24
set 2017
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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LA LEZIONE DI SCEMMA (CHE SETTI NON IMPARA)

Paolo Conte spiega il Verona. “Onda su onda il mare mi porterà alla deriva, in balia di una sorte bizzarra e cattiva”. Quando sei dannatamente senza parole ti affidi ai poeti.

Giampaolo Pazzini racconta il Verona: “Il problema non è che non segniamo, il problema è che non tiriamo in porta. Ci manca coraggio e gioco. Pure l’anno scorso in B abbiamo fatto fatica per due mesi, figuriamoci ora in A. La mia panchina di inizio campionato? (faccia eloquente, nda) Per ora non ne parlo, saprete tutto più avanti, posso solo dire che io non ho mai voluto andare via da Verona”. Quando ti sei abbondantemente rotto le palle delle solite scuse, delle ridicole dichiarazioni, arriva Pazzini a scoperchiare il vaso di Pandora.

Dopo la Sampdoria ero intimamente perplesso. Un pari raffazzonato, stiracchiato, con una Samp parsa limitata da se stessa, dalla propria sufficienza, più propensa a gestirsi, al compitino, e con calciatori determinanti in panchina. Ciononostante il Verona è riuscito a fare una fatica boia anche lì, e se non ha perso è grazie a tre circostanze fortunose. Certo, con qualche cenno di vitalità, ma uno strapuntino nulla più.

Ma ho preferito seguire la lezione del saggio: “Piuttosto di parlarne male, non parlarne”. In questi giorni serviva alimentare con senso di responsabilità quel flebile spiraglio. Meglio il silenzio che l’ipocrisia. Ma ora a travolgerci è la realtà. Impietosa. Ineluttabile.

La Lazio ci ha riportato sulla terra, anzi sotto, dove il Verona sta sprofondando, con rilassata rassegnazione e boriosa presunzione.

E quel che è peggio è che siamo senza guida, con un allenatore che pare inadeguato, catapultato in un mondo più grande di lui; un direttore sportivo ciecamente e acriticamente innamorato del suo tecnico e della sua (presunta) idea di calcio, nonché in difetto di carisma e dunque con tutta probabilità non all’altezza nei compiti di gestione quotidiana, ma soprattutto – ed è la cosa che fa più male – un presidente di fatto assente, freddo, distaccato. Setti “ha dei doveri nei confronti della piazza. Se fai il presidente del Verona non hai diritto alla ritrosia” mi e ci ha ricordato quel maestro di giornalismo che è Adalberto Scemma, uomo dalla schiena dritta e dal cervello fino. E l’onestà intellettuale e il senso critico in questo momento ci servono come il pane, perché ci aiutano a capire e a vincere lo smarrimento.

Il resto lo fa la fede. “Il Verona ha un’epica gloriosa e tragica, che tocca gli estremi. Lo scudetto e il fallimento, la grande Europa e la serie C. E le due più incredibili e pirotecniche retrocessioni della storia del calcio, quella del 2001 con Malesani e del 1958 con Del Vecchio. Il Verona è follia e squilibrio. E lo squilibrio è vita, è la Fenice, è la poesia della resurrezione. Meglio folli che piatti, il piattume è morte, il Verona è vita. Per questo il Verona si ama”. Parole ancora di Scemma. Parole di amore.

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29 risposte a “LA LEZIONE DI SCEMMA (CHE SETTI NON IMPARA)”

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  1. giulio scrive:

    Completamente d’accordo sui contenuti – ma se non si cambia allenatore SUBITO siamo in B sicuri.
    Peccato.
    PS anche mio figlio d i14 anni, che ha visto lega pro e serie b, domenica invece della partita con la Lazio ha preferito andare a fare un giro con gli amici (tanto prendiamo altri 5 gol). Così inizia la fine della storia, quando viene meno il ricambio generazionale.

