20
giu 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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Sport

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IL PAGELLONE DI VERONA-CAGLIARI

SILVESTRI 6 Non è praticamente mai chiamato in causa pericolosamente, ma dimostra sempre grande sicurezza tra i pali e nelle uscite. E questa confidenza la trasmette per lunghi tratti a tutta la difesa che, è vero, soffre un po’ sul finale sui calci piazzati, ma regge la timida reazione degli isolani.

RRAHMANI 6+ Così così sul gol di Simeone, la cui posizione solitaria in area di rigore sembra essere una sua responsabilità, sebbene tutta la difesa non brilli per compattezza. E’ una sbavatura che sporca un po’ una partita comunque attenta, giocata discretamente, durante la quale cerca, come sempre, gloria anche in avanti. Tante gli interventi risolutivi in area di rigore. Peccato per l’indecisione sul gol del Cagliari.

KUMBULLA 6.5 Torna centrale di difesa puro, dopo qualche volta sul centro-sinistra. E conferma di stare bene. Autorevole ed elegante, unisce utile a dilettevole con belle giocate e, quando serve, spazzando alla bene meglio. Di qui alla fine può dimostrare ancora tanto, per la felicità del presidente Setti, che vede le quotazioni del suo gioiellino crescere esponenzialmente.

EMPEREUR 6.5 Bene anche lui, beneficia, evidentemente, della vicinanza di Kumbulla che, a dispetto dell’età, è capace di dare tanti punti di riferimento ai compagni di reparto. Non si fa mai trovare impreparato e dalle sue parti il Cagliari fatica a sfondare, nonostante Nandez sia un brutto cliente.

FARAONI 6.5 Non è perfetto nel gol che prova a ridare speranze al Cagliari. Sale tardi e tiene in gioco Pellegrini che la tocca piano per Simeone. Non ha la stessa gamba pre coronavirus, ma se davanti non incide, è in fase di contenimento che non perde lucidità. Tante volte in anticipo sui sardi, tante volte ne stronca ogni velleità. Ha un senso della posizione strepitoso. La gamba tornerà quella di un paio di mesi fa, non c’è dubbio alcuno.

AMRABAT 7.5 Mi è venuta un po’ di tristezza a vedere giocare Amrabat. “E’ andato via di testa Vitacchio?”, vi starete domandando. No, e vi spiego perché. Mi è venuta tristezza perché me lo immagino già con la maglia della Fiorentina e oggi, più che mai, mi sono accorto che questo giocatore mancherà tantissimo al Verona. E’ meraviglioso da vedere, da solo si porta alle calcagna, ogni volta che ha il pallone tra i piedi, tre o quattro avversari, che altro non possono fare che soccombere. Tanta, ma tanta roba, qualità e quantità costante, perpetua. Godiamocelo finché possiamo farlo.

BADU 6 Una sufficienza di incoraggiamento per Emmanuel, che mi è parso un po’ indietro di condizione. Fatica a entrare nel gioco e nelle dinamiche collaudate dei gialloblù. Trovare il passo non è facile per lui che in questa stagione, prima dello stop per l’emergenza, ne aveva passate di ogni colore. Ha fatto fiato, di sicuro. Forse questa era l’intenzione di Juric, che lo ha infatti tenuto sino alla fine.

LAZOVIC 7 Sembra quasi che per lui il campionato non si sia mai fermato. Se possibile è ancora più determinante e pungente rispetto alla prima parte del campionato. Le azioni più pericolose dei suoi arrivano quasi sempre dalla sua parte e quando porta il motore a regime pennella l’assist per la capoccia di Di Carmine che sblocca le ostilità. Anche nel secondo tempo corre come un dannato, fino a quando anche per lui, che rimane un comune mortale, finisce la benzina.

DI MARCO (dal 39′ s.t.) s.v.

VERRE 6.5 E’ lui ad alimentare l’azione che porta al secondo gol del Verona. Si arrocca sul pallone, lo difende con corpo e tecnica e imbecca Di Carmine con un appoggio tanto semplice quanto efficace che il numero 10, in serata di grazia, trasforma in oro. Quando azzecca la giocata, le sue movenze felpate sono un incubo per la difesa del Cagliari. Juric lo toglie nell’intervallo, complice l’espulsione di Borini. Peccato.

