18
dic 2017
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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TRA CORSA SALVEZZA E LE AMBIGUITÀ DI SETTI

Gira che ti rigira si torna sempre lì. Ai personalismi. Alle isterie di cui essi sono portatori. E alle dicotomie: “O con me o contro di me”. Al giubilo se si vince, o ai de profundis se si perde. Pecchia dopo la vittoria con il Milan a Radio Anch’io dichiara: “L’ambiente non ci ha aiutato”. Non ricordo contestazioni a Peschiera, o una stampa particolarmente ostile. Perché creare contrapposizioni? 

Nel mezzo si perde di vista la sostanza, che non muta neppure dopo il KO rifilato al Milan. Il Verona è una squadra costruita male e che a gennaio, se vuole avere concrete chances di salvezza e non affidarle alla roulette russa, deve essere rinforzata. Pecchia è un ‘allenatore scommessa’ che, imberbe, da un anno e mezzo si sta costruendo, come ammette a suo modo lui stesso (“siamo giovani e in crescita”, sembra parli di sé dato che l’età media della squadra non è tra le più basse del torneo). Setti è un presidente che, analizzando determinati fatti, non brilla per trasparenza e che potrebbe certamente impegnarsi di più anche sul fronte della credibilità.

VERONA MAL COSTRUITO. La squadra abbonda di mezze punte (Bessa, Valoti, Verde, Cerci) ed è senza un vero centravanti (Pazzini è sul mercato e quest’anno non è mai rientrato nei piani di Pecchia, Kean è una seconda punta). Pecchia, seppur tardivamente e spinto dall’emergenza, da Reggio Emilia propone brillantemente un 4-4-2 di mezze punte che si esalta negli spazi e in contropiede. Questo assetto è vantaggioso in trasferta o quando, come con il Milan, il Verona non deve fare la partita. Ma non può essere la soluzione del rebus, specie in prospettiva di un girone di ritorno con 4 scontri diretti in casa (Crotone, Cagliari, Sassuolo, Spal). A gennaio è indispensabile un attaccante di razza.

Manca poi un terzino sinistro che sappia innanzitutto difendere. Dobbiamo salvarci, non rappresentare un new deal di filosofia offensivista applicata al calcio, sebbene Fusco/Pecchia, per cultura calcistica, mirerebbero a questo. La campagna estiva – budget risicato a parte – e le scelte tecniche di questa prima parte di campionato rispecchiano questa loro presunzione pallonara. Pecchia fin dal ritiro era partito con l’idea di schierare terzini molto offensivi, a destra addirittura un’ala (Romulo) e a sinistra Souprayen, dignitoso negli affondi, da tregenda nei ripiegamenti, o Fares, ala pure lui. Gradualmente (ma anche in questo caso tardivamente) l’allenatore si è ravveduto, prima togliendo dai quattro Romulo, poi con il Milan arrivando a schierare a sinistra un terzino “marcatore”, Caceres, che ha giocato quasi a uomo su Suso. Cambia il calcio e gli allenatori da Sacchi in poi continuano a passare per demiurghi, ma un principio breriano è sempre valido: se sei più scarso prima devi pensare a non prenderle.

LE SPERANZE DEL GIRONE DI RITORNO. Si gioca per due risultati anche a Udine. Sarà un test impegnativo contro un avversario in salute. Prima di Cagliari tratteggiavo come linea di galleggiamento quota 16 al giro di boa. Ma chiudere l’andata a 14 (con la Juve vada come vada) non sarebbe esiziale. La quota salvezza è a 35-36 punti e il girone di ritorno (storicamente foriero di maggiori soddisfazioni per le pericolanti) non pare indigeribile. Quattro scontri diretti su cinque sono al Bentegodi (solo il Genoa è fuori, Benevento fa storia sé), mentre Benevento, Chievo, Bologna e Udinese potremmo incrociarle già meno motivate. Sarà determinante “grattare” qualche punto a chi è in corsa per l’Europa, vedi Fiorentina, Sampdoria e soprattutto Atalanta e Torino che verranno a Verona. La differenza, credo, sarà tutta lì.

