RICAPITOLANDO…

Una stagione da incorniciare. L’Hellas Verona ha fatto 54 punti (e non è finita…) ben 23 punti in più di quota 31 che sarebbe stata sufficiente per salvarsi!

Grazie al gioco ha portato un suo centrocampista alle convocazioni per il Mondiale. Ha portato un altro suo giocatore in vetta alla classifica cannonieri.

Si è permessa il lusso di cedere il suo pezzo pregiato a gennaio per sistemare i bilanci e permettere alla società di pagare Irpef e stipendi regolari.

Ha lanciato un ragazzo del ’96 in serie A.

Ha lanciato un campione che permetterà alla società di fare una plusvalenza di almeno dieci milioni di euro.

Ha il portiere che ha fatto più parate di tutti in serie A (157).

Ha permesso ad un suo giocatore di battere il record che resisteva da trentadue anni di segnature in serie A.

Ha riempito con statistiche in controtendenza rispetto a tutte le altre squadre ,il Bentegodi ogni domenica.

E’al quarto posto (appena dietro a Juventus, Napoli, Roma e Fiorentina) come media di gol fatti (1,6 a partita).

Ricapitolando… Questo campionato ce lo ricorderemo a lungo.

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E’ TORNATO L’HELLAS VERONA

Il sogno è sfumato. Contro la Lazio per colpa di Mazzoleni che ha fatto il delitto perfetto. Contro l’Udinese un po’ per colpa nostra. Ma fa niente. Questa è stata una stagione meravigliosa che ricorderemo a lungo. Nessuno di noi, francamente si immaginava di fare un torneo di questa portata. Un crescendo meraviglioso. Salvi al 2 marzo, un girone d’andata da favola, Toni, Iturbe, Romulo, i giovani lanciati, le partite epiche. Il 2-2 con la Juventus, il gol di Gomez, e lo stadio sempre pieno, fino all’applauso di oggi, tutti in piedi a salutare una squadra eccezionale. Il Verona è tornato e lo ha fatto nel migliore dei modi. So che Mandorlini voleva regalare alla città l’Europa League. Lo voleva lui, lo volevano Sogliano, Setti, Gardini. Abbiamo perso per strada qualche punto, qualcuno ce l’hanno rubato, ma resta la sensazione di una stagione sopra le righe. Il Verona ha costruito un gruppo solido e all’orizzonte ci sono già ragazzi che sapranno fare benissimo. La continuità è data dalla dirigenza, mai così competente. Mai venditori di fumo. Con realismo hanno creato attorno a Mandorlini e ai suoi ragazzi l’ambiente ideale. Il resto, se permettete lo abbiamo fatto ancora noi. Verona ha espresso una maturità allucinante, dribblando provocazioni e trappole, riempiendo lo stadio con quel suo tifo all’inglese che non ha paragoni in Italia. Da Balotelli, sbeffeggiato alla giornata numero 1, a Livorno, alla gara contro i napoletani, al derby contro i clivensi, è stato tutta una prova di maturità che ha preso per mano la squadra e l’ha portata sempre più in alto. Ho sempre detto che quando a Verona riusciamo  creare questa bolla, non ci sono preclusi i traguardi più alti. Davanti a noi si staglia adesso un nuovo campionato. Mandorlini resterà qui, con Sogliano e Setti. E Toni ci guiderà ancora. Non sarà facile. Ma il Verona è tornato. E questa è stata la notizia più bella dopo tutto quello che abbiamo passato.

MA SIAMO SICURI CHE GENNY ‘A CAROGNA SIA IL PEGGIO?

Probabilmente ora diranno che sono colpa sua anche le sparizioni degli aerei nel triangolo delle Bermude. Genny ‘a carogna prima è stato ritenuto l’unico interlocutore in grado di non far succedere un macello all’Olimpico, poi è stato accusato delle peggiori nefandezze. Ancora non s’è capito perchè gli hanno dato un daspo di cinque anni. Per aver fermato i napoletani sul piede di guerra? Per aver “trattato” con lo Stato che smentisce la trattativa? Per la maglietta? Possiamo avere pareri diversi su quella maglietta e sono troppo ignorante sui particolari di quanto è successo a Catania per esprimere un giudizio (Speziale libero?). Ma esprimersi a favore di un imputato in un processo non è reato. Può essere biasimevole, ma non è un reato. Sennò, come ha ricordato anche Mentana, dovrebbero dare un daspo anche al ministro dell’interno Angelino Alfano, che qualche mese fa manifestò al Palazzo di Giustizia a favore dell’imputato (ora condannato), Silvio Berlusconi. Alfano non era solo. C’era anche tutto lo stato maggiore dell’allora Forza Italia. Daspati tutti? E tutti i giornalisti, intellettuali, opinionisti che in questi anni si sono battuti per l’innocenza di Sofri (condanna definitiva per omicidio)? Tutti daspati come Genny a’ carogna? La verità è che l’Italia è il paese perfetto per Genny a’ carogna figlio di “Ciccione De Tommaso”, quest’ultimo affiliato ad un clan camorristico. Basta prendere i giornali di oggi. Un ministro arrestato perchè favoriva la fuga di un mafioso. Una cupola che truccava gli appalti per Expo 2015. Il presidente della Lega basket in manette perchè pagava in nero i giocatori di Siena.E’ sufficiente per dire che Genny a’ carogna non è il peggio di questa fetida Italia?

