LE AUTO MORTE NEL SILENZIO

Le auto sono morte, non vengono più prodotte in Italia. Stellantis ha spostato tutto all’estero.

Tutti ricordano che per decenni sono state il perno della produzione industriale, anche con l’indotto: una marea di posti di lavoro, oggi persi. Come pensiamo di sostituirli?

La cosa inaudita è che nemmeno se ne parla. Silenzio. Ti aspetti che i sindacati per primi scendano in piazza con Landini che capeggia la rivolta, che dichiara guerra a Stellantis. Ma Stellantis è anche Repubblica…E così i sindacati fanno finta di nulla…

Le auto. Ricordo la svolta degli anni Cinquanta. Prima erano un prodotto di lusso, che solo o ricchi potevano permettersi. Ma poi arrivano le topolino, le cinquecento e l’auto diventa un prodotto popolare che anche il proletariato può permettersi di comprare. Dilaga in mercato e quindi dilaga anche la produzione con l’aumento esponenziale dei posti di lavoro.

C’è poi un problema più generale. Crisi della produzione ovunque, in Germania chiudono gli stabilimenti Volkswagen; crollano le vendite di tutte le marche. Colpa anche della follia delle auto elettriche.

Il ministro Urso ha sottolineato la responsabilità del patto verde dell’Europa che vorrebbe imporre costi e non aiuti ad un settore già oggi in forte crisi.

Comunque tornando a noi pendiamo atto che le auto sono morte e, ovviamente, anche una valanga di posti di lavoro. Il tutto con un funerale silenzioso…

TUTTA EUROPA HA LE FRONTIERE

Il paradosso della pesante condanna chiesta per Salvini arriva quando tutti i Paesi europei ora fanno quello che fece lui: cioè chiudono i confini all’immigrazione incontrollata.

Il premiere inglese ha perfino incontrato la Meloni per copiare il modello Albania.

Paesi che erano accoglienti come la Germania ora hanno cambiato decisamente rotta: non solo confini controllati ma anche rimpatri dei migranti illegali.

Nessun Paese europeo è per l’accoglienza indiscriminata in nome del fattore umanitario. Tranne il Vaticano che però, guarda caso, alza non solo le frontiere ma anche le mura: non ce n’è uno di migrante nella Città del Vaticano.

C’è poi anche il problema non secondario dell’ingerenza. E’ accettabile che la religione, invece che occuparsi della fede, auspichi le scelte che competono alla politica? Dall’accoglienza a tutti i migranti al no all’autonomia?

Non è come se in politica, Giorgia Meloni, dicesse alla religione cattolica che è ora di finirla con la vergognosa discriminazione delle donne: che possano anche loro diventare sacerdoti come già avviene nelle chiese protestanti…

Al di là delle questione non secondaria dell’ingerenza ,resta il fatto che oggi tutti i Paesi europei chiudono le frontiere e decidono chi può entrare e chi no.

Di conseguenza la procura di Palermo dovrebbe chiedere pesanti condanne, non solo per Salvini, ma per tutti i leader europei. E anche per quelli americani, Kamala Harris compresa, che esigono il massimo dei controlli sui migranti, per non dire i rimpatri di massa.

SIAMO TUTTI SANGIULIANO

Con il caos che prosegue da settimane Sangiuliano non poteva che avere il buon senso di dimettersi.

Ma partiamo dal precedente storico indimenticabile. Silvio Berlusconi va a teatro con il suo caro amico Bettino Craxi. Sul palco vede un attrice col seno nudo prosperoso, Veronica Lario. E’ folgorato. Non si limita a cercare una relazione con lei: divorzia, la sposa e ci fa tre figli. (Salvo dedicarsi anni dopo alle Olgettine).

Prendiamo atto che Sangiuliano non intendeva né divorziare né sposare la Boccia.

Dopo di che siamo tutti Sangiuliano: Trovarne uno di ometto che resista al fascino sessuale di una bella donna…

Venendo al merito, cioè al contenuto della disputa: ricatti, segreti svelati, piani occulti. Mistero è e mistero rimane secondo la tradizione italiana: ci saranno di mezzo i servizi deviati, la massoneria, magari l’interferenza degli 007 Usa, per non escludere l’intervento di Putin…

Dopo mezzo secolo e più non sappiamo ancora cosa e successo a Emanuela Orlandi…Quindi anche il caso Sangiuliano-Boccia rimarrà un mistero per il tempo a venire, tra rivelazione, confessioni smentite e via di seguito.

