FRETTA? IL VERONA NON HA FRETTA

A leggere i gazzettieri é tutto un ultimatum. La Juve ha stabilito il prezzo, il prezzo é quello, ok il prezzo é giusto. Moral suasion per far capire al Verona che é tempo di cedere Iturbe? La realtá é un’altra. Il Verona, giustamente, non si schioda dall’offerta iniziale. Se volete Iturbe sono 30 milioni in contanti. Altrimenti resta qui. Sogliano é convinto che l’offerta giusta arriverá. Ha ragione. Se vogliamo, trenta milioni sono pochi per un crack del genere. Fossero la Juve o il Milan a vendere questo ragazzo costerebbe 40, 50 milioni, non c’é dubbio. E allora perché il Verona deve essere”costretto” a cederlo? E soprattutto perché bisogna fare in fretta? Se arriva il Milan con i soldi (e a me pare che Galliani l’abbia capito meglio della Juve che servono trenta cash e se i rossoneri li trovano piombano come falchi), o il Real (attenti perché é vigile…) Iturbe se ne va alla quotazione stabilita dal Verona. Ultima annotazione: nel tweet che qualcuno vuole strumentalizzare, Iturbe non scrive: ho fretta, fatemi andare… Ma scrive pazienza… Esattamente quella che non manca a Setti.

BUONA NOTIZIA, SU LUCA TONI IL SOLITO SCETTICISMO…

Come l’anno scorso. Ricordate quando arrivò? I soliti fenomeni da tastiera (sempre quelli che credono di fare massa critica, in realtà magari non sono neanche abbonati e forse nemmeno guardano il Verona in tv…) lo etichettarono come bollito. Finito. Sarebbe bellissimo ritrovare i commenti sotto le notizie in quei giorni. Anzi ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Un po’ come leggere i commenti sotto la (non) smentita di Maietta ieri (ne parleremo al momento opportuno, magari tra loro c’è anche chi attaccò il famoso cartello a Peschiera…). Anche quest’anno, dopo il suo sì, ecco i soliti noti, affermare: “Tanto Toni non si ripeterà”. Sono felice. Perchè conoscendo Luca so che questa sarà un’eccezionale molla. Certo, segnare 20 gol è stato qualcosa di eccezionale. Magari Luca ne farà un po’ meno. Ma sarà sempre utile. Perchè, lui sì, è un leader vero che non tira mai indietro la gamba e che nello spogliatoio è un punto di riferimento. Un vero capitano: in campo e fuori. Lo scetticismo, in fondo, è una buona notizia…

OH BUTEI SIAMO A GIUGNO…

Se ne vanno Cacciatore (uno tra i più criticati della scorsa stagione, leggere questo blog o i commenti al pagellone del Rasu, per credere), Albertazzi e Martinho e i disfattisti per professione già bocciano la campagna acquisti del Verona. Sorvolerei sulla tradizionale fiera del mugugno di cui alcuni tastieristi virtuosi eccellono e andrei nella profondità delle cose, premettendo che: 1) Setti non è un multimilionario con interessi televisivi editoriali e pozzi petroliferi annessi. 2) La dimensione del Verona è e sarà (almeno sino a quando non arriverà un Abramovich o un Al Jazeera) sempre questa.E magari fosse sempre così, aggiungo.

Cacciatore: ha fatto un’orrenda seconda parte di stagione, spesso gli è stato preferito Pillud, davvero ci si straccia le vesti per la sua partenza?

Albertazzi: sinceramente mi dispiace. Ma c’è una logica e ve la spiego. Albertazzi pretendeva un rinnovo contrattuale e che il Verona lo prendesse interamente. Si è presentato con il suo procuratore a battere cassa. Sogliano, che non ama i ricatti, si è indispettito e ha lasciato che sia il Milan a riscattarlo. Ha guadagnato una bella cifretta per un giocatore che il Verona aveva scoperto e fin qui “usato” a costo zero.

Infine Martinho: potenzialmente un bel giocatore. Angustiato però da strani infortuni che anche la passata stagione lo hanno tormentato. Nella rosa del Verona è apparso un lusso. Arriva il Catania e ti dice: ho un milione e cento per Martinho. Cosa fai? Per essere chiari: questo è un mercato dove le palanche non girano, dove il Milan, se vuole Iturbe deve cedere Kakà e Robinho. E allora cosa fa il Verona? Cede Martinho, che quest’anno ha giocato col contagocce, incassa e magari con quei soldi migliora la rosa.