    1. Luca scrive:

      CURVA SUD MARCHE
      Carissimo Stefano ,io non fatico ad individuare Setti come responsabile di questa situazione ,ci mancherebbe lui e' il presidente !
      Pero' io faccio solo il tifoso e cerco di giudicare quello che vedo in campo e secondo me cambiando il tecnico hai buone possibilita' di salvarti anche con questa rosa.Sulle nuove leve hai pienamente ragione ,mio figlio 9 anni ,ha smesso di chiedermi di portarlo a Verona per vedere la partita……..
      Amarezza Assoluta , un abbraccio!

      1. Luca scrive:

        CURVA SUD MARCHE
        Cambiamo subito allenatore se vogliamo salvarci altrimenti addio sogni di gloria.
        Dico questo da Gennaio…..
        Avanti Blu

        • Stefano scrive:

          È vero, te lo riconosco…hai espresso perplessità su pecchia in tempi non sospetti. Però fatichi ancora ad individuare il principale responsabile di questa disfatta sportiva, ovvero Setti. Dobbiamo far avvicinare le nuove generazioni al Verona, ma con questa società di dirigenti calcistici improvvisati facciamo venire il volta stomaco.

        1. Bruno scrive:

          Bravo Francesco, l’intervista a Scemma è veramente un piacere da leggere.
          Chiedete a lui di fare una domanda a Setti, del tipo: Presidente lei pensa di aver acquisito sufficienti meriti nella gestione del Verona che le valgano come crediti presso i tifosi gialloblu per essere perdonato o tollerato ancora per molto? e per quanto ancora secondo lei?

          1. Bruno scrive:

            l’intervista ma soprattutto l’espressione di Pazzini ha detto tutto quello che dovevamo sapere dello spogliatoio attuale.
            I giocatori non stimano Pecchia, è evidente.

            • Simone scrive:

              Dice Pazzini: “Questa è la serie A e non possiamo sbagliare niente sennò ci puniscono all’istante”. “L’unica squadra alla nostra portata è forse il Crotone, il resto sono tutte squadre più forti di noi”. Quindi qualità della squadra insufficiente per la categoria. “Mercoledì abbiamo speso tanto sotto l’aspetto mentale e fisico e oggi probabilmente abbiamo pagato anche questo. Chiaro che se non giochi come con la Sampdoria (cioè dando il massimo), perdi”. Quindi energie psico fisiche non totalmente recuperate dopo la partita di mercoledì. “Il Verona è questo? (Sospiro…) E’ vero che noi possiamo fare qualcosa in più ma tutte hanno più qualità. Siamo una squadra molto giovane, c’è chi non ci ha mai giocato, e quindi è complicato e si vede soprattutto nei momenti in cui serve la reazione, che non c’è. Abbiamo avuto problemi in B di personalità quando eravamo in difficoltà…” Quindi mancanza di giocatori di esperienza e personalità. “Con la Sampdoria abbiamo dato tutto, ma se Caracciolo non fa il miracolo al 90esimo perdi anche quella. Noi dobbiamo dare qualcosa in più per pareggiare, e quindi dobbiamo crescere velocemente.” Quindi nonostante l’impegno messo, rischi di perdere lo stesso. “Delle mie assenze le prime giornate ora non è il momento di parlare, è una cosa di un mese fa e ora è passata, ora l’importante è l’Hellas. Cambieranno i giocatori, il presidente, ma l’Hellas resterà, come dicono i nostri tifosi”. Chi ha deciso veramente le panchine di Pazzini, Pecchia o la società? E perché? “Dobbiamo stare tutti uniti e tentare di far punti. La cosa positiva è che nessuno è scappato ad ora.” Quindi siamo messi male ma come noi ad ora altre. E aggiungerei che noi abbiamo incontrato Napoli, Roma, Lazio e Sampdoria. “Così è difficile perché non riesci a tirare in porta, attacchiamo troppo leggeri.” “L’atteggiamento della squadra deve essere sicuramente più propositivo, meno paura, col giusto entusiasmo. Ma non c’è, abbiamo troppo timore, bisogna rischiare”. Problemi quindi di personalità (vedi prima), di qualità e tattici, quando hai la possibilità di fare il contropiede e stai fermo vuol dire che manca la voglia di attaccare. “La reazione è stata una cosa istintiva, dalla voglia. Io non ho mai pensato di andar via da Verona. Io. Ci sarà modo di parlarne ma ora dobbiamo stare lì attaccati per l’Hellas”. Attendo… “I miei compagni di reparto sono giovani… sono giovani… sono molto giovani, e non i può pretendere da loro troppe cose. Danno quello che possono, come Bearzotti.” Ancora, la costruzione della squadra e le sue lacune. “Non sono preoccupato ma dobbiamo fare di più tutti, con più personalità, la pressione non dovrebbe esserci, dobbiamo rischiare di più, l’ho anche detto a tutti”. Io non so, secondo te a chi sta dando le maggiori responsabilità della situazione date le parole sopra riportate? E come dividiamo le colpe?

