11
ago 2017
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Par tirar tardi

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SE NON E’ LA MEMORIA, CHE COS’E'?

Prendo lo spunto da alcuni post dell’ultimo Topic (Lupus e MaXXX) per aprirne uno, solo apparentemente, di tipo “agostano”.
Il fatto (accaduto a me e chissà a quant’altri):
questa mattina mi sono svegliato con una “strana” musica nella testa.
La definisco “strana” perchè avevo la certezza assoluta (?) che fossero decenni che non la canticchiavo o che l’ascoltavo.
In realtà era MEZZO SECOLO…
Ossessiva.
Però verso il pomeriggio inoltrato e benchè stessi facendo esercizi in palestra, mi sono reso conto che non ne ricordavo una sola parola (poi si capirà il perchè).
Cominciai quindi a fischiettarla in un loop anch’esso ossessivo, per me e per chi, malauguratamente, mi ascoltava.
Ci sono delle applicazioni per cellulari che, se riesci a dare l’intonazione giusta, prima o dopo ti dicono il titolo.
Ho provato con la mia e con quella di due soci di palestra (speravano ovviamente che così l’avrei smessa).
Ciccia.
Casa, prepara la cena, guarda la tv, e dai giù ancora con questo fischiettare.
A mezzanotte decido di andare su internet, prima provo una “chiamata” in italiano col nisba risultato.
Provo allora con “The Best Whistle Songs” (ve ne sono di bellissime), ma niente da fare.
Allora (a proposito di ossessioni), temendo che con il sonno, domani, non l’avrei più ricordata, la registro sul mio cellulare.
Naturalmente comincio ad ascoltarla 5, 6, 7 volte e… “tiiiiing” due domande scattano (dove scattano carissimo Lupus??):
1) qual’è lo strumento musicale che più ricoda il “fischio modulato”: l’armonica a bocca, elementare Watson!
2) siccome non si trattava di un blues, dove esistono centinaia di canzoni per sola armonica, non poteva che trattarsi di un… FILM!
Hai detto niente, ma era un passo avanti, e comunque se era così vivido nella mia testa doveva trattarsi di un film importante ma non recente.
E allora vai con la lista dei fim candidati al premio oscar, imposto fisso su youtube “soundtrack” e comincio con i titoli originali a partire dagli anni ’80 andando a ritroso.
Perchè dagli ’80?
Pura casualità o forse perchè è del 1984 uno dei miei ultimi tormentoni, rigorosamente “whistle”.
Ascolto le colonne sonore di una quarantina di film degli anni ’80, buco.
Ormai è diventata davvero una sfida-ossessione con la mia memoria e vado con una quarantina di colonne sonore degli anni ’70, con un’ inquietante domanda, e se non fosse un film candidato agli Oscar?
Comincio 1979, …78…, 77…, 1970 eevai, vai, TOH, BECCATO!
Troverete il link del pezzo di John Barry, una splendida “title track” per uno splendido film, nel mio primo post.

post. scriptum.:
se qualcuno si domandasse se non ho di meglio da fare…
No, in questo periodo francamente no.
Te speto ti.
:)

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31 risposte a “SE NON E’ LA MEMORIA, CHE COS’E'?”

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  1. Gazza scrive:

    Senza la MEMORIA non ti puoi definire INGENUO(?!?), ma solo un (in)SANO IMBECILLE!

    FATTO & STRAFATTO (rubrica)

    Il direttore (??) di un albergo svizzero ha affisso un cartello nell’albergo che dirige (??)
    ” I nostri ospiti EBREI (sic!) devono farsi la DOCCIA (ancora?!? dopo le “docce” nei campi di sterminio?!?)… prima di entrare in piscina”.
    Il direttore (?!?), per quella enorme troiata scritta e PENSATA, si è scusato auto-definendosi “INGENUO”.

    • jew scrive:

      Caro Dott.Gazzini, non farò commenti, le rivolgo solo un sentito grazie a nome mio e della mia famiglia.

