a suo dire, perchè “uno come me dovrebbe combattere (?!) su facebook” che talora mi porta la rassegna dell’orrore.

Ultimo naufragio di disperati, salvi 20 su 50.

Ecco alcuni commenti:

1) Maria Teresa S. (ometto il cognome per pietà laica): PURTROPPO NEL MEDITERRANEAO NON C’E’ LO SQUALO BIANCO…

La suddetta Maria Teresa S. è una devota del Crocefisso che esibisce con religiosissima devozione sul suo account privato.

 

2) Enzio M. : SE RESTAVANO A CASA NON SUCCEDEVA… NON MI INTERESSA L’EVENTO…

Enzio M. nel suo account  esibisce l’immagine di Gesù invitanto a contraccambiare gli aiuti del Cristo.

 

3) Paola R.: SARO’ CATTIVA MA SPERO SUCCEDA ANCORA…

Paola R. nel suo account ha l’immagine della Madonna col Bambin Gesù, incorniciata dal rosario con sotto la scritta più infame che si possa leggere:

“Madonna proteggi TUTTE LE MAMME DEL MONDO (a casa loro immagino intenda l’ignobile) E DAI LORO LA FORZA DI NON ARRENDERSI MAI…

 

Quando ancora non si parlava di “haters”, scrissi anni fa un Topic sulla sensazione che stava diffondendosi una categoria di “odiatori” (così la chiamai).

Ci fu polemica e scrissi un secondo Topic indicando i particolari; ci fu polemica anche lì e persi un amico che mi era caro, devo farmene per forza una ragione anche se sbagliava macroscopicamente e non aveva nulla a sostegno delle sue tesi pur essendo molto intelligente.

I mantici odiatori, sia i prezzolati che gli sfigati, sono destinati a crescere, sepre più convinti che in ogni campo la loro “opinione” vale una qualsiasi altra, fenomeno tipico dell’assenza di cultura generale e di base..

E c’è pure chi vuol dare il diritto di voto ai sedicenni, senza memoria storica -che non apprendono a scuola – e tra i più ritardati scolasticamente in Europa! ( dati di INVALSI).

 

 

 

20
set 2019
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108 a 7 (milione più, milione meno)

Non senza qualche ragione, la nostra società (mondiale) si occupa dei vivi e praticamente mai dei morti.

In una delle ultra rare volte che ho guardato per una decina di minuti Bruno Vespa nel suo “Porta a Porta” gli ho sentito profferire questa che se non assomiglia ad una bufala, appare una grave leggerezza (o voluta ignoranza):

“… Duemila anni fa quando tutto (??) è cominciato…”

E prima?

Mi ha sempre affascinato, al contrario di Vespa, il fatto che TUTTO quello che troviamo oggi sulla Terra, nel bene e molto nel male, proviene da persone morte, alcune da molte migliaia di anni.

Un Istituto di ricerca no profit statunitense, stimato dalla comunità scientifica, si occupa da molti anni di demografia sociologica.

Per tale istituto (Population Reference Bureau), da calcoli necessariamente approssimativi (ma non macroscopicamente), ha calcolato che dall’apparizione dell’ Homo Sapiens (50.000 anni fa circa) al 2011, data nella quale l’O.N.U. ha quantificato la popolazione mondiale in 7 Miliardi, ci sono stati in precedenza 108 Miliardi di umani apparsi sulla Terra e deceduti.

Vespa parla “dell’anno zero quando tutto(?) è cominciato” riferendosi probabilmente alla datazione cristiana che comincia ad enumerare gli umani, le loro scoperte, i loro scritti, la loro VITA e il loro “lascito”, dalla nascita del Cristo.

E prima?

Platone, Pitagora, Aristotele, sicuramente meno noti di Ronaldo o della Madonna di Medjugorje, appartengono alla leggenda o alla fantasia?

Partendo dal primo amplesso di un “Homo Sapiens e una Donna Sapiens” che diede origine al primo nascituro, quindi DUE viventi fino all’ “anno Zero vespiano, si calcola (con approsimazione) che fossero vissuti e morti circa 58 Miliardi di persone, con tutto il loro “portato”.

A questo punto mi sono chiesto, con una competenza teologica pari allo zero assoluto, le religioni pre e post-cristiane, ma in primis quella cristiana, dove collocano quei 58 Miliardi di esseri umani che, ad esempio, non possono aver ricevuto il Battesimo e quindi sono preclusi a trovare un posticino in Paradiso?

Senza aggiungere che i nati e morti prima dell’”anno zero” sono quasi equivalenti a coloro che sono nati e morti a partire da quell’anno.

Se qualcuno si ponesse la domanda del perchè mi è sfruculiata l’idea di un topic come questo, non trovo facile dare una risposta, o almeno esplicare tutto quello che gira nella mia testa su quanto sopra scritto.

Se devo esplicare ulmeno UNA delle motivazioni, prima dico che parte da lontano e dalla mia passione per l’antropologia evolutiva, poi, in modo più banale, se volete, è il fastidio al limite dell’intolleranza, il fatto che il TUTTO è rappresentato dall’OGGI, o se volete, “dall’anno zero” vespiano.

Perchè molti sono gli uomini e le donne che hanno calcato questa “cruenta polvere” (Manzoni) senza essere stati battezzati, ed in valore assoluto, molti di loro meriterebbero un posto in prima fila nel Paradiso Cristiano.

p.s.

Per il Paradiso  Islamico e delle leggendarie vergini Huri colà a disposizione, non provo interesse per totale assenza di elementari conoscenze, a meno di non avere a mia disposizione uno scienziato di Religioni comparate che non ho.

