Le auto sono morte, non vengono più prodotte in Italia. Stellantis ha spostato tutto all’estero.
Tutti ricordano che per decenni sono state il perno della produzione industriale, anche con l’indotto: una marea di posti di lavoro, oggi persi. Come pensiamo di sostituirli?
La cosa inaudita è che nemmeno se ne parla. Silenzio. Ti aspetti che i sindacati per primi scendano in piazza con Landini che capeggia la rivolta, che dichiara guerra a Stellantis. Ma Stellantis è anche Repubblica…E così i sindacati fanno finta di nulla…
Le auto. Ricordo la svolta degli anni Cinquanta. Prima erano un prodotto di lusso, che solo o ricchi potevano permettersi. Ma poi arrivano le topolino, le cinquecento e l’auto diventa un prodotto popolare che anche il proletariato può permettersi di comprare. Dilaga in mercato e quindi dilaga anche la produzione con l’aumento esponenziale dei posti di lavoro.
C’è poi un problema più generale. Crisi della produzione ovunque, in Germania chiudono gli stabilimenti Volkswagen; crollano le vendite di tutte le marche. Colpa anche della follia delle auto elettriche.
Il ministro Urso ha sottolineato la responsabilità del patto verde dell’Europa che vorrebbe imporre costi e non aiuti ad un settore già oggi in forte crisi.
Comunque tornando a noi pendiamo atto che le auto sono morte e, ovviamente, anche una valanga di posti di lavoro. Il tutto con un funerale silenzioso…