SETTI E L’ONESTA’ INTELLETTUALE. Lunedì scorso Fiorani, consulente per gli affari italiani di Volpi, alla cena di Natale dello Spezia ha rivelato: “Abbiamo un contenzioso con il Verona”. Per “un investimento che il signor Volpi ha ritenuto di fare pur senza avere alcuna partecipazione in quella società o alcun ruolo decisionale. Speriamo la cosa si risolva nell’arco di qualche settimana in accordo con i tempi della giustizia civile”. A stretto giro la smentita del Verona con un comunicato ufficiale: “Non esiste alcun contenzioso in corso tra Gabriele Volpi (o società a lui riconducibili) e l’Hellas Verona FC. Gabriele Volpi (o società a lui riconducibili) non ha mai fatto investimenti o finanziamenti a vantaggio dell’Hellas Verona FC. Non esiste alcun contenzioso in corso tra Gabriele Volpi e Maurizio Setti”.

Un comunicato tecnicamente ineccepibile, ma nella sostanza furbetto nella sua incompletezza e proprio per questo non proprio esemplare sotto il profilo dell’onestà intellettuale. Sabato sul Corriere di Verona il collega Alessio Corazza ha fatto luce sulla vicenda: c’è effettivamente un contenzioso al tribunale di Genova, non tra Volpi e l’Hellas o tra Volpi e Setti (e in questo il comunicato del club è formalmente corretto), ma tra due società riconducibili a Volpi e Setti: la San Rocco Immobiliare spa, società attualmente revocata, ma della galassia di Volpi, che nell’ottobre 2015 ha sottoscritto cinque milioni di euro di un prestito obbligazionario da dieci milioni complessivi emesso dalla HV7 spa, e appunto la HV7 spa, società di cui Setti è amministratore unico e all’epoca controllante diretta dell’Hellas Verona. “Setti – scrive il Corriere – conferma l’esistenza di questo contenzioso specifico” e “sostiene al contrario di aver mantenuto tutti gli impegni”. Chi ha ragione o chi torto lo stabiliranno i giudici, ma perché ammettere l’esistenza di un contenzioso solo sul Corriere di sabato, sollecitato da un giornalista, e non di propria sponte nel comunicato ufficiale di lunedì?

Corazza poi ricorda che nell’agosto 2016 Hv7 “ha ceduto tutte le sue quote alla Falco Investments Sa, società di diritto lussemburghese”. La stessa Falco di cui ha parlato Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore il 6 marzo 2016 e Mario Gerevini il 12 ottobre 2015 sul Corriere della Sera. Ripongo a Setti una domanda che gli feci su questo blog a suo tempo: perché affidarsi a una società lussemburghese?

Setti poi ha smentito quanto il Corriere di Verona ha appreso da fonti vicine a Fiorani su “un’altra società chiamata Lonestar registrata a Panama” che “si ritiene creditrice nei confronti della stessa Falco Investments per una cifra complessiva di circa 11,3 milioni di euro”. E ha smentito “anche l’esistenza di un altro contenzioso, aperto in Lussemburgo, per il rimborso di una parte di quel presunto credito”.

Sarebbe auspicabile che Setti, in nome del principio di trasparenza, convocasse una conferenza stampa per affrontare con completezza questi nodi che contribuiscono ad alimentare il clima di ambiguità. Magari dopo l’Epifania approfittando della breve sosta del campionato.

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9 risposte a “TRA CORSA SALVEZZA E LE AMBIGUITÀ DI SETTI”

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  1. Angossa scrive:

    Caro Francesco, il Ranzani ti ha anticipato. Il feeling col gruppo Athesis ormai è prorompente ;-)

    1. andreac scrive:

      Che quel comunicato fosse maldestramente omissivo si vedeva in modo palese.
      Oltretutto di scarsissima lungimiranza in quanto era chiaro che a stretto giro si sarebbe fatta più luce.
      Ma chi le decide ‘ste cose? Setti non ha uno che gli dice “non facciamo sta cazzata”? Si è attorniato solo di yesmen?
      Preoccupante.

