La seconda vita di Verona in Legadue dunque comincia da Gigi Garelli. O meglio, la Tezenis è ripartita da Fadini, che ha messo a segno il suo primo colpo, soffiando il coach bolognese alla Fortitudo. E gli argomenti di Pedrollo & C. devono essere stati convincenti, perché all’ombra delle Due Torri tutti erano già pronti ad abbracciare il nuovo allenatore, “enfant du pays”, visto che è nato da quelle parti. Invece Garelli è di Verona.
Il neocoach gialloblù mi perdonerà una battuta che probabilmente gli uscirà dalle orecchie: ma il mio primo motorino è stato un Garelli e in mezzo ad una marea di Ciao Piaggio, doveva distinguersi per solidità e sprint. Spero che anche la sua Tezenis sarà così. A Udine e nalla prevedebte esperienza a Vigevano lo ha dato a vedere. In bocca al lupo.
E adesso aspettiamoci presto altre due firme: quelle di Andrea Renzi e Antonio Porta. L’asse play-centro di sicuro talento (e consiolidato) per rilanciare la Verona dei canestri.


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