Ah, dimenticavo Romulo: allungherà il contratto perchè è in scadenza (con la Fiorentina) nel 2015. Sarà preso e poi ceduto. Ma la cessione ha un senso solo perchè c’è il contratto allungato (mi sono spiegato?).

E’ chiaro che poi inizierà il nostro calciomercato. Che comunque, se ci pensate, è già iniziato, visto che i vari Chanturia, Martic, Ionita sono già nostri giocatori. Sogliano vuole cambiare strategia. Meno giocatori, ma più forti. Scelta sbagliata? Sarà il campo a dirlo. Però, adesso, al 21 giugno, mi pare un po’ troppo presto iniziare col mugugno.

ABBONAMENTI, RINCARI E IL MIO PENSIERO

Il Verona ha rincarato gli abbonamenti. Un rincaro che ha provocato qualche malumore. Ci sono settori che hanno avuto un incremento di 80 euro in due anni. Un po’ troppo secondo me. E’ chiaro che la società applica la politica che vuole. Ma come abbiamo criticato Campedelli per il rincaro nel derby (a cui il Verona ha risposto signorilmente regalando il biglietto con l’Udinese), così dobbiamo rilevare che questo aumento porta a inevitabili polemiche in un momento in cui è veramente dura per tutti.

Inizio col dire che per anni abbiamo detto che il Verona è anche nostro. E quindi l’abbonamento è un po’ un atto di fede. Anche concreto. Siamo tutti bravissimi a parlare (e direbbe qualcuno a fare i froci col culo degli altri) ma dobbiamo rilevare che ogni volta che è stato chiesto un atto tangibile per l’Hellas Verona ci sono stati tanti discorsi ma pochi atti concreti. Prendete la vecchia questione dell’azionariato popolare. In tanti hanno detto di sì, ma poi, a firmare per 50 euro (tra l’altro virtuali) sono stati solo qualche centinaio di veronesi. Come si può allora abbinare ambizione della società e della piazza con la necessità di portare a casa soldi dagli abbonamenti? Qui bisognerebbe mettersi d’accordo. Si grida al prezzo esoso ma se poi andiamo a vedere quanto costa una partita (anche nei settori più toccati dall’aumento) si scoprirà che il calcio resta il divertimento più a basso costo del mondo.

Avendo una famiglia con bambini so cosa costa qualsiasi altro tipo di svago. Dal cinema a Gardaland. Devo dire che quello che mi costa meno resta il Bentegodi. In Curva a prezzo pieno una gara costa 13 euro. Per un ragazzo under 16, 6 euro. Per un uomo over 60, 10 euro. Ci sono ragazzi che il sabato sera in Piazza Erbe pagano 4 euro uno spritz. E non ne bevono uno solo… La mia famiglia va in Poltrone ovest. Mamma e due figli. Aumento totale di tutti e tre rispetto all’anno scorso: 80 euro. Molti, non moltissimi. Ci può stare.

So che a lamentarsi sono state le donne che acquistavano l’abbonamento con le famiglie. E’ stata tolta loro l’agevolazione nel pacchetto famiglia. I dati in possesso della società parlano di un’affluenza scarsissima da parte delle mamme. A questo punto la società ha deciso di alzare i prezzi anche per rispetto di chi paga per intero. In questo modo, dice la società, chi pagherà l’abbonamento a costo pieno andrà di più allo stadio. Io avrei tenuto il pacchetto famiglia com’era strutturato. Il pubblico del Verona del domani passa anche attraverso le famiglie che vogliono vivere la partita tranquillamente in un settore a loro dedicato.

Io credo che il vero grande problema del Verona sia la mancanza di un settore popolare. I parterre di una volta per capirci. Il calcio è uno sport trasversale che appartiene davvero a tutti. Tenere prezzi popolari, senza inseguire chimere inglesi dove hanno tagliato fuori la working class a beneficio di turisti asiatici e russi, non ha senso. Credo che il Verona debba battersi per riaprire quei settori. Gardini ci sta lavorando e novità sono attese a breve. Avere un parterre a 100 euro a stagione, massimo 150, credo sia una priorità per l’Hellas che è pronto anche ad accollarsi i costi dei lavori (mentre il Chievo, per ovvi motivi, si è chiamato fuori…). Questa è una questione che anche il Comune dovrebbe affontare al più presto, prima di tante altre.

