Già contro la Carrarese i segnali erano stati preoccupanti. Ma spegnerli sul nascere non era stato poi così difficile, visto che si era trattato della prima sconfitta stagionale maturata “in quel modo”. Con la squadra incapace di reagire dopo il primo gol dell’avversario, sgonfia, sottotono. A Cremona la reazione, dopo aver preso non uno ma due gol nei primi cinque minuti, c’era stata e il gol di Pompetti arrivato prima del riposo aveva fatto rientrare in partita il Padova. A Palermo poi non ne parliamo: il vantaggio biancoscudato era stato meritato, si era perfino sfiorato il raddoppio. La sconfitta finale aveva avuto il sapore dell’epilogo sfortunato, immeritato.
Con gli apuani invece è stato arduo fin da subito trovare una spiegazione. Un perché. L’involuzione è stata immediatamente evidente agli occhi dei tifosi che, guardando il calendario dopo la sosta di tre settimane, si erano ingolositi pensando che due partite consecutive in casa potessero coincidere con “6 punti sicuri”. Si è cercato di archiviare al più presto lo stop inatteso, di lasciarsi alle spalle le sgradevoli sensazioni, e di puntare sulla sfida contro la Virtus Entella per il pronto riscatto.
Purtroppo l’incubo, invece che interrompersi, si è prolungato. Il Padova non è riuscito a risvegliarsi. E contro la Virtus Entella è andata perfino peggio. Non dal punto di vista della stretta prestazione (il Padova si era pure portato in vantaggio, qualcosa in più ha messo in campo) ma della mancata reazione al pari e al sorpasso dei liguri. Anche in questa partita si è spenta la luce.
E non è stato dunque possibile passare oltre senza fermarsi a riflettere. Non è stato possibile non prendere atto che con la Carrarese non si era trattato affatto di una giornata storta, bensì dei primi sintomi di un malessere che è poi esploso in tutta la sua gravità nella gara successiva.
Inevitabile il confronto tra proprietà e responsabile dell’area tecnica. Altrettanto inevitabile che Antonio Calabro, l’allenatore, sia stato messo in discussione. Che siano calati dei dubbi sulla sua gestione fino a questo momento, vista l’involuzione del gruppo. Tutto legittimo. E’ stato però ragionevole che il titolare della panchina non sia stato sollevato dall’incarico così in fretta. Senza avere l’opportunità di dare seguito (e concretezza) alle dichiarazioni con cui si è presentato sabato in sala stampa, chiedendo ai suoi giocatori il “sangue agli occhi” e l’essere “cazzuti”. L’esonero alla settima giornata avrebbe avuto il retrogusto amaro della scelta fatta con troppo petto e troppa poca testa. Calabro resterà al suo posto dunque, almeno fino alla sfida di sabato prossimo ad Avellino. Dove, più che alla vittoria (che, comunque, dovesse arrivare, sarebbe ben gradita!), il Padova sarà chiamato a rialzarsi dal punto di vista morale e mentale. Facendo sì che lo smarrimento di questi ultimi 180 minuti lasci il posto a nuove certezze. A nuove basi, il più possibile solide.


io rabbrividisco perhè ho la bruttissima sensazione che non ci siamo proprio, ma da un paio di settimane e che sia inutile aspettare. Purtroppo certi connubi non funzionano, amici come prima, abbiamo sbagliato. Quanto alle dichiarazioni di Calabro (cazzuti, sangue agli occhi…) mi fanno ricordare niente popò di meno che Marcolin! credo di aver detto tutto
Ciao Martina, mi dispiace ma stavolta non mi trovo d’accordo con te. Secondo me l’esonero ci stava tutto perché sabato scorso e domenica scorsa vedendo la partita si capiva chiaramente che Calabro non ha più in mano il gruppo. Che poi la,dichiarazione post Carrarese che è ancora alla ricerca dell’11 ideale suona abvastanza inquietante tenuto conto dell’estate e di ben 20 giorni (20!) di allenamenti a porte chiuse con tutta la rosa a disposizione durante la pausa nazionali. Forse subito dopo la Carrarese poteva risultare una decisione di pancia ma dopo sabato no! Ora si va avanti e ad Avellino con lo stesso staff: bene se come è probabile saremo qui a parlare della 4 sconfitta consecutiva cosa facciamo esoneriamo l’allenatore quando la prossima con il sud tirol e solo dopo 3 giorni? Quindi passerà un altra settimana e altre 3 partite cosi rischiamo veramente di finire in coda alla classifica…agire tempestivamente e non perdere altro tempo! Beninteso, sempre che non si sbagli più la scelta di chi debba subentrare. Ora si è deciso di proseguire cosi: non sono d’accordo ma rispetto la decisione per un senso di unità di intenti e di compatezza con tutto l’ambiente del nostro Padova.
Martino hai ragione, nemmeno io sono d’accordo con Martina ( comunque il Padova è passato in vantaggio perché so sono fatti gol loro da soli altrimenti buona notte- ma non si è visto sul monitor?-) e se il Padova è questo l’ unica speranza di vittoria e’ rubarla come Pisa ed ancora di più Ascoli.
Martina basta difendere questi scappati di casa , non li meritano!