    • Ciucco Norris scrive:

      Anche quello del Canta Verona si é definito ingenuo. Assolutamente non razzista, ma che ha solo espresso un’ opinione politica ( sic ).
      Comunque lo svizzero consigliava anche la doccia una volta usciti dalla piscina.Sa che il cloro irrita la pelle. Persona premurosa incompresa, evidentemente.

    • Maxx scrive:

      So che mi attirerò i tuoi strali, ma se al posto di EBREI avesse scritto ISRAELIANI, questo cartello rispecchierebbe ciò che pensano quelli (gestori di alberghi e residence) che hanno a che fare con ospiti di tale nazionalità.
      Non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma se è un errore (ammesso e non concesso), un minimo di senso ce l’ha. Parecchi miei conoscenti preferiscono non ospitarli a causa dei problemi di “disordine” (eufemismo) che lasciano dietro di sé:

    1. Gazza scrive:

      Maxx, ma quali strali?
      Non faccio l’arciere.
      Quindi, ancora una volta, per te – ed altri prima di te – quell’avviso swissero pecca solo di un “vocabolario poco corretto?”, di nominalismo insomma.
      Un po’ sorprendente questo tuo approccio “probatorio”, almeno per come ti ho conosciuto fino ad ora.
      Adesso l’essere “disordinati” (?!?) è un’ennesima mala “specialità” degli ebrei?
      Quel concetto “disordine (eufemismo)”, tira nel mucchio una randellata-oleosa (…), e quindi cerca di far intendere il peggio per chi alberga-ospita gli ebrei.
      Noto che hai scritto d’essere documentato su quella “prerogativa” ebrea.
      Maxx, ti chiedo una cortesia personale e non come amministratore del Blog:
      lasciami in una beata-beota ignoranza.
      Se proprio non resisti, scambiati qualche “documentato” SMS con chi ritieni opportuno che “sappia” e che magari ti allarghi le informazioni di merito (?!) su quella che pare destinata a ritornare la “vil razza dannata”.
      Un po’ come i cortigiani del Rigoletto.

      P.S.:
      non seguirà dibattito

      1. Riziero scrive:

        Gazza mostro!
        Poichè non dubito della tua ricostruzione del “fatto”, devo ammettere che le tue sinapsi, e la logica, funzionano ancora molto bene.
        Ti puoi figurare se non mi sia capitato di avere un tormentone musicale e, a differenza tua, non venirne fuori.
        Prima o dopo, magari in un impensabile momento che non specifico per decenza, salterà fuori.
        Aggiungo che concordo sul giudizio di eccellenza che hai dato a C’era una volta in America, mentre purtroppo non ho mai potuto vedere Un Uomo da Marciapiede, spesso citato nelle discussioni dei miei cinemaniaci, mentre con Picnic ad Hanging Rock, accade una cosa strana, i cine-maniaci-maniaci si tirano in disparte parlando del film solo fra di loro, ritenendo gli altri appassionati non in grado di capire…..
        Il tuo stringato commento del film mi da da pensare, è così complicati.
        Enormi saluti da sotto un ombrellone.

        • Gazza scrive:

          Caro Riziero, ciao.
          Sì, “Pcnic ad Hanging Rock” è un film difficile.
          Perchè?
          Una mia modestissima opinione:
          Sono sempre più convinto che l’Australia sia un Continente particolare e più “primitivo” di quanto non dicano l’ottima amministrazione del Continente, l’educazione evidentissima della gente per le strade, sempre pronta ad aiutare qualsiasi turista, anche e solo apparentemente, in difficoltà ad orientarsi.
          Ma anche lì c’è un “quid” nelle menti degli australiani: lo “sterminio” di fatto degli Aborigeni Nativi.
          Fa caso a ciò che avviene negli U.S.A., al di fuori del “rigurgito” razzista nei confronto dei Black Americans, i Neri hanno trovato, bene o male, una collocazione sociale nel contesto American.
          Per i Red Skins, i veri Nativi Americans… il NULLA ASSOLUTO, rimossi dalle coscienze, tanto che tra non molto resteranno solo alcuni film, qualche filmetto e molti filmacci, a ricordarci che lì c’era un Grande Popolo da qualche millennio prima dei nuovi “padroni”.
          E questo c’entra una cippa di ‘azzo con “l’evoluzionismo”, intendiamoci.
          A mio parere la conformazione “geomorfica” dell’Australia, enorme, piatta, selvaggia, “naturale”, mette in conflitto il tentativo di conciliare, in quel caso, Ragione e Natura, e gli Australiani colti lo “sentono”
          Il film di Peter Weir è un film su quel “disagio” inconciliabile.
          Film difficile comunque, e dopo averlo rivisto alcuni anni fa, riconfermo che è un po’ fuori dalle mie “corde” (connessioni neuronali… e culturali).

          • Begbie scrive:

            L’Australia ha una qualità della vita altissima. In poco più di un secolo sono riusciti a rendere abitabile e prospero un territorio grande quanto l’Europa, anche se il 90% di loro vive entro 50km dal mare e l’Outback a volte sembra essere inutilizzabile. Hanno una sola grande macchia nel loro passato: la gestione degli Aborigeni. Negli anni ’50 arrivarono a rapire i neonati aborigeni e a darli in adozione a famiglie anglo. In questo momento i pochi Aborigeni vivono abbastanza nascosti, tra quartieri difficili delle metropoli e riserve difficilmente raggiungibili senza un 4WD. Sono rimasti al loro stile di vita primitivo, con l’introduzione distruttiva dell’alcool, che li sta rovinando. Non ricordo a memoria, ma mi sembra di aver letto che la loro speranza di vita è di circa 20 anni inferiore a quella degli altri Australiani.
            Ricordo di aver visitato una riserva aborigena nei Northern Territories. Ci avevano mosttato una fila di casette molto carine che il Governo aveva fatto costruire per loro. Ebbene, quasi tutte erano utilizzate come magazzini per cianfrusaglie di ogni tipo. Loro lì non ci volevano vivere.

          • Riziero+ombrellone scrive:

            Applausi!

            p.s.
            anche per il tuo consueto rispetto a chi ti scrive

            • Gazza scrive:

              Calma con gli entusiasmi…
              Io ho letto un po’ qua e un po’ là, poi a distanza di anni “assemblo” mettendoci del mio.
              Ed ho l’impressione che sia proprio quello che ho aggiunto io, a proposito di “Picnic ad H.R.”che ha reso il post un po’ oscuro o equivoco
              A proposito prova interrogare la “setta” e domanda loro se sanno chi è Joan Lindsay e perchè il regista, Peter Weir; ha dovuto chiudere il film con una percebile aria di “incomprensibile mistero”.
              ;)

              • Riziero scrive:

                Gazza, sanno solo che la Lindsay è l’autrice del romanzo, ma non il resto.
                Però non posso ridere più di tanto perchè non lo so nemmeno io :D
                Magari e se non chiedo troppo, mi mandi una semplice mail….

        1. first time scrive:

          Bel topic e bei post, in agosto!
          Non è mica facile parlare in modo comprensibile e leggero di argomenti complessi.
          Peccato che non essendo veronese ho scoperto il blog casualmente solo qualche anno fa curiosando sulle cose del Verona Hellas, di cui sono simpatizzante da parecchi anni (non “simpatizzo” per nessun’altra squadra italiana).
          Faccio i miei complimenti a tutti i partecipanti e all’ administrator Gazzini.

          ps
          era piuttosto facile citare l’album Deja Vu dei CSN&Y, ma il tocco originale è stato tradurne il perfetto incipit.

