SENTITE CONDOGLIANZE ALLA NAZIONALE

Con Pirlo, che da allenatore non ha vinto nulla, la certezza di non andare nemmeno ai prossimi mondiali. SE vogliamo buona notizia: ci risparmiamo l’ennesima figuraccia.

La scelta del ct non è un caso ma un piano elaborato da Maldini: finge di rincorrere Guardiola sapendo bene che avrebbe rifiutato. Ignora Conte perché avrebbe comandato lui. Invece col caro amico Pirlo sarà Maldini a decidere.

Superfluo ricordare che con Pirlo la o finale va cambiata con la a…

PERCHE’ L’ODIO DILAGA

Non solo nei confronti dei magistrati, che hanno denunciato le dure critiche subite per la sentenza Roggero, dilaga a 360 gradi. Frutto di un fanatismo diffuso, da noi al posto di quello religioso che caratterizza i Paesi islamici.

Odio verso chiunque. Le manifestazioni, sempre sacrosante, sono diventate anzitutto occasione per scatenare odio e violenza.

Fanatismo, come sempre, frutto dell’ignoranza dilagante. Primo esempio: l’aggressione a medici e infermieri da parte di chi è convinto di saperne più di loro. Anche nelle critiche ai magistrati, che possono starci, noi che competenza giuridica abbiamo per farle?

Quanto alla violenza vien da pensare che manchino le guerre che, con la loro tragedia, in qualche modo alla fine spengono la violenza. Da noi invece dilaga la guerra interna, non solo tra partiti, tra associazioni, corporazioni; ogni occasione è buona per aggressioni fisiche oltre che verbali. Per non parlare dei siti.

Un quadro tutt’altro che incoraggiante.

BOLOGNA, VIETATO GENERALIZZARE

Ammesso, e non concesso, che a Bologna alla fine delle indagini, emergano responsabilità dei poliziotti non si può certo crocifiggere tutte le forze dell’ordine. Come dire che, se un bandito si pente e sventa una rapina, tutti i criminali sono diventati santi. Generalizzare è sempre sbagliato.

Gli esempi si moltiplicano: mariti che ammazzano le mogli, tutti i mariti sono assassini? Contrario: donne che ammazzano il compagno, tutte le donne sono assassine?

Le forze dell’ordine fanno comunque sempre il duro lavoro di cercare di difenderci in nome dello Stato. L’alternativa è sperare che ci difendano i maranza?

Giusto lo scudo alle forze dell’ordine perché, anche commettere un reato in nome dello Stato, non è paragonabile al reato commesso dai criminali. Dovrebbe essere ovvio.

Comunque penso che, con tutti i limiti, le forze dell’ordine vadano sempre difese. Altrimenti perdiamo anche il minimo tentativo di difenderci e garantirci la sacrosanta sicurezza.

Cerchiamo di ragionare e non di generalizzare e paragonare l’Italia all’Ice in America.

COMPETENZE PRIMA CHE PREFERENZE

Giusto dare ai cittadini il potere di scegliere i parlamentari. Ma bisogna anche interrogarsi sulla competenza degli elettori. Purtroppo, dico e ripeto, siamo tutti già schierati in partenza, più che analizzare scelte e decisioni dei partiti, del governo o dell’opposizione, valgono le nostre convinzioni a priori.

Una volta si votava il proprio partito per sempre. Siamo più competenti oggi con la diffusa fluidità elettorale?

Poi la competenza è un problema che vale a 360 gradi, in tutte le professioni.

IL crollo della pubblica istruzione, oltre che al diritto alla promozione a prescindere, non è dovuto anche alla scarsa competenza di tanti docenti?

E poi concludo con la mia antica passione per il calcio: se vuoi affossare definitivamente la nazionale basta che prevalga l’incompetenza di scegliere Pirlo come nuovo allenatore…

TRUMP, IL VERO NEMICO E’ ISRAELE

Federico Rampini spiega che la sceneggiata contro Giorgia è solo un diversivo. Il vero nemico di Trump è Israele che non vuole alcuna trattativa ma l’eliminazione completa degli autori dell’attacco del 7 Ottobre.

E poi c’è il tema del nucleare, dell’uranio arricchito.

Come detto da Cacciari, alla sceneggiata non valeva nemmeno la pena di rispondere.

Il nucleare, problema inesistente: nel senso che la bomba atomica ce l’hanno tanti Paesi, sia democratici che dittature feroci come la Corea del Nord. Ma, per quanto la pazzia non manchi tra i politici, nessuno è tanto pazzo da non sapere che usare l’atomica significa sancire la fine del mondo, compreso il proprio Paese.

Quindi, sembrerà assurdo, ma c’è da preoccuparsi più per i droni che le atomiche.

Poi il problema vero sarebbe eliminare il regime iraniano. Trump invece tratta e lo riconosce. Sembra il presidente Usa far parte delle femministe che, dovrebbero essere in prima fila a rivendicare i diritti delle donne iraniani, e invece sono silenti…

OPINIONE: “DA STIVALE A PAESE IN CIABATTE”

La battuta dell’odiato e denunciato ministro israeliano Ben Gvir esige delle risposte: solo noi o l’intero Occidente in ciabatte a causa del dramma delle guerre? Che possiamo fare sul piano interno e internazionale? Colpa di Giorgia Meloni? Col campo largo al governo torneremmo ad essere uno stivale?