      Magari mi sbaglio… ma “primo non prenderle” non era un principio di Rocco? Forse poi Brera ne parlò, ma vedo fonti che riportano di come già nel Padova allenato da Rocco tra il ’54 e il ’61 ci fosse quella norma…

      • Francesco Barana scrive:

        la frase può essere di Rocco, il concetto filosofico del “difesa e contropiede” fu teorizzato da Brera già negli anni ’50

        • andreac scrive:

          e infatti parlavo del Rocco degli anni ’50… ad ogni modo lasciamo perdere, perché tra “mezzo sistema”, “calcio all’italiana” e quant’altro ci si impelagherebbe non poco…

          piuttosto, mi sembra giusto un ricordo di Brera, dato che proprio oggi cade il 25° della scomparsa.
          Se posso, consiglio il libro “Gioann Brera”, co-scritto dal figlio Paolo, per un taglio diverso sulla storia dell’indimenticabile Giovanni.

          • Marco scrive:

            “Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del campionato.” L’eterno ritorno.

      1. schetch scrive:

        Trasparenza non è certo un aggettivo che usa molto il Nostro caro Presidente, non lo è mai stato a dir il vero..vedremo se a gennaio farà qualche sforzo visto che un’altra scommessa ha dato forfait….e speriamo che i giudici facciano chiarezza.
        Pecchia non ho capito nemmeno io cosa pretenda dai tifosi,lui si chiede come mai per caso ci sia un certo nervosismo?
        Forse potrebbe essere anche colpa sua. Anche dopo la vittoria sul Milan non mi aspetto miracoli, di là ho scritto che se vuole dei tifosi che non contestano mai può andare a Milano o a Roma se crede… chè là non contestano mai.
        Hellas Huiber Alles.

        1. Parmenide scrive:

          Caro Francesco personalmente non ho nessuna voglia che Setti faccia una conferenza in quanto non abbiamo bisogno di ulteriori bugie. Il suo silenzio e’ assordante ed oramai i pezzi costruiscono una realtà sempre più chiara e, come dicono a Ferrara, se tuona da qualche parte piove. La verità viene sempre fuori inutile accelerare i tempi.
          Lunedì ero in macchina ed ho sentito Pecchia a radio anch’io e la sua intervista e’ stata molto peggio di quanto tu abbia esposto….. Vive sin dal suo arrivo una situazione tragica, in un ambiente che l’ha sempre contestato pur cogliendo tutti gli obiettivi. Evidente la sua volontà di spalare fango sui tifosi tacendo furbescamente che solo quest’anno viene platealmente contestato ( se si può chiamare contestazione). Vogliamo parlare del piccolo striscione rimosso con forza la scorsa domenica? Perché nessun giornalista ne ha parlato? ….. Volpi esonera Pecchia…. E due steward
          per 15 minuti a lottare contro il tifoso che difendeva il suo diritto di contestare con ilarità ! Mettete insieme tutto e poi ascolta i tuoni, altroché pioggia, vedrai che uragano..

          1. mir/=\ko scrive:

            Setti è un piccolo imprenditore della moda!! non stiamo parlando di Giorgio Armani!! ma di Maurizio Setti… secondo voi cosa dovrebbe dire un personaggio simile alla piazza?? far luce su cosa?? è palese che un imprenditore come Setti non può assolutamente investire nel calcio di serie A!!! può fare rischiose speculazioni finché la fortuna e i paracadute sono dalla sua parte… due sono le opzioni: o Setti è un ingordo e sta pesantemente speculando sull'Hellas con l'unico intento di accantonare in paradisi fiscali più denari possibile, oppure versa finanziariamente in una pesante situazione debitoria che lo costringe a sottrarre capitali al Verona o quantomeno a non farlo crescere!!! in entrambi i casi è meglio che se ne vada fuori dalle scatole… indire una conferenza stampa per dover ammettere di essere ciò che appare chiaro a tutti, è impensabile… il rischio di doversi arrampicare sugli specchi raccontando balle indegne ed assurde è troppo forte. la via del silenzio è l'unica!!!

            1. Stefano scrive:

              Avendo chiesto l’anticipo dei diritti TV,(fatto infuriare ADL)e tutti questi PRESTITI si capisce che il PRESIDENTE SETTI ha fatto come si suol dire IL PASSO PIÙ LUNGO DELLA GAMBA.SEMO MESSI BEN.

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