STAY HUNGRY, MA SOPRATTUTTO STAY FOOLISH

Sogliano, per definizione, vive preoccupato. Sinceramente non l’ho mai visto rilassato. E’ sempre in tensione. Vive male. Lo dice lui stesso: non so per quanto tempo riuscirò a fare questo lavoro, con questi ritmi. In Brasile ha preso aerei come se fossero autobus. Su e giù per il continente alla ricerca di grandi campioni da portare a Verona. Dice: la cosa più importante nel fare il mio lavoro è sbagliare il meno possibile. Ha ragione. Trovare un Iturbe all’anno non è possibile. Portare tanti Sala e tanti Romulo sì. Sogliano fa il suo lavoro con passione. Il suo carattere lo porta a tenere sempre tutti sulla corda. Non ha uno smartphone, ma solo un vecchio blackberry con tastiera.Telefona sempre. Ovunque e comunque. Anche quando non c’è la linea. Sul bus che ci portava nel nulla di Sobral, a 300 chilometri da Fortaleza era l’unico che riusciva a prendere. Miracoli del mercato. Sean è preoccupato perchè sa che nel calcio non è così semplice ritrovare l’alchimia giusta. Ci sono squadre che la forza del destino rendono perfette. Con i suoi limiti e i suoi difetti questo Verona era così. Il prossimo sarà dunque l’anno più duro. E’ giusto, e non per fare la cassandra, che i tifosi lo capiscano. Ogni anno avrà le sue difficoltà, ma è certo, il prossimo ne avrà di più. Soprattutto se non si considera che non è semplice fare quello che s’è fatto. 54 punti sono un’enormità per una neopromossa. Se ripenso ad anni fa, al meraviglioso ciclo di Bagnoli, mi viene in mente l’anno dopo lo scudetto. Una delle stagioni peggiori. Eppure arrivarno ottimi giocatori come Verza e Vignola che però non si inserirono. E’ un esempio per dire che ripetersi non è mai facile, anche quando fai un ottimo mercato. Sogliano lo sa. Ed è bene che anche noi ne siamo consci. Ma attenzione: questo non vuol dire partire rassegnati. Ma solo con la giusta mentalità. Azzeriamo tutto e prima facciamo i punti salvezza meglio sarà. Magari evitiamo solo dire che ne servono 40, giusto per evitare di avere poi un rilassamento. Facciamone il più possibile, sempre con quella voglia folle di sognare. Ma questo ruolo, lo interpreta alla perfezione il nostro mister. Stay hungry, stay foolish, diceva Jobs. Noi foolish lo siamo da sempre…

L’ESERCITO DELLA SALVEZZA

Lo dicono tutti: il prossimo campionato sarà il più difficile. Si riparte da zero. Zero punti in classifica e società che cederà, giustamente, i pezzi migliori. Sogliano è atteso da un grande lavoro. Il ds è preoccupato, perchè non è facile trovare un nuovo Iturbe e il nuovo Romulo. Si cambierà molto, è il calcio moderno. Non c’è alternativa. Mi scapperebbe da dire purtroppo, ma alla fine, chi se ne importa? La cosa importante è che chi arriva venga qui a sputare sangue, a fare il professionista serio, che ce la metta tutta. Si riparte da zero punti in classifica, ne dovremo fare al più presto abbastanza per la salvezza. Siano 40 o 31. Basta farne uno in più. O meglio basterà farne il più possibile perchè solo attraverso il consolidamento il Verona avrà un futuro. La società, al contrario di molte altre, ha sempre pagato tutto. Irpef, Iva, stipendi, collaboratori, procuratori e dipendenti.  Altrove non va così. C’è chi per mesi non ha pagato gli stipendi ai propri dipendenti e che dovrà versare il prossimo anno molte rate di tasse non pagate. Il Verona, invece, non solo è una delle squadre più puntuali della A, ma ha anche estratto campioncini dalla propria rosa. Sta facendo un grande lavoro con i giovani. Ma ora ha la necessità di pianificare con calma il domani e per riuscirci deve restare il più a lungo possibile in serie A. Dico anche al presidente Setti e al ds Sogliano che ci aspettiamo giocatori all’altezza dopo le dolorose cessioni, ma sono certo che loro per primi non vorranno rischiare nulla. Verona ha un pubblico generoso che ha assorbito senza troppo mugugnare gli aumenti degli abbonamenti e non ha mai fatto mancare il proprio supporto. E’ questo pubblico che ha salvato la società quando alla guida si sono avvicendati farabutti e avidi uomini d’affari. Setti ha sempre fatto parlare i fatti. Sarà ancora così. Non ho dubbi.