C’É DEL MARCIO IN QUESTO CALCIO

Dopo la rabbia c’é l’amarezza. E forse la rassegnazione. Per un calcio malato. Profondamente. Noi lo sappiamo bene. E non serve Mazzoleni a ricordarcelo. Mazzoleni é solo l’emblema di un sistema che ha in Genny ‘a carogna la sua massima espressione. In questo paese, oltre a mille altre cose, manca la cultura sportiva. Il fantastico Buffa raccontava che agli inglesi per 40 anni non é servito nemmeno l’arbitro per dirigere le partite. I calciatori inglesi erano cosí nobili che non avrebbero mai permesso che qualcuno barasse. Per questo non stesero Maradona quando giocó contro di loro e segnò partendo da centrocampo. Non sarebbe stato “leale”. Purtroppo a noi tutto ciò é sconosciuto. Siamo il paese di Macchiavelli, ma al Principe abbiamo sostituito Gennaro. Siamo malati dentro. Roma é una capitale infetta. I giochi politici hanno la prevalenza. Si preferisce uno stadio vuoto e per anni abbiamo tollerato che un presidente del consiglio avesse anche una squadra di calcio. E nessuno sa piú indignarsi, nessuno si dimette quando sbaglia: hanno la faccia come il culo, si ripresentano alle elezioni, anche se inquisiti, anche se con le fedine penali lunghe dieci chilometri. Non c’é dignitá, non c’é cultura delle regole, della legge. Il calcio é una parte di questo sistema malato, di questo paese allo sbando. Direte: tutto questo per un calcio di rigore inventato? Non la stai facendo troppo grossa? Puó darsi cari amici, puó darsi… Ma io non ci credo piú. Mi piacerebbe dirvi il contrario, pensare che sia solo un episodio, ma non ce la faccio. Per questo non sapevo cosa scrivere questa mattina, affinché questo post non diventasse un vuoto sfogatoio contro l’arbitro. Che ci resta? Come ho urlato ieri sera al cellulare dall’Olimpico, resta il nostro orgoglio di tifare Verona. Che non é una cosa da poco. Anzi… Credo stia diventando l’unico salvagente per non venire seppelliti dal sistema. E da Genny ‘a carogna…

5 MAGGIO 2002- 5 MAGGIO 2014: OGGI IL CERCHIO SI CHIUDE

Perchè il calcio, nonostante Genny ‘a Carogna, è bello? Perchè, nonostante tutto, offre continuamente la possibilità di risorgere. Anche dopo fallimenti sportivi e debacle amarissime. Quando dici 5 maggio ad un tifoso del Verona, il ricordo va subito a Piacenza, cinquemila supporters increduli sugli spalti del Garilli, a vedere dal vivo la più incredibile, pazzesca, traumatica retrocessione di sempre. L’Hellas di Malesani perse quella gara e finì in serie B. Mai quella squadra, prima di Piacenza, era stata in zona retrocessione. Nessuno, neanche nei suoi incubi peggiori, poteva immaginare quello che sarebbe successo. Men che meno quello che sarebbe successo negli anni successivi. Come se quella retrocessione avesse aperto il vaso di pandora. Il Verona finì anche in Lega Pro, rischió di sparire, nella migliore delle ipotesi, si prefigurava una fusione con il Chievo, vicinissima dopo che Martinelli prese l’Hellas. Dodici anni dopo, sembra pazzesco, il Verona di Mandorlini si gioca l’Europa all’Olimpico. Dopo aver calcato campi indegni, sempre con un seguito di tifosi incredibile, la squadra, comunque vada con Lazio, chiude oggi un cerchio. E questi 12 anni saranno ricordati solo come il momento più alto dell’orgoglio gialloblù.