Tornando al dunque prendiamo atto che ciò che ha fatto con la relazione il ministro non è certo l’eccezione: siamo tutti Sangiuliano, pronti a tutto noi maschietti per soddisfare il nostro desiderio sessuale.

L’EDUCAZIONE CHE NON C’E’ PIU’

I frequentatori del blog non sono stati convinti dalla tesi della criminologa Bruzzone. Vediamo se sono d’accordo con Susanna Tamaro: “Siamo al baratro: viviamo nel culto del “bimbo perfetto”. Il male si combatte con l’educazione, non con i moralismi”.

Nella fattispecie il “Bimbo perfetto” ha inferto 68 coltellate ai suoi famigliari.

Anche lo psichiatra Paolo Crepet ha notato che i segnali non mancavano ma sono stati ignorati.

Prima il bimbo perfetto ha raccontato che giocava con la playstation.

Ecco il punto. Se vuoi che non ti rompano le scatole, e poterti fare gli affari tuoi, da genitori – invece che dedicare tutto il tempo indispensabile per seguire ed educare i figli – li piazzi davanti alla playstation, al cellulare, all’iPad, e il compito gravoso di genitore è esaurito.

Apprezzo di più coloro che, consapevoli dei propri limiti, si dedicano al cagnetto (che ti scodinzola sempre) invece che a fare figli. I quali, invece che scodinzolare, se non fai il genitore impugnano il coltello…

RIAPRIAMO I MANICOMI

Dopo l’omicidio di Sharon l’unica vera soluzione è riaprire i manicomi. Magari chiamiamoli con un nome più gentile, centri per il recupero dell’umanità, ma la questione non cambia. Come ha spiegato la criminologa Roberta Bruzzone: “Tutti possono fare la fine di Sharon. Anche per un motivo banale. Un soggetto come quello arrestato, borderline è pericoloso, si salva solo tenendolo controllato”. Per il bene della comunità e anche dei potenziali omicidi.

Che senso ha fare il test psichiatrico all’assassino che era stato già denunciato da sorella e madre senza che succedesse nulla? Senza che magistrati e forze dell’ordine ordinassero di intervenire. Gli stessi centri antiviolenza rischiano di essere superflui se non c’è un intervento immediato sui violenti denunciati.

Pensiamo al ragazzo che nel milanese ha massacrato padre, madre e fratellino. Non aveva dato segni di demenza? Gli squilibrati non mancano di sicuro. Come spiega sempre la Bruzzone le Rems, gestite dai dipartimenti di salute mentale, non sono sufficienti.

Quindi o riapriamo i manicomi o prepariamoci a convivere con violenze e omicidi che capitano a casaccio.

CHIESA A LIVERPOOL, MA NON E’ BERGOGLIO

Di fonte alla notizia “Chiesa a Liverpool” per un attimo ho sperato che fosse la Chiesa di Papa Bergoglio… Ma come noto era il calciatore ora ex Juve (Peccato perdiamo un fuoriclasse).

Quanto a spessore teologico Bergoglio non poteva fare nemmeno da zagheto a Papa Ratzinger.

Invece di occuparsi dei grandi impegnativi temi della-delle religioni: cosa ci aspetta dopo la morte? Sconteremo o no i peccati? Ci sarà o no la Resurrezione dopo la morte? Invece che occuparsi questi che sono, ripeto, i grandi temi della-delle religioni, Bergoglio si dedica alle banalità della politica: i migranti, la pace, il green. Manca solo una sua udienza sugli autovelox…

Cosa diremmo se Giorgia Meloni affermasse: chi non vota Fratelli d’Italia va all’inferno? Diremmo che per lei è urgente un trattamento psichiatrico obbligatorio.

E Bergoglio cosa dice? Chi non accoglie i migranti commette peccato mortale e merita l’inferno…!

A Liverpool non ci va. Diciamo che resta una risorsa per Bonelli che potrebbe nominarlo portavoce del suo partito.

IN BALIA DEL TERRORISMO ISLAMICO

Tragica situazione: gli attentati in Germania e in Francia dimostrano che siamo in balia del terrorismo islamico.

Da una parte Israele, dall’altra Hamas e i palestinesi. Per vendicare quella che chiamano la strage dei palestinesi fomentano gli attacchi terroristici contro quei Paesi occidentali che appoggiano Israele.

Ovviamente i fanatici non mancano: pronti dopo l’attentato a farsi esplodere o a consegnarci alle forze dell’ordine per confermare la matrice terroristica.

Si può condannare, cercare di tutelarsi in ogni modo, ma il risultato resta arduo: si rimane comunque in balia degli attentati.