          • Gazza scrive:

            Caro First, benvenuto.
            Il termine “simpatizzare”, riferito ad una squadra di calcio, è un concettualmente un po’ complicato da queste parti…
            Però va bene così.
            Ti ringrazio a nome di tutti, compreso quello che ha scritto qui sotto citando una canzone dei Pink che non c’entra una mazza con la memoria e con la sensazione di “deja vu”.
            Da tempo ha deciso d’essere il mio “bastian contrario”, ma gli voglio bene perchè è ancora “putto”, ma si farà, si farà.

            • Maxx scrive:

              :)

              Hai detto tu stesso che i deja vu sono ECHI di cose costruite nel cervello!
              E se non l’hai detto, l’hai pensato.

              No, hai ragione. Non centra niente.
              Però mi piace immensamente la struttura di questa suite, melodia-disgregazione-ricomposizione-rimelodia. E, forse, secondo i canoni che hai riportato, un po’ centra con la tua visione dei deja vu.

              Putto? E’ una parolaccia? :D

              • Maxx scrive:

                Ps. Tu hai scritto c’entra (secondo i maggiori dizionari è la grafia corretta) che deriva da entrare, io ho scritto centra (centrare -> colpire il bersaglio).
                Io trovo più attinente/conforme la seconda accezione. Probabile sia perché son “putto”; ma mi farò, mi farò…

          • Maxx scrive:

            Era più pregnante “Echoes” dei Pink Floyd, ma tant’è…
            :) Scherzo, ovviamente!

          1. Gatón scrive:

            Per secoli si è creduto che la sede della memoria fosse il cuore, i romani dicevano “!in corde”, precursore del francese “par coeur” e dell’inglese “by heart”, nonché dell’italiano riCORdare.
            Poi qualcuno ha intuito che non l’organo muscolare bensì il cervello era la sede di intelligenza e memoria.
            Io sono convinto che sia in grado di registrare tutto ciò che gli viene continuamente comunicato dalle sue periferiche di input, catalogandolo assieme alle sue attività intrinseche, quali pensiero ed emozipni.
            Se poi abbia necessità di fare spazio per inserire nuovi dati, come capita ogni tanto sullo smartphone, non lo so.
            Di certo alcune sequenze non raggiungono mai il livello del conscio, cioè non sono oggetto di una attività diretta e voluta, ma vengono comunque catalogate, messe in relazione con le altre ed immagazzinate.
            Il “deja vu” potrebbe quindi essere semplicemente la sintesi di informazioni visive, auditive, olfattive-gustative e tattili avvenute in tempi diversi e comunque associate a qualche emozione.
            Un po’ come i sogni.

            • bardamu scrive:

              Sì Gatòn, purtroppo il cervello per immagazzinare nuovi dati deve far spazio, eliminandone altri. E siccome lo spazio si riduce continuamente ( ogni giorno, ahimè, migliaia di neuroni ci abbandonano e non vengono rimpiazzati. E’ come se la memoria dell’Hard disk perdesse svariati Megabyte quotidianamente ) capisci bene che la memoria col tempo non può che peggiorare.
              I dati vecchi, più “consolidati”, poichè il meccanismo si basa su reazioni biochimiche, rimangono fino alla fine. Quelli che si perdono più facilmente sono i dati recenti.

            • Gazza scrive:

              Mi pare messa giù bene Gattaccio.
              Esiste anche la “memoria temporanea”, che in genere non rientra più negli scambi sinaptici, almeno così me lo spiegò un mio “Profe”.
              Mentre il “deja vu” mi pare un po’ più complesso, ed i sogni, sono convinto, hanno la loro parte in quel fenomeno.
              Tutto questo credo che valga per le menti “non disturbate”, che hanno altri percorsi e hanno bisogno di “bravi assistenti” (psicologi, psicanalisti) per cercare una discreta coesistenza con se stessi.
              Opinione mai perentoria…

              >> https://www.youtube.com/watch?v=5f8z1NAzMlI
              “Se fossi GIA’ stato qui PRIMA, probabilmente saprei cosa fare…”

            1. Gazza scrive:

              FUORI TOPIC

              Come purtroppo avevo previsto in Aprile, in Kenya è cominciata la
              >> https://www.youtube.com/watch?v=YyknBTm_YyM

              E l’American Cow Boy vuol cuccare Ciccio Bomba…

              :( :( :(

              • Maxx scrive:

                Suona sciocco parlar di cose leggere.

