27
mag 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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Sport

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IL PAGELLONE DI PESCARA-VERONA

SILVESTRI 7.5 Lo guardi fare anche le cose più semplici e ti domandi come sia possibile che l’anno scorso, in una stagione disgraziata, abbia fatto la riserva di Nicolas. Anche a Pescara, una sicurezza, qualsiasi cosa faccia. Ti credo che c’è la fila in serie A per prenderlo. Sarebbe uno scempio farselo scappare, dopo anni di portieri mai convincenti fino in fondo

FARAONI 6.5 Si è rivisto il bel giocatore di un paio di mesi fa: diligente dietro, prezioso in fase di arrembaggio. Anche la condizione fisica è in decisa ripresa e questo non può che far contento mister Aglietti. Dalle sue parti non si passa e anzi, chi se lo trova di fronte ha poco da stare allegro.

DAWIDOWICZ 7+ Decide di fare l’imperatore della difesa nella partita finora più importante della stagione. Domina l’area con facilità, concedendo pochissimo se non nulla ai pescaresi. Strepitoso il salvataggio all’83° quando in scivolata protegge Silvestri e lo 0-1 a due passi dalla linea di porta. Finalmente.

EMPEREUR s.v. Costretto ad uscire per un problema al flessore della coscia destra. Difficile rivederlo in campo nel doppio scontro col Cittadella.

BIANCHETTI (dal 22° p.t.) 7 Entra a freddo per l’infortunio di Empereur, ma trova il calore dentro di sé per non farsi trovare impreparato. Attento e concentrato su ogni pallone che gli arrivi a tiro, prova, come sempre, anche a pizzicare in avanti, in occasione dei tanti calci piazzati. Si prende la finalissima che, probabilmente, giocherà da titolare.

VITALE 6.5 Tanti cross dal suo piede, molti calibrati con intelligenza, ma non sfruttati bene dagli attaccanti. Si trova bene con Laribi e i due confezionano sovrapposizioni che creano spesso superiorità a sinistra. Rispetto alle ultime uscite, un bel passo avanti anche dal punto di vista atletico.

HENDERSON 6 Tanta legna per lui, che corre con spirito di sacrificio in un centrocampo non certo brillante per dinamismo. Si sbatte con volontà, perdendo un po’ di lucidità sotto l’aspetto della qualità. Ma i suoi compagni sanno che possono contare sulla sua corsa quando il fiato si fa corto.

GUSTAFSON 7 Come all’andata del Bentegodi, anche all’Adriatico domina il centrocampo con fare spigliato. Controlla un numero innumerevole di palloni, quasi tutti dispensati con saggezza. Magari lento di gambe, è però velocissimo di pensiero e fa sempre la cosa giusta al momento giusto.

COLOMBATTO 7 Un fantasma sotto la gestione Grosso, finito ai margini della squadra e spesso lasciato ad ammuffire in panchina. Con Aglietti rinasce e si riprende il centrocampo nella partita più calda della stagione. Piedi sempre educati e grande senso della posizione. Viene graziato da Abbattista che gli risparmia il secondo giallo. Ci pensa Aglietti a spegnerne i bollori sostituendolo.

PAZZINI (dal 23° s.t.) 7 Ma che ve lo dico a fare… Metà rigore è merito suo, vista la bellissima sponda per Di Carmine. Ma non è solo quello. Tiene tanti palloni, fa respirare la squadra, si prende scarpate a destra e sinistra, sfodera tutta l’esperienza dei suoi 34 anni. Quando Pillon lo vede entrare in campo, se la fa sotto, mette un difensore per un attaccante e forse è proprio lì che perde la partita, cambiando l’equilibrio dei suoi. Pazzini è anche questo, elemento di disturbo psicologico che toglie certezze agli avversari.

MATOS 6 Gira e rigira, questo è Matos. Tante puntate a testa bassa, ma la concretezza è un’altra cosa. Per carità, in alcuni frangenti riesce anche a scappare ai difensori del Pescara, ma poi, nove su dieci, sbaglia l’ultimo passaggio.

DI CARMINE 7.5 E’ un altro giocatore, non ci sono dubbi. Fisicamente, ma soprattutto di testa. La sensazione è che si sia tolto dalle spalle uno zaino con cento chili di mattoni. E’ il terminale di ogni azione gialloblù e lo scatto che fa sull’assist di Pazzini, in occasione del rigore concesso da Abbattista, è da vero cobra. Glaciale di fronte a Fiorillo quando mette dentro il penalty che regala una finale che tutti noi, fino ad un mese fa, pensavamo ipotesi ridicola.

LARIBI 6.5 Tante belle giocate a sinistra, bravo a sgusciare in area di rigore abruzzese. Non sempre preciso nell’ultimo passaggio. Anche lui, però, come Colombatto e Di Carmine, è decisamente rigenerato dall’avvento di Aglietti. Esce per fare posto a Lee.