ANDIAMO A LAZIO CON LA SPERANZA CHE SIA UN CAMPIONATO PULITO

Se vediamo come è stata fermata l’anno scorso la Fiorentina nella corsa Champions (concorrente il Milan…) non ci sarebbe molto da stare allegri (non l’allenatore). Ora il gioco si fa duro e il Verona si trova a lottare (a tre giornate dalla fine) contro corazzate (come budget) che neppure nei nostri sogni più belli pensavamo di poter metterci alle spalle. La lotta per l’Europa League è tutta aperta ed è chiaro che la gara contro la Lazio all’Olimpico diventa una sfida cruciale. La Lazio ha passato una stagione dannata ma è tornata in corsa nelle ultime domeniche. Può restare fuori dall’Europa? Ecco, la speranza è che questo sia un campionato “pulito” senza più dubbi e senza interventi arbitrali che possano fermare la corsa di una piccola-grande provinciale quale siamo noi oggi. All’Olimpico si capirà di più. Non ho molte speranze, ma nonostante ciò spero che l’incredibile Hellas del trio SMS possa fregare tutti un’altra volta. Come fece tanti anni fa… Quasi trenta mi pare…

SE PRANDELLI LASCIA A CASA TONI E’ UNA BESTEMMIA CALCISTICA

Ripeto: non so cosa farà Cesare Prandelli con Luca Toni. I bene informati sulle cose della nazionale dicono che non farà parte della spedizione dell’Italia ai mondiali.

Non si capisce in base a quale motivazione Toni non debba andare ai mondiali. Il secondo miglior Toni di sempre, tra l’altro. Secondo solo a quello dei 31 gol di Firenze, che in panchina aveva un certo… Prandelli.

Il campionato ha espresso Toni, quindi Toni deve andare ai mondiali. Non ci sono nè se nè ma. La questione del “troppo vecchio” non regge. Sarà vecchio, ma è il meglio in Italia in questo momento. Non regge neanche il discorso del gruppo che è partito da lontano. Prandelli deve convocare i migliori di adesso, perchè si gioca questo mondiale, non quello del 2018.

Lascio perdere tutte le considerazioni su quanto possa essere prezioso dal punto di vista tattico. Ma su chi vuole puntare Cesare? Su Balotelli? Quello rancoroso, inutile, svogliato che abbiamo visto venerdì sera? Su Osvaldo, nullafacente alla Juventus? Su tiraschiaffi Destro? Su Gilardino che non ha la condizione di Toni e gioca in una squadra nettamente inferiore al Verona? Su Cassano che a gennaio il Parma ha pensato di cedere? Credo che solo Immobile meriti la nazionale. E appunto Toni. Nemmeno Pepito Rossi mertirebbe la maglia azzurra. Ma poichè è stato colpito da un infortunio serio ed è un ragazzo per bene, credo che sia l’unico per cui fare un’eccezione.

Se Toni non va credo sia una bestemmia calcistica.

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ITURBE, TONI E ROMULO: MA NON SOLO…

Sono tre, sono fortissimi, fanno la differenza. Ma il Verona non è solo loro. Se Iturbe prima di qui non aveva mai fatto granchè un motivo ci sarà. E se Romulo faceva panchina a Firenze e qui va in nazionale, probabilmente non è un caso. E non sono un caso neanche le 18 reti di Luca Toni, che due anni fa sembrava ad un passo dall’attaccare le scarpette al chiodo.

Quello che voglio dire è che i tre tenori sono fortissimi ma nulla sarebbe possibile se non fossero dentro un contesto perfetto. Il Verona ha beneficiato della loro classe, ma anche loro hanno beneficiato di tutto quanto di buono il Verona sa esprimere. Per esempio, bisognerà anche dare qualche merito a Mandorlini che da quattro campionati a questa parte continua a vincere. O magari a Sogliano che ha portato ottimi giocatori, tutti con una prospettiva e come minimo, male che vada, a costo zero per il Verona. Ma merito anche di Setti che ha dato autonomia ai suoi dirigenti, ad una società inappuntabile per organizzazione e idee.

Oggi abbiamo visto anche tre giocatori che per un motivo o per l’altro non avevano brillato. Il primo: Massimo Donati. Tante perplessità per alcune gare giocate francamente sottotono, ma a Bergamo, un Donati da copertina con gol da cineteca. E finalmente, udite udite, anche il principino Cirigliano ha fatto capire di non essere un abbaglio di mercato estivo. L’argentino ha giocato con continuità, bravo a chiudere e a ripartire. Ma soprattutto ha dimostrato quella personalità che non avevamo mai visto.