                —–

                La memoria…
                Si fa presto a parlar di memoria. Avevo sentito parlar di “memoria diversificata” molto tempo fa da mio nonno e non ci credevo. La memoria è memoria, asserivo: o ricordi oppure no. Ero un bambino, non ammettevo repliche.
                Diventando grande mi resi conto di aver parecchi problemi ad associare i volti alle persone. Non ricordavo a chi appartenesse un viso, magari ben conosciuto, che non vedevo da un po’.
                In compenso, i miei mi usavano come rubrica telefonica: bastava dirmi nome e numero e li ricordavo anche dopo anni.

                Mio nonno…
                Passavo tutte le estati da lui. Aveva una memoria di ferro.
                Era stato in Argentina. Emigrante. Muratore.
                Adorava a tal punto quel paese che lo aveva sfamato in cambio di enormi sacrifici che mia madre di secondo nome faceva Argentina.
                In mezzo a migliaia di aneddoti, mi raccontava molto spesso delle regole d’acciaio che accompagnavano chi non era nato là. La sua preferita era “Per strada DOVEVI tenere lo sguardo a terra, perché se si rendevano conto che guardavi una ragazza del posto, ti rimettevano sulla prima nave in partenza. Ma non prima di averti bastonato.” Quel DOVEVI probabilmente era in maiuscolo, tale era l’enfasi con cui lo pronunciava.

                Con i soldi guadagnati là, qua ha aperto un piccolo panificio. Ne ricordo ancora il numero di telefono: 62 31 29. All’epoca si pronunciavano così, non c’era il prefisso ed il pane aveva un’altro sapore.
                Allevava canarini; gli passavo i pezzettini di fil di ferro quando s’è costruito la voliera; era più o meno il periodo in cui mia nonna cuciva il primo “due aste” apparso al vecchio Bentegodi (per lo zio Saverio -> Ciabi -> Chubby, che vestiva all’inglese e mi ha attaccato il virus dell’Hellas).
                E poi viaggiava con la mente sulle sconosciute strade di uno sgualcitissimo atlante. Ricordo il suo tozzo indice, con l’unghia e l’ultima falange completamente ingiallite dalle Nazionali senza filtro fumate fino all’ultimo millimetro, seguire quelle righine di diversi colori. E la soddisfazione nella sua voce quando, per strada, incontrava il nome di una città già sentita.

                Anni dopo, in una già tiepida mattina, ha detto a mia nonna: “Ho sognato mia madre. Mi ha detto di non preoccuparmi, di non aver paura.” E’ morto nemmeno due giorni dopo, nel sonno, per un’emorragia del tutto asintomatica. Fatalità nello stesso giorno di sua madre.

                Gran memoria, mio nonno… Io invece mi ricordo il suo numero di telefono ma non riesco a ricordare il suo volto.

                https://www.youtube.com/watch?v=78Ruh0ewBVo

                Ps. Grazie Lupus, lo avevo quasi dimenticato.

                • bardamu scrive:

                  bellissimo Maxx. Applausi.

                • Maxx scrive:

                  Acc… Dovevo essere cotto assè, ieri sera, per scrivere “un altro” con l’apostrofo.

                  • Gazza scrive:

                    Scusa MaXXX, ma l’incipit del tuo post poteva andare bene per coloro che sono rappresentati nel meraviglioso affresco di Raffaello: “La Scuola di Atene”
                    Per il resto il tuo post potrei elevarlo, in quanto Dominus io lo PUOI (azz… a forza d’ascoltar Luigi “giggi” Di Maggio vo’fora), dicevo elevarlo a Topic…
                    Quindi vais vais.