LEE (dall’11° s.t.) 5.5 Non entra bene in partita e non riesce a dare la velocità che gli sarebbe richiesta, soprattutto davanti ad avversari spompati.

AGLIETTI 7 Dopo la batosta di Cittadella, in pochi credevano che il suo Verona potesse trovare le forze per tentare l’impresa. E invece lui ce la sta facendo. Ha dato un’anima ad un gruppo da elettroencefalogramma piatto, ha rimesso le cose al loro posto, con semplicità, senza formule magiche da piccolo chimico. Da due partite la sua squadra non prende gol. Centra un successo clamoroso e tutto ora torna dove per lui è cominciato: a Cittadella. Obbligatorio cancellare quella figuraccia che ha dato il via alla rinascita dell’Hellas.

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18 risposte a “IL PAGELLONE DI PESCARA-VERONA”

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    1. Maxhellas scrive:

      Partita molto bella e molto ben giocata dalla squadra. Eravamo sempre primi sui palloni. Vittoria meritatissima.
      Erano anni che non vedevo un Verona così, con questa voglia di fare in campo.
      Pensare che bastava un allenatore normale, come Aglietti, per evitarci 3 anni di esplosione degli zebedei con le “idee” di Pecchia e Grosso…..Mah!

      Quanto a Setti, non cambio idea assolutamente: ha cambiato i suoi programmi (prendere i residui 10 milioni di paracadute e andarsene) solo DOPO l’approvazione del progetto del nuovo stadio da parte del Comune, con i lavori e la concessione dell’impianto ad una società (Nuova Arena) che, guarda caso, ha la sede sociale allo stesso indirizzo del Verona…….
      Il problema è che se andiamo in A e si va avanti col nuovo stadio, questo “signore” qua non ce lo caviamo più di torno.

      • Simone scrive:

        Io però ricordo anche che nell’ultima serie b il Verona è andato su direttamente, non scendendo praticamente mai dai primi tre posti e restando per buona parte del campionato primo o secondo, e a livello nazionale eravamo considerati una delle squadre col miglior calcio della cadetteria. Poi i gusti sono gusti, chiaro. Il discorso del nuovo stadio è decollato definitivamente da marzo, ma in estate il mercato del Verona era considerato di buonissimo livello, e quello di gennaio è stato di rafforzamento (Faraoni, Vitale e lo sfortunato Munari). Aglietti è arrivato a maggio, e con molto scetticismo attorno a lui (qui si sarebbe generalmente preferito Cosmi… forse è andata meglio così, chissà).

        • Maxhellas scrive:

          Il mercato estivo del Verona era considerato ottimo da Tavellin…. come le qualità di Grosso…..

          Pecchia ha giocato bene in B fino alla giornata 13. Da li in poi, inguardabile. Siamo saliti, vero. Ma il gioco faceva pena e parecchie partite (ricordi Vicenza in casa?) le abbiamo vinte all’ultimo.

          Vatti a vedere dove sta il Avispa Fukuoka…..

          • Simone scrive:

            Io non credo che il Verona di due anni fa anche dopo il girone d’andata giocasse peggio di altre. Semplicemente non poteva più reggere quel tipo di centrocampo perché era privo di incontristi e quindi vulnerabile (prima riuscivi a ”ingannare” i centrocampi avversari col palleggio e col cambio continuo di posizione degli interpreti, poi quando hanno capito come prenderti è servito un Bruno Zuculini qualsiasi per dare maggior compattezza in mezzo, ma questo ha ovviamente reso il gioco più ”normale”, sacrificando per forza di cose Romulo da terzino o da ala, tenendo a fianco di Bruno Fossati a fare da regia e avanzando Bessa). Vedevi squadre che giocavano meglio in B? Io no, e la stampa nazionale che io ricordi nemmeno, Spal (in parte) a parte. Inoltre nel ritorno abbiamo avuto tanti arbitraggi sfavorevoli (col Vicenza un gol loro irregolare e partita che abbiamo meritato di vincere, e averlo fatto nei minuti finali per me è stato pure più bello). Pecchia a mio avviso ha fatto una scelta di vita andando in Giappone, più che professionale. Io fossi stato in lui avrei aspettato un anno, gli sarebbe sicuramente arrivata un’occasione migliore (anche se i social possono rovinare carriere). Ma sono scelte e non le discuto. E il valore di quella squadra non so quale sia, non conosco i giocatori, non conosco il campionato, non conosco le difficoltà, quindi non mi posso fare la minima idea né giudizio a riguardo. So solo che in quei campionati succede non di rado che allenatori o giocatori anche di maggior esperienza abbiano fatto un buco nell’acqua. Sicuramente ci sono dei motivi. Hanno richiamato per panchine di A o B Baroni, Bucchi, ora sembra pure Grosso e altri. Avrebbero richiamato pure lui. Ecco perché credo la sua sia stata una scelta di vita, probabilmente momentanea, non saprei.

