Si stracciano le vesti, lor signori: “Presidio Investors fa speculazione finanziaria”. O signora mia, non esistono più i valori di una volta! E nemmeno le mezze stagioni. E i giovani d’oggi li ha visti? Ma dove mai andremo a finire? Un fondo d’investimento che fa finanza: sconcertante, nevvero? Un fondo di private equity che vuole guadagnare denaro sul denaro: stupefacente!
Alti lai che sono acqua fresca. Tra l’altro pare che siamo ultimi per colpa di Presidio, come se andasse in campo o in panchina la società. Che ora, certo, ha precise colpe: un mercato invernale da “si salvi chi può” e silenzi pesantissimi (ma per chi rimpiange il passato, sarebbe lecito sapere con quale situazione debitoria il fondo ha rilevato il Verona, perché la mia sensazione è che sia un garante per le banche). Tuttavia la proprietà americana in estate la squadra l’aveva fatta, eccome: alzando budget e monte ingaggi e confermando (con pieni poteri) un direttore sportivo come Sogliano, che ha inserito bravamente un mix di giocatori esperti di livello internazionale (gente che è stata od è nel giro di nazionali importanti, come Bella Kotchap, Nunez, Nelson) e promesse in erba (Orban, Belghali e Giovane). In tanti lo sostenevano, in primis l’allenatore Zanetti: questa squadra è più forte dell’anno scorso. E non parlatemi di infortuni: siamo in emergenza adesso, ma siamo ultimi praticamente da inizio campionato con tutti a disposizione (tranne Suslov, peraltro mai valorizzato quando c’era).
La rosa, quindi, è sempre stata competitiva per salvarsi. Il problema è che la squadra via via si è persa, il gruppo si è sfaldato (il caso Nunez è emblematico, ma non è il solo), mentre il tecnico ha nascosto la polvere sotto il tappeto parlando di sfortuna e di “numeri che comunque ci danno ragione” ecc. Ecco, il peccato originale di Sogliano, abilissimo come pochi come talent scout, è essersi ostinato su Zanetti. Che in estate ha confermato, nonostante le fragilità tattiche ed emotive denotate dall’allenatore nella scorsa stagione; e che poi ha difeso a spada tratta, a prescindere, in qualsiasi situazione, non mettendolo mai in discussione (e di conseguenza Zanetti non si è mai messo davvero in discussione). La scelta non ha pagato. E purtroppo la carriera di Sogliano è costellata da campionati non andati in porto per valutazioni azzardate in panchina (Carpi, Bari e Padova). Ed è un peccato, perché è un uomo perbene e un dirigente che sa scovare calciatori forti in ogni angolo del mondo, i quali con allenatori più brillanti sarebbero ulteriormente valorizzati.
Ciononostante questa serie A, come ogni anno, è il solito ciapanò, tale è il livello di mediocrità e di modestia che c’è in giro. Nonostante i disastri, le sconfitte e le goleade in serie, con un inversione di rotta si potrebbe ancora raddrizzare la barca. Ma poi non venitemi a parlare di miracolo, San Gennaro o Sant’Antonio lasciamoli agli altri: la salvezza per il Verona era ed è un obiettivo, non uno scudetto, non un’impresa. La vita ce la siamo complicata da soli. Retrocedere sarebbe un fallimento sportivo.

