28
ott 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
CATEGORIA

Sport

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IL PAGELLONE DI VERONA-VENEZIA (COPPA ITALIA)

PANDUR 8 Per quasi tutta la partita è quasi spettatore, eccezion fatta per un paio di belle parate, soprattutto nel secondo tempo. Si trasforma in eroe della serata durante i calci di rigore. Ne para tre dei quattro calciati dai giocatori del Venezia, dimostrando un intuito mica male. Adesso lo sappiamo, Silvestri ha le spalle coperte, copertissime.

FARAONI s.v. Ennesimo infortunio muscolare in casa del Verona e la cosa comincia a preoccupare. Peccato perché stava facendo bene. Assenza pesantissima soprattutto per la gara di lunedì sera prossimo contro il Benevento.

DAWIDOWICZ 6 (dal 25′ p.t.)  Si rivede dopo tantissimo tempo, dopo un infortunio muscolare difficile da superare. E’ altro giocatore rispetto a Faraoni, ma il suo lo sufficientemente bene. Prova anche a spingersi in avanti, un po’ come faceva Rrahmani la scorsa stagione. Per un rientro dopo tanta inattività, non gli si poteva chiedere di più.

TAMEZE 6 (dal 33′ s.t.) Costretto a giocare nei tre di difesa, non sfigura, grazie soprattutto alla qualità tecnica. Prova a suonare la carica, ma nei tempi supplementari è un po’ come predicare nel deserto.

MAGNANI 6 Gioca finalmente dal primo minuto dopo i problemi fisici che lo hanno lasciato a lungo ai box. Sicurezza e buona qualità, contro un attacco, quello del Venezia, preso quasi sempre d’anticipo. Ha piedi buoni per impostare da dietro. Le gambe sono ancora lontane dalla condizione ideale, ragion per cui Juric non lo riporta in campo dopo l’intervallo

DIMARCO 6.5 (dal 1′ s.t.) Buon impatto sulla partita, nonostante si piazzi in quello che non è il suo ruolo naturale, terzo di difesa. Ha grande forza nelle ripartenze e partecipa attivamente nell’azione che porta al secondo gol del Verona: imbecca al momento giusto Lazovic, che a sua volta serve al bacio Salcedo. Bellissima la botta al volo, nei minuti finali, ma Pomini è un gatto.

EMPEREUR 5.5 Una buona partita, ma non sembra esente da colpe nel passaggio di Amione che si lascia sfuggire e che di lì a poco diventa il gol del pareggio del Venezia. Rischia il rosso nell’ultimo contropiede del Venezia, con Johnsen. Gli va bene perché è l’attaccante lagunare a buttarsi palesemente.

RUEGG 6- Si fa male proprio nel momento in cui sembrava maggiormente in crescita. Primo tempo non esaltante, anzi. Meglio la ripresa. Colpisce la forza fisica di questo ragazzo e la velocità. Non è ancora perfettamente dentro ai meccanismi, ma non è facile giocando così poco.

AMIONE 4 (dal 33′ s.t.) Un passaggio sciagurato (con la complicità di Empereur) spalanca al Venezia la strada del pareggio. Peggio di così era difficile immaginare il suo debutto con la maglia del Verona.

VIEIRA 6.5 Grande corsa, capacità di spezzare il gioco del Venezia e, al contempo, lucidità nel costruire il gioco insieme ad Ilic. Trova il gol disperato che manda la partita ai rigori, quando nessuno in casa gialloblù ci sperava. A me piace sempre di più perché mi sembra che abbia capito subito cosa fare nello scacchiere di Juric. E il mister continua a confermarlo senza mai farlo riposare.

ILIC 6.5 Il bellissimo gol da venticinque metri è il giusto premio per una gara giocata bene. Molto più intraprendente rispetto al solito, dà la sensazione di avere decisamente più fiducia nei propri mezzi. La stessa fiducia che gli sta dando mister Juric, partita dopo partita. Tecnicamente mi piace molto. Deve migliorare nella corsa, che non vuol dire andare più veloce, ma coprire meglio il campo.

LAZOVIC 7  A tratti è devastante. Trova sempre i tempi giusti della giocata che, il più delle volte, dà la superiorità numerica al Verona. Bellissimi i fraseggi e l’intesa con Zaccagni. Fisicamente sta di nuovo bene, come ai vecchi tempi. Certo, i supplementari non lo aiutano, anche se non molla un centimetro fino alla fine.

BARAK 5.5 Macchinoso ed evidentemente lontano dalla migliore condizione. Prova a giocarsela col fisico ma è tanto arruffone nel gioco e sbaglia cose tutto sommato facili. Deve trovare presto la forma ottimale.

ZACCAGNI 7 Lampi di un piccolo campione. E’ in condizione stratosferica. La partita di Torino, contro la Juventus, lo ha riportato indietro di qualche mese fa quando dominava in lungo e in largo. La chimica con Lazovic è qualcosa di poetico e i difensori del Venezia poco possono fare per limitarla. Se penso a qualche anno fa, mai avrei detto che potesse diventare un giocatore di questo livello. Faccio mea culpa.

COLLEY 6 (dal 19′ s.t.) Le fiammate sono quelle giuste e quando i compagni sembrano non averne più, è l’unico che ci prova. Ma è troppo solo per riuscire a fare la differenza.

SALCEDO 6 Primo tempo brutto, secondo sicuramente migliore. Molto più voglioso di mettersi in mostra, finalmente consapevole della bontà dell’occasione da sfruttare. Il gol è facile facile, ma già prima del 2-0 si era messo in mostra con un paio di belle giocate. Eddie è forte, ha colpi di classe. Deve trovare la continuità che serve per stare a questo livello.

ALL. JURIC 6 Una partita in totale controllo fino a dieci minuti dalla fine, poi il tracollo. Vuoi per qualche errore individuale, vuoi per la condizione fisica. Cominciano a preoccupare, e non poco, i tanti infortuni muscolari. E’ vero, il mister e il suo staff spremono i giocatori, ma qualcosa che non va evidentemente c’è da questo punto di vista. Giocare 120 minuti, in queste condizioni, proprio non ci voleva, pensando in particolare alla gara di lunedì prossimo contro il Benevento.

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5 risposte a “IL PAGELLONE DI VERONA-VENEZIA (COPPA ITALIA)”

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  1. ziga scrive:

    Lazovic inguardabile ed indisponente Voto 5. Zaccagni voto 8 altra categoria.

    1. Mariino scrive:

      Non hai visto? Ha deviato il pallone a circa 6 metri d’altezza sopra la traversa.

      1. Marco Caroli scrive:

        Mi pare che pandur ne pari due su quattro

        1. Giorgio scrive:

          Lazovic devastante?! Allora mi sono perso qualche cosa….

          1. Riccardo scrive:

            mi spiace
            ma più lo vedo meno Barak mi piace.
            ok tornava dal covid però mi sembra sempre più il Vinicio Verza di fine anni 80

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