Nè cerco.

 

06
set 2019
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2.447

CREDO D’ESSERE UN’ARNA E NON UNA DUNA

E’ più probabile che io sia un’Arna, un’auto-toilette prodotta in cooperazione dall’Alfa e dalla giapponese Nissan a partire dal 1983 al 1987.

In quattro anni aveva almeno un problema medio/grande all’anno.

E ciò che accade anche a me, anche se gestisco il tutto con moderata serenità, quella dell’ineluttabilità del tempo che, dal passo svelto, ha cominciato a corricchiare.

Non sono un eroe, in questo campo gli eroi sono ALTRI, l’ho già spiegato in un Topic precedente.

Ho fatto alcune rinunce non proprio gradevoli,  ma a qualcuna non intendo rinunciare fino a quando non sarà il mio corpo ad ordinarlo.

Attenzione che non sono nemmeno un pirla, parlo e discuto coi medici, poi e talora mi faccio dare delle percentuali di rischio e decido.

Con questa sindrome dell’ essere un’Arna, ho riguardato gli album di fotografie da quando sono nato fino a quando le uniche foto che faccio sono le foto-tessera per i documenti.

Beh, guys, riguardando le foto del passato, dove in molte sono raffigurati eventi importanti un bel tot, non ho provato la MINIMA nostalgia, semmai una certa consapevolezza di aver avuto una vita abbastanza piena e, toh sul conto, anche avventurosa pur con qualche rischio pesante di troppo.

La sensazione di pienezza del mio buon vissuto, direi ben percepito per poterlo trasformare in una vera modalità dell’essere, anche se non sono un filosofo o un letterato, mi ha fatto capire ne sarebbe bastato 1/3 di  per essere tale.

Tuttavia un problema, e grosso, nell’essere diventato un’Arna c’è, ‘azzzo se c’è.

Per non doverla rottamare i medici-meccanici mi hanno fornito quattro “additivi chimici” (leggi farmaci) per la benzina (da usare per tutta la vita rimanente).

TUTTI è quattro sono… INIBITORI delle varie fasi della sessualità!!

Cari lettori, se qualcuno vicino alla mia età, se l’è messa via, passi, ma chi scrive l’impulso sessuale mentale (e non solo) lo considera ancora un pilastro dell’esistenza (Philip Roth dixit, e io confermo).

L’aiuto, un po’ paradossale lo ammetto è che dal 4/8/2008, data del mio matrimonio formale!, tutta la passione erotica e i vari ” deep feelings” (alla mia evito il termine LOVE per decenza), sono sempre stati concentrati su mia moglie, a 7.000 kilometri di distanza…

Per “aiutarla” (non ne aveva bisogno), le ho detto di pensare d’essere la moglie di un pescatore professionista che parte per mesi attraverso il mare e dopo torna.

Lei ha sorriso regalandomi una tenerezza quasi, quasi…, commovente.

Quanti commenti, dubbi,  il darsi di gomito con un sogghigno, ci sono stati tra pseudo amici e non e credo ancor ci siano, ma solo l’amico Lupo ha avuto il coraggio e l’intelligenza di affrontarli faccia a faccia.

That’s my life and you HJ Yourself (acronimo per competenti-ndg).

p.s.

Avrei voluto essere una duna, non quel cesso di auto della Fiat, ma una duna del deserto per vedere “Gli Uomini BLU! (Tuareg), BLU come i miei 11 che in braghette e maglietta cercano ancora di darci qualche emozione.

Ma, ahimè, anche i Tuareg sono diventati da qualche anno musulmani e JIHADISTI, purtroppo e inevitabilmente “nemici”.

27
ago 2019
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18
ago 2019
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WOODSTOCK CHI?

Il 15 Agosto 2019 è stato il 50° anniversario del Festival-Festa di WOODSTOCK.

Per più di un anno in italia non se ne seppe nulla o quasi, almeno dal punto di vista musicale, e nemmeno le riviste specializzate (musicali) offrivano notizie approfondite.

Neanche dopo l’uscita del film WOODSTOCK (due anni dopo…) non mi interessò  più di tanto come fenomeno para-cripto-hippy.

Evento liberatorio?

Ma ddechè, di grazia.

La musica, le novità musicali era ciò che mi interessava, e su questo nella mia “maraia” ero minoranza, ma qualificata.

I maggioritari rimarcavano molto il “dato politico” ( ma quale, chi, dove, a WOODSTOCK!!), ma io su quel Festival-Festa starò sempre con l’opinione del grande Frank Zappa!

Qual’era?

Beh intanto cercatela un po’, magari alla fine ve la dico.

Perfino il sommo J. Hendrix, e non certo per ragioni di “scaletta” (più volte rimescolata e impossibile a stilarla seriamente), suonò per ultimo al mattino (!) dell’ultimo giorno, davanti a circa trentamila persone rimaste, dei quattrocentomila che si narra vi fossero nei giorni precedenti.

Novità pochine, se si pensa che quella quasi unanimemente riconosciuta fu l’esibizione di Carlos Santana…

Se faccio un estremo sforzo di memoria, mi ricordo l’esibizione di John Sebastian, completamente “fatto” (bisogna vedere il film per capirlo), ma era bravo .

Poi qualcosa degli WHO e qualcosa di Joe Cocker (cantante di “covers” molto personalizzate, diciamo così).

Lessi da qualche parte che forse il festival dell’Isola di Wight del 1970 fu, almeno musicalmente,  più significativo e meno “favolistico” di Woodstock.

E dopo l’è Agosto…