IL ministro dell’economia Giorgetti, politico molto serio, ha spiegato più volte che non possiamo che ciabattare: niente interventi da stivale.

Non direi che la colpa delle ciabatte è solo nostra ma di un contesto internazionale quantomeno complicato e senza precedenti.

Comunque sia l’odiato ministro israeliano con la sua battuta ha fornito un quadro purtroppo assai realistico.

Mia battuta finale: col caldo è usuale indossare le ciabatte.

I CONTESTATORI SI FANNO SPONSOR

Ultimi due esempi: a cosa è servito imbrattare la sede veronese del partito di Vannacci? A fare una grande pubblicità gratuita al generale. E le bottiglie incendiarie sotto casa del giornalista vicentino poco conosciuto? A farlo diventare grande protagonista difeso perfino dalla Meloni.

I contestatori, più che a raggiungere l’obbiettivo, non sanno resistere al desiderio di esibirsi.

Questo è il punto. Tante manifestazioni, più che a raggiungere obiettivi concreti, servono all’esibizione dei manifestanti.

Abbiamo più associazioni, anche farlocche, che cittadini. Servono anzitutto ai presidenti per esibirsi e sperare di venire intervistati.

Poi perché in tutti i talk show i conduttori straparlano? Per esibirsi anzitutto loro più ancora degli ospiti.

Esibizionismo malattia infantile dell’umanità. E non c’è alcun rimedio.

MELONI: “CROLLO RIMANDATO”

Diamo atto alla premier, con questa dichiarazione fatta, di essere spiritosa. Ma come mai a Venezia, città sempre sul filo, ha stravinto il centrodestra, come riconosciuto anche da tutti i giornali di sinistra? Perché l’errore colossale del Pd è stato arruolare elettori islamici, e i veneziani non sono così bauchi da votare Islam…

Dopo di che la vittoria alle amministrative conta poco niente rispetto alle politiche del prossimo anno.

E qui Giorgia Meloni ha un grosso problema: Vannacci. Con la discesa in campo del generale anche il centrodestra è diventato un campo largo. Diviso non unito, proprio come il centrosinistra.

Lo conferma la dichiarazione di Marina Berlusconi: Forza Italia farà parte della coalizione purchè non ci sia Vannacci.

Dichiarazione che mi pare autolesionista perché hai l’interesse a restare unito, se invece ti dividi favorisci i tuoi avversari.

In vista delle politiche questo mi pare il grosso problema che Meloni dovrà cercare di risolvere: tenere uniti del centrodestra sia Forza Italia che Vannacci.

Sfida non da poco che rende incerto l’esito delle elezioni del prossimo anno.

LA STABILITA’ E’ UN PILASTRO

Tra i tanti problemi del nostro Paese c’è sicuramente anche quello di governi che duravano qualche anno per non dire qualche mese. Tant’è che se ne contano decine dalla nascita della Repubblica. La stabilità, la durata, di un qualsiasi governo è fondamentale per cercare di fare qualche riforma che, purtroppo da noi, è impresa impossibile o quasi.

Riforme ostacolate da tanti fattori: opposizioni che pensano sempre ad opporsi e mai all’interesse comune del Paese. Corporazioni che pensano anzitutto a tutelare i propri interessi, a scapito dell’interesse generale. Sindacati spesso impegnati anzitutto a soddisfare i propri iscritti più che contribuire al futuro del Paese.

Chiaro che anche per affrontare problemi drammatici come gli attuali, le guerre e i conseguenti spaventosi contraccolpi economici, minimo è avere un governo stabile; altrimenti hai già calato le braghe in partenza.

Dopo si che, sia chiaro, che un governo stabile è solo il presupposto, non la soluzione. Ma deve essere altrettanto chiaro che, senza un governo stabile, manca perfino il presupposto, cioè la possibilità di tentare interventi concreti ed efficaci.

SE INFANGHI NON BASTA SCUSARSI

Ranucci su Nordio ne ha dette di tutti i colori, poi si è scusato. Direi che non bastano le scuse.

Il problema di fondo è che noi giornalisti siamo tutti, o quasi, schierati.

Schierarsi è il mestiere, il dovere, dei politici. Noi giornalisti dovremmo essere equidistanti, imparziali, impegnati a dare spazio a tutte le opinioni, partendo da quelle che più ci fanno orrore.

Ma trovarne uno di conduttore del talk che non sia schierato a destra o a sinistra è impossibile.

Basta guardare ogni giorno le testate che non si limitano a riferire l’intervento della premier, tutte schierate pro o contro Meloni.

Se vogliamo consolarci è così in ogni Paese: dall’America con Trump, alla Francia, la Spagna, la Germania, la Gran Bretagna.

C’è una soluzione? Non c’è.

Pensare che basti una scuola di giornalismo è come credere che bastino le scuole per indurre i ragazzi a non essere violenti.