GRAZIE DI TUTTO CAMPIONE

Foto dal Brasile. Sobral è un posto sperduto lontano dalla civiltà, gente povera, poverissima. In una hall di un’hotel, unica frontiera tra un mondo che lì  non esiste e una realtà fatta di stenti, Juan Manuel Iturbe saluta i compagni. Con il suo sorriso contagioso, la sua voce pungente e intelligente. Itu torna a casa. Non ha giocato un minuto in Brasile, e si capisce il perchè. Il Verona ha appena speso quindici milioni di euro per prenderlo, anche una banale distorsione sarebbe stata un dramma. E sia chiaro: Itu avrebbe voluto giocare perchè il Gaucho ha il sangue del guerriero. Visto con i nostri occhi: vuole vincere sempre, è un guappo dentro e quando in una chuurascheria dove ha mangiato la squadra si è alzato in piedi sulla sedia, e ha ringraziato tutti, i compagni e il mister, in mezzo ai sorrisi c’è stato anche qualche luccicchio negli occhi. E’ chiaro a tutti che Itu se ne andrà. Sono le leggi del calcio. E in questo c’è un’amarezza di fondo perchè vorresti che un giocatore del genere non se ne andasse mai dalla tua squadra del cuore. E’ stato comunque bello vederlo crescere, maturare, esplodere. E’ diventato a Verona un giocatore vero. Un campione. Avesse giocato un campionato così nella Roma o nel Milan potrebbe valere 50, 60 milioni. Il Verona neopromosso non ha ancora questa valenza e si dovrà “accontentare” di trenta milioni. Che sono tantssimi, un’operazione capolavoro di Sogliano che ha preso Iturbe a costo zero, in prestito e poi ha messo a segno l’affondo.

Itu con il trolley in mano ha preso il volo. Persino Toni s’è fatto un selfie con lui prima di salutarlo. Buon viaggio campione.

STIAMO LAVORANDO PER VOI…

Come avete visto anche per la prossima stagione Telenuovo sarà al fianco dell’Hellas Verona per darvi in esclusiva tantissime dirette ed esclusive. Intanto però abbiamo deciso di finire alla grande questa stagione che ci ha visto trasmettere per la prima volta nella storia della nostra emittente tutte le gare della Primavera e tutte le amichevoli estive.

In questi giorni mi trovo in Brasile dove sto cercando di acquisire i diritti di due delle tre gare che il Verona giocherà qui. Posso dirvi, che (grazie allo sforzo dell’editore di Telenuovo),  siamo a buon punto e che quasi sicuramente riusciremo a farvi vedere in diretta le partite con la Fluminense e con l’Icasa.

Uso il condizionale per il rispetto che ho nei vostri confronti e perchè stiamo facendo una corsa contro il tempo per superare tutti i problemi burocratici e tecnici che una simile faccenda implica per una televisione locale come Telenuovo.

Se, come penso e come spero, riusciremo a collegarci con il satellite sarà veramente una trasmissione storica. Vi ricordo che gli orari delle partite saranno in orario serale brasiliano e quindi orario notturno per voi che siete in Italia. Le gare si giocheranno alle 21 in Brasile, le ore 1 di notte in Italia. Conoscendo la “malattia” congenita di cui tutti noi soffriamo (credo si chiami hellasmania…) so che sarete tantissimi a seguirci.

Stavolta però vi invito davvero a seguirci con affetto e numerosi perchè per noi sarà veramente un test molto importante, anche per varare tutte le grandi novità che abbiamo in programma per la prossima stagione. E vi prego anche di usare un po’ di pazienza se ci dovessero essere problemi tecnici che in un frangente del genere si potrebbero presentare. Giusto per chiarirvi le idee, tivù nazionali preparano trasmissioni del genere con mesi d’anticipo. Noi stiamo facendo tutto in pochi giorni.

Ultima cosa, vi ricordo date e orari delle partite: il 3 giugno giocheremo contro la Fluminense alle ore 1 di notte.

Il 5 giugno invece giocheremo contro l’Icasa alle 1,30.

Ovvio che faremo opportune repliche delle gare in prima serata.

Stay-tuned…

VISTO? SOGLIANO E MANDORLINI SONO RIMASTI QUI…

12 marzo 2014: scrissi che Sogliano sarebbe rimasto al Verona. Sogliano è rimasto. 8 aprile 2014: dissi che Mandorlini sarebbe rimasto e Mandorlini è rimasto. In mezzo abbiamo letto e sentito di tutto e di più. Gli artisti della comunicazione che lavorano col copia e incolla e non con le fonti dirette, abilissimi con Facebook e Twitter ma incapaci di farsi ore sotto una sede (come ho fatto anche ieri sera per aspettare Mandorlini…), ci hanno rifilato di tutto.