Faccio un esempio: la questione più drammatica è il calo della natalità. Anche qui puoi cercare di contrastarla culturalmente con tutta una serie di aiuti economici ma il risultato non cambia: natalità in caduta in tutto il mondo occidentale.

Col terrorismo puntiamo sullo Ius scholae: istruire fin fa ragazzini gli islamici a rispettare le regole del Paese in cui si trovano, evitare così che diventino terroristi?

Arduo crederci: non è che l’istruzione scolastica abbia eliminato le baby gang, figuriamoci il terrorismo islamico: Drammaticamente ne restiamo in balia. Anche perché la pace in Medioriente non si intravvede: le trattative sono talmente inconcludenti che sfiorano la farsa.

IL MONDO STA CON TRUMP

Non c’è un precedente. Non era mai accaduto che la notizia principale dei media di tutto il mondo sia che Biden ha rinunciato alla corsa alla Casa Bianca.
Faceva quasi simpatia Biden che non molla nonostante tutte le critiche, le difficoltà, l’esortazione a farlo. Alla fine ha ceduto e si apre un nuovo scenario.
Tutti a dire che Trump è ancora più favorito. Andiamoci cauti. Vero che anche il mondo è con lui. Da Putin a Hi; lui li ha lodati come premier capaci ed efficienti. E non c’è dubbio che Russia e Cina lo appoggino, magari anche in modi poco legali…
Ma mancano quattro mesi e possono esserci delle sorprese.
La sostituta indicata da Biden, Kamala Harris, non gode di molto credito nemmeno tra i democratici, che potrebbero anche fare una scelta diversa. Già si parla di Michelle Obama. Vedremo.
Nessun dubbio che Trump resti favorito, lo era già prima. Magari era meglio per lui se restava in corsa Biden.
Comunque val la pena di restare alla finestra ad aspettare cosa accadrà da qui al prossimo novembre. Ripeto: la storia insegna che le sorprese non mancano mai…

TRUMP E’ IL NUOVO PRESIDENTE

Esito indiscutibile: Trump è il nuovo presidente. Questo il risultato dell’attentato. Con lui insanguinato, col pugno chiuso, che grida “non mi arrenderò mai”, è terminata la campagna elettorale.
E’ andata male all’attentatore che probabilmente voleva ucciderlo. Ma ora è così: tutti solidali con Trump, tutti stretti attorno a lui; Biden più che mai all’angolo.
Sconcertante che nella terra della democrazia gli attentati ai presidenti, la violenza politica, siano nella storia.
Volendo c’è un nostro precedente. Il grande Indro Montanelli subì in attentato, fu ferito ad una gamba. E Forattini fece una vignetta indimenticabile: il rivale, chiamiamolo così, Eugenio Scalfari fu ritratto mentre era tentato di spararsi anche lui alla gamba, appunto per poter rivaleggiare con Montanelli…
Che sia questa l’ultima speranza di Biden? Spararsi, sperare in un attentato per rientrare in gioco? Ovviamente è pura fantasia.
L’esito è appunto scontato: Trump nuovo presidente e, in una settimana, cambierà il mondo: come ha dichiarato Nato ridimensionata e Ucraina senza più aiuti costretta a fare la cessione territoriale a Mosca per chiudere la guerra.
Sarà così? Vedremo. Al momento la cosa certa è che Daniel Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

DENUNCIARE SERVE A NULLA

Prendiamo atto che nel nostro Paese denunciare serve a nulla; anche reati gravissimi, come conferma l’omicidio di Roma: la prima moglie aveva denunciato l’assassino che la picchiava. E cosa è successo: nulla.

Denuncia senza risultati, il magistrato che l’ha ricevuta è rimasto nel divano senza agire.

Qui si apre una questione fondamentale: per entrare in magistratura non basta conoscere la giurisprudenza, dovresti avere anche la capacità di distinguere; perché i magistrati ricevono anche tante denunce farlocche e dovrebbero, appunto distinguere da quelle vere che richiedono interventi immediati.

Di questo dovrebbe occuparsi anzitutto l’Associazione nazionale magistrati che invece è impegnata a contestare l’abolizione dell’abuso d’ufficio che, come ha sottolineato Nordio, ha portato tanti amministratori locali a brindare…

Prendiamo poi atto che le forze dell’ordine sono molto efficienti. Lo dimostra il caso di Padova: l’ex sequestra donna e figlio e, immediatamente, i carabinieri si mobilitano anche con quelli trentini e lo catturano dopo 100 chilometri.

Magari la magistratura dimostrasse la stessa tempestività ed efficienza.

Serve una radicale riforma della giustizia? Certo che servirebbe,  ma non arriverà mai.