VELOSO (dal 1′ s.t.) 6 Si vede che non è in condizioni ottimali, nonostante provi a dare geometrie al centrocampo. Ma ha esperienza da vendere e la pagnotta la porta a casa come sempre.

BORINI 6 Cacciato fuori in maniera del tutto incomprensibile da Manganiello che, tirato per la giacchetta dal Var, si inventa un’espulsione incredibile. Vista e rivista più volte, l’attaccante va in pieno sul pallone, anticipando Rog. Il colpo conseguente è evidentemente inevitabile, non è che Borini potesse evaporare. Non c’è il Var che possa sconfessare il Var?

DI CARMINE 8 Un gol, il primo, da attaccante d’area di rigore: attacca il primo palo e brucia tutta la difesa sarda. Un altro da fenomeno, un rasoiata da oltre venti metri che secca Cragno. Evidentemente è attaccante da stagioni calde. L’anno scorso sbocciò in tarda primavera, trascinando il Verona in A, ora, dopo mesi di naftalina, brilla come uno smeraldo. E ipoteca, forse nel momento più importante della stagione, la maglia da titolare. Anche se pure lui, viene sacrificato per colpa del rosso a Borini.

ZACCAGNI (dal 3′ s.t.) 6.5 Entra benissimo e subito in partita, ben sapendo che ci sarà da soffrire. Juric lo mette idealmente a fare il falso nove, ma lui capisce soprattutto di dover fare il lavoro sporco, alla ricerca dei secondi palloni, delle ribattute. Si butta su ogni occasione, come se fosse l’ultima e da un punto di vista strategico è bravo a prendersi il fallo di Cigarini, che costa il secondo giallo al centrocampista e rimette in parità numerica le due squadre.

JURIC 7 Il primo tempo è sembrato aver azzerato tutti questi mesi di stop. Il silenzio del Bentegodi ha ritrovato lo stesso Verona visto per tutta la prima parte abbondante del campionato. Anzi, forse anche migliore, con geometrie, giocate e un ritmo forsennato. Un gioco corale che inevitabilmente accusa l’espulsione di Borini. Forse più psicologicamente che altro. Nel secondo tempo le energie sono un po’ calate, ma i suoi sono riusciti a difendersi con ordine, in difficoltà solo su qualche calcio d’angolo. Non ho capito come mai giocare senza punte di ruolo, correndo il rischio di far abbassare troppo i suoi. Ma, a conti fatti, anche stavolta ha avuto ragione lui.

MANGANIELLO 3 Raramente giudico la prestazione dell’arbitro, ma questa volta non posso proprio tirarmi indietro. Richiamato dal Var dopo un fallo che lui dà a favore di Borini, prende un abbaglio colossale e caccia l’attaccante gialloblù. E’ incredibile che sia arrivato ad una decisione simile dopo aver avuto la possibilità di rivedere l’episodio più e più volte. Ma cosa ha visto? Cosa? Il rosso diretto significa due giornate per Borini. Ammettendo il ricorso della società, una giornata rimarrà comunque e questo per l’ex Milan significa saltare il Napoli. Grazie Manganiello, speriamo sia l’ultima quest’anno (ricordate il rosso a Stepinski contro il Milan…?).

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  1. Riccardo scrive:

    grandi all'inizio
    dopo 30' dovevamo averne tre.
    interessante il giudizio su Zaccagni.
    lottare lottare lottare
    il messaggio di Juric è questo.
    oh come mi diverto quest'anno.

    1. Franco Smizzer scrive:

      Ma l'assistente VAR conta più dell'arbitro??
      Manganiello aveva visto perfettamente l'azione ed aveva già deciso in merito. Qui non si tratta di fuorigioco o di palla oltre la linea di porta o meno, od oltre la linea laterale o di fondo. Qui si tratta di un'azione nitida che larbitro ha visto e valutato nella sua dinamica. È assolutamente illogico che l'arbitro ricorra al VAR per episodi di questo tipo, come è anche illogico che per questi episodi l'assistente VAR richiami larbitro. Qui è indispensabile rivedere il regolamento sull'utilizzo del VAR, altrimenti ad arbitrare sarà il VAR, non più l'arbitro.

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