Il problema è che il lettore si dimentica dopo un minuto delle troiate che legge. E non chiede più conto ai responsabili di questo tipo di informazione deresponsabilizzata del perché continuino a tirare fuori valanghe di cazzate. E’ tutto un riprendere, un retweet, un mi piace. Si chiama informazione virale. Che in pratica è: scrivo una puttanata sperando che mille altri babbei la replichino. Fatto questo, purtroppo, quella puttanata, diventa una notizia reale.

Ma a fare informazione vera sono sempre meno. Perchè costa: in termini di denaro e in termini di tempo. E’ più facile piazzarsi davanti ad un pc che farsi tre ore nel parcheggio di Hellas Kitchen aspettando Mandorlini, Setti e Gardini che escano. Non voglio darmi nessun merito particolare sia chiaro. Faccio un lavoro meraviglioso, che richiede tempo, dedizione e passione. Se non hai questa passione diventa un lavoro da impiegati, e anche di quelli barbosi. Le nuove generazioni, non sempre per colpa loro, sono sincero, non hanno fatto gavetta, non vivono la redazione, ritengono che la fonte sia Internet e non la realtà. Hanno però la colpa di creare un magma informativo senza senso in cui il lettore non si riesce più a raccapezzare.

La corsa al tweet anticipato e senza senso ha la meglio sulla notizia verificata. Ieri sera ero basito a vedere che per la firma di Mandorlini non c’era nessun giornalista ad aspettarlo tranne il sottoscritto e il mio operatore. Questo non è il modo di fare informazione. Lo dico per marcare una differenza. Non tutti sono così. E credo comunque, anche nella vostra capacità di giudicare chi vi rifila “panzane” solo per un mi piace in più e chi invece, con la presenza, con la costanza, con la passione fa informazione vera.

PERDETE PURE, MA NON IN QUESTA MANIERA

Purtroppo ne dobbiamo parlare. Perché ci sono partite e partite e perdere così contro il Napoli fa girare le scatole. Certo, ora si dirà: campionato eccezionale, etc etc… Per carità: nulla di dire. Se mi dicessero di firmare per farne un altro così l’anno prossimo firmerei immediatamente. Ma poiché nella vita (e nello sport a maggior ragione), c’è sempre da migliorare, bisogna pur parlarne. In troppe partite questo Verona è apparso in vacanza, un po’ svagato, con le gambe molli. Ogni volta che la tensione si è abbassata è successo qualcosa di analogo a Napoli. E questo non va bene: cosa significa? Che bisogna sempre incazzarsi per tenere alta la concentrazione? Abbiamo preso una caterva di gol, troppi. E’ un aspetto su cui ragionare per la prossima stagione. E’ vero che tanti ne abbiamo segnati e questo ha reso spettacolare questo campionato, ma credo sia riduttivo porre il problema in questi termini. La verità è che abbiamo preso imbarcate terribili e per fortuna che la classifica ci ha sempre fatto dormire sonni tranquilli. Secondo me sono aspetti su cui si deve lavorare. Perdere va bene, ci sta. Ma almeno sputando sangue. Nessuno qui ha mai fatto drammi quando abbiamo visto la nostra squadra impegnarsi al massimo ed uscire con le ossa rotte. Contro il Napoli non è stato così. Siamo andati a fare una gita a Posillipo e non abbiamo giocato. Questo è un atteggiamento che a noi veronesi, per mentalità, sta proprio sugli zebedei. Comprendiamo di più la scarsezza tecnica di un giocatore, magari mediocre, ma che ce la metta tutta, di una gara così. Non è il caso di fare drammi, per carità. Si sa cosa succede a fine stagione quando le motivazioni vengono meno. Ma perché il Napoli, che ha molta più classe dei nostri, e le stesse motivazioni (anzi, forse noi ne potevamo avere qualcuna in più…) ha corso il doppio? Ecco questo mi piacerebbe saperlo. Dopo di che: applausi, applausi, applausi. E’ stato veramente un campionato meraviglioso, oltre ogni aspettativa. L’Europa League ce la siamo mangiata noi con la regia di Mazzoleni. Ma, nonostante tutto, continuiamo a divertirci. E questo l’importante. Solo per dire da dove veniamo: il 9 maggio di quattro anni fa, perdevamo in casa contro il Portogruaro. Ogni tanto fa bene ricordarlo…