        • Simone scrive:

          Sull’eventuale nuovo stadio: porterà soldi reali? Se si, a chi? Ai messicani, alle casse del comune, a Setti o al Verona indipendentemente da chi ne sia il proprietario? Se l’opzione valida fosse l’ultima, sarebbe oggettivamente un bene. Mi aspetto di leggere maggiori informazioni, possibilmente dettagliate con inchieste serie senza preclusioni né da una parte né dall’altra a proposito.

          • Maxhellas scrive:

            Il processo è inverso: messicano e Setti, se saliamo, metteranno soldi nel Verona (lo si vedrà in caso dal bilancio 30.06.2020), in modo da portare entusiasmo intorno alla squadra, eliminando le resistenze per il nuovo stadio.

            I profitti saranno per la Nuova Arena (società costruttrice), che manterrà la concessione per la gestione dell’impianto per minimo 30 anni, incassando i canoni da squadre e negozi presenti.

            Chiaro che per massimizzare le entrate il concessionario (Nuova Arena) avrà ogni interesse che il Verona vada bene, in modo da massimizzare la presenza di negozi/ristoranti e affini nel nuovo impianto, nonché di tifosi e spettatroi in genere.

            Ipotizzo infine che in Nuova Arena, oltre a messicano e Berthold, possa entrare, anche attraverso società terze, il “buon” Setti.

            • Simone scrive:

              Qui davvero non saprei. Nel senso che il messicano non ho idea se e quali soldi abbia da spendere. E Setti non credo ne abbia più di quanti ne aveva fino a qualche tempo fa (qualche settimana fa andai per curiosità a vedermi i fatturati dei vari presidenti delle squadre, e Setti è tra i più ”poveri” a certi livelli). Se tornasse a spendere soldi che non ha, rischierebbe nel giro di breve tempo un nuovo 2015/16 (rischio forte per sua stessa ammissione di crac se non erro, e il fatto che non avesse più pagato gli stipendi da gennaio a maggio, con tanto di richiesta, ottenuta, di anticipo del paracadute la dice lunga). E, stadio o no, non so quanto ne abbia voglia. Se, ad ogni modo, il nuovo ipotetico stadio portasse introiti, qualsiasi presidente vorrebbe un pezzo di torta. Certo, per ottenerla bisogna anche guadagnarsela, chiaro.

      1. Matteo scrive:

        (el Teo)
        sembriamo un'altra squadra, Lee e Matos a l'arte che sono sempre tanto fumo e poco arrosto..fa rabbia vedere come sia bastato non Guardiola ma un semplice pluriesonerato Aglietti per lottare per la A…Setti è proprio un incapace a livello gestionale

        1. Stefano scrive:

          Sa passe’ i tempi che Di Carmine el fa angosa, Laribi no l’è un’ala, che bisogna sugar sempre e par forsa con le du punte e Aglietti l’è un fantocio…

          • RobyVR scrive:

            Ocio che te ghe ancora la bava fresca sul cul de Grecchia.

            • Stefano scrive:

              Ocio che a non ammetter de aver dito una serie de cagade par el gusto de farlo te rischi de eser smentio un’altra olta. Decidi adesso sa pensar, no saltar o nar so dal carro quando i è boni tuti. Di Carmine straso, Aglietti fantocio, Laribi nol pol sugar ala… dai alà, genio incompreso. T’hai insegna’ anca a ti che te guadagni punti a parlar mal a prescindere?

              • RobyVR scrive:

                Vaccadì, vedo che te sì sa sul careto del vincitore.
                D’altra parte dopo n’ano in cui te tocà lecar soto le scarpe e rampegarte sui spei e bastà un par de partie sughè normale par farte tornar la carica.
                Mi rèsto sempre sula mia, Grecchia incapace, Seti luamar, Grecchietti scarso ma manco del’avatar de Pechia.

                • Stefano scrive:

                  Ha ha… gheto fa inventarte le situasioni e i nemici immaginari par salvarte la faccia da solo? Dai, prima de giovedi aspeto la to ultima perla de saggezza calcistica. Adeso però date na calmada, lo so che te si un po’ deluso ma te dare’ che forse dopo el citadela te pol tornar a esultar. O a taser almanco fin a agosto.

          1. SETTI VATTENE scrive:

            Matos inguardabile

            1. Gianni scrive:

              “LARIBI 6.5 Tante belle giocate a sinistra, bravo a sgusciare in area di rigore abruzzese. Non sempre preciso nell’ultimo passaggio. Anche lui, però, come LARIBI ….”

              Laribi anche lui come Laribi? forse ti riferivi a Colombatto :-)

              Concordo il giudizio su tutti soprattutto su.. LEE…per me inesistente!

              1. RobyVR scrive:

                Grecchia aseno e Seti otuso.
                No ho mia capito Lee al posto de Labiri.
                Erelo stracco?

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