              • Bruno scrive:

                Eh no Simone, abbi pazienza: Pazzini dice che problemi di personalità li abbiamo avuti anche in B per cui non si tratta del valore dei giocatori, dato che in B avevamo la rosa più competitiva di tutti (al pari del Frosinone).
                Si è accorta tutta Italia che Pecchia non sa allenare, e tu ancora cerchi il pelo nell’uovo per fare duemila distinguo?
                Ma non ti ricordi la reazione di Pazzini a Novara?
                Ma non hai visto Fossati che si sbracciava per far salire i compagni su un calcio di punizione con la Samp?
                Non vedi che i terzini non fanno una sovrapposizione che una, pensi che non siano capaci di farlo oppure che abbiano la consegna di non perdere la posizione?
                Pazzini ti dice che non c’è entusiasmo, caspita! Io ieri ero al Bentegodi e il tifo sembrava quello di chi sta lottando per un posto in Eufa! Sono tutti scoglionati per colpa dell’allenatore che li imbambola di tattica.
                Hai visto ieri che il povero Lee, gasato per la disperata ovazione del Bentegodi, è stato richiamato da Pecchia a stare cinque metri più indietro sulla fascia sinistra quando mancavano 5 minuti ed eravamo sullo 0 a 3? Mi ti pare normale un allenatore che si comporta così?

                • Daniele scrive:

                  Sono d’accordo con te Bruno, i giocatori non hanno piu entusiasmo, o non seguono piu pecchia, o è pecchia che da ordini sbagliati. In entrambi i casi c’è un problema grosso, la guida tecnica.
                  E lasciamo stare il discorso giocatori scarsi, che sia vero o meno, comunque quelli sono e non si possono cambiare.
                  Quello che si può fare però è cambiare allenatore.

                • Simone scrive:

                  O qualche problema sulla scelta dei giocatori in questo senso c’è presumibilmente stata?

                • Simone scrive:

                  Questa squadra ha avuto tre allenatori negli ultimi due anni e tot. La mancanza di personalità è stata una costante. Colpa sempre del manico?

                • Simone scrive:

                  Bruno, ghero anca mi, e i problemi di personalità i ghera anca l’anno scorso innanzitutto perché manca leader. Non lo è Pazzini, non lo è Fossati, lo è semmai più Zuculini (più Franco che Bruno). Spalletti , che è Spalletti, in un’intervista ha fatto capire che uno dei problemi dell’Inter sta nel fatto che non ha giocatori di personalità in campo a cui affidarsi. Io non ne vedo nemmeno qui, con L aggravante che in più sen strassi. Pecchia ha evidenti responsabilità, ma dire che le responsabilità siano per lo più sue è quantomeno riduttivo. E Pazzini lo fa capire molto bene tra le righe.

                  • Simone scrive:

                    Sick, non mi hai capito.