E poi Pillud. Lui poverino è arrivato a gennaio e ha avuto poco tempo per farsi vedere. Ha lavorato in silenzio. E al momento giusto, eccolo. Prestazione di tanta concretezza. Buon acquisto pure lui. Potrebbe diventare utilissimo il prossimo anno. Insomma: è vero che Romulo, Toni e soprattutto Iturbe hanno rappresentato il plusvalore di questa squadra, ma credo che l’Hellas abbia una base solida su cui lavorare.

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PREPARIAMOCI: IL PROSSIMO ANNO SARA’ DURISSIMA

Non è un avvertimento. E francamente nemmeno un auspicio. Tanti anni di osservazione mi fanno però sempre ragionare con sano realismo. Questo campionato, ragazzi, è stato fantastico. Se guardate a dove sono Sassuolo e Livorno che sono salite con noi l’anno scorso e lo confrontate con ciò che ha fatto l’Hellas, capirete all’istante che la squadra di Mandorlini ha compiuto un’impresa eccezionale. La società si è presa persino il lusso di cedere il suo pezzo migliore a gennaio, una cessione indispensabile per le casse. Tanti, troppi, eccessivi mugugni si sono sentiti in sottofondo di questa stagione eccezionale. A volte, mentre li leggo, penso veramente di vivere su un altro pianeta. C’è un popolo di disfattisti pronto ad azzannare il Verona se le cose non vanno bene. Il vergognoso cartello che qualche genio ha attaccato a Peschiera del Garda in uno dei pochi momenti di difficoltà di quest’anno, ne è la testimonianza. Per fortuna, anche grazie ai risultati questo clima non è riuscito ad allargarsi e a propagarsi.

Però resta la sensazione amarissima, che se le cose non fossero andate bene, ci sarebbe stata una quinta colonna pronta a creare un clima destabilizzante di insoddisfazione generale che avrebbe senz’altro contagiato anche la squadra. Per questo, lo dico con largo anticipo, so anche che il prossimo anno sarà durissimo. Ciò che ha fatto il Verona quest’anno pare una cosa “naturale” e non “eccezionale” com’è stata. Battere il Milan, fermare la Juve, vincere “facile” con le pari livello, è ritenuto da molti un affare normale. A parte dieci anni, meravigliosi, della nostra storia, il Verona ha SEMPRE lottato per la salvezza in serie A. E’ bene ricordare ciò. Lo fece nell’era Garonzi e poi in tutti gli anni a venire. Mai come oggi questo è l’obiettivo primario. Si lotta e si combatte per riuscire a salvarsi. Non importa come. Ci possono essere annate meravigliose come questa, altre in cui sarà necessario avere il coltello tra i denti fino all’ultimo minuto. L’importante è non credere che improvvisamente la dimensione del Verona sia quella del Milan, dell’Inter, della Juve. Siamo fuori strada. Se guardate al monte ingaggi, ai bilanci, ai fatturati capirete che NON è possibile che il Verona sia davanti a queste squadre. Per fortuna il calcio resta a volte un meraviglioso mistero e succedono stagioni del genere.

Credo che se riusciamo a mantenere questo spirito, questa voglia di stupire, di fare cose eccezionali, partendo però dall’umiltà che il ruolo ci impone, continueremo a prenderci soddisfazioni. Se qualcuno, come purtroppo vedo e leggo, invece ritiene un fallimento non essere andati in Europa League quest’anno, faremo poca strada.

TROPPA ALLEGRIA (NON SIAMO MIKE BONGIORNO)

Feste, gemellaggi e un’aria da sagra paesana che inevitabilmente ha avuto ripercussioni in campo. Allegria, direbbe Mike Buongiorno. Troppa. E non va bene. Il Verona con la Fiorentina ha giocato come se fosse la partitella del giovedì, in campo per un solo tempo, poi innescato a sprazzi dai due piú forti che abbiamo. Cinque gol sono tanti, troppi. E non é la prima volta. Piú che evidente che Mandorlini e Sogliano dovranno molto lavorare per il prossimo anno su questo aspetto. Il Verona quando é distratto prende una caterva di gol. Ormai é una costante e non puó essere un caso. Tutti vengono contagiati da questo clima. Rafael per primo. In serie A non te lo puoi permettere. Quest’anno é girato tutto giusto, ma non puó essere sempre così. Meno male che stiamo parlando di tutto questo a 46 punti, ma il campanello d’allarme meglio suonarlo adesso.
In mezzo a questa strana domenica che con un po’ di attenzione poteva avere un’altra storia, c’é la conferma di un ragazzo che puó avere un futuro: si chiama Jacopo Sala. Abbiamo capito che lui é uno giusto da Verona.