Bortolussi, Seghetti, Pastina, Galazzi. Contro Empoli, Reggiana, Pescara, Ascoli. Per un totale di 12 punti. 13 aggiungendo L’1-1 nel derby contro l’Hellas Verona.
Non si può più pensare che si tratti di una coincidenza. Qui gli indizi cominciano a farsi pesanti, siamo ormai alla prova certa: dal giorno in cui la nuova curva sud è diventata splendida realtà con conseguente ritorno del tifo caldo a bordo campo, il Padova non solo non ha più perso in casa ma proprio in quell’orribile stadio, odiato e maledetto da tutti fin dal giorno della sua inaugurazione per la bruttura e la freddezza che lo hanno da sempre caratterizzato, ha portato a casa, segnando sotto quel muro incredibilmente bello di tifosi biancoscudati, l’agognato traguardo della salvezza in B. E ha iniziato col piede giusto anche l’attuale campionato, quello in cui la squadra cercherà di mettere solide fondamenta per poi tentare il salto in serie A nei prossimi anni.
Sì, quello che per oltre 30 anni è stato l’antistadio, l’anticalcio e l’antitifo, si è trasformato all’improvviso in un impianto in cui assistere ad una partita di pallone è di nuovo un’esperienza meravigliosa, totalizzante, coinvolgente. Pare impossibile che, solo due anni fa, il 26 agosto del 2024, ad assistere a Padova-Trento, prima giornata del campionato di serie C che si è concluso con la promozione nella cadetteria, vi siano entrati solo 1.164 spettatori. Che gli spalti, così a lungo, siano stati vuoti, desolatamente vuoti. E che contro Verona e Ascoli, si siano invece sfiorate le 12.000 presenze.
Di fronte a questi risultati, sul terreno di gioco e sugli spalti, si può finalmente dire che a Padova torna ad avere valore il fattore campo. Il tifo dell’Euganeo è in grado di determinare, di fare la differenza, di avere un’influenza positiva sulle partite. Anche quelle difficili, decisive.
Basta guardare la dinamica delle vittorie che sono state portate a casa all’Euganeo da marzo in poi, tutte per 1-0, tutte all’ultimo sangue: Padova-Empoli, gara bloccata, decisa da un gol di Bortolussi sotto la curva nel secondo tempo. Padova-Reggiana, gara bloccata, decisa da un gol di Seghetti sotto la curva nel secondo tempo. Padova-Pescara, gara difficilissima, che valeva la permanenza nella categoria riconquistata solo l’estate precedente, decisa da un gol di Pastina sotto la curva nel secondo tempo dopo un rigore parato da Sorrentino dalla parte opposta. Padova-Ascoli, partita in cui l’avversario ha avuto almeno 4 nitide palle gol, decisa da un gol di Galazzi sotto la curva nel secondo tempo. Mettiamoci dentro anche Padova-Verona: il momentaneo vantaggio biancoscudato è avvenuto sotto la Nord (ed è stato frutto di un’autorete) dove poi l’Hellas ha colpito una traversa sul risultato di 1-1 e dove, sabato scorso, pure l’Ascoli ha preso un palo e non ha realizzato il gol del pareggio.
Coincidenza? Anche qui, proprio no. E’ l’Euganeo che finalmente fa il suo mestiere di stadio di casa. Contribuendo a creare quel clima che serve a una squadra che ci gioca dentro per avere la spinta in più da aggiungere al proprio patrimonio tecnico-tattico per provare a vincere.


Moscato, per come si gioca e per tutti gli episodi a favore ( traverse-pali ecc.) secondo me è proprio una coincidenza