Temo che si stia sbagliando prospettiva dell’analisi. Ce la prendiamo con Presidio Investors, ma è come prendersela con il medico che ti cura e non con la malattia (e le sue cause). Perché, magari sbaglio, ma a me pare chiaro che il fondo abbia rilevato la proprietà da Setti con una missione chiara: risanare una situazione debitoria del Verona che era, per usare un eufemismo, complessa.
Quando il presidente esecutivo Zanzi, che rappresenta gli americani, dichiara che “ogni euro incassato viene messo nel club”, credo voglia dire tra le righe proprio questo: i soldi vengono messi nel Verona, non solo o non tanto sul mercato o altri investimenti, ma per alleggerire i debiti. E quando devi ripianare non stai lì tanto a menarla, appena arriva la plusvalenza buona prendi e porti a casa.
Lo hanno sempre detto tutti: Presidio è un fondo di medie dimensioni specializzato nel valorizzare gli asset per poi rivenderli. Lo traduco a modo mio: “valorizzare” non vuol dire altro che “risanare” per rendere appetibile poi la società, operazione che è nell’interesse delle banche creditrici. E sarà nel prossimo bilancio che avremo davvero contezza di questo.
Chi scrive è decisamente avverso al calcio dei fondi, della finanza ecc., ma quel che conta in questi casi non è tanto come le pensa tizio o caio, ma tenere conto del principio di realtà (finanziaria): il Verona un anno fa non se la passava benissimo, da lì si deve partire. Poi capisco la rabbia dei tifosi, gli unici legittimati a esprimerla perché loro sono quelli che spendono tempo e soldi, e non sono deputati a sapere e a discernere di finanza (peraltro il volantino di Hellas Army è centratissimo), ma vivono di passione e risultati sul campo.
Detto questo, la (probabile) retrocessione non era preventivata e – Zanzi dixit – “sono stati messi 35 milioni per il mercato”. Una cifra più che adeguata per una squadra che si deve salvare. Tradotto: come scritto qua la settimana scorsa, non siamo ultimi per colpa di Presidio, gli errori semmai sono stati fatti nell’area tecnica. E ora non possiamo chiedere al povero Sammarco di chiudere la stalla ora che i buoi sono scappati.
Cosa accadrà in caso di serie B? Dal momento che sarebbe scorretto intellettualmente fare processi alle intenzioni, anche qua dobbiamo restare alle dichiarazioni di Zanzi, che non è vero che in 41 minuti di conferenza stampa non ha detto nulla: “Il nostro è un progetto a lungo termine e in caso di retrocessione saremo pronti”, la sua chiosa. Ergo, l’obiettivo sarà risalire, penso attraverso il paracadute e una ricapitalizzazione sostenibile. Mi pare una rassicurazione tonda. Ovviamente sono parole precise e che impegnano e su queste sarà giudicato (e giudicata la proprietà).