              1. Gazza scrive:

                FUORI TOPIC
                Sono un ” po’” preoccupato per ciò che accade in Kenya, mer più motivi, ma sostanzialmente per quello legato a “my wife”.
                Il noto Raila, chi ha seguito in questi anni le mie Cronache dal Kenya, sa chi è.
                Per la quarta volta consecutiva perde le Presidenziali e dopo aver gridato ai quattro vento “brogli, hacker, brogli…”.
                DUE giorni fa se n’è uscito con questa frase:

                ” Io NON CONTROLLO i MIEI…” (parole di stampo trumphiano-n.d.g.)
                Risultato: in soli due giorni i morti sono saliti a cento.

                1. cine cine scrive:

                  Gentile Gazzini, da appasionato di cinema, e suo lettore abbastanza assiduo, mi permetto di dubitare leggermente della sua ricostruzione del “tormentone filmico musicale”.
                  All’epoca del film da lei citato avevo tre anni, ma si tratta di un film, non solo vincitore dei due Oscar più importanti, girato con mano felicissima e con un Dustin Hoffman strepitoso, ma per i temi trattati, siamo nel 1969, il film fu un mezzo shock per l’America puritana.
                  Per finirla qui, lei è proprio sicuro di non aver mai più visto il film o ascoltato la “title track”? (intraducibile perchè ne verrebbe fuori “musica che accompagna i titoli di testa”, quindi trovo corretto il suo “inglesismo).
                  Comunque complimenti per un topic “agostano” che mi permetterà di avviare una gradevole discussione feriale con altri cinefili.

                  ps.
                  sto tentando di fischiettare il tema di John Barry perchè quella sarà la prima domanda che rivolgerò agli amici, e poi, perchè no, parlero del suo topic e del suo gradevole blog.

                  • Gazza scrive:

                    Caro Cine-Cine, benvenuto (sempre ai cinefili, anche apprendisti, ma non mi pare il tuo caso).
                    Dubbi legittimi i tuoi, ma è andata proprio come l’ho scritta.
                    L’unica cosa che mi ha aiutato nella ricerca selettiva è stata quella di “sentire” che si trattava di un film drammatico, quindi ecco perchè solo 30/40 film per decennio e non cinquanta (visto che le candidature sono cinque per ogni anno).
                    Ti ringrazio perchè mi hai offerto un’ulteriore motivazione sul “blocco mnemonico” (freudiano?) sul film.
                    Lo vidi poco più che ventenne ed il tema del “gigolò per soldi” fu anche per uno – smaliziato – come me un piccolissimo “shock”.
                    A spiegare meglio le cose fu “American Gigolò”, dieci anni dopo >>> https://www.youtube.com/watch?v=mOZPRm5BW0Y
                    Ma allora ero già andato oltre lo “smaliziato”, avevo doppiato il Capo di Buona Speranza… :)

                    • Gazza scrive:

                      Non c’è solo l’armonica che ricorda il “fischio”…
                      -> https://www.youtube.com/watch?v=pLXyVwaC5qU (grandissimo film, incompreso dagli americani)
                      -> https://www.youtube.com/watch?v=8m-6bU4x7us (film sulla quieta inquietudine dei bianchi d’Australia, complicato, affascinante, ma non l’ho ancora capito…)

                      • Gazza scrive:

                        ELOGIO DELLO SNOB***
                        (rubrica destinata a diventare – quasi – fissa)

                        - Non poteva che esordire con Oscar Wilde
                        “Mai discutere con un cretino, ti trascina sul suo terreno e poi ti batte con l’esperienza”

                        *** Il titolo della Rubrica che sarà – quasi – fissa, è stato rubato al mio caro amico Marco ONGARO, autore appunto di un garbato e gustoso libretto dal titololo ELOGIO DELLO SNOB – Historica Edizioni, 2017, Euro 14.

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