                  • Sick boy scrive:

                    Anche Messi se vogliamo trovargli un difetto,non e’ un leader. Il problema principale e’ Pecchia,Simone. Poi non arrampicarti sugli specchi col discorso della scoperta dei giocatori l’anno scorso.Con la rosa che avevamo?ma scherziamo vero? Ovvio che chi arrivera’ dopo di lui (mi auguro gia’ oggi,ma dovremo aspettare unas settimana) non avra’ il tempo di lavorare per mettere i giocatori nelle condizioni di esplodere.

                  • Simone scrive:

                    Ho scritto: come dividiamo le colpe? Tu le colpe le dai tutte su pecchia dando alle parole di Pazzini un significato diverso rispetto al mio. Abbiamo un incapace in panchina con cui Ferrari, Zuculini, Bessa e altri hanno fatto la loro miglior stagione in carriera (con tanto di dichiarazioni chiare in tal senso). Magari arriva Iachini e bearzotti, Lee, souprayen, cerci, Fossati, Zuculini, Nicolas, valoti, zaccagni eccetera diventeranno nel giro di poche partite giocatori da serie A con tanto di personalità mai espressa in carriera. Me lo auguro. Ne riparliamo quando succederà.. Prendi pure nota.

                  • Bruno scrive:

                    No, no. Ti ostini a cercare spiegazioni diverse rispetto a quella più semplice.
                    Dovresti usare il rasoio di Occam piuttosto.
                    Pazzini tra le righe fa capire che Pecchia è un incapace, tutto qui, semplice semplice. Poi fa capire che la società si è comportata male con lui e questo già si sapeva.
                    Poi di leader in campo non è indispensabile averne se hai un gruppo affiatato e che gioca con entusiasmo e se hai un mister che ha personalità.

            1. RobyVR scrive:

              … me sa che sto giro l’epica tragica la sarà tragica-tragica.

              1. Andrea scrive:

                Scemma non parla male di Fusco, anzi.

                Infatti, secondo me, da ministro senza portafoglio ha fatto miracoli.

                Ma senza soldi non si va da nessuna parte.

                1. Maxhellas scrive:

                  Come dico da più di tre anni, il primo problema del Verona si chiama Maurizio Setti.
                  Gli altri sono solo conseguenze.
                  Il fatto è che fono a quando gli sarà conveniente tenere le mani dentro alla NOSTRA squadra, per cavarne paracadute e plusvalenze, il losco figuro non se ne andrà. A meno che non gli si renda la vita impossibile. In QUALSIASI modo ed in OGNI momento.

                  1. Massimo scrive:

                    Per Ciccio 2…….Ci sono 25 milioni di motivi per perdere perciò non scrivere NESSUNO!!!! Almeno uno te lo trovo ed ha anche un nome e cognome!!!!

                    1. Ruspa62 scrive:

                      Siamo senza guida, hai detto tutto, la sostanza è lì. Quello che lascia più allibiti è però il signore che sta in panchina.

                      1. Massimo scrive:

                        La verità caro Francesco è che a questi tre personaggi non frega un cazzo di Verona e dei suoi tifosi!!!!!

                        1. Dasimengoto scrive:

                          Il mercante di Carpi è il 1° responsabile ma non credo proprio sia intenzionato ad abbandonare il gioco ; che possiamo fare noi tifosi ? Una sana contestazione colpendolo soprattutto sul lato più debole e vulnerabile : l’ allenatore.
                          Con l’ uscita dell’ allenatore prendi 2 piccioni con 1 fava perchè invalidi di fatto anche l’operato del ds (che si è già reso ridicolo in altre occasioni) … e chissà che dulcis fundo anche il presidente decida di cambiare aria.

                          1. Ziga scrive:

                            Noialtri semo gli unici tifosi che fasemo i conti alla fine cioè quando è ormai troppo tardi…

                            1. Ziga scrive:

                              perchè non si riesce a scrivere?

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